Una struttura più snella per affrontare gli aspetti operativi, una rappresentanza territoriale destinata ad allargarsi e un lavoro tecnico da avviare con anticipo per arrivare preparati alle eventuali successive fasi autorizzative. Sono i principali elementi emersi dal nuovo incontro dell’Osservatorio sul termovalorizzatore, convocato mercoledì 26 agosto dall’Unione Montana Alta Langa a Bossolasco per proseguire il percorso avviato sulla possibile realizzazione di un impianto in Liguria e sulle sue eventuali ricadute sui territori piemontesi. Al confronto hanno preso parte amministratori e rappresentanti degli enti coinvolti.
Tra gli interlocutori Davide Falletto, presidente dell’Unione Montana Alta Langa, Roberto Bodrito, delegato della Provincia di Cuneo per le tematiche ambientali in Alta Langa, ed Enrico Brizio, direttore e responsabile del Dipartimento territoriale Piemonte Sud Ovest di Arpa Piemonte.
Il punto di partenza resta la posizione già assunta dal territorio. Quarantaquattro Comuni, insieme alla Provincia di Cuneo e all’Unione Montana Alta Langa, hanno sottoscritto un documento di contrarietà alla realizzazione di un termovalorizzatore sul territorio o nelle aree limitrofe. A questa presa di posizione si sono aggiunti atti e deliberazioni adottati dagli enti locali. L’Osservatorio entra ora in una fase maggiormente operativa, con l’obiettivo di affiancare alla posizione istituzionale un lavoro di approfondimento tecnico capace di accompagnare l’evoluzione dell’iter ligure.
UNA RETE CHE PUNTA A SUPERARE I 100 COMUNI
Uno dei temi affrontati il 26 agosto è stato proprio il funzionamento dell’Osservatorio. Il modello individuato prevede due livelli di partecipazione: un gruppo ristretto, chiamato a seguire con maggiore continuità gli aspetti operativi e gli incontri tecnici, e una componente più ampia, nella quale mantenere coinvolti e informati gli enti e le realtà territoriali aderenti.
Per la rappresentanza dei sindaci nel primo livello sono stati individuati, in questa fase, il sindaco di Cortemilia Marco Zunino, o un suo delegato, e Pietro Zaottini, consigliere comunale di Prunetto delegato dal sindaco Luigi Costa. La composizione potrà essere ulteriormente integrata in relazione alle esigenze che emergeranno. La scelta di un gruppo operativo ristretto non riduce quindi la partecipazione degli altri soggetti, ma risponde alla necessità di rendere più efficaci gli incontri tecnici e istituzionali, mantenendo contemporaneamente un flusso costante di informazioni verso l’intera rete.
E proprio la dimensione della rete è destinata a crescere. Ai 44 Comuni che hanno sottoscritto il documento di contrarietà si stanno affiancando ulteriori territori e Unioni. Dopo l’ingresso della Langa Cebana e il coinvolgimento del coordinamento delle associazioni ambientaliste della Valle Bormida, le prime interlocuzioni con altre realtà territoriali indicano la possibilità di un ulteriore ampliamento. L’obiettivo è superare i 100 Comuni rappresentati all’interno dell’Osservatorio, rafforzandone il peso istituzionale e la capacità di coordinamento.
IL SUPPORTO TECNICO NELLE DIVERSE FASI
L’altro passaggio rilevante riguarda il lavoro tecnico. ARPA Piemonte partecipa all’Osservatorio con una funzione di supporto tecnico nelle diverse fasi del procedimento, contribuendo alle attività propedeutiche a una corretta valutazione ambientale delle potenziali ricadute sui territori interessati.
Durante l’incontro è stato chiarito un elemento importante rispetto all’iter. L’eventuale individuazione di una localizzazione da parte della Regione Liguria non coinciderebbe con l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto. A una possibile scelta del sito seguirebbero infatti la progettazione e, successivamente, l’eventuale procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), nel quale dovrebbe essere verificata la compatibilità ambientale dell’opera.
In presenza di possibili ricadute su territori di un’altra Regione, gli enti piemontesi interessati potranno inoltre avere un ruolo nel procedimento secondo quanto previsto dalla normativa ambientale. Da qui l’importanza di accompagnare le eventuali fasi successive con un adeguato supporto tecnico e una base conoscitiva che consenta di valutare correttamente le potenziali ricadute ambientali.
Il lavoro dell’Osservatorio consentirà così di seguire l’evoluzione del procedimento mantenendo un raccordo tra il livello istituzionale e quello tecnico, in modo che il territorio possa affrontare gli eventuali passaggi successivi disponendo degli elementi necessari alle proprie valutazioni.
LA PROVINCIA NEL PERCORSO ISTITUZIONALE
Nel corso dell’incontro Roberto Bodrito, delegato della Provincia di Cuneo per le tematiche ambientali in Alta Langa, ha ribadito la posizione dell’ente provinciale e la necessità di considerare, accanto agli aspetti strettamente tecnici, anche la storia della Valle Bormida e il percorso di sviluppo che il territorio sta portando avanti. La Provincia di Cuneo continuerà a seguire l’evoluzione della vicenda e a partecipare al coordinamento istituzionale. Il lavoro dell’Osservatorio punta, infatti, a mantenere in relazione Unione Montana, Comuni, Provincia, Regione e organismi tecnici, con ruoli distinti ma all’interno di un percorso condiviso.
La contrarietà espressa dagli enti piemontesi riguarda la possibile localizzazione dell’impianto in prossimità di questo territorio, anche alla luce delle sue caratteristiche ambientali, morfologiche e climatiche. Nel confronto è stata sottolineata proprio la necessità di non aggiungere nuove pressioni a un’area nella quale alcuni parametri ambientali, a partire dalla qualità dell’aria, richiedono particolare attenzione.
DALLA TUTELA ALLO SVILUPPO: 12 MILIONI INVESTITI SULL’AREA INTERNA
Accanto alla tutela ambientale, l’Unione Montana Alta Langa intende porre l’attenzione anche sul percorso di sviluppo che la Valle Bormida sta costruendo. Il territorio è interessato da una strategia di Area interna sostenuta da circa 12 milioni di euro di risorse pubbliche, destinati a interventi e misure pensati per contrastare le criticità strutturali e creare nuove opportunità.
La logica stessa della Strategia nazionale per le Aree interne parte dall’individuazione dei territori maggiormente distanti dai centri di offerta dei servizi essenziali, in particolare istruzione, salute e mobilità, e affianca al rafforzamento dei servizi azioni orientate allo sviluppo locale. Tra gli ambiti individuati rientrano la tutela del territorio e delle comunità locali, la valorizzazione delle risorse naturali e culturali e del turismo sostenibile, i sistemi agroalimentari e il sostegno alle economie locali.
In Valle Bormida questo percorso si sta traducendo in una serie di interventi che interessano, tra gli altri ambiti, turismo e valorizzazione territoriale, mobilità lenta, prevenzione degli incendi boschivi e recupero del patrimonio storico, insieme a misure rivolte alle comunità e alle attività economiche. In questo percorso si inseriscono anche gli interventi e le iniziative portati avanti dalla Provincia di Cuneo, che concorrono al più ampio lavoro di valorizzazione e sviluppo dell’area.
È questo il quadro nel quale l’Unione Montana colloca anche il lavoro dell’Osservatorio: non soltanto difendere il territorio da possibili nuove criticità, ma tutelare un percorso di rilancio sul quale sono già state impegnate importanti risorse pubbliche. Preparare per tempo gli strumenti tecnici, costruire una rappresentanza istituzionale sempre più ampia e mantenere un confronto costante tra gli enti significa quindi accompagnare le eventuali prossime fasi dell’iter con dati e competenze, salvaguardando al tempo stesso le prospettive di sviluppo della Valle Bormida e dell’Alta Langa.
C. S.
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