La Castellanzese si appresta a iniziare ufficialmente la nuova stagione sportiva. Nella settimana che porta all’esordio in campionato, la società si è presentata allo stadio “Provasi” di Castellanza con una conferenza stampa a tre voci. Insieme al presidente Alberto Affetti, hanno preso la parola il responsabile dell’area tecnica Andrea Gritti e il nuovo allenatore Francesco Bolzoni per fare il punto sulla situazione della squadra, tra le difficoltà estive legati ai ripescaggi e le ambizioni per il futuro. L’appuntamento con la prima gara ufficiale è fissato per domenica 6 settembre, quando tra le mura amiche affronteranno il Pontedera alle ore 15.
L’estate dei ripescaggi e gli obiettivi neroverdi
L’estate della Castellanzese è stata segnata da un lungo periodo di attesa prima di avere la certezza matematica di disputare la Serie D in attesa del ripescaggio dopo la retrocessione ai playout contro la Varesina. Un’incertezza che ha condizionato inevitabilmente anche la preparazione e le operazioni di calciomercato. «Tutti sapete che le temperature erano elevate – il commento del presidente Alberto Affetti –, quindi abbiamo sudato davvero molto, sia in senso metaforico sia fisico. Metaforico perché la nostra situazione lasciava pensare a al ripescaggio ma fino all’ultimo non abbiamo avuto la certezza della nostra posizione. Però conoscendo la materia e i numeri avevamo già accettato questa eventualità. Le certezze sono arrivate solo quando da Roma ci hanno dato il via libera; fino a quel momento, trattandosi di ipotesi, tutto poteva ancora essere ribaltato. Fortunatamente le cose sono andate come speravamo. Certo, non è stato facile. Non spetta a me entrare nel dettaglio del calcio mercato ma conoscendo lo svolgimento dei fatti è chiaro che l’incertezza sulla categoria condiziona l’approccio con i giocatori. Se fai dei programmi e poi questi vengono frenati dalla categoria non ancora definita, le difficoltà aumentano, perché certi profili non scendono a compromessi se manca la certezza del campionato. Alla lunga queste criticità diventano ostacoli concreti e oggettivi che pesano sull’intera stagione».

La costruzione della squadra e il ruolo del mister
Il presidente ha poi spiegato le dinamiche interne e gli obiettivi fissati per la nuova annata, evidenziando la fiducia riposta nei confronti dei suoi collaboratori per la gestione della rosa.
«Quando collaboro con qualcuno – ha aggiunto il presidente Alberto Affetti – lascio sempre un adeguato margine di autonomia nella gestione delle scelte. È ciò che è successo con Andrea Gritti, a cui ho affidato l’incarico di costruire la rosa e selezionare lo staff tecnico. Naturalmente mi aggiornava e si confrontava costantemente con me per portare avanti una visione condivisa. Al mio fianco c’è il mister Francesco Bolzoni, una figura che non ha bisogno di presentazioni per la sua carriera nel mondo del calcio e che si è già affacciato alla panchina nelle ultime stagioni. Quest’anno ha il compito di guidare la Castellanzese in un girone d’acciaio, un impegno indubbiamente gravoso. Nonostante le difficoltà che hanno condizionato la campagna acquisti in questa calda estate, confidiamo di trovare l’equilibrio giusto per ottenere i migliori risultati possibili. Sia chiaro: non partiamo con l’obiettivo di vincere il campionato. Il nostro traguardo fondamentale è mantenere la categoria in tranquillità, senza l’assillo dei playout. Raggiungere una posizione di media classifica rappresenterebbe già un ottimo risultato.»
Sfide affascinanti e un girone di ferro
Nel raggruppamento assegnato alla Castellanzese figurano piazze storiche e blasonate del calcio lombardo e nazionale, un fattore che regala grandi motivazioni a tutto l’ambiente.
«Giocare contro squadre come Varese, Pro Patria, Varesina o Pro Sesto, per citarne alcune, è estremamente stimolante – ha sottolineato il presidente neroverde –, specialmente per una società abituata in passato a contesti e avversari differenti. La Pro Patria, ad esempio, racchiude una parte importante della storia del calcio italiano tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta: come si fa a non essere motivati di fronte a una partita del genere? Non chiamiamolo derby, altrimenti rischio altre critiche come quando l’ho definito tale per la sfida con il Legnano, ma resta comunque un confronto affascinante e ricco di stimoli tra due realtà con obiettivi diversi, dove alla fine deciderà il campo undici contro undici.»
La visione tattica e la crescita del gruppo
Il nuovo allenatore neroverde Francesco Bolzoni si dimostra conscio della complessità del percorso, puntando forte sulla risposta e sulla disponibilità del gruppo durante le settimane di lavoro svolte finora.
«Come ha detto il presidente – le parole dell’allenatore –, il girone è sicuramente di ferro, con tutte le sue difficoltà, ma ha anche i suoi pro e i suoi contro. Farne parte permetterà a tutti i giocatori di crescere maggiormente rispetto a un raggruppamento sulla carta più agevole. Sappiamo che in ogni partita la squadra dovrà dare il 100%, perché le compagini costruite per vincere il campionato sono numerose. Per quanto riguarda il gruppo, è chiaro che l’incertezza sulla categoria durante una fase del mercato ha portato innesti con caratteristiche leggermente diverse da quelle previste, o con qualche recupero da infortunio ancora in corso. Tuttavia, dal 27 luglio a oggi la squadra ha fatto passi da gigante: nonostante la sconfitta di domenica, molti elementi sono cresciuti sia sul piano fisico sia su quello mentale. Abbiamo lavorato moltissimo sull’identità di gruppo, assimilandone concetti e principi fin dal primo giorno, e i ragazzi stanno dimostrando di saperli tradurre sul campo.»
Verso l’esordio contro il Pontedera
Con il debutto alle porte, il tecnico analizza il livello di assimilazione dei suoi schemi e lo studio degli avversari in vista della prima giornata di campionato.
«Sì, ho già visto sprazzi di quello che desidero proporre – ha continuato l’allenatore Francesco Bolzoni –. Non è un percorso semplice per un gruppo quasi del tutto rinnovato metabolizzare e tradurre in campo così tante informazioni in un arco di tempo ridotto. Rispetto alle prime amichevoli, dove prevaleva l’iniziativa individuale dei singoli, nelle ultime uscite si sono finalmente intravisti i concetti su cui stiamo battendo. Il lavoro da fare è ancora lungo, ma mi confronto costantemente con la squadra e con gli elementi più esperti, sapendo esattamente su cosa fare leva per migliorare. La partita contro la Pro Patria sarà un appuntamento importante e complesso come tanti altri, in cui l’obiettivo primario rimarrà quello di conquistare punti e garantire una prestazione all’altezza. Prepariamo ogni singola settimana con il massimo impegno, trattando questo incontro con la stessa dedizione e concentrazione di tutte le altre gare del campionato. Sia in Serie D che in Eccellenza c’è ormai la possibilità di recuperare i video delle gare degli avversari, ed è quello che facciamo regolarmente insieme allo staff per studiarli: abbiamo già analizzato il Ponte per individuarne le caratteristiche principali. Preparammo la partita cercando da un lato di sfruttare i loro punti deboli, dall’altro valorizzando gli aspetti che nel nostro gioco stanno crescendo e funzionando bene. In questo momento siamo circa al cinquanta per cento del nostro potenziale: la mia è un’idea di calcio molto dispendiosa e, arrivando da un periodo di preparazione, qualche giocatore è ancora un po’ indietro sotto il profilo fisico. So di chiedere molto ai ragazzi, ma mi stanno dimostrando grande fiducia e io ne ho in loro: sia in allenamento che in partita garantiscono il massimo sforzo e impegno. Chiaramente mancano ancora diversi tasselli per raggiungere le prestazioni che desidero, ma la strada intrapresa è quella giusta.»
Il mercato e la gestione dell’area tecnica
A chiudere il quadro delle dichiarazioni è il responsabile dell’area tecnica Andrea Gritti, che fa il punto sulla composizione della rosa e sui nuovi equilibri dirigenziali.

«Un’esperienza che posso riassumere dicendo che – le dichiarazioni del responsabile dell’area tecnica–, se fino a poco tempo fa la stanchezza era prevalentemente fisica, qui l’impegno è di natura diversa ma sicuramente non inferiore. Il bilancio complessivo è comunque soddisfacente: fino a quando non si sono delineate le posizioni delle squadre ripescate abbiamo viaggiato con il freno a mano tirato. Pur avendo qualche sensazione positiva, finché non è arrivato il comunicato ufficiale è stato complicato convincere quei giocatori che avevano già richieste da club di categoria superiore e valutare il mantenimento della stessa. Sono contento perché gli elementi in rosa sono stati scelti con criterio: il mio lavoro è stato proprio quello di individuare profili idonei sotto l’aspetto tecnico e tattico, funzionali all’idea di gioco del mister. Non ci siamo difatti scostati dall’impostazione iniziale, se non per le fisiologiche dinamiche di mercato sugli interpreti. Rispetto al ruolo di responsabile dell’area tecnica, il rapporto con la squadra è inevitabilmente cambiato: si è passati da una dimensione prevalentemente personale a una professionale. Sono consapevole dell’importanza di questa figura all’interno della società e, almeno a livello gerarchico, una transizione c’est stata. Ho però la fortuna di confrontarmi con ragazzi seri: quando è necessario intervenire per sistemare le cose c’è la massima disponibilità. Il legame resta quindi solido e improntato al rispetto dei ruoli. Questo periodo sarà importante anche per sondare i giocatori in rosa e, se qualcosa non rispetterà le aspettative, interverremo sul mercato».
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