Monica Zanetti, Angelica Astone e Nello Ambra sono solo alcuni dei protagonisti che ieri, 1° settembre, hanno preso parte a “Storie da Numeri 1”, l’evento ospitato dall’Arena Re di Campofelice di Roccella. Un’occasione di incontro tra uomini e donne che nella loro carriera hanno dimostrato qualità di leadership e conquistato importanti successi professionali. Tra questi anche Stefano Tacconi, storico ex portiere della Juventus e della Nazionale italiana che ha presentato il romanzo autobiografico L’arte di parare.
Cos’è “Storie da numeri 1”
“Storie dei Numeri 1” nasce grazie all’impegno del Vincenzo Chiavetta, responsabile dell’area psicologica del Settore Giovanile della S.S. Lazio, con l’obiettivo di raccontare uomini e donne che hanno costruito esperienze professionali e personali significative, portando all’attenzione del pubblico non soltanto i risultati raggiunti, ma anche le difficoltà affrontate, la capacità di reagire e le motivazioni che hanno accompagnato i rispettivi percorsi, nonché atti di altruismo ed eroicità.
La serata, patrocinata dal Comune di Campofelice di Roccella, è stata organizzata dalla società sportiva Aurora Rossa e condotta da Giorgia Palmieri, con la partecipazione di rappresentanti del mondo dello sport e delle istituzioni. Ad aprire l’incontro è stato proprio il dottor Vincenzo Chiavetta, che ha spiegato il significato della manifestazione: “Quando si organizza un evento, non bisogna guardare solo all’intrattenimento, ma a lanciare anche un messaggio. Ed è questo l’obiettivo della serata, che voglio iniziare con una riflessione: cosa sarebbe la vita senza un sogno? Le persone che hanno un sogno sono vive”.
Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani, ma non soltanto: “Attraverso la testimonianza di uomini e donne che il loro sogno lo hanno saputo realizzare, vogliamo dire ai giovani e ai meno giovani che nella vita ci sono sia i successi che i fallimenti e che, quando si cade, bisogna avere la forza di rialzarsi”. Ed è proprio questa capacità di reagire alle difficoltà che ha rappresentato il filo conduttore della serata, affidato alle testimonianze di persone che, in ambiti diversi, hanno saputo trasformare ostacoli e momenti difficili in nuove occasioni di crescita.
A sottolineare il valore dello sport come veicolo di questi principi è stato anche il sindaco di Campofelice di Roccella, Peppuccio Di Maggio: “Ringrazio le associazioni nella realizzazione dell’evento che ormai è diventato una costante nell’estate in occasione della festa di Santa Rosalia. Ogni anno celebriamo i valori dello sport che sono sicuramente la solidarietà, il coraggio, l’umiltà. Tutti questi sono valori che noi vogliamo indicare ai nostri giovani, oggi che questi valori vanno perdendo corpo nella nostra società”.
Nel corso della manifestazione, si sono anche svolte le presentazioni della scuola calcio Aurora Rossa, del Gruppo di Danza Flow-Divas della maestra Mimma Buccellato e della squadra Asd Basket Cefalù 1972. Inoltre, si sono susseguite le testimonianze del Sig Pietro Russo, sopravvissuto alla strage dell’Heysel e dell’atleta nisseno Nello Ambra che all’età di 80 anni il 3 agosto 2026 ha compiuto la traversata a nuoto dello stretto di Messina.
Gli ospiti della serata
Sul palco sport, leadership, successo, ma soprattutto storie. È questo il filo che ha unito le diverse testimonianze salite sul palco dell’Arena Re, capaci di coinvolgere il pubblico proprio grazie alla loro dimensione personale. Tra queste quelle di Pietro Russo, sopravvissuto alla strage dell’Heysel, e dell’atleta nisseno Nello Ambra, che all’età di 80 anni un mese fa ha compiuto la traversata a nuoto dello stretto di Messina. A prendere la parola è stata anche Mariella Cavanna Scirea, moglie del grande giocatore della Juventus Gaetano Scirea, la quale – in collegamento telefonico – ha rinnovato il ricordo del marito, sia come calciatore che come uomo.
Dopo di lei, Monica Zanetti, primo meccanico donna della Ferrari, che ha ripercorso la sua carriera a Maranello iniziato nel 1987, quando fu scelta per il team ristretto di tecnici addetti all’assemblaggio della leggendaria Ferrari F40. Tra gli ospiti anche la professoressa Laura Mazza, presidente di Federformazione – tra le prime 100 donne di successo in Italia secondo la rivista Forbes – che con la sua presenza ha trasmesso il proprio contributo sotto il profilo culturale e di leadership al femminile. Presenti, inoltre, Angelica Astone campionessa regionale di Marcia e Valerio Bianchini, l’allenatore nella storia della pallacanestro italiana a vincere tre scudetti con tre club diversi.
Tra le testimonianze di grandi sportivi e uomini e donne impegnati professionalmente, non sono mancate anche storie di eroicità come quella portata da Nunzio Mogavero, protagonista del salvataggio di quattro bambini durante un incendio a Isnello.
Stefano Tacconi e “L’arte di Parare”
A catalizzare l’attenzione del pubblico è stato però uno degli ospiti più attesi della serata: Stefano Tacconi, storico portiere della Juventus e della Nazionale italiana, che ha portato sul palco il suo romanzo autobiografico L’arte di parare. Nel libro viene raccontata la sua carriera sportiva, la sua vita da numero uno tra i pali e la sua straordinaria forza d’animo nel superare esperienza vissuta dopo l’aneurisma cerebrale che lo ha colpito il 23 aprile 2022. A dialogare con il calciatore Anna Laurà, Presidente della BC Sicilia, che nel corso della presentazione ha sottolineato quanto l’opera riesca a restituire, oltre alla carriera del campione, la dimensione più intima della sua esperienza: “Ho trovato la vita nel tuo libro”, ha detto.
E nella vita di Stefano Tacconi esiste proprio un primo e un secondo tempo, separati da quella data. Nel primo tempo c’è il calcio degli anni d’oro. Tra il 1983 e il 1992 Tacconi è stato uno dei simboli della Juventus, raccogliendo l’eredità di un totem come Dino Zoff e condividendo lo spogliatoio, tra gli altri, con Michel Platini, Gaetano Scirea, Marco Tardelli e Gianluca Vialli. Una carriera straordinaria, costellata di successi: due Scudetti, la Coppa dei Campioni conquistata allo stadio Heysel e, da protagonista assoluto, la Coppa Intercontinentale del 1985 contro l’Argentinos Juniors.
Poi arriva il secondo tempo. Il 23 aprile 2022, poco dopo aver partecipato a un evento di beneficenza, Tacconi viene colpito improvvisamente da un aneurisma cerebrale. A salvarlo è anche il provvidenziale intervento del figlio Andrea. Dopo il coma comincia una nuova fase della sua vita, fatta di speranze e paure, fede e sofferenza, ospedali e riabilitazione. Una geografia completamente diversa da quella degli stadi, che lo porta da Asti ad Alessandria, da Milano a San Giovanni Rotondo, accompagnato da medici e fisioterapisti diventati, nel suo racconto, nuovi e “tostissimi” allenatori. È un secondo tempo inatteso, segnato dalla sofferenza ma anche dalla volontà di tornare a vivere, dalla determinazione e da quell’ironia che non lo ha mai abbandonato, né dentro né fuori dal campo.
L’arte di parare è quindi il racconto sincero, commovente e a tratti divertente di una vita vissuta fino in fondo: prima sotto i riflettori degli stadi, poi nella silenziosa e difficile partita della riabilitazione. Una storia che, più di ogni altra, sembra incarnare il messaggio con cui si è aperta la serata di Campofelice: si può cadere, ma si può anche trovare la forza per rialzarsi.

E proprio parlando della sua vita nel calcio e degli anni trascorsi alla Juventus, Tacconi ha trovato spazio anche per un ricordo personale, quello di un altro grande campione siciliano, Totò Schillaci. Il ricordo dell’ex attaccante della Nazionale, scomparso nel 2024, ha riportato per un momento la memoria agli anni del grande calcio italiano e al rapporto che univa i due campioni. “Per me Totò Schillaci era un figlioccio. L’ho tenuto insomma un po’ a battesimo e forse per questo motivo quando faceva gol veniva sempre ad abbracciarmi” ha raccontato.
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Maria Concetta Amato
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