A met� luglio Adam Mosseri, a capo di Instagram, aveva detto che la piattaforma avrebbe rimosso i video “molestanti” girati con gli occhiali di Meta. Un mese dopo quelle parole ne restano online decine, pubblicati da account popolari e in diversi casi verificati, secondo le analisi condotte da Business Insider. La testata ha inviato a Meta una lista di oltre venti video fra battute di rimorchio in strada e scherzi ai danni di cassieri e addetti ai servizi: l’azienda ne ha rimossi nove.

Tracy Clayton, portavoce di Meta, afferma che i contenuti rimossi sono gi� migliaia e che diversi account di grandi dimensioni sono stati chiusi. L’intervento rientra nelle Community Standards su bullismo e molestie, che vietano in modo ampio i contenuti che sessualizzano altri adulti, e si accompagna al blocco dei termini di ricerca “rizz” e “cold approach”, il gergo con cui questi autori indicano l’avvicinamento a una sconosciuta per strada. Un’analisi di Oligarch Watch ha per� riscontrato che i video di uomini che molestano donne continuano a comparire su Instagram, e definisce “in gran parte vuota” la lotta annunciata da Mosseri.

Il video da cui � partita la ricognizionedi Business Insider mostra un ragazzo con gli occhiali Meta che ferma una donna sul marciapiede. “Sei un codice segreto?”, le chiede; lei risponde perplessa, mentre gli occhiali registrano, e lui chiude con “perch� sto cercando di decifrarti”. L’autore � Colin Allen, che si descrive come creator di lifestyle e comicit� e rifiuta l’etichetta di pickup artist. Meta ha tolto quel video dopo la segnalazione, mentre gli altri in cui Allen ripete la stessa battuta con donne diverse sono rimasti al loro posto.

Video dello stesso tipo circolano anche su YouTube e TikTok. TikTok, ricevuta la segnalazione di quattro video di autori attivi anche su Instagram, ne ha rimossi due richiamando le proprie regole su bullismo e molestie sessuali; YouTube, che con gli scherzi di strada e i pickup artist ha a che fare da anni, ha tolto “diversi” video fra i quattro canali segnalati ed escluso uno dei canali dal programma di monetizzazione. La posizione di Meta resta per� diversa da quella delle altre piattaforme, perch� fornisce insieme il dispositivo e il luogo in cui il materiale viene pubblicato: Instagram riconosce i video girati con i propri occhiali e vi applica una piccola icona con la montatura Wayfarer di Ray-Ban, che al tocco porta direttamente al negozio dove acquistarne un paio.

Disattivato la mattina, di nuovo online il giorno dopo

Caren Babaknia, 174.000 follower, pubblica video in cui si avvicina in auto a donne che nelle didascalie identifica come escort e le riprende con gli occhiali. In uno, presentato come “far perdere tempo alle ESCORT facendole guardare brainrot”, offre 50 dollari a una donna in cambio della visione, sul suo portatile, di un montaggio di meme demenziali che contiene anche la pubblicit� di un’app di scommesse; la donna accetta e lui le consegna il denaro. Babaknia ha detto a Business Insider di ritenere che le donne riprese sappiano di essere filmate, perch� la sua notoriet� lo renderebbe riconoscibile, e ha preso le distanze dal genere: “Il rizz lo trovo molto imbarazzante. Sono ragazze normali e non meritano di essere riprese senza il loro consenso”.

Dopo che il suo profilo � finito nella lista inviata a Meta, l’account � stato disattivato la mattina seguente e Babaknia ha annunciato ricorso; un giorno dopo il profilo era di nuovo online, con i video al loro posto. Lo stesso era accaduto a luglio, quando due grandi account di pickup artist erano stati disattivati nell’ondata seguita alle parole di Mosseri e uno dei due era tornato attivo pochi giorni pi� tardi, con Meta a spiegare che si trattava di un errore e a procedere a un secondo ban. Carolina Are, criminologa digitale alla London School of Economics and Political Science, contesta il modo in cui l’azienda inquadra il fenomeno: “C’� una reazione negativa, e Meta tende a minimizzare la propria responsabilit�. Parlano di comportamento generato dagli utenti o di un errore di applicazione, ma non riconoscono i problemi sistemici che stanno causando tutto questo, e non si assumono alcuna responsabilit� per quello che le loro politiche o la loro infrastruttura hanno fatto per rendere possibile quel comportamento”.

Sette milioni di occhiali venduti in un anno

Le vendite degli occhiali con IA di Meta hanno superato i 7 milioni di unit� nel 2025, pi� del triplo rispetto all’anno precedente, e crescono dal lancio del 2021. Il prodotto � uno dei pochi risultati positivi di Reality Labs, la divisione in perdita che quest’anno ha attraversato una tornata di licenziamenti, ed � centrale nella scommessa di Mark Zuckerberg sull’intelligenza artificiale. “Credo che in futuro chi non avr� occhiali dotati di IA, o un altro modo di interagire con l’IA, si trover� in uno svantaggio cognitivo piuttosto significativo rispetto agli altri, alle persone con cui lavora o con cui compete”, ha detto l’amministratore delegato in una conference call sui risultati del 2025.

Gli utenti hanno intanto affibbiato al dispositivo il soprannome di “pervert glasses”, occhiali da pervertiti, e i commenti sotto i post di Kylie Jenner, che li indossa abitualmente, si sono riempiti di quella formula. Alcuni acquirenti dicono ora di temere di indossarli in pubblico per possibili reazioni ostili. Sulla discrezionalit� con cui una piattaforma decide dove intervenire, Sarah T. Roberts, direttrice e cofondatrice dello UCLA Center for Critical Internet Inquiry, osserva che “in molti casi le regole pubbliche che gli utenti vedono sono abbastanza vaghe da lasciare alla piattaforma la facolt� di introdurre quel tipo di cambiamenti in qualsiasi momento”.

Sulla moderazione Meta punta a ridurre la dipendenza dagli appaltatori umani, che secondo Zuckerberg e altri dirigenti non regge la scala della piattaforma: a giugno l’azienda ha detto al Financial Times che i primi test dei suoi sistemi automatici mostrano meno errori dei moderatori in carne e ossa e una maggiore capacit� di individuare i contenuti in violazione. Se il risultato tenga nel lungo periodo non � ancora chiaro. “Non � che hanno aperto quelle piattaforme ieri”, dice Roberts, “non � che non hanno ormai vent’anni di comprensione di come si comportano le persone ai livelli pi� abietti, quando gliene si d� l’occasione”.


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