Mentre a livello nazionale la sinistra continua a produrre formule sempre più fantasiose per scegliere il proprio candidato premier, a Frosinone il Partito Socialista prova almeno a parlare di una cosa concreta: che città vogliamo costruire.
Il Campo largo ha partorito una genialata sulle primarie e su chi debba parteciparvi: quella di Roberto Speranza del Partito Democratico, che immagina un anziano partigiano come simbolo dell’antifascismo. Della serie: ho visto cose che voi umani… Proposta che, invece di essere archiviata in fretta come un colpo di sole estivo, è stata addirittura rilanciata da Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra. Al di là di quella che, si spera, possa essere solo una provocazione: con questa opposizione il centrodestra e Giorgia Meloni governeranno per i prossimi cinquant’anni.
Le primarie delle idee: Iacovissi ed i contenuti
A Frosinone, per fortuna, si parla di cose che hanno senso. Il PSI e il candidato sindaco Vincenzo Iacovissi il 31 luglio scorso hanno lanciato le primarie delle idee per costruire il programma elettorale in vista delle comunali del 2027. Una formula rilanciata con un video sulla bacheca personale del candidato sindaco il 26 agosto scorso. In un mese: una grafica, un video, nessuna idea già acquisita dalla fase on line e resa pubblica.
Non una novità assoluta: le primarie delle idee appartengono da tempo al lessico del centrosinistra e recentemente anche Matteo Renzi ha riproposto a livello nazionale un percorso analogo. Ma in ogni caso l’iniziativa ha il pregio indiscutibile di rimettere al centro i contenuti e la partecipazione vera. E rispetto al nulla messo in campo dal Pd rappresenta tantissimo.
Iacovissi prova a trasformare uno slogan in un metodo: «Non primarie sui nomi, non primarie sulle vanità ma primarie sui problemi della città». Il percorso è già partito sul web. In autunno è previsto anche il confronto nelle piazze del capoluogo: il 3, 17 e 31 ottobre e il 7 novembre. Un tentativo di riportare la politica tra la gente, di far emergere le priorità reali — mobilità, vivibilità, ruolo del capoluogo — temi veri e concreti che da anni attendono un confronto serio.
Il limite oggettivo: splendida solitudine
L’iniziativa di Iacovissi e del PSI, però, presenta un limite oggettivo: è fatta in splendida solitudine. Le primarie delle idee avrebbero un peso e una rilevanza ben diversi se non fossero celebrate come iniziativa autonoma del PSI. Da più di un anno, da quando è stata lanciata la candidatura a sindaco di Iacovissi, ogni iniziativa dei socialisti viaggia su un binario isolato. Che dal punto di vista del veicolo del messaggio identitario del partito è la strada perfetta. Ma forse non serve a vincere le elezioni.
È evidente che anche stavolta il centrosinistra a Frosinone si avvia verso la campagna elettorale del 2027 diviso, come accade ormai da più di quindici anni. Altro che Historia magistra vitae: la storia al centrosinistra non insegna nulla, si ripete soltanto.
Il PD: avvitato su se stesso, il freno a mano tirato
In questo scenario, disorienta la totale assenza di strategia, anche comunicativa, del Partito Democratico. I Dem sembrano avvitati su se stessi: fermi, immobili, orientati solo a individuare la tattica giusta con il rischio di restarci sotto. Nemmeno Napoleone Bonaparte nella battaglia di Austerlitz del 1805 contro russi e austriaci impegnò tanto tempo ed energie.
Perché il tempo scorre veloce inesorabilmente: alle elezioni mancano meno di nove mesi, e né il Partito Democratico progetta la macchina organizzativa e comunicativa a sostegno della candidatura di Angelo Pizzutelli, né si fanno apprezzabili passi in avanti nella costruzione del Campo largo.
Il Partito ha blindato, legittimamente, l’investitura di Angelo Pizzutelli come candidato sindaco. Poi ha tirato il freno a mano: zero iniziative, zero mobilitazione, nessuna operazione di sostegno comunicativo all’opposizione del capogruppo dem al governo Mastrangeli. Sintomatica la vicenda delle nuove tariffe della piscina del Polivalente. Sembra quasi che per i Dem sia bastato pronunciare le parole magiche «stiamo lavorando al campo largo» per ritenere il dossier 2027 già archiviato. (Leggi qui: Cinquant’anni di Olimpiadi Victoria: fa correre Frosinone. E anche Mastrangeli).
Immobilismo o tattica attendista?
Questo immobilismo potrebbe anche non essere una debolezza definitiva. Potrebbe essere una strategia attendista, nell’idea che molte cose siano destinate a cambiare prima del voto. Ma si parla di ipotesi, di supposizioni. Mentre davanti c’è una montagna da scalare: alleanze da cementare, programmi da condividere e soprattutto una città da riagganciare.
Di contro, le campagne elettorali di Vincenzo Iacovissi e soprattutto del sindaco uscente Riccardo Mastrangeli sono tremendamente concrete e corrono veloci.
Oscar Wilde osservava che «l’esperienza è semplicemente il nome che diamo ai nostri errori». A Frosinone la sensazione è che la sinistra non voglia nemmeno fare tesoro dei propri errori passati, preferendo forse organizzare una passeggiata salutare anziché una gara vera e competitiva. Una marcia amatoriale, unicamente per testimoniare la propria presenza e difendere qualche bandierina identitaria.
Il miglior alleato di Mastrangeli è nel centrosinistra
Con queste premesse, il miglior alleato di Mastrangeli il prossimo anno non risiede all’interno della coalizione che lo sosterrà, ma nel centrosinistra. Per questo, se il Campo largo continuerà a discutere di chi debba guidare il pullman mentre Vincenzo Iacovissi prova almeno a chiedere ai passeggeri dove vogliono andare, non sarà poi così sorprendente se alle prossime elezioni il viaggio lo organizzerà ancora Riccardo Mastrangeli.
Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa in quale porto vuole approdare.
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