Nessun terremoto, nessuna rivoluzione. Il pallone finisce in tribuna e ci resterà almeno fino al prossimo mese di novembre. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, ribadendo che tra due mesi entrerà nel merito della questione legale che mette di fronte il Comune di Formia e la ex comandante della sua Polizia Municipale Rosanna Picano. E fino a quel momento non ci saranno rivoluzioni nell’organizzazione degli uffici.
La vicenda in sintesi
Il 4 luglio 2024 la Giunta comunale di Formia approva la delibera 128 che riorganizza gli Uffici suddividendoli in otto settori. Nell’ambito di questo riassetto, la Polizia Locale viene inserita nel Settore che riunisce anche Affari Legali, Suap, Commercio, Attività Produttive, Servizi Sociali, Sport e Agricoltura.
Nel febbraio 2025 il sindaco Gianluca Taddeo nomina in maniera fiduciaria la funzionaria del Comune di Gaeta Giuseppina Sciarra come dirigente del Settore con la Polizia Locale. La nomina, nei fatti estromette quella che fino a quel momento è stata la comandante Rosanna Picano, vincitrice di concorso. Che impugna il provvedimento davanti al TAR di Latina.
Nell’aprile 2026, i giudici amministrativi le danno ragione, annullando tutti gli atti con cui il Comune aveva proceduto alla nomina. Stabiliscono che la Polizia Locale, per le mansioni e il ruolo che svolge, deve avere una propria autonomia e non può essere inclusa in un settore che comprende anche altri Uffici. Perché? Il Tar dice che non ci può essere un nesso tra il controllore (la Polizia Locale) ed il controllato (lo Sportello Unico per le Attività Produttive) sul quale i vigili potrebbero essere chiamati ad esercitare attività di indagine. (leggi qui: Il TAR smonta tutto: la comandante Picano è riabilitata, il Comune nel caos).
Il Comune ha fatto appello al Consiglio di Stato. E qui si trova il nodo procedurale: in attesa della sentenza definitiva, chi guida la Polizia Locale?
Il Consiglio di Stato: aspettiamo novembre
Venerdì, la quinta sezione del Consiglio di Stato (presieduta da Paolo Giovanni Nicolò Lotti, con i consiglieri Valerio Perotti, Giuseppina Luciana Barreca, Giorgio Manca e Francesca Picardi) ha deciso di sospendere l’efficacia della sentenza del TAR. In pratica: fino alla pronuncia di merito, la dottoressa Sciarra resta al suo posto. La sentenza definitiva è fissata per il 5 novembre 2026.
La motivazione è di buon senso amministrativo prima ancora che giuridico. In piena estate turistica, una città come Formia non può permettersi un vuoto di comando nella Polizia Locale. I giudici hanno scritto che sussiste il periculum in mora — il rischio di un danno grave e irreparabile — e che va garantita la continuità dell’attività amministrativa del Comune durante la pendenza del giudizio.
I giudici hanno anche osservato che i motivi di appello del Comune «non appaiono allo stato del tutto sforniti di fumus boni iuris» — in linguaggio non tecnico: ci sono elementi che meritano approfondimento e che potrebbero anche ribaltare la sentenza di primo grado. Nulla è deciso.
La linea del sindaco Taddeo
Taddeo ha ribadito la propria posizione: la sentenza del TAR è, a suo giudizio, «ineseguibile» perché gli atti annullati non avrebbero mai esplicitamente attribuito alla dottoressa Sciarra le funzioni di comandante della Polizia Locale. Una distinzione tecnica rilevante, sulla quale il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi il 5 novembre.
Scipione, da ideologo a potenziale avversario
L’ex comandante Picano è difesa dall’avvocato Luca Scipione. Il dettaglio politico non è secondario: Scipione ha guidato la campagna vincente di Taddeo nel 2021, contribuendo a costruire la coalizione che ha portato l’attuale sindaco a Palazzo Municipale. Oggi i due si fronteggiano in tribunale. E non solo. Scipione ha fondato recentemente l’associazione «Insieme per Formia» ed ha avviato un dialogo con il PD e altre forze del centrosinistra per candidarsi a sindaco nel 2027.
Scipione ha commentato la decisione del Consiglio di Stato con una battuta: «Il Consiglio di Stato ha deciso di… non decidere». Ha poi precisato che la sospensiva non va letta come un punto a favore del Comune: è solo un rinvio. E ha annunciato che «l’intera vicenda troverà chiarezza nelle sedi competenti».
Il calendario giudiziario e il caso della pensione
Due date segnano il prossimo autunno. Il 5 novembre arriva la sentenza del Consiglio di Stato. Il giorno 8 novembre il giudice del lavoro del Tribunale di Cassino si pronuncerà su un separato ricorso per il reintegro della comandante Picano alla guida della Polizia Locale.
C’è un dettaglio non privo di ironia: Picano va in pensione pochi giorni prima della sentenza del Consiglio di Stato. L’interessata sa che la sua istanza di mantenere un incarico al Settore Affari Generali quasi certamente non sarà accolta ma ha scelto comunque di andare avanti.
Una vertenza che nasce da lontano
Sullo sfondo c’è una storia più lunga. Il Comune di Formia, applicando il principio di rotazione dei dirigenti previsto dalla legge Madia, non ha rinnovato l’incarico alla Picano. Che era una figura storica per la Polizia Municipale della città: dalla seconda metà degli anni Novanta è stata prima vice-comandante e poi, dal 1° maggio 1998, comandante effettiva del corpo di Polizia Municipale. Il tutto alla luce di due concorsi vinti.
Secondo i ricorsi, la motivazione reale non sarebbe tanto una rotazione degli incarichi ma una supposta vicinanza con l’area politica che alle elezioni del 2021 ha sostenuto lo sfidante di Taddeo, l’infettivologo Amato La Mura, nel turno di ballottaggio.
Difficile stabilire dove finisca il diritto amministrativo e dove cominci la politica. Quel che è certo è che il 5 novembre il Consiglio di Stato dirà la sua parola definitiva.
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