In Fipav Cup Men Elite, dopo l’infinita battaglia di Reggio Calabria vinta contro la Germania, a Messina gli azzurri cedono 3-2 a Cuba davanti ai 3.800 del PalaRescifina di Messina. Nei primi due match della manifestazione organizzata in preparazione all’Europeo, dieci set e tante rotazioni per trasformare il lavoro delle ultime settimane in pallavolo giocata. Esordio assoluto in Nazionale maggiore per il classe 2007 Bryan Argilagos. Domenica l’ultimo test contro il Brasile prima della volata verso l’Europeo.
MESSINA – Dieci set in poco più di ventiquattro ore, due tie-break e uno Stretto attraversato portandosi dietro fatica, esperimenti e indicazioni. Se la FIPAV Cup Men Elite deve servire a capire qualcosa dell’Italia che il 10 settembre comincerà il proprio Europeo, le prime due partite hanno assolto pienamente il compito.
Prima il 3-2 alla Germania al PalaCalafiore di Reggio Calabria, dentro una serata diventata persino storia della pallavolo per quel primo set chiuso 66-64 dopo un’ora e ventinove minuti. Poi il viaggio verso Messina e un altro 3-2, questa volta dalla parte sbagliata del tabellone: Cuba passa al PalaRescifina 25-22, 21-25, 16-25, 25-19, 15-13 davanti a 3.800 spettatori.
Cambiano risultato e interpreti, non il senso di queste giornate. L’Italia è ancora un laboratorio aperto.
Ferdinando De Giorgi lo aveva fatto capire già a Reggio e a Messina lo ha mostrato ancora più chiaramente. In questa fase interessa vincere, naturalmente, ma interessa soprattutto capire. Distribuire carichi, verificare soluzioni, concedere ritmo a chi ne ha avuto meno e trasformare settimane di lavoro fisico e tecnico in situazioni reali di partita.
Contro Cuba il concetto viene portato quasi all’estremo.
Argilagos, dalla chiamata all’esordio in poche ore
In regia parte Bryan Argilagos, classe 2007 della Cuneo Volley. Ventiquattro ore prima non era neppure nel gruppo impegnato sullo Stretto.
De Giorgi lo aveva chiamato per allargare il reparto dei palleggiatori ed evitare sovraccarichi dopo la lunghissima gara contro la Germania. Il giovane regista, già aggregato agli azzurri a Cavalese nel mese di giugno e inserito nella long list della VNL 2026, arriva a Messina e si ritrova subito davanti, per il proprio esordio assoluto con la Nazionale Senior, Cuba del suo papà Alexeis, ex schiacciatore, scomparso lo scorso 2 agosto all’età di 51 anni.
Una scelta che racconta meglio di tante parole la natura del momento azzurro.
Per il giovane Argilagos esordio assoluto in maglia Azzurra senior
Argilagos dirige una formazione profondamente diversa da quella vista inizialmente a Reggio Calabria: Romanò opposto, Lavia e Sani in posto quattro, Galassi e Pardo al centro, Balaso libero. E dall’altra parte c’è una Cuba che, quando può giocare con continuità sopra la rete, ricorda a tutti quale patrimonio atletico e tecnico possieda.
L’Italia perde il primo set 25-22, ma non si scompone. Porro entra per Lavia nel secondo e gli azzurri cominciano a trovare maggiore continuità, prendendo progressivamente il controllo del parziale fino al 25-21.
È però il terzo set a offrire probabilmente le indicazioni migliori della serata.
Romanò e Sani incidono anche dalla linea dei nove metri, l’Italia cresce nel rapporto muro-difesa e soprattutto riesce a togliere certezze a Cuba. Dal 9-9 gli azzurri cambiano passo, costruiscono margine e scappano sino al 25-16.
In quel momento sembra possibile chiuderla.
Cuba, però, non è avversario che accetti facilmente di uscire dalla partita.
Cuba cambia il finale
Nel quarto parziale sono i caraibici a partire meglio. L’Italia recupera dal 9-5 e raggiunge il 12-12, poi ancora il 15-15 grazie anche al muro di Porro, ma stavolta sono López Castro e compagni a trovare le giocate che spostano l’equilibrio. Il nuovo allungo cubano conduce al 25-19 e, per la seconda sera consecutiva, gli azzurri devono affidare tutto al tie-break.
A Reggio Calabria era arrivato il sorriso.
A Messina arriva invece il rimpianto.
Cuba trova un piccolo margine sul 10-8, l’Italia ricuce con Sani fino all’11-11 e il PalaRescifina accompagna un finale giocato sul filo. Sono pochi palloni a decidere tutto. I cubani li gestiscono meglio e chiudono 15-13.
Yant termina con 22 punti, López Castro con 19. Per l’Italia il riferimento offensivo è Romanò, autore di 20 punti, mentre Sani e Porro ne aggiungono 12 ciascuno.
Ma fermarsi ai numeri, stavolta, rischierebbe di raccontare soltanto una parte della storia.
Un recupero di Fabio Balaso
Da Reggio a Messina, il risultato è quasi una conseguenza
Perché Italia-Germania e Italia-Cuba vanno probabilmente lette insieme.
Contro i tedeschi gli azzurri avevano attraversato una partita fuori da qualsiasi normalità. Quel 64-66 del primo set, durato 89 minuti, ha stabilito il nuovo record per il parziale più lungo nella storia della pallavolo, cancellando il 50-48 di Argentina-Polonia registrato nella VNL 2026.
Dopo aver perso un set del genere, l’Italia era riuscita comunque a rimanere dentro la partita, cambiare uomini e soluzioni e trascinare la Germania al quinto, vincendolo 15-12.
Meno di quaratottore dopo, un’altra formazione, un altro palleggiatore, un altro avversario e altri cinque set.
Lo ha sintetizzato Francesco Sani: “Tra quella a Reggio Calabria e quella di questa sera a Messina abbiamo giocato dieci set lunghissimi”.
Dentro questa frase c’è probabilmente il senso più autentico della due giorni azzurra. Non tanto due risultati da mettere in fila, quanto una quantità enorme di pallavolo giocata e distribuita su buona parte del roster.
Fefè De Giorgi
De Giorgi, del resto, non nasconde che questa sia ancora una fase di trasformazione.
“Siamo nella fase in cui dal grande lavoro fisico e tecnico dobbiamo poi trasformare tutto in situazioni di gioco”, ha spiegato il commissario tecnico, sottolineando anche la capacità di adattamento mostrata dalla squadra.
Ed è proprio questa la parola che resta maggiormente dopo Messina: adattamento.
L’Italia ha giocato contro Cuba con un palleggiatore arrivato praticamente alla vigilia e che non aveva mai alzato un pallone in gara a nessuno dei compagni schierati insieme a lui. Eppure è rimasta dentro la gara, l’ha condotta per alcuni tratti e si è fermata soltanto a due punti dalla vittoria.
La favola di Bryan: “Esordire contro Cuba, anche per mio papà”
Dentro una serata costruita per preparare il futuro ce n’è poi uno che quel futuro lo ha improvvisamente visto arrivare molto prima del previsto.
Bryan Argilagos.
Tre punti personali, ma soprattutto cinque set in regia alla prima presenza con la Nazionale maggiore. E un debutto contro Cuba che, per la sua storia familiare, assume un significato ancora più particolare.
“L’esordio con Cuba sembra una favola scritta – ha raccontato – e sono contento di averlo fatto contro di loro anche in onore di mio papà. Sono felice sia venuto adesso, in un momento non facilissimo della mia vita: mi ha dato una bella boccata d’aria”.
Forse è anche questo che devono regalare partite del genere. Indicazioni allo staff, minuti nelle gambe, soluzioni da verificare. Ma ogni tanto anche una storia che nessun programma di lavoro può prevedere.
Domenica il Brasile, poi l’Europeo comincerà ad avvicinarsi davvero
Sabato 29 agosto l’Italia resterà a guardare Germania-Brasile, in programma alle 20 al PalaRescifina, mentre gli azzurri svolgeranno una seduta di allenamento.
Domenica 30 agosto, alle 21, toccherà nuovamente agli azzurri. Dall’altra parte della rete ci sarà il Brasile di Bernardo Rezende, ultimo impegno italiano della FIPAV Cup Men Elite.
Sarà un altro test pesante. Forse il più suggestivo dei tre.
Poi lo sguardo comincerà inevitabilmente a spostarsi verso il 10 settembre e l’esordio europeo.
Reggio Calabria e Messina, intanto, stanno consegnando a De Giorgi esattamente ciò che probabilmente cercava: partite vere, difficoltà vere e la necessità di trovare risposte senza poterle preparare sempre in anticipo.
Una vittoria e una sconfitta, entrambe al tie-break.
Dieci set per ricordare che, a pochi giorni da un grande appuntamento, serve anche capire chi si sta diventando.
Luca Porro
IL TABELLINO
ITALIA-CUBA 2-3 (22-25, 25-21, 25-16, 19-25, 13-15)
ITALIA: Sani 12, Galassi 4, Romanò 20, Lavia 6, Mati 2, Argilagos 3, Balaso (L), Porro 12, Sanguinetti 7, Bottolo, Laurenzano. N.e. Michieletto, Giannelli, Rychlicki. All. De Giorgi.
CUBA: Lopez 19, Simon 7, Thondike 1, Yant 22, Fiel 5, Masso 6, Garcia (L), Gomez Galves 1, Gonzalez 6, Velazquez 6, Nivaldo, Lazaro (L). N.e. Suarez Mendoza. All. Cruz Lopez.
Arbitri: Ciaccio, Giorgianni.
Spettatori: 3.800.
Durata set: 33’, 26’, 34’, 27’, 20’.
Italia: 4 ace, 19 battute sbagliate, 9 muri, 29 errori.
Cuba: 4 ace, 23 battute sbagliate, 10 muri, 38 errori.
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Domenico Abbriano
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