Nei giorni scorsi cinque economisti della Banca centrale europea hanno
messo nero su bianco una tesi netta: una correzione delle attuali
valutazioni di Borsa � probabile
, e la sua probabilit� non dipende
dal fatto che i prezzi di oggi siano razionali oppure gonfiati. Il
ragionamento compare in un
post pubblicato sul blog dell’istituto
e porta la firma di Malin
Andersson, Johannes Breckenfelder, Stefano Corradin, Kalin Nikolov e Maria
Antonietta Viola.

La posizione non � certamente una sopresa, e anzi la BCE � solo l’ultima
voce che suona lo stesso allarme: il confronto tra il rally
dell’intelligenza artificiale e la bolla delle dot-com circola da mesi tra
analisti e investitori, e ne abbiamo gi� parlato quando Michael
Burry ha invitato a ridurre l’esposizione ai titoli tecnologici a
maggiore capitalizzazione
, stimando per il NASDAQ 100 un rapporto
prezzo/utili attorno a 43 volte contro un livello che riteneva pi�
realistico intorno a 30. La differenza, in questo caso, � che a formulare
l’avvertimento � una banca centrale, e il perimetro dell’analisi � la
stabilit� finanziaria dell’area euro, qualcosa da considerare diversamente
dal parere di un investitore, pur fuoriclasse, interessato alla
speculazione.

Perch� le rivoluzioni tecnologiche finiscono in correzione

Gli autori collocano l’IA in una serie di precedenti: il boom
ferroviario dell’Ottocento, la diffusione di elettricit� e radio negli
anni Venti, l’ondata di internet negli anni Novanta
. In ciascun caso
una tecnologia realmente trasformativa ha attirato investimenti e ha
spinto al rialzo le quotazioni delle aziende che l’avevano adottata, prima
di una caduta brusca. La ricerca economica offre due spiegazioni
complementari.

La prima � la lettura razionale. Valutazioni molto alte possono essere
giustificate proprio dall’incertezza estrema sulla produttivit� di una
tecnologia nuova: nello scenario peggiore l’investitore perde quanto ha
messo, in quello migliore i guadagni sono difficili da delimitare in
anticipo. Questo valore opzionale gonfia i multipli di chi adotta
per primo. � la risposta che il blog d� alla domanda su NVIDIA, il cui
titolo � salito di venti volte dal 2022
: gli investitori hanno
prezzato razionalmente la possibilit� che l’azienda diventasse la prossima
Google.

Poi c’� ci� che accade quando la tecnologia funziona davvero. All’inizio
la novit� somiglia a un esperimento circoscritto: se fallisce, il danno
resta all’azienda che ci ha scommesso e il rischio si pu� diversificare.
Man mano che l’adozione si allarga, la stessa incertezza diventa di
sistema, e a quel punto smette di essere diversificabile. Gli investitori
chiedono quindi un premio al rischio pi� alto. L’adozione di per s� � una
buona notizia per i flussi di cassa, ma storicamente l’aumento del
premio al rischio ha prevalso
, a meno che la crescita degli utili
non fosse abbastanza forte da compensarlo. Sul momento esatto in cui
questo accade gli autori sono espliciti: non si pu� conoscere in anticipo,
e questi cicli si riconoscono solo a posteriori, il proverbiale “senno di
poi” che si trova a mani basse nei fossi.

La seconda spiegazione � comportamentale: investitori troppo sicuri di s�
spingono i prezzi oltre i fondamentali, e quando la fiducia si sgonfia la
caduta pu� risultare pi� violenta di quella prevista dallo scenario
razionale. Vale la pena osservare che nessuna delle due letture prevede un
fallimento dell’IA, e la distinzione tra la sostanza della rivoluzione
tecnologica e il livello dei prezzi
la stessa che ha tracciato il cofondatore di Arm Hermann Hauser
. Il
blog della BCE aggiunge che i prezzi attuali non vanno letti come un
tetto: se l’IA si riveler� abbastanza trasformativa, le valutazioni
potranno salire ancora, anche dopo una correzione.

I 440 miliardi delle famiglie europee

La parte pi� concreta riguarda l’esposizione dell’area euro ai Magnifici
Sette
, ovvero Alphabet, Amazon, Apple, Tesla, Meta, Microsoft e
Nvidia. Il grosso passa da fondi comuni ed ETF pi� che da
detenzioni dirette. Guardando ai sottostanti dei fondi, gli economisti
stimano che le famiglie dell’area euro abbiano circa 440 miliardi di
euro di esposizione ad azioni tecnologiche statunitensi
, spesso
senza piena consapevolezza della concentrazione che si portano in
portafoglio. Esposizioni rilevanti risultano anche in capo a compagnie
assicurative e fondi pensione. I dati si riferiscono ai primi cinque
detentori dell’area euro, a valori di mercato del terzo trimestre 2025.

La struttura basata sui fondi � essa stessa un canale di trasmissione.
Una correzione marcata pu� costringere i gestori a vendere per far fronte
ai riscatti: prima le attivit� liquide, poi, se la discesa prosegue,
quelle pi� difficili da smobilizzare, spingendo ulteriormente in basso le
valutazioni e alimentando altri riscatti.

Al di l� della correzione azionaria in s�, lo scenario che gli autori
indicano come pi� severo � quello di una correzione che coincida con
un’instabilit� di mercato pi� ampia e difficile da riportare sotto
controllo. Rispetto all’episodio dot-com il punto di partenza odierno lascia
molto meno spazio per tagliare i tassi o per usare la politica di
bilancio
come ammortizzatore.

Sul fronte interno il quadro appare meno teso. Le valutazioni dell’area
euro sono cresciute ma restano su multipli considerevolmente pi� bassi di
quelli statunitensi, il contesto macroeconomico del settore ICT appare
resiliente rispetto agli anni della bolla dot-com, con produttivit� e
margini in crescita e un clima d’affari nei servizi digitali che non
mostra segni di euforia. I listini europei restano dominati da titoli
della cosiddetta old economy, il che riduce il rischio di una correzione
di origine domestica. Il contrappeso � la correlazione: i mercati
azionari europei e statunitensi si muovono storicamente in stretta
sintonia
, e una correzione americana non lascerebbe indenne l’area
euro.

Gli effetti, avvertono gli autori, non si fermerebbero ai mercati
finanziari: fiducia, condizioni di finanziamento e assunzioni
nell’area euro ne risentirebbero. Da qui l’indicazione con cui il post si
chiude, ovvero prendere atto del rischio e non farsi cogliere impreparati.


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