Apprezziamo il fatto che il sindaco di Abriola abbia trovato modo e tempo per provare a rispondere alle domande poste nella nostra inchiesta. Di questi tempi è davvero raro che un politico prenda “carta e penna” e prova a dare spiegazioni all’opinione pubblica. Tuttavia, non siamo soddisfatti del contenuto, anche se capiamo che il sindaco non poteva andare oltre le spiegazioni prettamente politiche. È la stessa risposta di Galella che a sua volta ha ripreso il post di un signore su Facebook. E ci sembra non elegante che lo faccia il sindaco di Abriola.
Tra l’altro non hanno risposto sui punti essenziali dell’inchiesta. I tempi del progetto, l’ammontare dell’appalto, gli incentivi. Si evitano le domande scomode e si ripiega sulla retorica filosofica se è giusto o meno utilizzare la montagna come sviluppo. E poi, sviluppo di chi?
Le nostre domande riguardano anche il livello regionale, stiamo aspettando che qualcuno prenda esempio da Romano Triunfo, ma entrando molto più nel merito dei dubbi sollevati e senza errori tecnici o giuridici. Ripartiamo da qui, con questa nuova puntata dell’inchiesta. Ponendo altre domande e magari precisandone alcune già poste
IL COMPUTO METRICO ESISTE PRIMA DELL’INCARICO AL PROGETTISTA
RETI S.r.l. riceve formalmente l’incarico per il PFTE con determina n. 128 del 19 maggio 2026. La stessa determina racconta che la società viene contattata “per le vie brevi” e si rende disponibile “ad horas”.
Eppure il Computo metrico estimativo, intestato a RETI e firmato come elaborato progettuale, porta come data 17 maggio 2026, cioè due giorni prima dell’affidamento. L’“Elenco prezzi unitari – Analisi prezzi lavori” porta invece la data 18 maggio 2026, sempre antecedente all’incarico.
TRE VOCI DA OLTRE 4,4 MILIONI SONO PREZZATE IN BLOCCO, SENZA UNA VERA ANALISI DEL PREZZO
Questa è probabilmente la cosa progettualmente più clamorosa. Per le tre lavorazioni economicamente dominanti non compare una vera analisi del prezzo composta da materiali, manodopera, noli, trasporti, spese generali, utile ecc.
N.P.1 – pista sintetica: una riga, quantità 1, “a corpo”, €990.000.
N.P.2 – sistema automatico di nebulizzazione: una riga, quantità 1, €260.000.
L’elenco prezzi ripete semplicemente quegli importi. Per la pista: €990.000; nebulizzazione: €260.000; seggiovia: €3.181.214.
In totale fanno circa 4 milioni e 431 mila euro, cioè la parte enorme dei lavori, determinata praticamente attraverso tre numeri.
Chi ha stabilito che quella pista costi €990.000? Quale preventivo? Quale indagine di mercato?
Quale composizione del prezzo? E soprattutto, come è stato costruito il prezzo della seggiovia da €3.181.214 esatti?
Il Codice richiede che il costo dell’opera venga determinato facendo riferimento ai prezzari e, quando le lavorazioni non siano rinvenibili, ai prezzi correnti di mercato; la progettazione deve comunque consentire la determinazione attendibile del costo.
IL PROGETTO VINCA DICE “NESSUN TAGLIO DI VEGETAZIONE”. POI COMPAIONO CENTINAIA DI ALBERI, E IL PROGETTO FORESTALE ARRIVA A 951
Nel modello di screening VIncA presentato dal Comune il 19 maggio viene barrato NO alla domanda relativa a “taglio/esbosco/rimozione di specie vegetali”. Nello stesso modulo risultano negativi anche altri elementi di impatto che meritano confronto con il progetto reale.
Poi gli atti del Comune dicono espressamente che per realizzare il progetto è necessario il taglio degli alberi e affidano perfino lavori di taglio e sradicamento delle radici.
Ma soprattutto il progetto forestale contenuto nello stesso fascicolo progettuale arriva a censire 951 alberi da abbattere, divisi fra parcheggi, fascia di sicurezza della pista e nuova seggiovia.
NEL PROGETTO PUBBLICO COMPARE DIRETTAMENTE IL MARCHIO “NEVEPLAST”
La voce da €990.000 non descrive genericamente una “pista sintetica equivalente”. Scrive: “manto Allride e manto per la risalita con Neveplast Lift”. E il sistema da €260.000 contiene addirittura la tecnologia denominata “people not wet”. La relazione generale torna espressamente a parlare di piste artificiali “Neveplast”. Nelle specifiche tecniche degli appalti pubblici il riferimento a marchi o produzioni specifiche è eccezionale e, quando necessario, deve normalmente essere accompagnato dalla possibilità di prodotti “o equivalenti”. È un principio espresso anche dall’art. 42 della direttiva appalti.
LA SEGGIOVIA DA 3,18 MILIONI È QUASI TUTTA UNA SOLA VOCE DI COMPUTO
Nel computo l’intervento seggiovia è sostanzialmente: 300 alberi (non 950 come effettivamente abbattuti)× €62,62 = €18.786; una seggiovia = €3.181.214.
Quindi per un impianto complesso, composto da stazioni, motorizzazioni, fune, sostegni, rulliere, apparecchiature elettriche, controllo, fondazioni, opere meccaniche ecc., il PFTE non presenta un’articolazione economica dettagliata: presenta una macrovoce da oltre tre milioni.
E quella stessa voce dice addirittura che il prezzo è “comprensivo degli oneri di sicurezza per la costruzione dell’impianto”. Questo diventa particolarmente curioso perché più avanti, negli atti di gara, vengono esposti separatamente €203.000 di oneri della sicurezza per la seggiovia.
LA VINCA DESCRIVE UNA PARTICELLA. IL PROGETTO E IL PARCO NE DESCRIVONO MOLTE ALTRE
Altro dato macroscopico. La determinazione regionale di screening riporta che l’area sarebbe censita al Foglio 22, particella 84.
Il PFTE di RETI indica invece: Foglio 34, particelle 14 e 95; Foglio 35, particelle 46 e 114; Foglio 22, particelle 5 e 26.
Il Parco utilizza sostanzialmente queste ultime particelle. Quindi: su quale perimetro ha svolto realmente l’istruttoria la Regione?
REGIONE E PARCO NON DESCRIVONO ALLO STESSO MODO LA COLLOCAZIONE RISPETTO ALLA ZSC
La Regione scrive in maniera chiarissima che il progetto ricade all’esterno della ZSC “Faggeta di Monte Pierfaone”, codice IT9210115, e fonda su questo anche parte della conclusione secondo cui non sarebbero interessati habitat comunitari. Il Parco, invece, scrive che l’intervento “ricade in Zona 2” del Parco Nazionale e “nel sito IT9210115 Monte Pierfaone”.
IL COMPUTO PREVEDE 300 ABBATTIMENTI PER LA SEGGIOVIA, IL PROGETTO DI TAGLIO NE CENSISCE MOLTI DI PIÙ
Anche qui bisogna mettere i documenti uno accanto all’altro. Nel computo del PFTE, per la nuova seggiovia, troviamo 300 alberi contabilizzati. Nel successivo progetto forestale il censimento complessivo arriva invece a 951 alberi, di cui
LA RELAZIONE DICE UNA COSA SUI PARCHEGGI, IL COMPUTO NE CONTA UN’ALTRA
La relazione generale dice: Area 1: 60 posti auto; Area 2: 50; Area 3: 50; Area 3a: 30 posti auto + 8 camper. Totale: 190 posti auto, più 8 camper. Nel computo, però, la segnaletica orizzontale viene contabilizzata con: “Posti auto 200 × 5,00 × 2,50 = 2.500 m²”.
Non sarà l’anomalia del secolo, ma è la fotografia della qualità dell’elaborato. Tra l’altro 200 stalli completi da 12,50 m² equivalgono a 2.500 m² di sola superficie di stallo, senza viabilità e manovra, mentre le superfici complessive dichiarate delle quattro aree sono circa 5.435 m². Sarebbe utile verificare graficamente che quei quantitativi siano reali e non semplicemente numeri inseriti per formare il costo.
IL PFTE DA 8 MILIONI DIVENTA UNO “STRALCIO” DA 6 MILIONI, MA GLI ELABORATI CHE SI CHIAMANO “STRALCIO 1” CONTENGONO ANCORA L’INTERO INTERVENTO DA 8 MILIONI
Il quadro economico originale di RETI vale €8.000.000, con €6.816.016,25 di lavori e tutti gli otto interventi. La Giunta il 12 giugno approva invece uno “stralcio 1” da €6.000.000, eliminando sostanzialmente la grande struttura a piè pista e le strutture di servizio e modificando altre poste. Però il computo del 17 maggio, che porta in copertina proprio la dicitura “II Lotto stralcio 1”, contiene ancora gli interventi n. 1 e 2 ed arriva ai lavori complessivi del progetto da 8 milioni.
Quindi bisogna chiedere: quale documento costituiva esattamente il PFTE dello “stralcio 1” validato? È stato redatto un nuovo computo da €6 milioni? Quando? Da chi? È quello trasmesso alla CUC? È quello trasmesso agli enti della Conferenza?
IL PROGETTO GEOLOGICO ARRIVA DOPO CHE IL PFTE È GIÀ STATO APPROVATO E MESSO IN GARA
Il PFTE viene validato l’11 giugno e approvato il 12. La gara viene avviata il 16 giugno. Solo il 13 luglio, con determina n. 174, vengono affidati i rilievi esecutivi, la relazione geologica e soprattutto i sondaggi geognostici.
Quindi l’opera da milioni di euro, comprensiva di parcheggi, opere idrogeologiche e soprattutto fondazioni di una nuova seggiovia in ambiente montano, viene messa in gara sulla base del PFTE e solo successivamente vengono affidate indagini geognostiche di approfondimento.
LE FATTURE “DI FEBBRAIO”
Nella determina di liquidazione n. 185 il corpo dell’atto dice che il geometra Giordano ha emesso fattura il 15 luglio 2026 e ALPHAGEO il 16 luglio 2026. In altre parti della stessa determina compaiono però, per quelle fatture, date 27 febbraio 2026 e 28 febbraio 2026.
LA RIVELAZIONE DI PIERO LACORAZZA
Sulla vicenda Sellata, è intervenuto il Capogruppo Pd in Consiglio regionale con una nota diffusa oggi sul sito istituzionale del Consiglio.
Nel suo intervento Lacorazza riprende le dichiarazioni del Dirigente Generale della Programmazione regionale, Alfonso Morvillo, rilasciate in audizione in II Commissione, a proposito del Progetto Sellata-Pierfaone:
“…ciò che mi pare più preoccupante e che conferma il problema sono le dichiarazioni del Dirigente Generale della Programmazione regionale, Alfonso Morvillo, su cui è pesata la scelta definitiva per l’assegnazione delle risorse. Quindi non le opposizioni, gli antisviluppisti della montagna, ma il dott. Morvillo ha detto: ‘…ho prodotto una serie di documenti in cui dimostravo che non era perseguibile quell’obiettivo. Allora sembrava come se io volessi ostacolare quell’obiettivo…’. Ovviamente è l’estrapolazione di un verbale più ampio ma che attesta formalmente questa dinamica”. Ripartiremo da qui. FINE QUARTA PARTE
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Michele Finizio
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