Giochi, Chiacchio (AGSI): “No a aumenti fiscali in Manovra, la rete fisica rischia il collasso. Più vincite ai giocatori e meno tasse”


La necessità di scongiurare nuovi aumenti fiscali nella manovra economica 2027-2029, una proposta per incrementare la percentuale delle vincite restituite dagli apparecchi AWP, il sostegno alla rete fisica e il completamento delle riforme. Sono questi i principali temi affrontati da Pasquale Chiacchio, presidente di AGSI, Associazione Gestori Scommesse Italia, che richiama l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà del settore dei giochi legali e sulla necessità di costruire un nuovo equilibrio tra fiscalità, tutela dei consumatori e sostenibilità delle imprese.

“Da oltre vent’anni il settore dei giochi viene sistematicamente chiamato a contribuire alle esigenze della finanza pubblica. A ogni manovra economica si torna a intervenire sul comparto. Oggi, però, siamo arrivati a un punto in cui ulteriori aumenti del prelievo rischiano di compromettere definitivamente la sostenibilità delle attività”, osserva Chiacchio.

Il presidente di AGSI richiama anche i dati sull’andamento della raccolta e della spesa nella rete fisica, che evidenziano le difficoltà attraversate dal comparto. In questo contesto, le ipotesi di nuove entrate fiscali dai giochi alimentano le preoccupazioni degli operatori, già chiamati a sostenere investimenti per il rinnovo degli apparecchi, gli adeguamenti tecnologici e gli oneri connessi al sistema concessorio.

“Non possiamo continuare a chiedere alle imprese di investire, rinnovare gli apparecchi, adeguarsi alle nuove regole e sostenere i costi delle proroghe concessorie, riducendo contemporaneamente le risorse necessarie per svolgere queste attività. Un ulteriore aumento della tassazione potrebbe portare al collasso una parte importante della rete fisica, con conseguenze sull’occupazione e un possibile spostamento della domanda verso il mercato illegale”.

Apparecchi AWP, la proposta di AGSI: aumentare il payout al 70% e ridurre il PREU al 19%

Uno degli aspetti centrali dell’intervento di Chiacchio riguarda la distribuzione delle somme giocate attraverso gli apparecchi AWP e la possibilità di modificare il rapporto tra vincite, prelievo fiscale e remunerazione della filiera.

La normativa prevede un payout minimo del 65% delle somme giocate e un prelievo erariale unico (PREU) del 24% della raccolta. Considerando un apparecchio che restituisca esattamente il minimo di legge, su 100 euro giocati 65 euro vengono destinati alle vincite, 24 euro allo Stato e gli 11 euro rimanenti costituiscono il margine a disposizione della filiera, da ripartire tra concessionari, gestori o noleggiatori ed esercenti, prima degli ulteriori oneri e costi operativi.

“È necessario spiegare con chiarezza come vengono distribuite le risorse generate dagli apparecchi. Troppo spesso si parla del settore senza distinguere quanto viene restituito ai giocatori, quanto incassa lo Stato e quanto rimane alle imprese che garantiscono il funzionamento della rete. Sono queste ultime a sostenere gli investimenti, la manutenzione, gli adeguamenti e i costi necessari per assicurare il funzionamento del sistema legale”, sottolinea Chiacchio.

La proposta di AGSI è di aumentare il payout minimo dal 65% al 70%, riducendo contestualmente il PREU dal 24% al 19%, così da mantenere invariato, nell’esempio considerato, il margine dell’11% destinato alla filiera.

“Chiediamo di aumentare la restituzione delle vincite ai giocatori senza penalizzare ulteriormente le imprese. Su 100 euro giocati, il consumatore riceverebbe 70 euro anziché 65, mentre la rete continuerebbe a disporre degli stessi 11 euro per sostenere i propri costi e investimenti. La riduzione dovrebbe riguardare il prelievo dello Stato, non la remunerazione degli operatori”.

Secondo il presidente di AGSI, una maggiore restituzione delle somme giocate potrebbe contribuire a rafforzare la componente di intrattenimento degli apparecchi, riducendo la quota teorica trattenuta a parità di volume di gioco.

“Se vogliamo parlare concretamente di tutela dei consumatori e dei soggetti vulnerabili, dobbiamo ragionare anche su questi meccanismi. Aumentare il payout significa restituire una percentuale maggiore delle somme giocate. Il cliente potrebbe prolungare l’esperienza di intrattenimento con una maggiore restituzione delle vincite. Non dimentichiamo che questi strumenti sono definiti apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro: è proprio sulla componente dell’intrattenimento che dobbiamo tornare a concentrarci”.

Chiacchio ritiene inoltre che una maggiore restituzione possa sostenere i volumi di gioco, con possibili effetti compensativi sulle entrate erariali. Una prospettiva che richiederebbe comunque una valutazione degli effetti effettivi sulla raccolta, sulla spesa dei consumatori e sul gettito fiscale.

Rete fisica, riforme e misure ponte: “Servono regole nazionali e certezze per le imprese”

La questione fiscale si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro dell’intera rete distributiva del gioco pubblico. Per AGSI, il riordino deve interessare tutte le componenti del comparto, dagli apparecchi AWP alle sale dedicate, dalle agenzie di scommesse ai corner, fino alle sale bingo e alla rete dell’ippica.

“Quando parliamo di rete fisica dobbiamo considerare l’intero sistema. Ogni segmento ha caratteristiche ed esigenze specifiche, ma tutti contribuiscono alla presenza del gioco legale sul territorio. Non possiamo immaginare una riforma che tuteli alcune attività e ne penalizzi altre”.

Tra le richieste avanzate da Chiacchio figura l’introduzione di una misura ponte nazionale, valida sull’intero territorio, per accompagnare le imprese fino all’espletamento delle nuove gare.

“Occorre intervenire tempestivamente con regole valide sull’intero territorio nazionale. Non possiamo continuare a rinviare le decisioni, lasciando gli operatori nell’incertezza mentre devono programmare investimenti e sostenere costi crescenti. La misura ponte deve riguardare tutto il comparto e accompagnarlo fino all’assegnazione delle nuove concessioni”.

Il presidente richiama anche la necessità di completare la riforma delle scommesse ippiche, sostenere il segmento degli apparecchi e ampliare le opportunità commerciali della rete autorizzata attraverso nuovi prodotti e servizi.

“Se vogliamo garantire un futuro alla rete fisica dobbiamo consentirle di svilupparsi. Non possiamo limitarci a imporre nuovi obblighi senza prevedere strumenti che permettano alle attività di crescere e diversificare la propria offerta”.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, AGSI sostiene una razionalizzazione regolamentata dell’offerta, che salvaguardi le attività esistenti ed eviti concentrazioni eccessive.

“Riteniamo che si debba lavorare a una riduzione regolamentata dell’offerta, tutelando le attività esistenti ed evitando concentrazioni eccessive in determinate aree. La distribuzione territoriale deve essere equilibrata, prevedendo distanze adeguate tra i punti di gioco”.

Chiacchio insiste inoltre sulla necessità di preservare la pluralità imprenditoriale del comparto, garantendo condizioni di operatività alle piccole, medie e grandi imprese.

“Il nostro è un mercato nel quale hanno sempre convissuto realtà imprenditoriali di dimensioni differenti. Questa pluralità rappresenta una caratteristica del settore che deve essere salvaguardata. Le nuove regole devono consentire a tutti di continuare a operare, nel rispetto delle rispettive caratteristiche e capacità imprenditoriali”.

Comunicazione, formazione e contrasto all’illegalità

Un ulteriore tema affrontato dal presidente di AGSI riguarda il linguaggio utilizzato per descrivere il settore. Chiacchio propone di valorizzare la definizione di “gioco legale” quando si fa riferimento alle attività autorizzate e regolamentate dallo Stato.

“Si continua troppo spesso a utilizzare il termine gioco d’azzardo con un’accezione negativa, senza distinguere tra attività legali e illegali. Noi riteniamo che, quando si parla delle imprese autorizzate, la definizione corretta debba essere gioco legale. Siamo operatori che svolgono un’attività regolamentata, attraverso concessioni e autorizzazioni dello Stato”.

Secondo Chiacchio, una comunicazione più chiara deve accompagnarsi a un confronto stabile con le istituzioni e le parti sociali. In questo ambito il presidente esprime apprezzamento per l’attività della Fondazione FAIR, impegnata nella promozione di iniziative dedicate alla comunicazione e al gioco responsabile.

“Voglio esprimere un plauso alla Fondazione FAIR per il lavoro che sta portando avanti. Sta promuovendo un confronto tra le diverse componenti sociali, istituzionali ed economiche, affrontando questioni che anche la nostra associazione segnala da tempo. Condividiamo questo approccio e intendiamo continuare a contribuire a un percorso di dialogo e di comunicazione più consapevole”.

Un ruolo centrale viene attribuito anche alla formazione degli addetti della rete fisica, considerata uno strumento per migliorare la qualità del servizio e rafforzare la tutela delle persone vulnerabili.

“Una rete composta da operatori qualificati e adeguatamente formati può contribuire concretamente alla tutela dei consumatori e al riconoscimento delle situazioni di vulnerabilità. La formazione deve diventare uno degli elementi centrali del nuovo sistema di regole”.

Sul fronte delle entrate pubbliche, AGSI invita a concentrare gli interventi sul contrasto all’offerta illegale, anziché ricorrere a ulteriori aumenti della pressione fiscale sulle imprese autorizzate.

“Se lo Stato ha bisogno di maggiori entrate, bisogna intensificare la lotta all’illegalità. È lì che dobbiamo intervenire con decisione, recuperando risorse che oggi sfuggono al circuito regolamentato, anziché continuare ad aumentare la pressione fiscale su chi opera legalmente”.

Per affrontare queste questioni, Chiacchio propone l’istituzione di un tavolo permanente che coinvolga rappresentanti delle istituzioni, della politica, delle imprese e delle parti sociali.

“Le nuove regole non possono essere costruite senza ascoltare chi opera quotidianamente sul territorio. Occorre coinvolgere tutte le componenti, senza esclusioni, per individuare soluzioni concretamente applicabili. Il confronto deve essere stabile e soprattutto deve produrre risultati in tempi ragionevoli”.

Il presidente di AGSI conclude ribadendo la contrarietà a nuovi aumenti del prelievo sui giochi nella manovra economica 2027-2029 e chiedendo un programma di interventi che tenga insieme sostenibilità economica, riordino normativo e tutela della legalità.

“Il settore dei giochi legali ha bisogno di certezze, ascolto e prospettive concrete. Sostenere la rete fisica, completare le riforme, tutelare l’intero comparto, contrastare l’illegalità, migliorare la comunicazione, introdurre una misura ponte nazionale e preparare per tempo le prossime gare sono passaggi fondamentali di un’unica strategia. L’obiettivo è costruire un futuro nel quale legalità, responsabilità, tutela del lavoro e sostenibilità delle imprese possano procedere insieme, attraverso regole condivise e un confronto costante con tutte le componenti del settore”.


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