Dalla ricerca al mercato: 19 startup innovative si sfidano al Premio IMSA 2026 in I3P


Diciannove startup deep tech nate
dalla ricerca delle Università e degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) italiani, divise in quattro settori di innovazione, per una sfida che guarda non solo alla
qualità della tecnologia, ma anche ai risultati conseguiti sul mercato e alle
prospettive di crescita.

Sono le giovani imprese innovative protagoniste dell’edizione
2026 dell’Italian Master Startup Award, il Premio IMSA promosso da PNICube, la Rete nazionale delle Università, Incubatori accademici e Start Cup competition regionali, per la valorizzazione
imprenditoriale della ricerca
, e organizzato anche quest’anno in collaborazione con I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico
di Torino. 

La finale del Premio si terrà a Torino, in presenza nella Sala Agorà della sede di I3P, nel pomeriggio di giovedì 8 ottobre, dalle ore 14:30, nell’ambito
della tech conference Wave by Vento.

Il Premio IMSA 2026

Giovani
talenti, tra cui ricercatrici e ricercatori, si contenderanno il Premio IMSA 2026, giunto alla sua 20ª edizione, per i risultati raggiunti nel percorso
dalla ricerca al mercato
. Impegnate nei settori d’innovazione Cleantech
& Energy
, ICT, Industrial e Life Sciences – MedTech, le 19 finaliste
dell’edizione 2026 rappresentano l’evoluzione della ricerca italiana che
diventa impresa ad impatto
. 

Le startup in gara spaziano da tecnologie per
la medicina di precisione, il monitoraggio fisiologico e motorio, l’impiego
della realtà virtuale per migliorare l’esperienza dei pazienti durante
procedure e trattamenti, a biosensori per monitorare in tempo reale la
fisiologia delle piante; da tecnologie del riciclo delle batterie e delle
materie prime critiche, alla produzione di nuovi materiali circolari, alle
piattaforme per la gestione della sostenibilità aziendale. 

Completano il
quadro innovazioni IA per l’elaborazione video e la sicurezza delle
infrastrutture, robotica autonoma per l’agricoltura di precisione, fino alla
sensoristica avanzata, tecnologie quantistiche, sistemi di protezione adattiva
e soluzioni per l’industria. Un insieme eterogeneo di tecnologie e applicazioni
che ha in comune l’origine dalla ricerca e la capacità di misurarsi con
problemi concreti
e con le esigenze dell’industria, del mercato e più in
generale della società civile.

La crescita delle ultime edizioni, nel numero e nella
qualità delle candidature, porta quest’anno una novità
nella formula IMSA: per la prima volta saranno assegnati quattro premi
in denaro
, uno per ogni settore d’innovazione. Le quattro vincitrici di categoria si contenderanno poi il titolo di vincitore
assoluto IMSA 2026
, con un premio in denaro di 10.000 euro,
cofinanziato da PNICube e da I3P.

Un’opportunità per lo sviluppo delle startup dalla
ricerca scientifica, oltre che una occasione di visibilità per entrare
nell’orbita delle grandi aziende e degli investitori. Saranno, inoltre, conferiti il Premio Speciale Invitalia, in servizi di accompagnamento; la Menzione Speciale della Fondazione Marisa Bellisario alla
migliore startup femminile, in collaborazione
con l’Osservatorio Scientifico Imprese Femminili – OSIF dell’Università di Roma
Tor Vergata; e il supporto gratuito
di Business France alle startup
finaliste IMSA interessate ad avviare un progetto di insediamento in Francia.

Le 19 startup finaliste

AraBat (provenienza Start Cup Puglia, categoria Cleantech & Energy)
è una startup deep-tech italiana che sviluppa tecnologie bio-based per il
riciclo di batterie al litio e altri rifiuti
industriali, con l’obiettivo
di recuperare materie prime critiche e trasformare i rifiuti in nuove risorse.
La sua tecnologia proprietaria AraMet utilizza un processo di
idrometallurgia verde che sostituisce parte dei reagenti chimici tradizionali
con acidi organici e biomasse derivanti da scarti agroalimentari, come bucce
d’arancia e foglie di carciofo, per recuperare litio, nichel, cobalto, manganese,
rame e alluminio. L’approccio combina economia circolare e valorizzazione
degli scarti
, riducendo il ricorso a sostanze aggressive e l’impatto
ambientale del processo. AraBat sta inoltre estendendo la propria tecnologia al
recupero di materiali da RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed
Elettroniche
) e altri flussi di rifiuti complessi, lavorando allo sviluppo
industriale e alla scalabilità delle proprie soluzioni.

Billd (provenienza Start Cup
Campania, categoria Cleantech & Energy) è una startup Green
Fintech che digitalizza lo scontrino fiscale e la documentazione d’acquisto,
eliminando la carta e semplificando l’interazione tra consumatori, esercenti e
sistemi di pagamento. Attraverso una piattaforma integrata con POS, registri
telematici e circuiti di pagamento, Billd consente di ricevere, archiviare e
gestire ricevute digitali in modo sicuro e conforme alla normativa
. La
soluzione genera benefici ambientali, migliora l’esperienza cliente e crea
nuove opportunità di engagement per gli esercenti, favorendo la transizione
verso un commercio più sostenibile e digitale.

BI-REX
SB
(provenienza Start Cup
Lombardia, categoria
Cleantech & Energy) è una material-tech italiana che ha sviluppato ReVita, una tecnologia proprietaria per trasformare sottoprodotti agroalimentari –
tra cui lolla di riso, crusca, trebbie di birra e residui di pomodoro – in
nuova materia prima per carta e packaging
. La tecnologia, industrializzata
in Italia e arrivata a TRL 8, è già applicata alla produzione di
cartoncino e tissue e consente di sostituire fino all’80% della fibra
vergine
, creando un materiale circolare, industrializzabile e adatto ad
applicazioni ad alto valore aggiunto. Nel 2026 ReVita ha avviato la
commercializzazione dei propri cartoncini e sta sviluppando progetti con brand,
cartiere, converter e gruppi industriali
nei settori packaging, cosmetica,
food, tissue ed espositori. Il modello è altamente scalabile attraverso nuove filiere
agroalimentari, nuove applicazioni e l’espansione commerciale sui mercati
europei, senza dipendere da un singolo prodotto o da una singola materia prima.
La prossima fase è focalizzata su accelerazione del go-to-market, ampliamento
del portafoglio prodotti e internazionalizzazione.

Bluen (provenienza Università Napoli Parthenope,
categoria ICT) accompagna imprese e filiere nei percorsi di
transizione digitale e sostenibile, sviluppando soluzioni innovative che
integrano le tecnologie abilitanti dell’Industria 5.0 con sistemi di
brain-computer interface (BCI)
. Collabora con aziende operanti nei settori
manifatturieri, logistici, dei trasporti e della difesa, partecipando inoltre a
progetti di ricerca finanziati a livello nazionale e internazionale. Le
attività si concentrano sulla ricerca e sullo sviluppo di soluzioni indossabili
multisensoriali
, progettate per trasformare i tradizionali dispositivi di
protezione individuale in sistemi intelligenti e proattivi, capaci di tutelare
la sicurezza e il benessere degli utilizzatori. Un esempio concreto è 7Sense
– Multi-Sensor Human Monitoring System
, un dispositivo che rileva lo stato
cognitivo dell’utilizzatore attraverso segnali elettroencefalografici (EEG), ne
monitora la posizione e la quota e, in caso di caduta o malore, invia
automaticamente un’allerta georeferenziata, favorendo un intervento tempestivo.

Displaid (provenienza Start Cup Lombardia, categoria Industrial) offre una soluzione chiavi in mano
per il monitoraggio di infrastrutture, prevalentemente per ponti e viadotti
.
Il sistema supera i limiti delle soluzioni tradizionali integrando smart
sensors IoT
wireless, proprietari, dotati di sincronizzazione al microsecondo ed
elevata efficienza energetica. I dati raccolti vengono elaborati da algoritmi
proprietari di intelligenza artificiale
basati su archetipi strutturali per Identificare
danni reali, depurandoli dalle variabili esogene. Attraverso la piattaforma
digitale Iris, sviluppata anch’essa internamente, i clienti B2B e B2G ottengono
un gemello digitale dell’infrastruttura con misurazioni, KPI e alert in tempo
reale
. Il modello di business converte gli ingenti costi iniziali (CAPEX) in
canoni operativi ricorrenti (OPEX), rendendo Displaid una soluzione
economicamente accessibile anche alle PA e scalabile per il monitoraggio
continuo di intere reti infrastrutturali
, permettendo di programmare gli
interventi di manutenzione sulla base dello stato reale delle infrastrutture e
non di scadenze prefissate.

FieldRobotics (provenienza AlmaCube, categoria Industrial) è una startup innovativa, spin-off
dell’Università di Bologna, che progetta, industrializza e commercializza
sistemi robotici autonomi per l’agricoltura di precisione
. Integra
meccanica, elettronica, software, intelligenza artificiale ed elettrificazione
per sviluppare soluzioni più sostenibili ed efficienti, con focus su
frutticoltura e viticoltura. Il prodotto di punta è HammerHead, rover
cingolato completamente elettrico, autonomo o a controllo remoto, con capacità
di carico di una tonnellata e architettura modulare compatibile con
attrezzature agricole standard, per automatizzare lavorazioni come trinciatura,
terreno, trattamenti, raccolta e potatura
. La tecnologia è protetta da quattro
brevetti. Finalista al Tractor of the Year – TotYBot 2024, FieldRobotics
ha vinto l’euRobotics Tech Transfer Award 2025. Con 6 dipendenti, 7
collaboratori, sistemi installati in 8 aziende agricole italiane e 2 milioni di
euro di fatturato
dalle vendite, FieldRobotics punta ora al consolidamento produttivo e
all’espansione internazionale.

HARMONIC V (provenienza
Start Cup Lazio, categoria Life Sciences – MedTech) è una deep-tech company che sviluppa User-Centric
Innovation
all’intersezione tra ingegneria biomedica, biomeccanica e
scienze sportivo-motorie, a partire da scoperte matematico-ingegneristiche e
biomediche. Il nucleo tecnologico è il controllo in linea dell’esercizio
fisico basato sull’HRV
(variabilità della frequenza cardiaca) acquisita
sotto sforzo
, per mantenere in tempo reale il soggetto nella zona
fisiologica obiettivo e garantire stabilità autonomica ed emodinamica in
riabilitazione e nella popolazione geriatrica. La tecnologia è scalabile allo
sport d’élite, dove consente di valutare stato di forma e fatica, prevenire
overtraining e traumi e misurare lo stato di preparazione all’allenamento attraverso
il monitoraggio non invasivo del carico interno. La società integra, inoltre,
l’analisi del movimento basata su sezione aurea e sequenze di Fibonacci
generalizzate, alla base della domanda di brevetto, per individuare pattern
armonici nei movimenti ciclici e migliorare la tecnica sportiva
e il
monitoraggio delle patologie croniche che compromettono la funzione motoria.

Highsensetech (provenienza Consiglio Nazionale delle Ricerche, categoria Industrial) è una
startup innovativa e spin-off del CNR che sviluppa sensori MEMS ad
altissima risoluzione
per la misura di deformazioni e di grandezze fisiche come
forza, coppia, pressione e peso. La tecnologia proprietaria HRSS offre una
risoluzione fino a 1.000 volte superiore
rispetto agli estensimetri
tradizionali (strain gauge), mantenendo elevata banda e consentendo misure
precise e non invasive direttamente sulla superficie di componenti e strutture.
Integrando sensori, elettronica, firmware, software e algoritmi, Highsensetech trasforma
componenti meccanici tradizionali in sistemi intelligenti e connessi
, capaci di
generare dati, monitorare il proprio funzionamento e abilitare nuovi servizi di
diagnostica e manutenzione. Le applicazioni spaziano dall’industria e dalla
robotica allo structural health monitoring. Fondata a Bologna nel 2023 da un
team proveniente dal CNR, la società ha già avviato collaborazioni con
importanti partner industriali ed è in fase di industrializzazione e crescita
commerciale.

Kazaam Lab (provenienza Start Cup Sicilia, categoria Life Sciences – MedTech) è lo spinoff
dell’Università di Palermo nato per accelerare la medicina di precisione,
rendendola accessibile su larga scala
e applicabile al numero più alto
possibile di patologie complesse. Dispone di una tecnologia proprietaria
brevettata, che sfrutta IA e network medicine per gestire big data biologici e
medicali
. Risponde a precise domande industriali e cliniche, attraverso una
piattaforma software a microservizi con tre verticali pronti all’uso: selezione
di trial clinici, nato dall’interlocuzione con una casa farmaceutica; diagnosi
precoce di cancro orale e selezione dei tagli chirurgici nella mastopessi, nati
su richiesta di dottoresse specialiste e con l’ultimo già operativo sul campo.
La solidità e la trazione sono validate da oltre 100.000 euro di capitali
ottenuti
, tra cui 50.000 da un grant EIT Health e 50.000 da un investimento pre-seed di Fondazione
Social Venture Giordano dell’Amore, già in parte investiti in sviluppo,
branding e marketing. Tutto questo posiziona Kazaam Lab come un investimento ad
alto rendimento e rischio mitigato.

Lemons in the
room
(provenienza Start Cup Toscana, categoria Life Sciences – MedTech) sviluppa una soluzione di realtà virtuale validata
scientificamente
, e utilizzata durante procedure e trattamenti ospedalieri, per
ridurre stress, ansia e dolore percepito
, migliorando l’esperienza e la
qualità di vita dei pazienti e supportando il personale sanitario. Oggi è attiva
in oltre 20 ospedali italiani
e collabora con clinici e centri di ricerca per
misurare l’impatto della tecnologia nella pratica clinica. Obiettivo: rendere
l’innovazione uno strumento concreto per una sanità sempre più attenta alla
persona.

MYWAI (provenienza Start Cup Liguria, categoria Industrial) è una piattaforma europea per la gestione,
orchestrazione ed esecuzione di applicazioni di Edge AI e Local Sovereign AI in
contesti industriali e ad alta criticità,
dove sicurezza, resilienza e
sovranità del dato sono requisiti strategici. Nata da oltre 40 anni-uomo di
ricerca e sviluppo e supportata da più di 6 brevetti internazionali, permette
di applicare e controllare algoritmi di AI direttamente nelle infrastrutture
operative
, senza affidarsi necessariamente a cloud extraeuropei, mantenendo il
controllo sui dati e sui processi decisionali. La piattaforma abilita
manutenzione predittiva, controllo qualità, controllo adattativo di processo,
addestramento di robot e umanoidi e supporto decisionale in tempo reale,
contribuendo a ridurre costi, consumi energetici e fermi degli impianti. Aperta,
interoperabile e hardware-agnostic, grazie alla sua flessibilità può
operare in settori strategici come Spazio, Difesa, Underwater, Energia e
Industria 4.0/5.0. È già utilizzata in progetti con realtà quali ESA, Polo
Nazionale della Dimensione Subacquea, Esaote, Acciaieria Arvedi e Centro
Ricerche Fiat.

O-DAMP (provenienza Start Cup Emilia Romagna, categoria Industrial) è uno
spinoff innovativo dell’Università di Bologna (Sport Technology Lab) che rivoluziona
la sicurezza individuale nel settore moto, sport ad alto rischio, micromobilità
e lavoro
. La startup ha brevettato un sistema di protezione per caschi
basato su ammortizzatori intelligenti capaci di adattarsi in tempo reale
all’intensità dell’impatto. Dissipando le energie in modo dinamico, la
tecnologia O-DAMP abbatte le accelerazioni della testa fino al 33% in più
rispetto ai caschi standard
, riducendo drasticamente il rischio di gravi traumi
cerebrali e risolvendo una criticità storica della sicurezza stradale e
professionale.

Pestop –
Boccamatta
(provenienza Start Cup Liguria, categoria Industrial)
trasforma il gesto antico del mortaio in una nuova tecnologia food-tech nata
per rendere scalabile una lavorazione artigianale senza comprometterne la
qualità.
Pestop ha sviluppato una tecnologia brevettata che riproduce il
principio di mortaio e pestello
attraverso schiacciamento e sfregamento
controllati a bassa velocità, anziché il taglio ad alta velocità delle lame. Il
primo mercato è quello di pesto e pestati freschi stagionali per Ho.Re.Ca.,
retail selezionato e vendita diretta. La tecnologia sarà poi proposta ai
professionisti con un mono-mortaio plug & play che permetterà a
ristoratori e operatori del Food di realizzare direttamente le proprie
preparazioni fresche. In prospettiva, alle aziende del Food con un sistema
multi-mortaio, in vendita o in licenza e, successivamente, ad altri comparti.
Il pesto è solo il punto di partenza: la tecnologia può infatti essere
applicata a salse, creme, preparazioni vegetali ed erboristiche e, oltre al
Food, alla cosmetica, per tutti i processi che richiedono lavorazioni a freddo.

PlantBit (provenienza Start Cup Emilia Romagna,
categoria Cleantech & Energy) è una startup AgriTech nata dalla ricerca CNR-IMEM che ha sviluppato Bioristor, un
biosensore brevettato per il monitoraggio diretto e in tempo reale della
fisiologia delle piante
. Inserito nel fusto, rileva i segnali ionici e il
movimento della linfa, fornendo informazioni sullo stato idrico,
nutrizionale e fisiologico
della coltura. I dati permettono di ottimizzare
irrigazione e fertilizzazione e di individuare precocemente situazioni di
stress, oltre 48 ore prima che siano visibili. A differenza dei sistemi
che osservano suolo e condizioni climatiche, Bioristor misura ciò che accade
direttamente nella pianta. In campo ha già consentito fino al 45% di
risparmio idrico, +7% di resa e +12% di qualità nel pomodoro
. La stessa
piattaforma diagnostica può essere utilizzata anche per fenotipizzazione,
selezione varietale, studio dei biostimolanti e coltivazioni in ambienti
estremi.

QSENSATO (provenienza Start Cup Puglia, categoria Industrial) è uno spin-off dell’Università di Bari fondato nel 2024,
specializzato nello sviluppo di componenti per la sensoristica e la metrologia
quantistica. Ha brevettato una tecnologia che utilizza la scrittura laser
per realizzare, su scala industriale,
microcelle di vapore
tridimensionali
(Laser-Written Vapor Cells – LWVCs) estremamente
compatte e integrate con componenti fotonici. Rispetto alle tradizionali celle MEMS
o in vetro soffiato, le LWVCs offrono maggiore robustezza, portabilità e
flessibilità, aprendo la strada a dispositivi quantistici più piccoli e
facilmente integrabili
. Attraverso lo sviluppo magnetometri, riferimenti di
frequenza e sensori RF, questa tecnologia trova applicazione in ambiti
strategici quali diagnostica medica, monitoraggio di infrastrutture e
sistemi spaziali
, oltre che nei sistemi di posizionamento, navigazione e temporizzazione.

RarEarth (provenienza Start Cup Lombardia, categoria Cleantech &
Energy
) è una startup innovativa deep-tech supportata da I3P che produce
magneti permanenti sinterizzati in Neodimio-Ferro-Boro (NdFeB) attraverso un
processo di riciclo diretto “magnet-to-magnet”, recuperando i magneti a
fine vita dai RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)
e trasformandoli in nuovi magneti. La tecnologia proprietaria consente di
smontare automaticamente le apparecchiature e rigenerare le leghe magnetiche
attraverso processi meccanico-chimici, trasformando lo scarto direttamente in nuovi
magneti 100% riciclati
, con prestazioni comparabili a quelli prodotti da
materie prime vergini. Il processo permette di ridurre di oltre il 90% le
emissioni di gas serra e di oltre il 99% il consumo di acqua. Con circa 10
milioni di euro di finanziamenti raccolti
, anche attraverso l’EIC Accelerator,
RarEarth dispone oggi di un impianto pilota e sta realizzando il primo impianto
industriale, dando il proprio contributo al rafforzamento dell’autonomia
europea nell’approvvigionamento di materie prime strategiche
, in linea con gli
obiettivi del Critical Raw Materials Act dell’UE.

Small Pixels (provenienza Start Cup Toscana, categoria ICT) è un’azienda italiana del settore deep-tech
che sviluppa software di intelligenza artificiale per l’elaborazione e il
miglioramento dei video in tempo reale
. Basandosi su ricerche avanzate nel
campo della visione artificiale, l’azienda ha creato SPAIQ, un framework
proprietario di IA che migliora la qualità video, ripristina i contenuti danneggiati e ottimizza sia la trasmissione sia il movimento in un’ampia gamma
di applicazioni. Progettato per funzionare in tempo reale con risorse
computazionali limitate, SPAIQ si integra perfettamente nei flussi di lavoro e
nelle infrastrutture esistenti, indipendentemente dall’hardware, dal codec o
dall’ambiente di implementazione. Oggi Small Pixels offre a emittenti
televisive, aziende del settore media, operatori di videosorveglianza e partner
tecnologici soluzioni di intelligenza artificiale pensate per rendere i video
più efficienti, accessibili e sostenibili
.

Up2You (provenienza Start Cup Lombardia, categoria Cleantech & Energy) è una Società Benefit e B
Corp che trasforma la sostenibilità aziendale in un motore di crescita,
combinando una piattaforma SaaS proprietaria potenziata dall’AI con servizi di
consulenza ESG
. L’azienda copre l’intero percorso: dalla misurazione delle
emissioni di CO₂ alla rendicontazione richiesta dalla normativa (CSRD, VSME),
fino al coinvolgimento della filiera e alla formazione dei dipendenti sui temi
ESG. Attraverso il suo ecosistema modulare, l’AI si integra per offrire
soluzioni all’avanguardia che rendono la gestione della sostenibilità aziendale
semplice, veloce e sicura
. Le soluzioni sono progettate per essere accessibili anche a chi non ha competenze tecniche e sviluppate a partire
dalle esigenze delle aziende. Attiva dal 2020, Up2You conta oggi oltre 450
clienti
, tra cui Brembo, Bancomat e Snam.

VESevo Smart Technologies (provenienza Start Cup Campania, categoria Industrial) è uno spin-off dell’Università
Federico II di Napoli, nato dalla
ricerca sulla dinamica del veicolo. Sviluppa
tecnologie hardware e software per analizzare in modo non distruttivo
pneumatici e materiali polimerici
, senza prelevare campioni né comprometterne
l’utilizzo. Il principale prodotto,
VESevo – acronimo di Viscoelasticity Evaluation System EVOlved e nome
che richiama l’antica denominazione del Vesuvio – è già utilizzato nel
motorsport da team di Formula 1, Formula E e MotoGP
per raccogliere dati e
prevedere il comportamento di pneumatici e veicoli al variare delle condizioni
di utilizzo e dell’usura. La tecnologia sta ora entrando anche nel mondo
industriale: VESevo ha
sviluppato applicazioni per i produttori di pneumatici, portando l’analisi
rapida delle proprietà dei materiali direttamente sulle linee di produzione e
nei processi di controllo qualità.

Il programma dell’evento

L’incontro di giovedì 8 ottobre nella Sala Agorà di I3P si aprirà con l’intervento della Presidente PNICube Paola Paniccia, Delegata allo Sviluppo di Imprese, Start-up e Spin-off per l’Università di Roma Tor Vergata, del Vice Presidente Enrico Bracci, Pro Rettore delegato alla Terza Missione e Trasferimento Tecnologico dell’Università di Ferrara, e del Presidente I3P Giuseppe Scellato. A seguire la sessione di pitch delle 19 finaliste che illustreranno il percorso fatto e gli obiettivi per il futuro a una Giuria composta da esperti rappresentanti del mondo degli investitori pubblici e privati, delle imprese e della ricerca.

La premiazione sarà preceduta dal panel “Start-up innovative dalla ricerca, ecosistemi competitivi e crescita sostenibile”, con la partecipazione di autorevoli rappresentanti di istituzioni e organizzazioni che promuovono l’innovazione ad elevato impatto. Interverranno Francesco Profumo (EIC e Isybank), Francesco Morgia (MIMIT), Michele Mazzola (MUR), Danila Sansone (Invitalia), Stefano Corgnati (Rettore del Politecnico di Torino e membro CRUI), Riccardo Di Stefano (Confindustria), Sara Poggesi (Osservatorio Scientifico Imprese Femminili-OSIF, Università Roma Tor Vergata).

IMSA 2026 è patrocinato da: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ambasciata di Francia in Italia, CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile e Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, e può contare su prestigiose collaborazioni con Invitalia, Fondazione Marisa Bellisario, Osif (Osservatorio Scientifico Imprese Femminili, Università Roma Tor Vergata), Business France-Agenzia pubblica per l’internazionalizzazione dell’economia francese, Institut français, GammaDonna e Social Innovation Monitor.

La Giuria del Premio sarà composta da: Andrea Basso di Mito Technology, Alessio Castelli di Huawei, Mario Cristiani di Giesseti, Federico Davini di A11 Venture, Francescantonio Della Rosa di Sipow – La Mia Energia, Marina Gandini di Prysmian Group, Amedeo Giurazza di Vertis, Daniela La Noce di CNR, Alfonso Nardi di Invitalia, Luca Passoni di CDP VC, Francesco Scafarto, Alberto Silvani di CNR, Stefano Stefanelli di Day One, Davide Turco di Indaco, Matteo Vacchetti di Iren.


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