Le nuove rotte della blue economy, StartUpLab e Blue Waves Startup


Il mare come industria, infrastruttura, spazio turistico, luogo di lavoro e terreno sul quale sperimentare nuovi modelli di impresa. È questa la fotografia che emerge dalla Release 126 di NAStartUp, dedicata alla blue economy 4.0 e ospitata il 15 settembre alla Palazzina Alilauro Volaviamare, nel Porto di Napoli.

Una giornata costruita in due tempi, con due appuntamenti distinti: prima un tavolo tecnico tra imprenditori, operatori del settore marittimo, innovatori e rappresentanti dell’ecosistema della blue economy; poi lo StartupLab, con startup, progetti e challenge rivolte a chi lavora sull’innovazione di nautica, portualità, turismo e servizi legati al mare.

Dal turismo ai giovani: cosa è emerso dal tavolo sulla blue economy

Il primo tempo della giornata è stato affidato al tavolo blue economy 4.0, moderato da Antonio Prigiobbo, direttore di NAStartUp (e collaboratore di Startupbusiness) , e promosso insieme ad Agostino Lauro di Lauro Holding. Al confronto hanno partecipato Carlo Silva, tra gli organizzatori della Shipping Week; Umberto Masucci, imprenditore e presidente di The International Propeller Clubs; Giuseppe Autorino, imprenditore del Santa Chiara Boutique Hotel; Luigi Nardullo, direttore di PlugIN.

Sono giunti diversi saluti di buon lavoro dalle istituzioni locali e da alcuni team della prossima America’s Cup, con cui si condividerà il lavoro a partire dai prossimi appuntamenti.

L’Ammiraglio di Squadra Vincenzo Montanaro porta il saluto dell’istituzione, rappresentata anche dalla partecipazione del Capitano di Fregata Francesco Marotta della Marina Militare.

Il confronto ha restituito innanzitutto una definizione della blue economy molto più ampia della sola navigazione: turismo, formazione, cantieristica, tecnologie, ospitalità e nuovi servizi possono diventare parti dello stesso sistema economico.

Giuseppe Autorino porta la sua esperienza di operatore nel settore turistico, indicando tre direttrici su cui costruire un’economia del mare capace di generare maggiore impatto: eccellenza, sostenibilità e qualità dei servizi. Da qui l’importanza di investire sulla formazione del personale e di sviluppare nuove proposte capaci di ampliare l’offerta turistica, guardando anche al turismo archeologico e alla destagionalizzazione dei flussi.

Agostino Lauro sottolinea il potenziale ancora inespresso del turismo legato al mare e la necessità di trasformare la capacità del territorio di attrarre visitatori in un’offerta più strutturata, immaginando nuovi servizi e progetti di blue hospitality. Da qui anche il tema del collegamento tra Napoli e Genova, pensato come uno scambio non soltanto tra due grandi città portuali, ma tra imprese, esperienze, startup e competenze.

Sul ruolo delle nuove generazioni l’intervento di Umberto Masucci e Carlo Silva. Il primo evidenzia la necessità di creare una comunità di giovani legati all’economia del mare, capace di mettere in rete competenze, esperienze e nuove opportunità professionali. Un ecosistema che, secondo Masucci, deve favorire maggiormente l’incontro tra le nuove generazioni e le imprese del settore, ma anche costruire un dialogo più efficace con la Pubblica Amministrazione, così da rendere più semplice lo sviluppo di iniziative e progetti condivisi.

Silva ricorda quanto sia ancora riduttiva l’associazione tra settore marittimo e sola navigazione, proponendo occasioni di incontro diretto tra ragazzi e imprese, come career day, e ha lanciato l’idea di rafforzare i legami tra Napoli e Genova con una delegazione di startup napoletane da portare in Liguria in occasione della Shipping Week.

Luigi Nardullo ha lanciato PlugIN, un progetto che nasce dall’esperienza di Creazionedimpresa.it e di NAStartup, incubatore certificato.

L’iniziativa propone un modello di incubazione che punta a colmare una lacuna ancora fortemente avvertita dall’ecosistema delle startup, in particolare nel Mezzogiorno: connettere startup, imprese, capitali e competenze, creando opportunità concrete di crescita e sviluppo.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre lanciata la proposta di un programma per le startup, con l’obiettivo di avviare un primo collegamento tra gli ecosistemi dell’innovazione del Porto di Napoli e del Porto di Genova.

Tra le idee avanzate ed elaborate al tavolo, anche quella di trasformare il Porto di Napoli in un vero e proprio laboratorio di innovazione: un luogo in cui siano le aziende a mettere sul tavolo problemi ed esigenze reali, affidando la ricerca di soluzioni a startup e innovatori. Un modello che punta a fare dell’innovazione uno strumento concreto per rispondere alle sfide del sistema produttivo e generare nuove opportunità di impresa.

Dalle diverse voci è così emersa una direzione comune: valorizzare maggiormente il mare significa costruire servizi, formare nuove competenze, creare reti tra giovani e imprese e mettere in comunicazione ecosistemi differenti. In questo quadro il rapporto tra Napoli e Genova può diventare uno dei primi terreni di sperimentazione, mentre il porto può assumere il ruolo di luogo in cui esigenze dell’industria e capacità di innovazione delle startup iniziano a incontrarsi concretamente.

Blue Waves Startup Contest: da Napoli una challenge per innovare la blue economy

Nel secondo appuntamento della giornata, il timone è passato allo StartupLab, condotto da Giovanni Aiello per NAStartUp, con una sequenza di startup e innovazioni dedicate alle tecnologie e ai nuovi servizi della blue economy.

Uno dei momenti centrali è stato affidato a Vincenzo Monno di CyberTribu, con il lancio del Blue Waves Startup Contest, promosso da ClickutilityTeam e CyberTribu con il coinvolgimento di NAStartUp.

La challenge cerca startup che lavorano sull’innovazione nei settori del mare, della nautica, della logistica, del turismo, dell’energia e della ricerca, arrivando fino a risorse marine, bioeconomia, acqua, cantieristica, infrastrutture, robotica e sicurezza.

Per i progetti selezionati il percorso prevede anche momenti di formazione, public speaking e preparazione al pitch, fino all’appuntamento della Naples Shipping Week.

La finale è prevista il 30 ottobre al Centro convegni della Stazione marittima di Napoli, dove le startup finaliste potranno presentarsi davanti a una giuria tecnica e a operatori industriali e della consulenza del settore marittimo.

Il contest rende così operativo uno dei concetti discussi poche ore prima al tavolo: creare occasioni nelle quali domanda di innovazione e nuove imprese possano incontrarsi.

Dall’IA per i porti al marketplace della vela: le startup salite sul palco

La seconda parte dell’incontro ha mostrato quanto sia già eterogeneo il mondo delle startup legate alla blue economy.

Adriano Cirasa presenta le evoluzioni, dopo un anno di attività, di Cirasa Hydrotech, startup innovativa napoletana che lavora nel settore marino e offshore combinando sistemi ad alta efficienza energetica, sensoristica, automazione, gestione dei dati e intelligenza artificiale. Il campo di applicazione comprende marine, porti e altre infrastrutture marittime, dove digitalizzazione e capacità di raccogliere e interpretare dati possono modificare la gestione delle attività.

Antonino Russo racconta le ultime innovazioni di The Skipper Academy, progetto che parte dalla formazione e combina lezioni online con esercitazioni pratiche in mare. La piattaforma lavora anche come job provider, provando a creare un collegamento diretto tra appassionati, persone che vogliono acquisire competenze e opportunità professionali nella nautica.

Filippo D’Arrigo, consigliere della Federazione Italiana Vela, il compito di presentare SailingHub. Il progetto nasce come piattaforma social e marketplace dedicata alla vela nel Mediterraneo e punta a mettere in contatto armatori, skipper ed equipaggi. Charter, esperienze nautiche e opportunità di imbarco diventano così parti di uno stesso ecosistema digitale.

Sul fronte delle tecnologie applicate alle infrastrutture è arrivata XRSupport / Digitalmens, presentata sul palco da Giuseppe Monfregola. Il progetto utilizza smart glasses, realtà aumentata, assistenza da remoto e intelligenza artificiale per supportare attività di manutenzione su gru, mezzi, container e infrastrutture portuali.

Cosimo Maffia presenta Smart Beach, progetto nato osservando uno dei temi più discussi delle ultime stagioni estive: l’aumento dei costi per accedere agli stabilimenti balneari. La proposta prova a intervenire sul rapporto tra utenti, lidi e servizi attraverso una soluzione digitale e nuovi modelli in grado di incidere su accessibilità e fruizione delle spiagge.

Durante lo StartupLab c’è stato spazio anche per guardare oltre le singole startup.

Ad Antonio Prigiobbo e Giancarlo Donadio è stato affidato il passaggio dedicato all’idea di un nuovo premio da sviluppare insieme alla famiglia Lauro e ad Alilauro Volaviamare, legato alla memoria e alla visione di Salvatore Lauro, che insieme a Prigiobbo aveva sostenuto negli anni la necessità di creare appuntamenti periodici nei quali far incontrare il sistema marittimo tradizionale e l’ecosistema dell’innovazione.

L’idea è premiare progetti imprenditoriali capaci di produrre un impatto concreto sul territorio, generando opportunità, occupazione e valore: un perimetro che può partire dalla blue economy, ma non necessariamente esaurirsi al suo interno.

È anche il filo che lega questa edizione della Biennale della blue economy alle precedenti tappe del percorso dedicato al mare, costruito da NAStartUp e Lauro Holding insieme a tutti i partner e agli acceleratori di NAStartUp.

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