Podcast

Mercato, rosa, ambizioni e futuro del Napoli: Antonio Corbo, giornalista ed editorialista di Repubblica, analizza a Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania, le scelte della società e le prime uscite della squadra di Allegri, senza risparmiare critiche. Nel confronto, anche il ruolo di Manna e la gestione di Lucca e Anguissa.

Su Repubblica hai scritto delle carenze di un club che ha perso un’estate, senza però parlare di calcio. Che estate è stata quella del Napoli? “Sì, è stata un’estate persa. Io ho letto di tutto: dal gelo con gli Ultras, che non meritavano sgarbi dopo una bella manifestazione che hanno organizzato e autofinanziato, fino al gelo con il Comune, che pure porta a Napoli, con la Regione, una Coppa America e quindi merita tutto il rispetto possibile. Il Comune sta portando avanti da solo, senza l’aiuto neanche tecnico del Napoli, i lavori per lo stadio Maradona in vista degli Europei. Ci sono state tante cose importanti. L’unica cosa importante che abbiamo fatto dopo il ciclone Conte, che ha avuto anche dei vantaggi positivi, è stata quella di cercare di rimettere ordine. Quando arrivano delle intemperie, però, c’è un po’ la casa in disordine e bisognava rimettere a posto le cose dopo 43 infortuni.

Bisognava capire di che cosa avesse bisogno questa squadra, che è totalmente forte, senza dimenticare, come succede banalmente nella vita di tutti i giorni, che era una squadra con un anno in più, con dei giocatori più logori e più stanchi, da rimotivare. Di Lorenzo è un bravissimo capitano, ma, come ho scritto ieri, mi sembra un soldato stanco. Bisognava quindi creare anche un’alternativa a Di Lorenzo, soprattutto con un difensore esterno, possibilmente molto veloce e scattante. Purtroppo, sia Di Lorenzo sia Olivera sono caduti nella trappola del Como. Io vedo le partite, non so voi, ma in religioso silenzio, davanti al televisore, magari con qualche amico, commentando. E lì si è visto chiaramente che, al di là di tutto quello che si è detto, c’è stato un gioco che nei primi minuti è stato fatale, con gli esterni del Como che giocavano in perfetta intesa, come se fossero guidati da un radar. Entrambi tendevano a portare sia Olivera sia Di Lorenzo al centro e fuori posizione. I due difensori del Napoli sono stati spiazzati e portati fuori zona. Questi sono dettagli tecnici importanti di cui non intendo parlare”.

Soprattutto nei primi tempi, sia in Genoa-Napoli sia in Napoli-Como, non ho visto la capacità di provare a fare qualcosa di diverso dalla costruzione dal basso per cercare poi di attirare la pressione degli avversari. Dobbiamo aspettarci, non so se contro l’Inter, ma nel corso delle prossime settimane, un gioco diverso, una variazione della proposta offensiva? “Non è un fatto di gioco, altrimenti chi ci ascolta fa la fine di Di Lorenzo e Olivera, che vengono portati fuori zona. Tu puoi dire mille cose, però per fare il possesso palla devi avere i piedi buoni. Quindi è un fatto tecnico. Devi essere fresco, agile, ma soprattutto devi tenere il possesso palla con un gioco corto.

Il Napoli, in queste ultime partite, ha dimostrato di non avere la freschezza e le qualità tecniche per fare il possesso palla. Giustamente Allegri ha fatto un gioco di attesa, ma poi, se tu vedi che il Como ti porta fuori zona con i difensori, non tocchi palla. Il primo gol nasce da questo, mentre il secondo gol è un errore di una difesa che non sa salire dal basso perché non ha i piedi buoni. Non ha il piede né Meret né Rafa Marin, ma devi fare qualcosa di diverso. E non basta dirlo per radio o scriverlo sui giornali: devi avere i giocatori. E i giocatori che non sono arrivati, perché se si fa male Buongiorno, tu hai Rafa Marin, che è un giocatore di buona volontà. Però tra il miglior Buongiorno e l’attuale Rafa Marin c’è una categoria di differenza. Aspettando poi di capire Badiashile quando sarà pronto per giocare, il sostituto lo devi prendere”.

L’ultima te la voglio fare su Giovanni Manna. Il dubbio è: lui ha fatto il massimo, però poi il Napoli non autorizzava le operazioni, oppure anche lui è, tra virgolette, colpevole per questo mercato del Napoli? “No, Manna ha soltanto una colpa: quella di non aver parlato chiaro. Io sono stato molto severo con Giovanni Manna, che è una persona che stimo, ci tengo a dirlo. Però, se quest’anno lui firma un contratto che è più robusto ed è più longevo, poi deve avere la coscienza a posto di aver creato un progetto. Stavolta parliamo di progetto dicendo: caro Presidente e caro Chiavelli, perché poi quella è la coppia, qui servono dei giocatori e bisogna migliorare queste carenze. Ma questo non è stato fatto, oppure, se non è stato fatto, lui non l’ha neanche detto. E questo io non potevo farlo passare, perché credo che il giornalista debba essere come un cane lupo a guardia di un palazzo. Non possiamo lasciare il palazzo allo sbando e lasciare che tutto passi sotto silenzio. Se abbiamo un quoziente di intelligenza e di competenza, dobbiamo dire quello che vediamo”.

Il giudizio su Anguissa e Lucca? Salvo clamorosi colpi di scena, resteranno a Napoli? “Allora, io do due risposte. Innanzitutto, è stato un errore comprarli a quelle cifre e l’acquisto è stato indicato da Conte. Quando parlo di una casa lasciata un po’ in disordine, parlo anche di questo. A questo punto, se non si è riusciti a vendere Lucca e Anguissa, devi vedere se riesci a utilizzarli nel modo migliore. Siccome bisogna essere sempre ottimisti e pazienti e non scartare subito, come nel biennio di Conte è stato fatto, dove si scartavano e si buttavano via, usa e getta, i giocatori come se fossero dei rasoi, a questo punto bravo Allegri, che sta cercando di recuperarli piano piano. Però l’Inter è già più avanti e queste cose le dobbiamo dire. Altrimenti chi ci ascolta? Non ci ascolta più. La prossima volta cambierà canale”.

Credi che quest’anno il Napoli possa entrare nella lotta per lo Scudetto? “Il Napoli deve entrare nella lotta per lo Scudetto. Deve lottare fino in fondo per lo Scudetto se si chiama Napoli. Altrimenti non ci prendiamo in giro. Altrimenti diciamo a quelli che hanno fatto l’abbonamento: guardate che, mentre prima, come è stato fatto negli anni scorsi, si è detto che il Napoli lottava per un posto Champions e certamente lottava per vincere, bravo Conte che al primo anno è riuscito nel progetto di vincere addirittura a sorpresa lo Scudetto, anche il secondo posto sarebbe stato lottato. Bisogna lottare sempre per i vertici, se ti chiami Napoli. Altrimenti diciamo alla gente: signori, noi ci chiamiamo Napoli, però prima di sottoscrivere l’abbonamento, prima di venire in 45.000, sappiate che noi non abbiamo programmato né lo Scudetto né la Champions”.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.