Tre società, una valle, un territorio, un’idea precisa: smettere di guardare ciascuno al proprio campanile e provare a fare squadra. È questa la scommessa della Valtanaro Calcio SSD, presentata ufficialmente lunedì sera nella Sala Incontri dell’Unione Montana di Ceva, davanti a dirigenti, tecnici, ragazzi, famiglie e rappresentanti del territorio. 

La nuova società nasce formalmente dalla trasformazione giuridica del Bagnasco ASD in SSD, ma sarebbe riduttivo leggerla come una semplice operazione societaria: dietro il nuovo nome c’è infatti un accordo importante, un progetto che mette insieme primariamente Bagnasco, Ceva e Garessio, tre realtà che hanno scelto di condividere un percorso e provare a dare una dimensione nuova al calcio della Valle Tanaro. 

Un’operazione che, geograficamente, non si ferma ai tre comuni coinvolti: l’ambizione è quella di costruire una rete sportiva capace di abbracciare la valle da Ormea a Ceva, aprendosi al territorio cebano e alla Langa cebana. Il punto di partenza sono i ragazzi, il punto di arrivo è una società strutturata, riconoscibile e capace di offrire loro un percorso sportivo il più possibile completo, evitando che la frammentazione delle realtà locali diventi un limite che porti a carenze, difficoltà insuperabili, abbandoni. In un territorio dove numeri, distanze e disponibilità di strutture rendono sempre più difficile costruire squadre competitive, mettere insieme energie può diventare una necessità prima ancora che una scelta. 

Ed è proprio qui che la Valtanaro Calcio prova a giocare la propria partita: unire invece di dividere, condividere invece di moltiplicare le forze, costruire un’identità comune senza cancellare quelle dei singoli paesi. La serata di presentazione è stata anche l’occasione per raccontare gli obiettivi della nuova società, illustrare la collaborazione con la Torino FC Academy e presentare le nuove divise della Valtanaro Calcio. Un progetto che parte dal pallone, dunque, ma che parla soprattutto di territorio. Perché dietro una squadra di calcio ci sono campi, allenatori e classifiche, ma anche famiglie, trasferte, paesi e comunità. E questa volta la sfida è provare a farli giocare tutti con la stessa maglia. 

Le autorità del territorio 

Nel corso della serata sono intervenuti il consigliere della Provincia di Cuneo con delega allo Sport Pietro Danna, i sindaci di Ceva Fabio Mottinelli, di Bagnasco Mauro Bertino, il vice sindaco di Garessio Fausto Sciandra. Presenti anche il sindaco di Nucetto Enzo Dho e la sindaca di Viola Romana Daniello. Da tutte le autorità territoriali un plauso all’iniziativa e a chi si è messo in gioco per concretizzarla: “Sostenere questo tipo di iniziative significa investire nel futuro del territorio, non soltanto nello sport – hanno evidenizato i rappresentanti del territorio -, perché per i giovani praticare attività nel proprio paese significa costruire relazioni, appartenenza e legami con la comunità. Il calcio, in particolare, può diventare un importante strumento per creare radici: lo dimostrano le generazioni di ragazzi che hanno indossato la maglia delle società locali e che, ancora oggi, continuano a vivere e frequentare quei campi”. Per questo le Amministrazioni del territorio intendono “sostenere la Valtanaro Calcio, anche attraverso investimenti economici e supporto alle attività della società. Perché rafforzare lo sport significa rafforzare la comunità e creare condizioni affinché i giovani possano continuare a vivere e costruire il proprio futuro sul territorio”. 

LE DICHIARAZIONI

Davide Amenta, vice-presidente Valtanaro calcio:

Ringraziamo tutte le autorità, la Provincia, le Amministrazioni comunali. Se siamo qui questa sera il ringraziamento più grande va però ai tre presidenti, di Bagnasco, A.B. Ceva e Garessio, Matteo Nicolino, Filippo Patetta e Gianluca Costa, che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto. Ci siamo presi un impegno decisamente importante: già lo scorso anno Umberto Bonelli ha gettato le basi per la concretizzazione dell’idea, ora la presentiamo nella consapevolezza che il percorso da affrontare è lungo, ci sono notevoli problemi di carattere logistico, ed abbiamo bisogno del sostegno delle famiglie. Senza il loro supporto, noi da soli non andiamo da nessuna parte. Non facciamo miracoli, in alcune occasioni sicuramente faremo errori, ma ci mettiamo e ci metteremo sempre la faccia. Sarò referente della società in materia di safeguarding, uno strumento importante per la tutela dei ragazzi, un argomento delicato sul quale porremo la massima attenzione. 

Umberto Bonelli, vice-presidente Valtanaro calcio 

La filosofia del Valtanaro Calcio parte dai più piccoli: non vogliamo soltanto creare calciatori, ma accompagnare i ragazzi in un percorso di crescita attraverso lo sport. La parola chiave è “divertimento”: i bambini devono venire al campo con il sorriso, imparare ad amare il calcio ma soprattutto lo sport. Devono poter sbagliare, perché l’errore è parte della crescita, e devono imparare che anche una sconfitta può essere un momento positivo. Il nostro obiettivo è una crescita integrale, fisica, emotiva e sociale: preparazione adeguata all’età, educazione alle emozioni, rispetto, disciplina, collaborazione e spirito di squadra. Per questo abbiamo rafforzato lo staff con nuove competenze e quest’anno avremo anche un fisioterapista a disposizione dei ragazzi. Una parte importante del progetto riguarda anche i genitori. Organizzeremo momenti di confronto e formazione perché la partita deve essere un momento di gioia per i ragazzi, non di pressione o di stress.: il bambino deve giocare per divertirsi, non per soddisfare le aspettative degli adulti. Il calcio, inoltre, non deve essere visto soltanto come una strada verso il professionismo. Può offrire amicizie, esperienze, opportunità di studio e crescita personale. L’obiettivo è quindi formare prima di tutto persone, non soltanto giocatori. Abbiamo poi una grande ambizione: tenere i ragazzi sul territorio, creando attraverso il calcio relazioni, amicizie e senso di appartenenza. Nei prossimi anni vogliamo costruire una squadra sempre più espressione della Valle Tanaro e arrivare, nel giro di tre-quattrocinque anni, ad avere una formazione completamente del territorio. Vogliamo anche contribuire a prevenire il disagio giovanile, affrontando temi come bullismo, integrazione e difficoltà dei ragazzi, anche attraverso incontri con professionisti. Il Valtanaro vuole quindi essere un punto di riferimento sportivo e umano: calcio a chilometro zero, identità territoriale e crescita dei ragazzi. Un ringraziamento particolare va agli allenatori e agli istruttori, ai giovani che collaborano con loro e soprattutto ai tanti volontari che dedicano il proprio tempo per accompagnare e trasportare i ragazzi. Senza di loro, questo progetto non sarebbe possibile. 

Gianluigi De Martino, Torino FC Academy 

La nostra presenza qui non è un semplice saluto istituzionale. Questo rapporto è nato durante l’estate, attraverso gli incontri con Umberto e Davide, e fin dall’inizio abbiamo trovato una grande sintonia sui principi che devono guidare una società sportiva. Per noi delle Academy Torino FC il calcio dilettantistico non è semplicemente un bacino dal quale andare a cercare giocatori. È innanzitutto un progetto territoriale e sociale. Una società di calcio è fatta di persone, di famiglie, di allenatori, di volontari e di comunità, e una realtà professionistica come il Torino non può dimenticare questa dimensione. Ho avuto modo di conoscere da vicino il calcio spagnolo e lì ho visto un cambio di paradigma importante: prima viene la funzione sociale dello sport e poi il progetto sportivo. Credo che anche noi dobbiamo avere il coraggio di cambiare prospettiva. Non possiamo pensare soltanto a trovare il fenomeno o al risultato: dobbiamo creare le condizioni perché ogni bambino possa esprimere il proprio talento, anche se quel talento non lo porterà necessariamente a giocare in Serie A. Se un ragazzo dopo un allenamento torna a casa felice perché si è divertito, ha imparato qualcosa ed è stato bene con i propri compagni, abbiamo già raggiunto un risultato importante. Il post-Covid ci ha fatto capire ancora di più quanto sia fondamentale questa funzione: i ragazzi hanno perso anni preziosi di crescita, di relazioni e di apprendimento. Per questo oggi serve tornare a fare squadra e il progetto del Valtanaro va esattamente in questa direzione. La collaborazione tra tre realtà sportive è un risultato tutt’altro che scontato. Significa superare la logica della frammentazione e capire che, soprattutto nei territori più piccoli, il futuro passa dalla capacità di unire le forze. Il calcio insegna proprio questo: mettersi insieme, giocare ognuno nel proprio ruolo e mettere le proprie capacità a disposizione della squadra. Sappiamo anche che fare calcio oggi costa. Costano gli impianti, le trasferte, l’organizzazione e soprattutto le competenze degli allenatori. Per questo il nostro obiettivo non è venire qui a imporre il modello del Torino, che sarebbe impossibile e anche sbagliato. Vogliamo invece affiancare la società, lavorare con i suoi tecnici, condividere competenze e aiutarli a tirare fuori il meglio dalle loro capacità e dalle caratteristiche del territorio. Alla fine abbiamo un unico obiettivo: fare in modo che i bambini stiano bene, siano liberi di divertirsi, imparare, confrontarsi e crescere attraverso il calcio. Noi ci siamo e vogliamo esserci nel tempo. Questa collaborazione nasce oggi, ma l’auspicio è che possa diventare un percorso lungo e concreto, costruito insieme al Valtanaro Calcio e a tutto il suo territorio.




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