C’è una barriera che non si vede, non ha gradini e non ha porte chiuse. È quella che può comparire ogni giorno davanti allo schermo di un computer, di uno smartphone o di un sito web quando una persona con disabilità non riesce ad accedere a un’informazione, utilizzare un servizio, comunicare o compiere in autonomia un’azione che per altri è diventata normale. È una barriera invisibile, ma reale, che rischia di trasformare la rivoluzione digitale in una nuova forma di esclusione. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce a Sarzana “Digitalmente senza barriere: un Web per tutti”, il nuovo corso di alfabetizzazione digitale dedicato alle tecnologie e agli strumenti per favorire l’accessibilità e l’inclusione delle persone con disabilità.
Il corso prenderà il via lunedì 7 settembre presso il Centro Sociale Baronti di Sarzana, dalle ore 9:30 alle 12:30, e sarà completamente gratuito e aperto a tutta la cittadinanza. Non sarà necessaria alcuna iscrizione: l’accesso è libero. Una scelta precisa, quella di rendere il percorso immediatamente accessibile a chiunque voglia partecipare, conoscere, confrontarsi e comprendere meglio il rapporto tra disabilità, tecnologia e società.
A promuovere e seguire il percorso è Nicola Orlandi, facilitatore digitale e referente generale per la facilitazione digitale nella Pubblica Amministrazione, che ha scelto di affrontare il tema dell’innovazione partendo non dagli strumenti, ma dalle persone. «Se una persona non può accedere a un servizio, comunicare, informarsi o utilizzare una tecnologia perché quella tecnologia non è stata pensata anche per lei, non siamo di fronte soltanto a un problema tecnico. Siamo di fronte a un problema sociale. La tecnologia deve abbattere le barriere, non crearne di nuove», sottolinea Orlandi.
Il tema è particolarmente attuale perché il digitale è ormai entrato in ogni ambito della vita quotidiana. Dalla Pubblica Amministrazione alla scuola, dal lavoro alla sanità, dall’informazione alle relazioni personali, sempre più attività passano attraverso uno schermo. Ma ciò che per molti rappresenta una comodità, per altri può diventare un ostacolo insormontabile. Un sito non accessibile, un’applicazione progettata senza tenere conto delle diverse esigenze degli utenti, un’informazione non fruibile o uno strumento tecnologico non adeguatamente configurato possono infatti creare una distanza che non è soltanto digitale, ma anche sociale.
“Digitalmente senza barriere: un Web per tutti” nasce proprio con l’obiettivo di affrontare questa distanza e trasformare la tecnologia in uno strumento concreto di autonomia, partecipazione e inclusione. Il percorso affronterà la società dell’informazione e il fenomeno del digital divide, per poi entrare nel rapporto tra disabilità e tecnologie, analizzando le diverse forme di disabilità e le soluzioni che il mondo digitale può mettere a disposizione. Si parlerà di accessibilità dell’informazione, di strumenti per superare le diverse forme di disabilità e di ausili informatici, cercando di far comprendere come una tecnologia adeguatamente scelta e utilizzata possa fare la differenza nella vita quotidiana di una persona.
Ma il corso non vuole fermarsi al presente. Una parte importante del percorso sarà dedicata alle nuove frontiere dell’innovazione e, in particolare, all’Intelligenza Artificiale e alla sua capacità di aprire nuove possibilità nel campo della disabilità. Tecnologie capaci di riconoscere immagini, trasformare voce in testo, leggere contenuti, facilitare la comunicazione o personalizzare strumenti e servizi possono rappresentare un’opportunità straordinaria per aumentare l’autonomia delle persone. Allo stesso tempo, però, l’innovazione pone interrogativi che non possono essere ignorati: chi progetta queste tecnologie? Sono davvero accessibili a tutti? Quali rischi comporta un’intelligenza artificiale che non tenga conto delle differenti esigenze delle persone? E soprattutto, quale ruolo deve avere l’etica quando la tecnologia entra nella vita delle persone più fragili?
Sono domande che accompagneranno il percorso insieme a una riflessione sul futuro, perché parlare di accessibilità significa anche interrogarsi sul tipo di società che vogliamo costruire. «Non vogliamo insegnare semplicemente a utilizzare un computer o uno smartphone – spiega Orlandi –. Vogliamo parlare di possibilità. La possibilità di essere più autonomi, di comunicare, di accedere alle informazioni, di utilizzare i servizi e di partecipare alla vita della comunità. La tecnologia può fare moltissimo, ma dobbiamo essere noi a decidere quale società vogliamo costruire attraverso di essa».
Il corso sarà quindi un’occasione di apprendimento, ma anche di confronto e sensibilizzazione. E proprio per questo non è rivolto soltanto alle persone con disabilità: l’invito è rivolto a tutta la cittadinanza, alle famiglie, agli operatori, agli educatori, alle associazioni, ai volontari e a chiunque abbia interesse a conoscere meglio le possibilità offerte dalle tecnologie accessibili. L’obiettivo è creare uno spazio nel quale la tecnologia possa essere conosciuta e discussa non soltanto come strumento, ma come elemento sempre più importante della vita sociale.
Dopo il primo appuntamento di lunedì 7 settembre, dalle 9:30 alle 12:30, presso il Centro Sociale Baronti, il corso proseguirà inizialmente nelle giornate di mercoledì e venerdì. A partire dalla settimana del 14 settembre, le lezioni si svolgeranno invece il martedì e il venerdì dalle ore 15:00 alle 18:00. La partecipazione resterà completamente gratuita e non sarà necessaria alcuna iscrizione.
Per Nicola Orlandi la sfida è soprattutto culturale: «Non possiamo parlare di innovazione se una parte della società non riesce ad accedere a quella stessa innovazione. Non possiamo parlare di futuro se quel futuro non è costruito anche pensando a chi rischia di rimanerne escluso. Un sito, un’applicazione, un dispositivo o un’intelligenza artificiale non sono veramente innovativi se aumentano le distanze invece di ridurle. Il nostro compito è fare in modo che la tecnologia diventi una possibilità in più per tutti».
Il messaggio che accompagna “Digitalmente senza barriere: un Web per tutti” è dunque semplice e diretto: l’accessibilità non è un favore, ma una condizione di partecipazione alla società contemporanea. In un mondo nel quale sempre più diritti, servizi e opportunità passano attraverso il digitale, garantire che nessuno venga escluso significa anche difendere il diritto di ogni persona a essere autonoma, informata e parte della comunità.
«Il futuro digitale non può essere costruito soltanto per chi riesce già a utilizzarlo – conclude Orlandi –. Dobbiamo costruirlo insieme, affinché nessuno sia costretto a guardarlo da fuori. Se la tecnologia riesce ad abbattere una barriera, allora ha raggiunto il suo scopo più importante: mettere una persona nelle condizioni di essere più libera».
“Digitalmente senza barriere: un Web per tutti” partirà dunque lunedì 7 settembre a Sarzana. Un corso gratuito, senza iscrizione e aperto a tutti, nato con un obiettivo che va oltre l’informatica: fare in modo che il progresso tecnologico non lasci indietro nessuno.
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Benedetto Marchese
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