La montagna lucana da quasi 40 anni è vittima di scelte sconsiderate. E non solo a causa dello sfruttamento eccessivo, della mancanza di rispetto e della mercificazione delle terre alte. In molti casi si è perso il senso del limite. Grandi infrastrutture, come impianti sciistici impattanti, strade in quota e cave, modificano irrimediabilmente il territorio. Molti percorsi naturali vengono snaturati o resi artificiali per garantire un accesso di massa, dimenticando il valore fondamentale del limite. Accesso di massa che qui in Basilicata, tra l’altro, non si è mai visto. Diamo il via alla nostra inchiesta sui padroni e i fallimenti della Montagna partendo dal Monte Serra Pollino o, come altri lo chiamano, Monte Santa Maria, 1089 metri, area su cui è stato costruito il fallimentare “Parco delle Stelle”, 6,5 milio di euro praticamente buttati.
Siamo nell’agosto 2015. Viene approvato il progetto definitivo per la “Realizzazione dell’infrastruttura sviluppo turistico del Comune di Trecchina, del comprensorio di Maratea e della Valle del Noce. Importo complessivo 3.044.700 euro, di cui 447.000 per lavori di misura e 1.910.000 per opere a corpo (slittovia e pendolo gigante). Il 5 maggio 2017 viene approvato il progetto definitivo ed esecutivo dei lavori di completamento delle infrastrutture complementari al grande attrattore turistico per l’importo complessivo di 2.500.000 euro, di cui 1.689.652,24 per lavori a misura. L’opera, “Parco delle Stelle” è stata finanziata dalla Regione Basilicata a valere sui fondi Piot. In tutto, oltre 6 milioni di euro.
… La finalità è quella di incrementare il numero di presenze e la durata media di soggiorno nel Comune di Trecchina e nei Comuni limitrofi, attraverso un piano di sviluppo turistico basato sull’installazione di diverse tipologie di attrazioni fruibili tutto l’anno.
L’intervento prevede la realizzazione un parco naturale-attrezzato di medie dimensioni, posizionato in un’area che offre paesaggi e scorci di territori incontaminati. Tutte le attrazioni saranno collegate da piccoli sentieri inseriti nella splendida natura del luogo. L’area è raggiungibile attraverso diversi sentieri e offre la possibilità di implementare negli anni l’offerta turistica attraverso attività correlate come il noleggio Mountain Bike, gite a cavallo, ecc.…
Questa tipologia di attrazioni contribuirà certamente all’espansione turistica delle località. L’aumento della domanda turistica attesa è imputabile a due fattori principali: Allungamento e destagionalizzazione del periodo turistico; Incremento direttamente imputabile alle installazioni.
GLI INTERVENTI PREVISTI IN DETTAGLIO
Una pista di bob: essa rappresenta una sicura attrazione turistica, sia da sola, che inserito in un parco divertimenti e che soddisfa il desiderio di nuove esperienze per utenti di tutte le età. E aggiungono: Realizzazione di tratti di pista sopraelevati in presenza di terreno non spianato, di ostacoli, di piste di sci, di sentieri ecc.… non rappresenta un problema.
Altalena Gigante (Sky Swing). Scrivono i progettisti: Avventura, adrenalina, e la possibilità di godere di un bellissimo panorama per l’intera famiglia. Questo è lo SkYSwing. L’oscillazione in caduta libera unisce questi tre aspetti con le più elevate garanzie in materia di sicurezza in una struttura unica ed innovativa. Seduti a 18m dal suolo lo stomaco si stringe e l’adrenalina cresce!! Tre-due-uno… il blocco meccanico si sgancia e, con la sola forza di gravità, la gondola accelera in caduta libera verso terra. Il terreno si avvicina a velocità mozzafiato. Naturalmente c’è bisogno di una base di appoggio in cemento armato.
Il Planetario Digitale – Osservatorio Astronomico. È prevista la realizzazione di un Planetario Digitale di tipo Fisso, con cupola di diametro di 6 metri circa, con risoluzione 1600px, completo di proiettore di alta qualità, computer, telecomandi, sistema audio dolby e completo di n.35 sedute specifiche con poggiatesta. Esso avrà la possibilità di mostrare script, film, foto, con visione su tutta la cupola: ciò consentirà oltre all’uso specifico anche un utilizzo quale cinema estivo con una visione allsky.
Pista Tubing e Tappeto. Nella piccola valle compresa tra la Slittovia, lo Sky Swing e il Planetario, si prevede l’installazione di una pista tubing dalle seguenti caratteristiche: Lunghezza Pista 120ml circa, N.1 trampolino di partenza, N.12 moduli parabolica per un totale di 24ml, N.2 materassi triangolari, N.1 Kits freni, N.20 Gommoni “tubes “, Tappeto trasporto persone, N.33 elementi lineari modulari da 3m, Struttura in Acciaio zincato, Matrice con motore da 18,5 KW, Tappeto in gomma con chiusura in acciaio inox, N.2 cassette elettroniche portatili (monte-valle), Armadio elettrico integrato, Portata 1200/1500 persone/h.
Snake farm(Baby Park) Nella piccola valle compresa tra la Slittovia, lo Sky Swing e il Planetario, si prevede l’installazione di un Baby Park o SNAKE FARM per garantire il divertimento anche dei più piccoli che per ragioni d’età non possono utilizzare le altre attrezzature. Commovente sensibilità. In una fase successiva avrebbero aggiunto il Galoppatoio.
Naturalmente i redattori del documento di Verifica di Assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica concludono che l’intervento in esame, considerata la modesta entità delle modifiche introdotte, non presenta elementi di strategicità tali da rendere necessaria una procedura di VAS. Alla luce di quanto esposto e valutato l’intervento non avrà impatti significativi sull’ambiente e/o sul patrimonio culturale, pertanto si ritiene di proporre all’Autorità Competente, quale soggetto stabilito con legge regionale ad emanare il provvedimento finale, l’esclusione della variante stessa dalla procedura di V.A.S.
Una verifica necessaria poiché il progetto richiedeva una variante al Piano Regolatore Generale del Comune.
Il 13 giugno 2018, il Comune di Trecchina affida in concessione la gestione dell’attrattore turistico e delle infrastrutture connesse, alla ditta “Le stelle della Valle del Noce srl” con sede legale a Trecchina. La ditta ha offerto di versare al Comune 10mila euro di canone annuo e 30 centesimi per ogni biglietto staccato. La determinazione è a firma del responsabile dell’ufficio tecnico, geometra Paolo Cresci.
Il 2019, viene inaugurato il “Parco della Stelle” a Trecchina. “Dovrebbero essere impiegate una cinquantina di unità lavorative, con preferenza per i giovani del posto. L’obiettivo è quello di puntare su delle offerte turistiche tali da poter raggiungere le 30.000 presenze all’anno.” Lo dicevano gli interessati tifosi del progetto.
La società Le stelle della Valle del Noce srl, l’11 giugno 2019, stipula con l’associazione “I cavalieri della Tavola Rotonda” con sede in Trecchina, contratto di sub affidamento in comodato d’uso delle strutture ricomprese nell’area Galoppatoio. Il 24 febbraio 2025, la stessa società stipula con un privato contratto di sub affidamento della struttura bar annessa all’infrastruttura del Galoppatoio con durata equiparata alla scadenza del contratto di gestione principale, fino a giugno 2025.
Poi arriva il Covid e, dicono, tutto si ferma. Ma alla ripartenza le cose vanno ancora male. L’area viene utilizzata per matrimoni, ristorazione, picnic, concerti. Lentamente, tutte le promesse e gli annunci delle meravigliose sorti dovute al grande attrattore turistico lasciano spazio alla delusione. Impianti fermi e gradualmente abbandonati. Uno spettacolo imbarazzante. Cinquanta giovani occupati e 30mila presenze l’anno: chiacchiere. L’ennesimo agriturismo con vista mare a 1100 metri di altezza, con parco giochi costato milioni. Ha sfamato a malapena dieci dipendenti stagionali. E tutto questo nonostante la Rai.
Nel 2020, finito il Covid, la riapertura con propaganda autoreferenziale confezionata sui siti “informativi” della zona.
Giunti quasi al termine del mese di agosto, è il momento di tracciare un bilancio sulla riapertura 2020 del Parco delle Stelle, il macro-attrattore di Trecchina punta di diamante del turismo lucano (e non solo) in tempi di post-emergenza sanitaria. Anche in questa seconda stagione il Parco, situato nell’incantevole scenario del Monte Serra Pollino a 1030 metri s.l.m., ha offerto ai propri ospiti ampi momenti di relax, spettacolo, cultura e gastronomia, nel pieno rispetto della normativa anti-Covid. E chi meglio della direttrice, Giovanna Cresci, può tirare le somme di questi mesi trascorsi al Parco: “Il bilancio è decisamente positivo – ha confidato in esclusiva – abbiamo avuto un’ottima risposta da parte dell’utenza, nonostante i dubbi e le preoccupazioni in fase di prenotazione. I clienti hanno dato piena fiducia alla nostra organizzazione, al Parco in generale e ai suoi immensi spazi aperti. Siamo davvero molto soddisfatti”.
Le cose vanno male. La Società concessionaria della gestione non paga i canoni. Il Comune prova ad ottenere un decreto ingiuntivo finalizzato al recupero delle somme non pagate. A fine 2025 l’ente notifica una diffida e costituzione in mora chiedendo il pagamento di oltre 54mila euro, alla Società, preannunciando procedure di recupero credito attraverso la polizza fideiussoria presentata in fase contrattuale.
Nello stesso periodo il Comune formalizza alla compagnia assicurativa la richiesta di escussione della fideiussione per il presunto inadempimento contrattuale. Nel maggio 2026, la compagnia risponde picche. Il Comune avrebbe portato la questione in sedi giudiziarie.
Intanto la Società Le stelle della Valle del Noce srl va in procedura di liquidazione tra febbraio e marzo 2026. Soci sono Giovanna Cresci, già direttrice generale dal 2019 al 2022, Domenico Cresci, Nicola Viceconti, Francesco Spagnuolo, Antonella Latronico. Amministratore unico, Domenico Cresci ora liquidatore della Società.
Un film già visto. Il fallimento del rapporto tra investimenti pubblici, gestione privata e tutela delle risorse collettive. Fatto sta che un pezzo di montagna è stato manomesso maldestramente e inutilmente. Qualcosa dovremmo impararla. Ditte del nord che vengono a piazzare ferraglia e plastica. Ti portano la brochure tecnico commerciale, il Comune la trasforma in studio di fattibilità, la fa firmare ai tecnici comunali e un paio di professionisti, e poi magari il Gal cura tutto il pacco. Pacco nel vero senso della parola. Naturalmente intorno all’uso “turistico” delle montagne con i relativi finanziamenti pubblici si scatenano le lotte “politiche” tra gruppi contrapposti. Ne parleremo.
LA LEZIONE NON È SERVITA
È così vogliono riprovarci. D’altronde che fai, molli tutto dopo avere speso milioni di soldi pubblici? Ormai si tratta di girare la frittata e questi la girano. L’amministrazione comunale vuole rinnovare la struttura per far “ripartire il turismo.”
Sono in corso i lavori di ristrutturazione e l’obiettivo dell’amministrazione comunale è riaprire nella primavera del 2027, dando una nuova vita a un’area pensata per il divertimento e lo sport all’aria aperta. Il cuore del parco è una slittovia di circa 800 metri che attraversa il bosco. E poi una grande altalena per otto persone, sospesa su un braccio rotante alto 18 metri. Per i più piccoli e per chi cerca emozioni più leggere, tre scivoli di circa 40 metri. Per chi ama passeggiare a cavallo, anche un percorso equestre, lungo 6 chilometri, completa l’offerta. E tutto intorno c’è la montagna, con aree picnic e punti ristoro affacciati sulla valle di Maratea. Insomma, il Parco prepara il suo ritorno che si inserisce nella variegata offerta degli attrattori turistici della Basilicata.
Altri soldi per reiterare l’errore. Altro denaro pubblico per riparare i danni causati dall’abbandono e dall’ usura accumulati nei 4 anni di sostanziale chiusura. Quanto costerà la ripartenza? Vedremo.
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Michele Finizio
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