«Le spiegazioni fornite oggi dall’assessore Latronico non modificano la sostanza del provvedimento e, per alcuni aspetti, pongono nuove domande. Dopo sette anni di governo regionale del centrodestra, per affrontare le difficoltà della sanità lucana si sceglie ancora una volta la strada più semplice: chiedere un ulteriore sacrificio ai cittadini». Lo dichiarano i consiglieri regionali di minoranza Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello, intervenendo dopo la conferenza stampa con cui l’assessore alla Salute ha illustrato le ragioni dell’introduzione del ticket di 2,50 euro sulle ricette farmaceutiche.

«L’assessore sostiene che si tratti di un atto dovuto, determinato dallo sforamento del tetto della spesa farmaceutica convenzionata. Ma non basta definire inevitabile una misura per cancellare le responsabilità politiche e amministrative accumulate dal 2019 a oggi. Lo stesso Latronico annuncia adesso interventi sull’appropriatezza prescrittiva, sui farmaci biosimilari e sul sistema degli acquisti. Sono esattamente gli strumenti di governo della spesa sui quali sarebbe stato necessario intervenire prima. Se dopo sette anni si arriva a introdurre un nuovo ticket, significa che le politiche di programmazione, controllo e appropriatezza prescrittiva non hanno prodotto i risultati necessari».

«C’è poi un elemento nuovo nelle dichiarazioni rese oggi dall’assessore. Latronico definisce il ticket una misura “temporanea” e afferma che sarà sottoposta a monitoraggio e rivalutazione semestrale. Ma se il ticket è davvero temporaneo, qual è la sua durata? A quali condizioni sarà ridotto o eliminato? La deliberazione introduce il monitoraggio, ma non stabilisce una scadenza certa della misura. Una dichiarazione resa in conferenza stampa non può sostituire ciò che deve essere definito con chiarezza negli atti».

«Restano inoltre senza una risposta compiuta alcune domande fondamentali. Quanto prevede effettivamente di incassare la Regione attraverso il ticket? Sulla base di quale calcolo è stato determinato proprio l’importo di 2,50 euro? Quale rapporto esiste tra il gettito previsto e l’entità dello sforamento che si intende recuperare? Prima di chiedere soldi ai cittadini, questi numeri avrebbero dovuto essere messi nero su bianco».

«Il ticket, peraltro, non può essere isolato dalla condizione complessiva della sanità lucana. Migliaia di cittadini rinunciano ogni anno a visite ed esami per ragioni economiche o per le difficoltà di accesso; la mobilità sanitaria passiva continua a sottrarre ingenti risorse al sistema regionale; negli ultimi anni risorse provenienti dalle compensazioni ambientali sono state utilizzate per concorrere alla copertura dei disavanzi sanitari. A questo si aggiungono liste d’attesa ancora troppo lunghe, carenze di personale e ritardi nella costruzione della nuova medicina territoriale, dalle Case e dagli Ospedali di comunità al rafforzamento dell’emergenza-urgenza e degli altri presìdi di prossimità».

«Di fronte a questa situazione, l’ennesima sorpresa negativa viene decisa dalla Giunta il 27 agosto, senza un confronto preventivo in Consiglio regionale, con le organizzazioni sindacali e con le forze sociali. L’apertura al dialogo dichiarata oggi dall’assessore arriva quando il provvedimento è già stato approvato. Il confronto avrebbe dovuto precedere la decisione, non essere annunciato dopo averla assunta».

«La mobilitazione promossa questa mattina davanti alla sede della Regione da Cgil, Cisl e Uil, insieme alle organizzazioni dei pensionati, dimostra che non siamo di fronte a una polemica costruita dalle opposizioni, ma a una preoccupazione sociale reale. Ai sindacati e ai cittadini che hanno partecipato al presidio va il nostro sostegno. Ed è significativa l’immagine di questa mattina: mentre all’interno del Palazzo l’assessore spiegava alla stampa una decisione già presa, all’esterno lavoratori e pensionati chiedevano quel confronto che avrebbe dovuto precederla».

«In questi anni abbiamo più volte offerto il nostro contributo per affrontare la crisi del sistema sanitario regionale: dalla medicina territoriale alla riorganizzazione della rete ospedaliera, dall’emergenza-urgenza alla mobilità passiva, fino alla necessità di ottenere maggiori risorse nazionali per le aree interne e per le regioni più fragili. Troppo spesso, invece, la maggioranza ha preferito procedere attraverso deliberazioni di Giunta, atti successivi e annunci, riducendo gli spazi di una vera discussione in Consiglio regionale».

«Non contestiamo la necessità di governare la spesa farmaceutica e di contrastare sprechi e inappropriatezze. Contestiamo che, quando il sistema supera i tetti di spesa, la misura immediatamente operativa sia quella che presenta il conto ai cittadini, mentre gli interventi sull’appropriatezza prescrittiva, sui farmaci equivalenti e biosimilari, sugli acquisti e sull’organizzazione vengono ancora indicati come azioni da rafforzare. Il farmaco viene prescritto dal medico, non dal paziente e non si può pensare di governare l’appropriatezza utilizzando il ticket come principale leva sui cittadini».

«Per queste ragioni chiediamo alla Giunta regionale di ritirare la delibera e al presidente Bardi e all’assessore Latronico di venire in Consiglio regionale prima di assumere un nuovo provvedimento. Il confronto deve avvenire prima che il ticket venga concretamente posto a carico dei lucani, non dopo. In Aula dovranno essere chiariti l’entità e le cause dello sforamento, il gettito atteso, il criterio con cui è stato determinato l’importo di 2,50 euro, gli interventi sull’appropriatezza prescrittiva e tutte le possibili misure alternative. E dovrà essere chiarito anche cosa significhi concretamente la “temporaneità” annunciata oggi dall’assessore, quale durata debba avere la misura e a quali condizioni possa essere ridotta o eliminata».

«Chiedere il ritiro della delibera non significa ignorare lo sforamento della spesa farmaceutica né sottrarsi alla responsabilità di assumere le misure necessarie. Significa fare esattamente il contrario: affrontare il problema nelle sedi istituzionali, mettere sul tavolo tutti i dati e tutte le alternative e solo dopo decidere come intervenire. È questo il confronto che chiediamo nel Consiglio regionale straordinario».

«Dopo sette anni di governo non è più possibile attribuire ogni difficoltà al passato o presentare come inevitabili decisioni che derivano anche da precise responsabilità politiche e gestionali. Se il sistema non riesce a governare la spesa, la risposta non può essere sempre quella di presentare il conto ai lucani. Prima si governa, si programma e si correggono le inefficienze; solo dopo si può chiedere ai cittadini un sacrificio dimostrando che non esistono alternative», concludono Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Marrese, Verri e Vizziello.


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Giusi Cavallo

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