Il Comune di Catanzaro ha emesso un’ordinanza per prevenire e controllare la zanzara Culex pipiens e per combattere la diffusione del virus West Nile. Un provvedimento che si rivela fondamentale, così come è essenziale un richiamo alla responsabilità.

Ai cittadini, ai condomìni, alle aziende e agli operatori economici viene giustamente richiesto di fare la loro parte: eliminare i ristagni d’acqua, mantenere pulite le proprie aree, controllare caditoie e tombini di competenza, e rimuovere erbacce, rifiuti e qualsiasi condizione che possa favorire la proliferazione delle zanzare. Chi non rispetta queste indicazioni potrebbe doverne rispondere.

Ecco perché oggi sorge una domanda inevitabile: QUANDO IL COMUNE INTERVERRÀ SULLO STATO DELLE AREE DI SUA COMPETENZA? Mentre ai cittadini vengono impartite giustamente disposizioni e obblighi, ci sono spazi pubblici che continuano a versare in condizioni di abbandono e necessitano di interventi di pulizia e manutenzione.
Il nostro condominio ha fatto la sua parte. Abbiamo provveduto, sostenendo i costi, alla pulizia e al diserbo del cortile interno e delle aree di nostra competenza. Inoltre, abbiamo nuovamente intervenuto su un tratto adiacente all’area condominiale che costeggia la strada, anche se non è un nostro spazio privato.

Per quanto riguarda le caditoie e le aree che non rientrano nelle competenze del condominio, abbiamo inviato una richiesta formale tramite PEC all’Amministrazione comunale. Ad oggi, non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

Quindi, è lecito chiedere: se il cittadino ha il dovere di rispondere alle ordinanze, il Comune non ha il dovere di rispondere almeno alle PEC dei cittadini? Non stiamo chiedendo privilegi, ma semplicemente servizi pubblici. Servizi che i cittadini finanziano attraverso tasse, tributi e imposte. Questo è un punto politico che non può più essere ignorato.
I CITTADINI PAGANO. MA DOVE SONO I SERVIZI? Il cittadino paga. Paga per i servizi comunali, per i tributi, per le tasse e per mantenere le proprie proprietà. E quando l’amministrazione pubblica non interviene, spesso si ritrova a dover sborsare di tasca propria per ciò che dovrebbe essere garantito. Questo non può diventare la norma. Non è giusto che il cittadino debba essere contemporaneamente contribuente, manutentore, giardiniere, addetto alle pulizie e sostituto dell’Amministrazione pubblica. La collaborazione dei cittadini è importante, ma non può essere confusa con la sostituzione sistematica del Comune. La collaborazione deve essere volontaria. Il servizio pubblico, invece, è un dovere dell’Amministrazione, che deve operare all’interno delle proprie competenze e risorse. Se un’Amministrazione chiede rigore, responsabilità e interventi immediati ai cittadini, deve mostrare lo stesso impegno nelle aree di sua competenza. Altrimenti, il messaggio che arriva è sbagliato: ai cittadini gli obblighi, mentre al Comune le scuse.

E I CIMITERI? C’è una questione che non possiamo ignorare e che merita una risposta immediata: le condizioni di alcune aree cimiteriali comunali. Secondo quanto segnalato, queste zone necessitano di interventi urgenti di pulizia, manutenzione e cura. Se ai cittadini viene chiesto di prestare attenzione persino ai sottovasi e ai contenitori nelle aree cimiteriali, come previsto dalle norme di prevenzione, allora è naturale chiedere: chi si occupa della pulizia, della manutenzione e del controllo delle aree cimiteriali di proprietà comunale? È davvero giusto chiedere a un singolo cittadino di controllare un sottovaso mentre, in alcune aree pubbliche, il degrado e la vegetazione incontrollata richiedono interventi ben più ampi? I cimiteri non sono luoghi marginali. Sono spazi pubblici, luoghi di memoria, rispetto e dignità. Non possono essere ricordati solo quando si tratta di imporre obblighi ai cittadini e dimenticati quando è il Comune a dover garantire pulizia, decoro e manutenzione. Anzi, proprio perché sono frequentati quotidianamente, spesso da persone anziane e fragili, necessitano di una particolare attenzione.

E LE SCUOLE? Con l’avvicinarsi della riapertura dell’anno scolastico, un’altra domanda si fa urgente. Perché alcune aree delle scuole risultano ancora bisognose di pulizia e manutenzione a pochi giorni dall’inizio delle lezioni? Le scuole stanno per riaprire. Bambini, studenti, docenti, personale e famiglie torneranno a frequentare quegli spazi ogni giorno. In un momento in cui il Comune invita tutti alla massima attenzione per motivi di prevenzione sanitaria, è più che legittimo aspettarsi che le aree pubbliche, e in particolare quelle frequentate dai nostri figli, ricevano un’attenzione almeno pari a quella richiesta ai cittadini.
LA PREVENZIONE NON PUÒ ESSERE A SENSO UNICO La battaglia contro la proliferazione delle zanzare e la salvaguardia della salute pubblica non possono ricadere solo sui cittadini. È giusto chiedere responsabilità ai privati, ma è altrettanto fondamentale che chi gestisce il bene comune faccia la sua parte. Non può esistere una situazione in cui:
il cittadino deve pulire;
il cittadino deve diserbare;
il cittadino deve eliminare ogni ristagno;
il cittadino deve sostenere le spese;
il cittadino deve inviare PEC per segnalare problemi;
Il cittadino deve attendere risposte che non arrivano; e, nel frattempo, il cittadino deve convivere con aree pubbliche che necessitano degli stessi interventi richiesti ai privati. La salute pubblica non si protegge con slogan vuoti. Si tutela attraverso azioni concrete, pianificate e verificabili. E soprattutto, non può essere invocata solo per chiedere ai cittadini di fare di più.

SERVONO RISPOSTE, NON SILENZI Pertanto, chiediamo all’Amministrazione comunale di Catanzaro risposte chiare e pubbliche. Vogliamo sapere: * quando saranno effettuati gli interventi di pulizia, diserbo e manutenzione delle aree di competenza comunale; * quando saranno controllate e pulite le caditoie, i tombini e le altre infrastrutture pubbliche che necessitano di intervento; * perché alle richieste formalmente inoltrate tramite PEC non risulta, ad oggi, alcun riscontro; * quali interventi urgenti sono previsti nelle aree cimiteriali comunali; * quali interventi saranno effettuati nelle aree delle scuole prima dell’inizio dell’anno scolastico; * quale piano operativo è stato predisposto per garantire che le prescrizioni contenute nell’ordinanza vengano effettivamente applicate anche nelle aree di competenza dell’Amministrazione. Perché è troppo facile emettere un’ordinanza e chiedere ai cittadini di fare la loro parte.

La parte più complicata arriva adesso: dimostrare, con i fatti, che anche l’Amministrazione sta facendo la sua parte. I cittadini sono pronti a seguire le regole. Ma è fondamentale che queste regole valgano per tutti. E soprattutto, deve essere chiaro un principio essenziale: CHI PAGA LE TASSE NON STA CHIEDENDO UN FAVORE. Sta semplicemente chiedendo che i servizi pubblici, per i quali contribuisce, siano realmente garantiti. Il cittadino non può essere coinvolto solo quando si tratta di pagare, rispettare un’ordinanza, affrontare una spesa o coprire le mancanze del pubblico. Un’Amministrazione seria non si valuta solo in base al numero di ordinanze che emette. Si valuta in base alla sua capacità di trasformare quelle ordinanze in azioni concrete, specialmente nelle aree di sua competenza. Per questo motivo, continueremo a fare la nostra parte. Ma continueremo anche a chiedere, con la stessa determinazione, che chi amministra Catanzaro faccia finalmente e concretamente la propria. Perché i cittadini hanno doveri, ma hanno anche diritti. E tra questi diritti c’è quello di pretendere che, dopo aver pagato per i servizi pubblici, non debbano essere costretti a sostituirsi continuamente a chi quei servizi dovrebbe garantire.

Emanuele Cannistrà




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Alessia Burdino

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