La consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva Filomena Greco scrive una lettera aperta al consigliere Orlandino Greco (Lega) dopo le sue ultime dichiarazioni alla stampa sull’Autonomia differenziata. Rilevata la forte somiglianza tra le posizioni espresse dal leghista e le battaglie portate avanti dalla consigliera d’opposizione, lo invita a un atto concreto: firmare il suo ordine del giorno per chiedere alla Regione il blocco delle intese e lanciare l’appello a tutti i parlamentari del Sud. Di seguito il testo integrale.
Lettera aperta a Orlandino Greco
Caro Orlandino,
confesso che leggendo il tuo intervento sull’Autonomia differenziata, in prima battuta ho pensato che avessero sbagliato il mio nome. Perequazione, divari territoriali, sanità, infrastrutture, rischio di cristallizzare le disuguaglianze: sembrava quasi una mia dichiarazione.
Battute a parte, sono contenta che un esponente importante della Lega calabrese come te ponga oggi questioni che sostengo da tempo. Ma una domanda è inevitabile: è cambiata davvero la posizione della Lega sull’Autonomia differenziata o, con le prossime elezioni politiche che si avvicinano, sta cambiando soprattutto il modo di raccontarla agli elettori del Sud?
Il dubbio nasce anche leggendo la tua proposta, quando inviti le regioni del Sud a “costruire una loro strategia”, chiedendo un’autonomia accompagnata da perequazione e risorse adeguate a garantire servizi essenziali e tutele. Mi sfugge però un passaggio: perché dovrebbe essere il Sud a doversi attrezzare per difendersi dagli effetti dell’autonomia? Ma davvero tocca al Mezzogiorno ricordarsi di chiedere anche perequazione e risorse adeguate? Ed io che pensavo che dovessero esserci prima! Che dovesse pensarci lo Stato! Altrimenti che facciamo: prima differenziamo e poi vediamo come rimediare ai divari che già esistono?
Il paradosso è curioso: la Lega nazionale accelera sull’autonomia e tu, esponente della Lega in Calabria, spieghi al Sud come attrezzarsi per non subirne le conseguenze. Non sarebbe più utile chiedere al tuo partito di fermarsi finché quelle garanzie non ci sono?
Vedi, Orlandino, questa è una domanda tutt’altro che teorica, perché, mentre noi discutiamo, l’iter sta accelerando. Il 30 luglio il ministro Calderoli ha dichiarato conclusa la fase negoziale e a breve gli schemi torneranno al Consiglio dei ministri e quindi in Parlamento.
Sarai d’accordo con me che non può esserci una Lega che al Nord chiede di correre sull’autonomia e una Lega che, al Sud, ci dice di stare tranquilli perché bisogna occuparsi anche di perequazione e divari. Il punto è proprio l’ordine delle cose: prima si colmano i divari, poi si differenzia. Non credi?

E non lo sostengo per una contrarietà ideologica all’autonomia. L’articolo 116, terzo comma, è nella Costituzione e va rispettato. Ma nella stessa Costituzione ci sono l’articolo 3 sull’uguaglianza sostanziale, l’articolo 5 sull’unità e indivisibilità della Repubblica e l’articolo 119 sulla perequazione e sulla solidarietà finanziaria tra territori. Non possiamo scegliere di rispettare un articolo della Costituzione e dimenticarne altri. E poi c’è la sentenza n. 192 del 2024 della Corte costituzionale, che ha ricondotto il processo di Autonomia differenziata dentro limiti precisi: rispetto dell’unità della Repubblica e dell’uguaglianza sostanziale, individuazione puntuale delle funzioni trasferibili, garanzia dei LEP e adeguata copertura finanziaria. Sono condizioni che non possono essere considerate un’aggiunta da realizzare dopo: sono il presupposto perché la differenziazione possa avvenire senza trasformare le disuguaglianze di partenza in disuguaglianze permanenti.
È esattamente per questo — vorrei ricordartelo — che il 15 maggio ho depositato in Consiglio regionale un ordine del giorno chiedendo al presidente Occhiuto di revocare, sospendere o non reiterare l’assenso espresso dalla Calabria alle pre-intese fino alla piena attuazione dei LEP, al superamento della spesa storica e all’effettiva operatività dei meccanismi perequativi previsti dall’articolo 119 della Costituzione.
Oggi ti faccio quindi una proposta molto semplice: se pensi davvero quello che hai scritto, e cioè che la perequazione debba avvenire prima della realizzazione dell’Autonomia differenziata, facciamo insieme questa battaglia nell’interesse della Calabria e di tutto il Sud: tu dalla maggioranza e dalla Lega, io dall’opposizione e da Casa Riformista – Italia Viva. Sottoscrivi il mio ordine del giorno e chiediamo insieme ad Occhiuto di prendere finalmente una posizione politica netta sull’Autonomia differenziata, iniziando con il ritirare l’assenso espresso dalla Calabria nel percorso delle pre-intese e con il coinvolgere in questa discussione l’intero Consiglio regionale.
E ti chiedo, anzi, qualcosa in più! Proprio perché sei un autorevole esponente della Lega calabrese, chiedi ai deputati e ai senatori del tuo partito, anzi no, dell’intera maggioranza di governo a cominciare da quelli eletti nel Mezzogiorno, di rendersi parte attiva per fermare l’approvazione delle intese nelle condizioni attuali.
È lo stesso appello che il 22 giugno ho rivolto a tutti i deputati e senatori eletti nelle regioni del Mezzogiorno, senza distinzione di partito: mettere gli interessi delle comunità e dei territori che rappresentano davanti alle convenienze e alle discipline di schieramento.
Purtroppo quell’appello non è stato raccolto dai parlamentari della maggioranza, che hanno continuato a sostenere il percorso adeguandosi pedissequamente alla richiesta dei partiti di appartenenza. Ed è un fatto che deve essere considerato politicamente grave, soprattutto per chi è stato eletto nelle regioni del Mezzogiorno. Perché un parlamentare, come un consigliere regionale — sono certa sarai d’accordo —non riceve soltanto l’investitura del proprio partito: riceve un mandato dagli elettori e da un territorio che ha il dovere di rappresentare. E quando sono in gioco sanità, istruzione, infrastrutture, Protezione civile, previdenza complementare, servizi e opportunità di sviluppo, la disciplina di partito non può venire prima della tutela degli interessi delle comunità che quel mandato glielo hanno affidato.
Orlandino, questo sarebbe anche il modo migliore per sgomberare il campo da ogni dubbio: capire se nella Lega del Sud sia maturata davvero una posizione diversa sull’autonomia o se, avvicinandosi le elezioni politiche, stia semplicemente cambiando il modo di raccontarla. Io preferisco credere alla prima ipotesi. Ma a questo punto le parole non bastano più. Se davvero su perequazione, divari e uguaglianza dei diritti pensi quello che ho letto nell’articolo, dimostralo con scelte concrete. Io la mia l’ho fatta. Adesso, Orlandino, tocca a te.
Filomena Greco
Reggio Calabria, 29 agosto 2026
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