Cosa vedere a Stilo: il nostro viaggio nel borgo bizantino calabrese tra la celebre Cattolica, i luoghi di Tommaso Campanella e il bellissimo Castello Normanno
Arrampicato sulle pendici rocciose del Monte Consolino, con lo sguardo rivolto verso la suggestiva Costa dei Gelsomini a picco su un mare cristallino, sorge Stilo. Abbiamo visitato questo straordinario borgo in provincia di Reggio Calabria, inserito nel prestigioso circuito de I Borghi più Belli d’Italia, per respirare l’atmosfera immutata di un centro storico interamente scolpito nel granito. Camminando tra i suoi vicoli stretti e le scalinate di pietra scura, si avverte subito il fascino di un luogo che nel X secolo fu il fulcro del potere bizantino nella Calabria meridionale, diventando un rifugio inespugnabile e un faro di spiritualità per i monaci orientali.
@RebeccaManzi/GreenMe
Il Convento di San Francesco con la Chiesa e la Torre
La nostra prima tappa non poteva che essere la visita al monumentale complesso di San Francesco, un gioiello fondato nel XIV secolo dall’ordine dei francescani e situato in una splendida posizione panoramica. La Chiesa di San Francesco, restaurata in epoca barocca, ci ha colpito per la sua solenne semplicità esterna e per la ricchezza degli interni, dove un tempo la comunità locale si riuniva in preghiera.
Ma a dominare l’intero complesso è la sua imponente torre campanaria, che svetta fiera contro il profilo del Monte Consolino. Questo campanile a pianta quadrata, originariamente concepito come torre di avvistamento e difesa contro le incursioni saracene, rappresenta una delle testimonianze più affascinanti del passato difensivo di Stilo, unendo in un solo elemento architettonico la sacralità monastica e la necessità storica di proteggere il borgo.
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La Cattolica di Stilo, meraviglia d’architettura bizantina
a Cattolica di Stilo, il monumento simbolo della regione, attualmente candidato a diventare Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Questa minuscola chiesetta del X secolo, adagiata sulla roccia nuda fuori dal nucleo abitato, colpisce per la sua forma cubica in mattoni rossi e le sue cinque cupole cilindriche rivestite di mattonelle.
Entrando nel piccolo spazio a croce greca, siamo rimasti affascinati dalle quattro colonne di riuso, tutte diverse tra loro: una di esse reca persino un’antica incisione araba che loda Allah, a testimonianza di un probabile utilizzo temporaneo della struttura come luogo di culto islamico. Le pareti interne conservano ancora i frammenti dei preziosi affreschi che un tempo le ricoprivano interamente.
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Sulle tracce di Tommaso Campanella nel Convento di San Domenico
Scendendo verso il cuore del borgo, in Piazza Carnovale, siamo stati accolti dal monumento bronzeo dedicato al cittadino più illustre di questa terra: il filosofo e frate domenicano Tommaso Campanella. Proprio qui, all’interno del Convento di San Domenico, abbiamo avuto l’opportunità di visitare la cella dove il pensatore visse prima di essere accusato di eresia dall’Inquisizione.
Tra queste mura austere nacque l’ispirazione per la stesura del suo capolavoro, La città del sole, l’opera utopica in cui Tommaso Campanella teorizzò una società egualitaria e pacifica, profondamente influenzata dalla geometrica armonia della sua Stilo natale.
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La Casa Natale di Tommaso Campanella
A breve distanza dal complesso domenicano, il nostro itinerario sulle tracce del grande filosofo ci ha condotti davanti ai resti di quella che la tradizione locale identifica come la casa natale di Tommaso Campanella. Situata nel cuore dei vicoli più caratteristici di Stilo, questa modesta abitazione in pietra scura rappresenta il punto di partenza della travagliata esistenza del pensatore calabrese, nato proprio qui nel 1568.
Sebbene oggi l’edificio si presenti semplice e parzialmente segnato dal tempo, sostare di fronte al suo ingresso in pietra regala un’emozione profonda: è tra queste mura domestiche che il giovanissimo Tommaso ha iniziato a sviluppare quella straordinaria vivacità intellettuale che lo avrebbe portato, anni dopo, a sfidare i dogmi della sua epoca e a concepire l’utopia sociale della sua opera più celebre.
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Il Duomo trecentesco e la Fontana dei Delfini
Il centro storico è una costellazione di architetture religiose di enorme pregio. Abbiamo visitato la trecentesca Chiesa Matrice, nota come il Duomo di Stilo, che sorge sui resti di un antico mausoleo pagano e vanta un magnifico portale gotico arricchito da un restauro barocco interno che custodisce una scultura di San Vito. Poco distante, ci siamo concessi una sosta di fronte alla Fontana dei Delfini, detta anche Gebbia, una suggestiva opera pubblica in granito con evidenti richiami allo stile arabo, e abbiamo ammirato la Chiesa di San Giovanni Therestis con l’annesso convento dei Liguorini, oggi sede del Municipio.
La salita al Castello Normanno lungo la Via Crucis
Per i più avventurosi, il sentiero che parte dalla Cattolica e risale il Monte Consolino offre un’esperienza straordinaria. Camminando lungo le 14 stazioni della Via Crucis, abbiamo raggiunto i ruderi del Castello Normanno, edificato intorno all’anno mille per volere del conte Ruggero il Normanno. Sebbene della fortezza originaria rimangano oggi visibili solo i maestosi torrioni circolari d’ingresso e ampi tratti di mura perimetrali, la fatica della salita è stata ampiamente ricompensata da un panorama mozzafiato che spazia dalle gole della Vallata dello Stilaro fino all’azzurro infinito del Mar Ionio.
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A questo punto la nostra visita si è conclusa ma lasciando questo angolo di Calabria abbiamo portato con noi il profondo contrasto tra la nuda roccia del Consolino e la raffinata geometria bizantina. Stilo è un borgo sospeso nel tempo, dove la storia, la filosofia e la spiritualità eremitica si fondono in un unico, indimenticabile abbraccio.
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Rebecca Manzi
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