La seconda edizione dei World Humanoid Robot Games si � tenuta a Pechino dal 22 al 26 agosto, con gare di corsa, kung fu, kickboxing, calcio e tennis da tavolo fra robot umanoidi. L’ultima prova in programma, la finale dei 100 metri del gruppo maggiore, � andata a Tiangong Ultra, umanoide sviluppato dalla societ� di Pechino X-Humanoid, che ha chiuso in 8,64 secondi. � il tempo pi� veloce mai registrato nella competizione, e resta quasi un secondo sotto il 9,58 di Usain Bolt. Diverse macchine, per�, hanno tagliato il traguardo senza riuscire a fermarsi: sono finite contro le barriere, si sono spezzate all’altezza del bacino in una pioggia di scintille e in qualche caso hanno preso fuoco.
Lo stesso robot deteneva gi� il primato dell’evento con 8,86 secondi, ottenuti nel ripescaggio e poi limati di altri 0,22 secondi in finale. Alla prima edizione, nel 2025, il miglior tempo sui 100 metri stava molto pi� indietro, ben oltre i dodici secondi. Il salto rispetto a un anno fa � misurabile al cronometro; il confronto con Bolt, invece, mette sullo stesso piano due numeri che non ci stanno, perch� robot e atleti non gareggiano nelle stesse condizioni fisiologiche, tecniche e regolamentari, e i tempi delle macchine non sostituiscono i primati umani omologati. Nei cinque giorni di gare � caduto anche il riferimento umano nel salto in alto da fermo.
Il rivale pi� vicino in finale era Lightning, umanoide sviluppato da Honor. Prima della competizione il produttore cinese di smartphone aveva cronometrato il proprio robot sui 100 metri a Pechino in 9,32 secondi, con un picco indicato in 14,5 metri al secondo, e ad aprile su una mezza maratona chiusa in 50 minuti e 26 secondi netti. Sono per� prove fuori competizione, e il tempo del test resta 0,68 secondi sopra gli 8,64 della finale.
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� ?? (@pianhangx) August 20, 2026
Nei giorni precedenti l’apertura un umanoide lanciato a piena velocit� lungo una pista coperta non era riuscito a rallentare e aveva colpito in pieno la parete imbottita che chiudeva il rettilineo. La macchina si � piegata di scatto all’altezza della vita, � finita a terra e dal telaio sono uscite scintille. Il video ha fatto il giro dei social ed � accreditato di oltre tredici milioni di visualizzazioni.
Nelle stesse ore � circolato un secondo video, con un altro robot che dopo il traguardo non ha rallentato in tempo ed � andato a sbattere contro un quadro elettrico a muro, finendo seduto a terra. Si tratta del nuovo Superman di Unitree, che l’azienda presenta come capace di correre pi� veloce di Bolt e di saltare pi� in alto di qualsiasi essere umano. Unitree arrivava a questa edizione da dominatrice della precedente, chiusa con quattro medaglie d’oro compresa quella dei 100 metri.
Perch� i robot da corsa non sanno fermarsi
Correre a velocit� piena impone a un umanoide di coordinare le gambe, tenere l’equilibrio, reagire ai cambi di quantit� di moto e recuperare dall’instabilit� senza cadere. Dipam Patel, dottorando in informatica alla Purdue University e ricercatore all’Army Research Lab del DevCom dell’esercito statunitense, ha spiegato ad Ars Technica che un risultato del genere richiede il coordinamento dell’intero corpo. “Tutto questo mostra un controllo dell’intero corpo, perch� per portare a termine il compito devi muovere ogni articolazione, le mani, le gambe, le braccia, tutto”, ha detto. Lo stesso Patel ridimensiona per� il confronto con Bolt: le macchine in gara sono progettate per un compito solo, corrono in linea retta e non hanno modo di decelerare proseguendo lungo la pista. “Se superi il traguardo l’obiettivo � raggiunto: non conta se ti fermi e non conta se cadi a pezzi”.
Alcune aziende hanno portato robot diversi per gare diverse, ciascuno ottimizzato sulla propria prova. Patel propone un metro di misura pi� severo: far ripetere dieci volte la stessa gara, per verificare se hardware e software reggono su pi� tentativi e se la macchina impara a fermarsi senza mettere in pericolo s� stessa o chi le sta intorno. Per chi sviluppa, del resto, uno schianto in allenamento produce dati che valgono pi� di una prova riuscita, perch� arriva prima del passaggio in ambienti reali: un rettilineo che finisce contro un muro imbottito � anche una prova di frenata.
Il robot di X-Humanoid ha vinto anche i 400 metri della categoria piccola, correndo con le braccia alzate davanti al viso: secondo i suoi sviluppatori la postura � emersa dall’apprendimento per rinforzo in simulazione, che ha sostituito l’oscillazione delle braccia tipica del corridore umano con un movimento avanti e indietro guidato dalla rotazione delle anche.
Quanta autonomia c’� davvero in pista
Quest’anno la maggior parte delle prove su pista andava completata in autonomia, con eccezioni limitate, mentre nelle prove in scenario l’esecuzione pienamente autonoma pesava 1.0 e il controllo da remoto si fermava a 0.5. L’analista di settore Eren Chen ha collegato su X la nuova regola alle cadute viste in allenamento, aggiungendo che l’industria robotica cinese potrebbe in questo momento ottimizzare troppo per la velocit�, come contraccolpo dell’ossessione per dare corpi capaci agli umanoidi negli anni in cui erano molto pi� goffi. L’interpretazione di Chen rimane un’ipotesi, ma il nuovo regolamento ha avuto l’effetto di spostare il carico dal pilota umano al software di bordo.
Another angle of the robot crashing straight into the wall, sparks flying everywhere.
To be honest, I think China�s robotics industry may be over-optimizing for speed right now.
Last year, running and dynamic motion control were meaningful because they proved a basic point:� pic.twitter.com/gjkEqssUF3
� Eren Chen (@ErenChenAI) August 19, 2026
I modelli che governano queste macchine possono imparare anche da grandi quantit� di video di dimostrazioni umane, ma raccogliere quel materiale costa tempo e denaro, al punto che diverse aziende pagano persone comuni per girare con una telecamera fissata alla testa. Anche i robot pi� autonomi in gara, poi, non eseguono a bordo i modelli che li governano: secondo il South China Morning Post le macchine montano moduli 5G, trasmettono i dati a un sistema esterno di intelligenza incorporata e da l� ricevono le istruzioni sull’azione successiva. Fra il comando a distanza e il calcolo remoto, la quota di intelligenza che sta fisicamente dentro l’umanoide sembra minore di quanto la scena in pista lasci intendere.
Bucato, valigie e un incendio da spegnere in trenta minuti
Rispetto all’esordio le squadre iscritte sono cresciute del 138 per cento e i robot in gara sono quadruplicati: 2.056 macchine da 666 squadre di 16 paesi. La Cina resta di gran lunga il primo contributore con 157 aziende, 641 squadre e 1.975 robot, e schiera anche 27 universit�; fra gli altri paesi figurano Stati Uniti, Germania e Giappone, mentre il Brasile ha portato una squadra di cinque elementi campione della Robot World Cup. Il programma contava 30 prove competitive e 21 prove in scenario, contro le 26 dell’edizione inaugurale, e i contesti simulati sono passati da sei a nove: casa, albergo, fabbrica, soccorso, logistica, biblioteca, negozio, servizi d’ufficio e ricarica dei veicoli. Anche i tempi massimi si sono stretti, con 1 minuto sui 100 metri, 5 minuti sui 400 e 15 minuti sui 1.500.
Le prove pratiche chiedevano di lavare e stendere il bucato, piegare i vestiti e riordinare il salotto, e su questi compiti le macchine sono apparse pi� lente del ritmo di lavoro abituale di una persona. Una interruzione non programmata le ha costrette a lasciare le faccende per ritirare un pacco in consegna, un cambio di compito senza preavviso. Al Beijing Continental Grand Hotel le prove a tempo chiedevano di portare valigie con le ruote nelle camere assegnate, rifare i letti e rifornire le scorte; una prova separata in biblioteca prevedeva di raccogliere i libri restituiti e ricollocarli al posto giusto, come test di riconoscimento visivo e di ragionamento.
Lo scenario pi� impegnativo si � svolto all’aperto: trenta minuti per identificare sostanze pericolose, individuare e chiudere tre valvole di tipo diverso, localizzare un incendio e spegnerlo con un estintore. Solo tre squadre su dodici hanno completato l’intera sequenza. Sei prove erano dedicate alla destrezza delle mani, dal raccogliere fagioli all’avvitare viti fino a piantare chiodi in un pannello di sughero senza inclinarli, raccolte nella Dexterous Hand Challenge insieme all’assemblaggio di utensili, alla pesatura di polveri e al collegamento dei cavi; la Integrated Five Challenge univa invece manipolazione fine, trasporto stabile di oggetti e sollevamento di carichi pesanti a una corsa sui 100 metri.
Fra gli organizzatori figurano i media di stato cinesi e il governo municipale di Pechino, e l’apertura ai compiti domestici sembra rispondere alla volont� di mostrare il potenziale commerciale degli umanoidi mentre l’industria robotica del paese cresce in fretta. Nel solo 2025 gli investimenti nelle aziende di robotica umanoide hanno superato i 6 miliardi di dollari, con le societ� cinesi particolarmente aggressive nella sperimentazione e nel dispiegamento sul campo. Negli Stati Uniti Boston Dynamics e Agility Robotics stanno accelerando i piani di commercializzazione in fabbriche e magazzini, mentre il governo americano ha vietato l’importazione di robot di fabbricazione estera, compresi gli umanoidi cinesi pi� diffusi.
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