Nelle precedenti puntate abbiamo già raccontato la singolare nascita del PFTE (Progetto Fattibilità Tecnica Economica) della Sellata-Pierfaone: affidamento formalizzato il 19 maggio, progetto che quello stesso giorno risulta già consegnato e utilizzato per avviare i procedimenti, elaborati allegati addirittura datati nei giorni precedenti.
Non torniamo sulla questione. C’è però un seguito che merita attenzione. Quel progetto, dopo essere stato verificato, validato e approvato, continua a cambiare nei successivi atti amministrativi.
Ed è questo il punto: un quadro economico può naturalmente essere rimodulato quando cambia o si approfondisce il progetto. Ma se tra un atto e l’altro non interviene alcun nuovo livello progettuale, chi modifica quelle cifre? Su quale elaborato tecnico? Con quale valutazione? E chi verifica la modifica?
IL 31 LUGLIO I LAVORI SONO GIÀ AVVIATI. IL PROGETTO ESECUTIVO VIENE APPROVATO IL 6 AGOSTO
Partiamo dal dato più serio. Siamo in un appalto integrato. Gli aggiudicatari redigono il progetto esecutivo e successivamente eseguono i lavori. Dagli atti del Comune risulta che il progetto esecutivo della pista sintetica viene acquisito il 28 luglio, quelli delle opere civili e della seggiovia il 31 luglio.
Il progetto esecutivo viene verificato e validato il 5 agosto e approvato formalmente dalla Giunta comunale soltanto il 6 agosto, con Delibera n. 35. La Determina n. 231 del 7 agosto afferma espressamente che, per pista sintetica e lavori civili, “i lavori risultano avviati come da verbale di consegna del 31 luglio 2026”.
L’art. 44, comma 5, del D.lgs. 36/2023, stabilisce chiaramente che l’esecuzione dei lavori può iniziare solo dopo l’approvazione del progetto esecutivo. Su quale progetto sono stati avviati i lavori il 31 luglio? Come potevano essere consegnati lavori relativi a un progetto non ancora verificato, validato e approvato?
IL QUADRO ECONOMICO CAMBIA. MA CHI LO CAMBIA?
Il 12 giugno la Giunta approva il PFTE dello stralcio da 6 milioni. Quel quadro economico prevede, tra l’altro: €60.000 per la progettazione esecutiva; €0,00 per gli oneri della sicurezza; €0,00 per gli imprevisti.
Quattro giorni dopo, il 16 giugno, viene adottata la Determina a contrarre n. 152. Non è intervenuto nel frattempo alcun nuovo livello progettuale. Eppure i numeri sono già diversi. La progettazione esecutiva posta a gara diventa: €50.000 per la seggiovia, €7.977,21 per la pista sintetica, €25.189,86 per le opere civili. Totale: €83.167,07, anziché i €60.000 appena approvati.
Contemporaneamente gli oneri della sicurezza passano da zero a €245.665,02: €203.000 seggiovia, €8.000 pista sintetica, €34.665,02 opere civili.
Stiamo chiedendo una cosa molto più semplice: Quale nuova elaborazione progettuale è intervenuta tra il 12 e il 16 giugno? Chi ha rifatto la stima? Chi ha determinato i nuovi compensi di progettazione? Chi ha calcolato €245.665,02 di sicurezza che quattro giorni prima erano indicati in zero a valle di un progetto verificato, validato e approvato? Dove si trova l’atto tecnico che giustifica queste modifiche e dove si trova la relativa verifica?
Perché un quadro economico non può cambiare da solo passando da una determina alla successiva. Dietro un nuovo importo deve esserci una valutazione tecnica, è quanto ci dicono gli esperti. Altrimenti dobbiamo chiederci seriamente chi stesse ancora progettando dopo che il PFTE era già stato verificato, validato e approvato.
LA PISTA SCI E QUEI 31.840 EURO
La progettazione esecutiva dei tre lotti viene redatta, nell’ambito dell’appalto integrato, dai progettisti indicati dagli aggiudicatari. La Determina n. 219 del 5 agosto individua espressamente l’ingegnere Giuseppe Casalaro per il lotto opere civili, l’architetto Marco Persichetti per il lotto pista sintetica e CCM Finotello Srl per il lotto nuova seggiovia.
A seguito dei ribassi, gli oneri di progettazione esecutiva risultano: €48.625 per la seggiovia, €7.817,67 per la pista sintetica, €24.152,04 per le opere civili.
Poi, nel quadro economico post-aggiudicazione, compare una quarta voce: “manto sintetico pista: €31.840,68”. Questa voce non figurava con tale importo nella Determina a contrarre e si aggiunge ai €7.817,67 già previsti per la progettazione della pista. Nel quadro esecutivo del 6 agosto le due voci continuano a convivere. Quando sono stati aggiunti quei €31.840,68? Chi li ha determinati? Per quale prestazione progettuale ulteriore? Con quale atto è stato modificato il quadro economico dell’appalto dopo l’aggiudicazione?
E soprattutto: quale nuova esigenza progettuale ha determinato una voce di progettazione che negli importi posti a gara non compariva?
SICUREZZA E LAVORI IN ECONOMIA: LO STESSO PROBLEMA
Anche qui la domanda è sempre la stessa. La sicurezza passa da zero nel quadro approvato il 12 giugno a €245.665,02 nella gara del 16 giugno. Come sono stati determinati questi importi? Da quale computo? Da quale analisi?
Poi, l’8 luglio, nel quadro post-aggiudicazione compaiono €130.011,60 di “lavori in economia, previsti in progetto ed esclusi dall’appalto”, mentre nel PFTE approvato il 12 giugno quella voce era pari a zero. Gli imprevisti, anch’essi inizialmente pari a zero, diventano €5.000. Ma l’8 luglio i progetti esecutivi non erano ancora stati redatti. Quale nuova elaborazione progettuale ha prodotto questi importi? Chi li ha calcolati? Su quali elaborati? E chi ha verificato le modifiche?
Infine un’altra questione, molto più semplice. Il BIM (Building Information Modeling) in ingegneria è un metodo di lavoro digitale che unisce il disegno 3D di un’opera ai dati su materiali, costi, tempi e impianti. Permette a ingegneri, architetti e imprese di collaborare su un unico modello condiviso per gestire l’intero ciclo di vita dell’opera.
Dal 1° gennaio 2025 l’art. 43 del D.Lgs. 36/2023 rende obbligatoria la gestione informativa digitale delle costruzioni per gli interventi ricadenti nelle condizioni e nelle soglie previste dalla norma, oggi pari a 2 milioni di euro. Questo intervento vale 6 milioni e la sola seggiovia supera i 2 milioni.
Negli appalti integrati soggetti a tale disciplina, il Codice e l’Allegato I.9 prevedono una precisa filiera informativa, a partire dal capitolato informativo, passando per l’offerta e il piano di gestione informativa.
Dove sono il capitolato informativo, l’offerta di gestione informativa, il piano di gestione informativa e l’ambiente di condivisione dei dati utilizzati per questo appalto?
Avevamo lasciato un PFTE che risultava già esistere quando l’incarico veniva formalizzato. Adesso scopriamo che, anche dopo l’approvazione, i suoi numeri continuano a cambiare: progettazione, sicurezza, lavori in economia. E tutto questo prima ancora di arrivare ai progetti esecutivi. Quindi la domanda ormai non è più soltanto: quando è stato fatto il progetto? La domanda è: chi ha continuato a modificarlo dopo che era stato approvato?
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Michele Finizio
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