Il 4 settembre 2026 alle ore 12.00 in Umbria si apre uno sportello che può finanziare fino all’80% di un impianto fotovoltaico. A fine mese toccherà all’Emilia-Romagna, mentre in Friuli Venezia Giulia e Piemonte le domande possono già partire. In Sicilia, invece, c’è una misura destinata direttamente alle famiglie. Il bonus fotovoltaico 2026 torna quindi a farsi vedere, solo che bisogna prima guardare la cartina.
L’etichetta al singolare è comoda. Le misure, però, sono parecchie e cambiano quasi tutto: beneficiari, percentuali, scadenze e perfino il posto dove possono finire i pannelli. In alcuni casi arrivano contributi a fondo perduto, in altri prestiti agevolati; c’è chi finanzia le batterie e chi punta sulle pensiline dei parcheggi aziendali. Un bonus unico nazionale, insomma, qui non c’è. Ci sono bandi regionali da prendere uno per uno.
In Umbria dal 4 settembre il finanziamento arriva fino all’80%
Il primo appuntamento è in Umbria. Il Bando Fonti Rinnovabili 2026, gestito da Gepafin con risorse del PR FESR regionale, apre alle 12 del 4 settembre e resterà disponibile fino alle 12 del 31 dicembre, salvo modifiche. La dotazione parte da 17 milioni di euro e può salire a 20 milioni.
Possono partecipare micro, piccole, medie e grandi imprese, insieme a professionisti e lavoratori autonomi con partita IVA, purché l’intervento venga realizzato in Umbria. Il denaro serve per impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione e all’autoconsumo, eventualmente accompagnati da batterie, oppure per aggiungere un sistema di accumulo a un impianto già esistente.
Qui bisogna guardare bene la parola “finanziamento”: il bando prevede un prestito all’1% per sette anni, con 12 mesi di preammortamento e remissione parziale del debito prevista dalla misura. Per il fotovoltaico può coprire fino all’80% dell’investimento per professionisti, autonomi, micro e piccole imprese, il 65% per le medie e il 50% per le grandi. Per le batterie le percentuali diventano rispettivamente 80%, 60% e 50%. La spesa deve partire da 25 mila euro.
In Emilia-Romagna i pannelli finiscono anche sopra i parcheggi
Dal 30 settembre apre invece il nuovo bando dell’Emilia-Romagna per l’utilizzo delle fonti rinnovabili nelle imprese. Le risorse disponibili sono 3 milioni di euro e possono fare domanda micro, piccole e medie imprese.
Il contributo è a fondo perduto e può coprire fino al 35% della spesa ammissibile, con un massimo di 100 mila euro per progetto. Le domande resteranno aperte fino alle 13 del 15 novembre.
La particolarità sta sopra le automobili. Il bando finanzia infatti nuovi impianti fotovoltaici installati sulle pensiline dei parcheggi, esistenti oppure nuovi purché realizzati su superfici già impermeabilizzate. Possono essere integrati sistemi di accumulo e l’elettricità prodotta deve essere destinata all’autoconsumo dell’impresa. Un parcheggio assolato, per una volta, può servire anche a qualcosa oltre a trasformare l’abitacolo in un forno.
Friuli Venezia Giulia, fino al 50% per le imprese più piccole
In Friuli Venezia Giulia lo sportello è già aperto. Le domande per i contributi destinati all’autoproduzione e all’accumulo di energia rinnovabile possono essere presentate dal 20 luglio e fino alle 16 del 30 settembre 2026. Possono partecipare imprese del manifatturiero, del terziario e delle costruzioni.
Per gli impianti fino a 1.000 kWp il contributo arriva al 50% per micro e piccole imprese, al 40% per le medie e al 30% per le grandi. Il limite minimo di spesa è di 20 mila euro e il contributo massimo può raggiungere 500 mila euro.
Il bando comprende impianti fotovoltaici, batterie e interventi collegati. Ammette anche pannelli sulle tettoie dei parcheggi e, in determinate condizioni, installazioni a terra: l’area deve trovarsi dentro il comprensorio aziendale e le coperture disponibili devono essere già sature. I pannelli a terra, quindi, entrano dalla porta laterale e con parecchi paletti.
In Piemonte ci sono insieme prestito agevolato e fondo perduto
Il Piemonte ha scelto una formula ancora diversa. Il bando 2026 per promuovere le energie rinnovabili nelle imprese è aperto dal 4 giugno e lo resterà fino alle 12 del 27 novembre, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse. Possono accedere micro, piccole, medie e grandi imprese che investono sul territorio regionale.
Il fotovoltaico è soltanto una parte del pacchetto: rientrano anche altri impianti per produrre energia elettrica o termica da fonti rinnovabili, cogenerazione ad alto rendimento, idrogeno verde e sistemi di accumulo.
L’aiuto mette insieme un finanziamento agevolato e un contributo a fondo perduto. Per le PMI l’investimento deve partire da 50 mila euro e può arrivare a 3 milioni; per le grandi imprese si va da 300 mila a 5 milioni. C’è anche una precisazione abbastanza sostanziosa nelle indicazioni di Finpiemonte: gli impianti finanziati devono essere dimensionati per coprire il consumo medio annuo dell’energia prodotta. L’autoconsumo, qui, è parte del progetto e non un dettaglio da sistemare dopo.
In Sicilia fino a 19.920 euro a tasso zero per le famiglie
Per trovare una misura rivolta direttamente ai nuclei familiari bisogna arrivare in Sicilia. Dal 14 luglio è aperta Energia solidale, con una dotazione complessiva di 12 milioni di euro. Lo sportello resterà aperto fino alle 12 del 14 ottobre 2026.
La misura è destinata alle persone fisiche appartenenti a nuclei familiari con ISEE ordinario in corso di validità, residenti in un immobile situato in Sicilia sul quale possiedano un diritto reale. Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili a tasso zero, dura dieci anni e non richiede garanzie di terzi.
Gli importi vanno da 15.400 euro per un impianto da 3 kW con batteria da 5 kWh fino a 19.920 euro per 6 kW di fotovoltaico e 10 kWh di accumulo. Sono comprese anche spese per inverter, opere necessarie, connessione alla rete, progettazione e collaudi.
Qui correre sul portale appena apre la pagina serve relativamente: le domande vengono inserite in una graduatoria che considera soprattutto l’ISEE e, in misura minore, la potenza dell’impianto. Il solo ordine di arrivo non decide chi ottiene i soldi.
E la Lombardia? Il SI4.0 non finanzia i pannelli
La Lombardia merita una riga a parte perché il Bando SI4.0 2026 di Unioncamere Lombardia, in apertura dal 1° al 25 settembre, viene inserito nel filone della “doppia transizione” digitale ed ecologica. Finanzia il 50% delle spese fino a 30 mila euro, però l’elenco ufficiale riguarda robotica, intelligenza artificiale, IoT, cloud, cybersecurity, digital twin, blockchain e altre tecnologie 4.0. Fotovoltaico e sistemi di accumulo non compaiono tra gli investimenti ammessi.
Metterlo nello stesso cassetto dei bandi per installare pannelli rischia quindi di mandare qualcuno allo sportello con il progetto sbagliato sotto braccio.
Il calendario dei prossimi mesi resta comunque piuttosto fitto: 4 settembre Umbria, 30 settembre Emilia-Romagna, 30 settembre scadenza in Friuli Venezia Giulia, 14 ottobre Sicilia, 27 novembre Piemonte. Stessa tecnologia sul tetto, cinque modi diversi di pagarla. Prima del preventivo, questa volta, conviene leggere il bando.
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Ilaria Rosella Pagliaro
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