Infrastrutture, innovazione, sviluppo economico, giovani e turismo. Sono stati questi i temi al centro della decima edizione di Fattore R, il Romagna Economico Forum, che si è svolto venerdì 23 ottobre a Rimini, in un Teatro degli Atti tutto esaurito. Il filo conduttore dell’appuntamento è stato il progetto di una Romagna sempre più integrata, capace di funzionare come un’unica grande area economica e urbana.
Al confronto hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, economisti, imprenditori e associazioni di categoria, tra cui il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, l’economista Lorenzo Bini Smaghi, il presidente dell’Abi Antonio Patuelli e il presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas.
Uno degli annunci principali è arrivato da de Pascale, che ha indicato nelle infrastrutture una delle priorità per la competitività del territorio, a partire dai collegamenti ferroviari e stradali.
“Già ora la Romagna può contare su asset strategici come il porto di Ravenna e il sistema aeroportuale, leve importanti per la logistica, il turismo e l’internazionalizzazione. Ma dobbiamo affrontare e sciogliere altri nodi sul fronte dei collegamenti ferroviari e stradali, lavorando con il Governo e chi sovrintende la programmazione degli interventi a livello nazionale, per arrivare a concretizzare i progetti”, ha spiegato il presidente della Regione.
L’obiettivo è arrivare a un accordo entro la fine dell’anno. “In particolare stiamo lavorando per arrivare entro dicembre a firmare l’intesa quadro con Anas e RFI per i finanziamenti ai progetti sul tavolo”, ha precisato de Pascale, sottolineando la necessità di avviare rapidamente gli interventi.
A riportare il dibattito sullo scenario economico internazionale è stato Lorenzo Bini Smaghi, tornato a Fattore R dopo dieci anni. L’ex componente del comitato esecutivo della Banca centrale europea ha richiamato le trasformazioni che attendono il sistema produttivo, soprattutto per effetto dell’intelligenza artificiale.
“Dieci anni fa nel raccontare il tessuto economico della Romagna, sempre a Fattore R, avevo detto che il piccolo è bello era a rischio. A distanza di un decennio dico che invece resiste grazie anche a un tessuto istituzionale che l’ha sostenuto ed a un territorio sano”, ha osservato.
Ma la concorrenza internazionale impone nuove riflessioni. “Sono dell’idea però che la dimensione d’impresa conti al cospetto di una concorrenza globale e all’avvento dell’Intelligenza artificiale che cambierà tutto. Torno dalla Cina dove si parla solo di IA e robotica, e questo ci dice su dove va il mondo”.
Bini Smaghi si è soffermato anche sulle difficoltà delle nuove generazioni, criticando le scelte di politica economica degli ultimi anni. “La nostra generazione non può dare sempre la colpa ai giovani. Se guardiamo alle politiche degli ultimi anni si è investito sempre più sugli anziani (due esempi: quota 100 e il bonus 110 che favorisce chi la casa già ce l’ha), mentre la spesa per l’istruzione è scesa. La difficoltà dei giovani è evidente e bisogna aprire gli occhi su quanto sta avvenendo”.
Il Forum, moderato dal giornalista Rai Gianluca Semprini, si era aperto con un confronto tra le quattro principali città romagnole.
Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad ha insistito sull’integrazione del sistema aeroportuale, oltre che sui temi dell’energia, dell’università e del turismo. Il sindaco di Cesena Enzo Lattuca ha richiamato il valore della qualità della vita e la necessità di monitorare le difficoltà del settore industriale. Per Forlì è intervenuta l’assessora Paola Casara, che ha evidenziato il ruolo dell’università e della collaborazione tra città e Regione. Il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni ha invece posto l’accento sulle infrastrutture e sulle conseguenze della crisi energetica per il sistema produttivo.
Spazio anche al settore bancario con Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana, che ha affrontato il tema della tassazione degli istituti di credito e delle tensioni sui mercati finanziari.
“Tra Ires, cedolare secca, e addizionali varie per banche e assicurazioni, la somma che pagano gli azionisti delle banche si avvicina al 60% di imposte. Qualcuno mi spiega perché le big tech che vengono da fuori Europa pagano invece pochissimo?”, ha dichiarato Patuelli.
Il presidente dell’Abi ha poi richiamato l’attenzione sull’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato e sulle conseguenze per il credito, sottolineando come le banche debbano adeguare le proprie politiche prudenziali alle condizioni dei mercati internazionali.
Sul fronte dell’innovazione sono intervenute le Camere di commercio. Il presidente della Camera di commercio della Romagna, Carlo Battistini, ha presentato alcuni dati sulla crescita delle startup e sull’attività brevettuale.
“A inizio 2026 le start-up innovative nell’area Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna erano 199, in aumento del 9,3% in un anno, a fronte di un calo nazionale dell’1,7% (-201 dal 2025 rispetto ad inizio 2026). E nel 2025 sono state presentate 924 domande di brevetti, l’11,5% in più rispetto all’anno precedente”, ha spiegato Battistini.
Per il presidente della Camera di commercio Ferrara-Ravenna, Giorgio Guberti, una delle priorità riguarda invece la capacità delle imprese di attrarre giovani lavoratori. Richiamando le stime di Unioncamere, ha evidenziato che le aziende capaci di trattenere talenti under 35 registrano una produttività superiore del 7,2%.
Il ruolo delle imprese è stato approfondito nella tavola rotonda “Competere insieme: le imprese nell’era della Super Area Economica”, con la partecipazione di sei rappresentanti del mondo produttivo romagnolo: Franco Callegati, Otello Cenci, Renata Mantovani, Mirella Masi, Aida Morelli e Ombretta Sequino.
A seguire, Cecilia Bavera di Bper Banca ha richiamato la necessità di sostenere gli investimenti in riqualificazione, innovazione e sostenibilità per rafforzare la competitività del territorio.
Un altro dato significativo è arrivato dal presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas, intervenuto in collegamento video, che ha quantificato il valore delle esportazioni romagnole.
“Oggi il valore dell’export romagnolo si attesta a circa 13,5 miliardi di euro su un totale di 640 miliardi a livello nazionale (con una stima finale per il 2026 di 670 miliardi). Sono risultati che arrivano grazie all’attività dei colossi romagnoli, ma anche delle piccole e medie imprese che concorrono alle varie filiere”, ha sottolineato Zoppas.
Durante la giornata sono state inoltre presentate diverse esperienze imprenditoriali del territorio attraverso contributi video, con testimonianze provenienti dai settori del turismo, dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi.
Fattore R è promosso dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Camera di commercio della Romagna, dalla Camera di commercio Ferrara-Ravenna e da Cesena Fiera, con il coinvolgimento delle organizzazioni imprenditoriali del territorio.
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