Manovra 2027 da 23,5 miliardi: cinque dalle banche, tagli ai ministeri e nuove risorse da giochi e scommesse


La Manovra economica 2027 prende forma e avrà un valore complessivo di circa 23,5 miliardi di euro. Le risorse saranno destinate principalmente al sostegno delle famiglie, alle imprese colpite dal caro energia e agli investimenti, mentre una parte delle coperture arriverà da banche, assicurazioni, riduzioni della spesa dei ministeri e settore dei giochi.

È quanto emerge dal Documento programmatico di bilancio (DPB), approvato dal Consiglio dei ministri martedì 13 ottobre e trasmesso nella notte tra il 14 e il 15 ottobre alla Commissione europea e al Parlamento italiano. Il documento, comunicato ufficialmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, delinea l’impostazione della prossima Legge di Bilancio. Non contiene però ancora tutte le misure definitive: il Governo dovrà completare le trattative con Bruxelles prima di stabilire come distribuire le risorse.

Cinque miliardi da banche e settore finanziario

Una delle principali novità riguarda il contributo richiesto al settore finanziario, destinato a garantire circa 5 miliardi di euro nel 2027, equivalenti allo 0,21% del Pil. Secondo le tabelle del documento, il contributo proseguirà anche negli anni successivi, con circa 3 miliardi nel 2028 e oltre 2 miliardi nel 2029.

Resta da definire nel dettaglio come saranno ripartiti gli oneri tra banche e altri operatori. Sul tema si confrontano anche le forze di maggioranza: il vicepremier Matteo Salvini ha chiesto un contributo significativo, mentre Forza Italia si è dichiarata favorevole a un accordo con gli istituti, senza introdurre una nuova tassa sugli extraprofitti.

Tagli ai ministeri e contributi dal gioco

Per finanziare la manovra, il Governo intende intervenire anche sulla spesa pubblica attraverso una nuova spending review, cioè una revisione delle risorse assegnate ai ministeri. L’obiettivo è recuperare fondi riducendo alcune uscite dell’amministrazione centrale, anche se non sono ancora stati resi noti gli importi attribuiti ai singoli dicasteri né i capitoli interessati.

Fra le ulteriori coperture figura il settore dei giochi e delle scommesse. Le ipotesi circolate nei giorni precedenti indicano un possibile contributo fino a un miliardo di euro, ma modalità e importi definitivi restano da chiarire. La ricerca delle risorse riguarda anche le compagnie assicurative e, tra le opzioni discusse, le società energetiche.

Famiglie e imprese, priorità al caro energia

Una parte importante della manovra sarà destinata a contrastare gli effetti dell’aumento dei costi energetici. Il Governo intende sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle economicamente più vulnerabili, e aiutare le imprese a fronteggiare bollette e costi di produzione elevati.

Fra gli interventi prospettati rientrano il sostegno agli investimenti produttivi, il miglioramento dell’efficienza energetica e il rafforzamento degli incentivi per le aziende. Sono previsti inoltre interventi sulle infrastrutture pubbliche, con attenzione a ferrovie, edilizia scolastica, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici. L’obiettivo è affiancare alle misure immediate contro il caro vita investimenti capaci di sostenere la crescita economica nel medio periodo.

Irpef al 33% fino a 60mila euro, Tajani insiste

Resta aperto il confronto sulle riduzioni fiscali, a partire dall’estensione dell’aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 60.000 euro, rispetto all’attuale soglia di 50.000 euro. La proposta, sostenuta da Forza Italia, consentirebbe un risparmio teorico massimo di circa 1.000 euro lordi annui per i contribuenti interessati, prima di eventuali correttivi. Il vicepremier Antonio Tajani, intervenuto il 15 ottobre a Bruxelles a margine del prevertice del Partito popolare europeo, ha ribadito la volontà di confermare il taglio dell’Irpef e avanzato ulteriori proposte.

Fra queste figurano una riduzione della pressione fiscale per i giovani fino a 30-35 anni, l’estensione dell’esenzione dal bollo auto alle prime vetture e la possibilità di anticipare il beneficio delle detrazioni per le spese sanitarie all’anno in cui vengono sostenute, anziché attendere la dichiarazione dei redditi successiva.

Flat tax, pensioni e incentivi ancora sul tavolo

Fra le altre misure in discussione figurano una tassazione agevolata sugli aumenti salariali dei giovani, la prosecuzione degli sgravi sui rinnovi contrattuali e sui premi di produttività e l’eventuale ampliamento della flat tax per le partite Iva fino a 100.000 euro di ricavi o compensi. Sul fronte previdenziale, la Lega continua a sostenere nuove possibilità di pensionamento anticipato, mentre rimane centrale il costo della rivalutazione degli assegni in presenza di inflazione elevata.

Per le imprese si valuta inoltre il rafforzamento dell’iperammortamento, con possibili agevolazioni anche per gli investimenti in software, tecnologie digitali e cloud. La realizzazione di queste misure dipenderà però dalle coperture effettivamente disponibili.

Deficit al 3,4%, decisiva la trattativa con Bruxelles

La manovra si inserisce in un quadro di finanza pubblica complesso. Il Governo prevede un deficit del 3,4% del Pil nel 2027 e del 3,2% nel 2028, dopo il rientro sotto il 3% atteso per il 2026. Il temporaneo aumento del disavanzo è legato anche alla richiesta italiana di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia europea per finanziare maggiori spese destinate alla difesa e alla sicurezza energetica.

Le risorse aggiuntive ipotizzate per il 2027 ammontano a circa 14,4 miliardi di euro, ma la loro utilizzazione resta subordinata al confronto con le istituzioni europee.

Quando sarà approvata la Manovra 2027?

Il prossimo passaggio decisivo è atteso con l’Eurogruppo del 9 novembre, quando dovrebbe completarsi il confronto europeo sulla flessibilità di bilancio richiesta dall’Italia. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha già indicato che l’approvazione definitiva del disegno di legge dipenderà da questa procedura, rendendo difficile rispettare il termine ordinario del 20 ottobre per la presentazione alle Camere.

L’obiettivo rimane completare l’iter parlamentare entro il 31 dicembre 2026, per consentire l’entrata in vigore della nuova Legge di Bilancio dal 1° gennaio 2027. La cifra complessiva è dunque delineata, ma la partita politica ed economica resta aperta. Nei prossimi passaggi il Governo dovrà decidere quanto destinare concretamente a taglio delle tasse, sostegno ai redditi, energia e investimenti, conciliando le richieste della maggioranza con i vincoli europei.


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