Il settore dei giochi entra ufficialmente tra le fonti di finanziamento della manovra economica per il 2027. A confermarlo è il Documento programmatico di bilancio (DPB) 2027, deliberato dal Consiglio dei ministri e presentato dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Il testo, che Jamma ha potuto visionare, prevede espressamente misure in materia di giochi destinate a generare maggiori entrate per lo Stato nell’intero triennio 2027-2029.
Il riferimento compare nel capitolo dedicato alla politica di bilancio per il 2027, dove il Ministero dell’Economia e delle Finanze individua gli interventi che contribuiranno alla copertura finanziaria della manovra. Il passaggio è esplicito: “Concorrono al finanziamento della manovra, inoltre, misure a carico del settore finanziario e in materia di giochi”.
La previsione trova una quantificazione nella tabella intitolata “Impatto stimato delle misure della manovra di finanza pubblica”, contenuta nel documento. Tra le risorse destinate a finanziare gli interventi del Governo figura una voce autonoma denominata “Misure in materia di giochi”, classificata come intervento sulle entrate e contrassegnata come misura non una tantum.
Per il 2027 il contributo previsto è pari allo 0,03% del prodotto interno lordo. La stessa incidenza viene indicata per il 2028, mentre per il 2029 la stima scende allo 0,02% del PIL.
Si tratta di valori che, tradotti in termini monetari, corrispondono indicativamente a un gettito annuo nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro, con un importo che potrebbe avvicinarsi ai 700 milioni di euro nei primi due anni, a seconda del valore nominale del PIL utilizzato per il calcolo. Il documento esprime tuttavia le stime esclusivamente in percentuale del PIL e non indica un importo puntuale in euro per il comparto.
La collocazione della voce nella tabella chiarisce anche la funzione attribuita al settore: le misure sui giochi sono considerate una componente delle risorse necessarie a finanziare gli interventi di politica economica previsti dal Governo, insieme alle misure sul settore finanziario, alla revisione della spesa dei ministeri e alle altre entrate e coperture.
Il confronto con le altre voci evidenzia che il contributo più consistente sul versante delle nuove risorse dovrebbe arrivare dal settore finanziario, con un’incidenza sul PIL dello 0,21% nel 2027, dello 0,13% nel 2028 e dello 0,10% nel 2029. Le misure sui giochi, pur presentando un peso inferiore, rappresentano quindi una fonte di gettito distinta e programmata per tutti e tre gli esercizi. Complessivamente, nel triennio, si potrebbe arrivare ad una cifra di poco superiore ai 1,9 miliardi. Le cifre, anche se approssimative, sarebbero ben superiori agli introiti stimati riferibili al rinnovo delle concessioni per la gestione degli apparecchi da intrattenimento a vincita, bingo e scommesse.
Un aspetto significativo riguarda la natura degli interventi. Nella tabella del MEF le misure in materia di giochi sono indicate come non una tantum, una classificazione che le distingue dalle entrate straordinarie e segnala la previsione di effetti sul bilancio distribuiti nel tempo. Il documento, tuttavia, non permette ancora di stabilire se tali effetti deriveranno da modifiche permanenti della tassazione, da interventi regolatori con conseguenze sul gettito o da una combinazione di strumenti.
Il Documento programmatico di bilancio non specifica infatti quali segmenti del mercato saranno interessati. Non vengono indicate variazioni delle aliquote applicate agli apparecchi da intrattenimento, alle scommesse sportive, al gioco online, al bingo o agli altri prodotti regolamentati.
Questa distinzione è essenziale per interpretare correttamente le previsioni del Governo. Il DPB certifica l’intenzione di ottenere nuove risorse dal comparto, ma non consente ancora di attribuire il gettito atteso a una specifica imposta o categoria di operatori.
La formulazione adottata dal MEF lascia quindi aperta la definizione degli strumenti attraverso i quali raggiungere gli obiettivi finanziari indicati. Per comprendere se il Governo intenda intervenire sul prelievo fiscale, sulle condizioni economiche delle concessioni o su altri aspetti della disciplina dei giochi sarà necessario esaminare le disposizioni del disegno di legge di bilancio.
Lo stesso documento chiarisce che “La definizione puntuale degli interventi che confluiranno nel disegno di legge di bilancio di prossima presentazione al Parlamento terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia”.
Il richiamo al settore dei giochi si inserisce in una manovra che il Governo presenta come orientata alla tutela del potere d’acquisto delle famiglie, al sostegno delle imprese e agli investimenti, con ulteriori interventi per la difesa nazionale e la sicurezza energetica.
Nel quadro programmatico, l’indebitamento netto è previsto al 3,4% del PIL nel 2027, al 3,2% nel 2028 e al 2,3% nel 2029. Le misure sui giochi partecipano dunque al sistema di coperture individuato per sostenere gli interventi programmati, nell’ambito degli obiettivi complessivi di finanza pubblica.
Per il comparto del gioco pubblico, il dato politicamente ed economicamente più significativo è l’inserimento esplicito di una voce di entrata dedicata nella programmazione triennale.
Il passaggio dal Documento programmatico di bilancio al testo legislativo sarà quindi decisivo per valutare l’impatto concreto delle misure sulla sostenibilità economica degli operatori, sulla raccolta e sulla rete legale. Per il momento, l’elemento certo è la scelta del Governo di includere il settore dei giochi tra le fonti di finanziamento della manovra 2027, con effetti di gettito programmati fino al 2029.
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