Comincia a delinearsi l’aspetto della Manovra 2027: per il pacchetto di novità ci sono 23,5 miliardi. Non c’è spazio per contenere tutte le promesse fiscali degli ultimi mesi: dal taglio IRPEF alla conferma delle flat tax sugli stipendi
La pubblicazione del Documento Programmatico di Bilancio 2027 trasmesso a Bruxelles porta le prime notizie concrete sulla prossima Manovra. Si prevede un pacchetto di novità del valore di 23,5 miliardi di euro, ma il raggio di azione è ben più ristretto.
14,5 miliardi di euro sono bloccati sulle spese per difesa ed energia legate all’attivazione della clausola di salvaguardia UE. Per tutto il resto rimangono 9 miliardi di euro, una somma eccezionalmente ridotta nella storia delle leggi di bilancio.
Lo “spazio fiscale” si attesta sui 2,1 miliardi per il 2027 e il dato fa sfumare sempre di più l’ipotesi di un piano di interventi caratterizzato dal taglio IRPEF per il ceto medio, dalla conferma delle flat tax previste oggi per gli stipendi e dalla realizzazione di una serie di buone intenzioni che arrivano dai lavori di riforma.
Manovra 2027, nel quadro tracciato dal DPB non c’è spazio per tutto: in bilico anche l’IRPEF
I contenuti del Documento Programmatico di Bilancio confermano il totale ribaltamento di scena per la costruzione della prossima legge di bilancio.
Partendo dall’idea di una Manovra elettorale, che potesse contenere una serie di misure rimaste nel cassetto delle promesse, si viaggia dritti verso un’impostazione austera.
Ad anticipare questo cambio di paradigma, il vacillare di alcune misure date per certe nei mesi scorsi e le ultime dichiarazioni del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti che ha invocato prudenza, ha anticipato la necessità di avere più tempo per fissare i punti fermi e ha parlato di nuvoloni all’orizzonte.
La situazione è complicata, ma il ciclo di bilancio è fatto di impegni e di tappe e “pur non essendo richiesta a livello europeo, il DPB è corredato da una specifica tavola recante l’impatto delle misure della manovra di bilancio”, si legge nel testo.
Anche quest’anno, quindi, nel Documento Programmatico di Bilancio c’è una prima idea della Manovra da costruire e nonostante il quadro sia molto meno dettagliato degli altri anni le cifre indicate danno delle prime risposte.
La definizione puntuale degli interventi arriverà nelle prossime settimane e “terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia”, ma nel quadro tracciato da Giorgetti negli ultimi giorni difficilmente potranno cambiare del tutto le sorti della Manovra.
Il taglio IRPEF per il ceto medio si allontana sempre di più dalla Manovra 2027
Lo scorso anno il DPB indicava con chiarezza 2,8 miliardi di euro da investire nella riduzione delle aliquote IRPEF, nel testo appena trasmesso a Bruxelles c’è una voce generica dedicata alle misure fiscali che prevede un costo in termini di minori entrate molto più basso.
La deduzione è automatica: solo per il taglio IRPEF destinato al ceto medio servirebbe una cifra ben più alta. L’estensione del secondo scaglione da 50.000 a 60.000 euro che comporta, di fatto, una riduzione dal 43 al 33 per cento dell’aliquota applicata in questa fascia, costa 2,7 miliardi di euro.
E neanche immaginando un meccanismo di sterilizzazione, quindi di compensazione dei benefici, con questi dati economici si riuscirebbe a prevedere un intervento rilevante sull’IRPEF, che non è l’unica promessa da mantenere.
Dalla flat tax sugli stipendi alle tredicesime: le promesse si complicano
La Manovra 2027 doveva essere l’occasione giusta per poter chiudere i lavori di attuazione della riforma fiscale.
Dalla legge delega n. 111 del 2023, che esclude la possibilità di prevedere maggiori oneri e quindi sposta le misure costose in altri veicoli normativi, arriva la promessa di detassare le tredicesime, ma anche di ripristinare la cedolare secca per i negozi, di garantire agevolazioni fiscali alle persone più giovani. A questa lista nelle ultime settimane si è aggiunta anche l’eliminazione del bollo auto.
Ma l’esigenza di investire nel Fisco non è legata solo a progetti rimasti irrealizzati o messi in cantiere, servono risorse anche per non fare passi indietro.
Con una nuova ondata inflazionistica in atto e le retribuzioni che continuano ad arrancare, è quantomai necessario conservare le protezioni attivate sugli stipendi nell’ultimo anno.
Al di là di qualsiasi valutazione sulle politiche adottate, proseguire con la detassazione di alcune voci dello stipendio come i rinnovi contrattuali o i notturni appare come una strada obbligata. Senza conferme, le flat tax che si applicano per il 2026 vengono meno.
| Importi interessati | Tipologia di flat tax/agevolazione ed eventuali limiti di applicazione | Limite di reddito di lavoro dipendente | Periodo di copertura |
|---|---|---|---|
| Aumento che deriva dai rinnovi contrattuali | 5 per cento | 33.000 euro | 2026 |
| Premi di produttività e partecipazione agli utili | 1 per cento fino a 5.000 euro | 80.000 euro | Fino al 2027 |
| Straordinari e maggiorazioni per lavoro notturno, in turni, nei giorni festivi e di riposo | 15 per cento fino a 1.500 euro | 40.000 euro | 2026 |
| Fringe benefit | Detassazione fino a 1.000 o 2.000 euro (con figli/e) | – | Fino al 2027 |
Verso la Manovra 2027: cosa dicono i dati del DPB
Lo scorso anno la spesa prevista con il DPB sul capitolo fiscale ammontava a circa 6,51 miliardi di euro. Secondo un’analisi pubblicata su queste pagine a fine settembre, la cifra da investire nel pacchetto fiscale quest’anno partiva proprio da circa 7 miliardi di euro (stima elaborata su dati UPB relativi alle misure in vigore e valutazioni su novità in cantiere).
Il divario tra le cifre necessarie e quelle effettivamente previste è ampio. Il Governo dovrà fare delle scelte. Le prime sono indicate proprio nel documento appena approvato: il fulcro della Manovra sarà “la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, nonché il sostegno alle imprese e gli investimenti”, si legge.
Una dichiarazione di intenti confermata dall’impatto economico delle misure in programma: famiglie, spese sociali, sostegni alle imprese muoveranno una mole di 8,4 miliardi di euro. Un ruolo importante, in ogni caso, spetterà anche alla difesa con 4,5 miliardi di euro.
Se si guarda oltre il 2027, però, c’è un dato che cattura l’attenzione e potrebbe riservare delle sorprese sulle soluzioni adottate dal Governo sulle misure fiscali: dal 2028 il flusso di risorse legato alle misure fiscali è più che raddoppiato. D’altronde, la Manovra è ancora tutta da scrivere e ulteriori risposte sulle scelte del Governo dovrebbero arrivare entro il 20 ottobre, data prevista per l’approvazione del Disegno di Legge di Bilancio.
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