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Come si manifesta la malattia diverticolare: segnali da non sottovalutare
Diverticolosi “silenziosa” e diverticolite acuta
La diverticolosi (presenza di diverticoli nel colon) spesso non provoca sintomi evidenti. Molte persone scoprono di avere diverticoli per caso, durante una colonscopia di controllo o un esame radiologico eseguito per altri motivi. In altri casi possono comparire disturbi sfumati, facilmente confusi con altre problematiche intestinali.
Tra i sintomi più comuni della malattia diverticolare non complicata si possono osservare:
- Dolore o fastidio addominale più spesso nella parte inferiore sinistra
- Meteorismo e pancia gonfia, con aumento dei gas
- Sensazione di peso o tensione addominale
- Alterazioni dell’alvo, con episodi di stitichezza, diarrea o alternanza delle due condizioni
Questi disturbi possono essere intermittenti e di intensità variabile. Proprio per questo, è facile tendere a minimizzarli.
Quando si instaura una diverticolite acuta, il quadro cambia nettamente. Possono comparire:
In presenza di questi sintomi è necessario rivolgersi rapidamente al medico o al pronto soccorso, perché la diverticolite può evolvere in complicanze serie (ascessi, perforazione, peritonite) se non trattata correttamente.
Quando fare accertamenti
Superata la soglia dei 40–50 anni, è prudente valutare lo stato di salute dell’intestino, soprattutto in presenza di:
Gli esami più utilizzati, su indicazione medica, sono:
- Colonscopia, che permette di visualizzare dall’interno il colon e, nei periodi in cui non è presente una diverticolite acuta, di identificare i diverticoli ed escludere altre patologie.
- Tomografia computerizzata (TC) addominale, molto utile nelle fasi acute per valutare infiammazione e complicanze.
- Esami radiologici con mezzo di contrasto, oggi meno usati ma ancora impiegati in casi selezionati.
Nelle fasi di diverticolite acuta la colonscopia è in genere controindicata, perché insufflare aria in un colon infiammato può aumentare il rischio di perforazione. La scelta dell’esame spetta sempre allo specialista.
Perché si formano i diverticoli: fattori di rischio e meccanismi
Dieta e abitudini intestinali
Il fattore più frequentemente associato alla comparsa di diverticoli è una dieta povera di fibre e liquidi, tipica dei Paesi industrializzati. Quando l’alimentazione è ricca di prodotti raffinati e povera di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, le feci tendono a essere:
- Più dure e compatte
- Più scarse di volume
- Meno “lubrificate” dal contenuto di acqua
Per espellere feci di questo tipo, il colon deve esercitare maggiori pressioni sulla propria parete interna. Nel tempo, nelle zone di minor resistenza, la mucosa può spingersi verso l’esterno dando origine ai diverticoli.
Le fibre alimentari, al contrario, aumentano il volume delle feci e trattengono acqua, favorendo una consistenza morbida e un transito più regolare, con minor sforzo. Non a caso, la malattia diverticolare è molto più rara nelle popolazioni che seguono diete tradizionali ad alto contenuto di fibre.
Età, genetica e stile di vita
Oltre alla dieta, altri elementi che aumentano il rischio di malattia diverticolare e diverticolite sono:
- Età avanzata: con il passare degli anni, le strutture muscolari del colon possono perdere tono, rendendo più facile la formazione dei diverticoli. Dopo i 60 anni la prevalenza della malattia cresce in modo evidente.
- Possibile predisposizione ereditaria: la presenza di casi in famiglia suggerisce che in alcune persone vi sia una maggiore fragilità di base della parete del colon.
- Sedentarietà: un’attività fisica scarsa si associa più frequentemente a stipsi cronica e transito rallentato.
- Sovrappeso e obesità, che spesso si accompagnano a diete sbilanciate e alterazioni della motilità intestinale.
- Abitudini intestinali scorrette, come rimandare abitualmente l’evacuazione o fare sforzi eccessivi e prolungati in bagno.
Non sempre è possibile individuare un’unica causa. In molti casi, la malattia diverticolare nasce dalla combinazione di fattori genetici e stile di vita.
Diagnosi e trattamenti: cosa aspettarsi dal percorso medico
Come si arriva alla diagnosi
Il medico raccoglie innanzitutto una storia dettagliata dei sintomi (durata, intensità, fattori che li peggiorano o migliorano), valuta l’età, le abitudini alimentari e la presenza di familiarità. L’esame obiettivo addominale può mettere in evidenza:
- Dolorabilità localizzata, spesso in fossa iliaca sinistra
- Rigidità di difesa in caso di infiammazione importante
- Eventuali segni generali di infezione (febbre, tachicardia)
In base al quadro clinico, possono essere prescritti:
La diagnosi di diverticolite acuta è principalmente clinico-strumentale, mentre la semplice diverticolosi può essere un reperto incidentale.
Terapie: dall’approccio conservativo alla chirurgia
Il trattamento dipende da:
- Gravità dei sintomi
- Presenza o meno di complicanze
- Stato generale della persona e patologie associate
Nelle forme lievi e non complicate, la gestione può prevedere:
- Riposo intestinale relativo, con dieta liquida o semiliquida per alcuni giorni, secondo indicazione medica
- Antibiotici, quando vi è il sospetto o la conferma di infezione batterica
- Farmaci antidolorifici adeguati, evitando il fai-da-te con antinfiammatori che potrebbero irritare ulteriormente l’intestino
Nelle forme più gravi o in presenza di complicanze (ascessi, perforazioni, peritonite, stenosi), può rendersi necessario:
- Ricovero ospedaliero per controlli ravvicinati, terapia antibiotica endovenosa, supporto nutrizionale
- Intervento chirurgico, soprattutto se la diverticolite si complica o si ripresenta più volte in modo importante
Al di fuori delle fasi acute, la gestione a lungo termine si concentra sulla prevenzione delle recidive tramite correzione dello stile di vita e controlli periodici concordati con il medico o lo specialista gastroenterologo.
Come proteggere il colon: alimentazione, prevenzione e abitudini utili
Dieta ricca di fibre: quante e dove trovarle
Per favorire un intestino più regolare e ridurre il rischio di diverticolite, la letteratura indica come obiettivo generale un apporto di circa 30–40 grammi di fibre al giorno, salvo diverse indicazioni del medico. È importante arrivarci progressivamente, per permettere all’intestino di adattarsi.
Le fonti principali di fibre sono:
- Cereali integrali: pane, pasta, riso e farine integrali, fiocchi d’avena
- Verdure: in particolare ortaggi a foglia, carciofi, finocchi, carote, zucchine, cavoli
- Frutta fresca, preferibilmente con buccia edibile ben lavata
- Legumi: ceci, fagioli, lenticchie, piselli, soia e derivati
L’incremento delle fibre deve essere sempre accompagnato da un adeguato apporto di acqua nell’arco della giornata, altrimenti il rischio è di peggiorare la stitichezza.
In passato si consigliava spesso di evitare totalmente semi piccoli, frutta secca e alimenti con residui “granulosi” nelle persone con diverticoli, per timore che potessero incastrarsi nelle estroflessioni. Le evidenze più recenti non confermano in modo univoco questa necessità per tutti, ma le indicazioni vanno personalizzate dal medico o dal nutrizionista in base al singolo caso e alla presenza di sintomi.
Probiotici, idratazione e stile di vita
Altri aspetti utili nella gestione e prevenzione della malattia diverticolare includono:
- Probiotici: alcuni ceppi di batteri “buoni” possono aiutare a sostenere l’equilibrio del microbiota intestinale e modulare l’infiammazione locale. La loro utilità dipende dal tipo di problema e dal prodotto utilizzato, per cui è opportuno parlarne con il curante.
- Idratazione costante: bere regolarmente nell’arco della giornata facilita il transito intestinale e contribuisce a mantenere le feci più morbide.
- Attività fisica regolare: camminate a passo sostenuto, esercizi di ginnastica dolce, nuoto o bicicletta aiutano a stimolare la motilità intestinale e a controllare il peso corporeo.
- Gestione dello stress: ansia e tensione possono influenzare il funzionamento del tratto gastrointestinale. Tecniche di rilassamento, respirazione, yoga o supporto psicologico, quando necessario, possono ridurre la componente funzionale dei disturbi addominali.
- Ascolto dei segnali del corpo: non ignorare dolore addominale nuovo, febbre inspiegata, sangue nelle feci, calo di peso non voluto. In presenza di questi sintomi, è sempre opportuno un confronto con il medico.
La malattia diverticolare è molto comune, soprattutto dopo una certa età, ma questo non significa che debba per forza trasformarsi in un problema grave. Una diagnosi precoce, un dialogo aperto con il medico e una cura quotidiana delle proprie abitudini possono fare una grande differenza nel proteggere il colon e ridurre il rischio di diverticolite e delle sue complicanze.
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Team MyPersonalTrainer
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