A giugno il Tribunale di Napoli aveva concesso al Gruppo Dimhotels, il più importante polo alberghiero dell’isola, altri 150 giorni di protezione dai creditori. Non era però una delega in bianco. In udienza il fronte critico si era fatto sentire: il Comune d’Ischia parlava di una società «palesemente insolvente», senza un piano vero dopo cinque mesi di procedura e con un investitore dalle intenzioni non vincolanti e oscure ai creditori. Il giudice Marco Pugliese aveva scelto di fidarsi del parere dell’esperto, ma aveva messo una condizione: una relazione ogni trenta giorni, da inviare a tutti i creditori, per verificare mese per mese se la fiducia fosse ben riposta.
Per il Comune d’Ischia si ragiona su uno stralcio di circa 1,2 milioni, per Lacco Ameno di circa 100 mila euro, con pagamento in 72 rate mensili. Con il fondo il term sheet è atteso a ottobre, l’accordo quadro entro la fine dell’anno.
La nota al 31 agosto, firmata dal prof. Raffaele Fiume, è la prima a dare una risposta concreta a quella domanda. A giugno sul tavolo c’era Europa Investimenti, con ipotesi che andavano dalla cessione degli immobili alle operazioni sul capitale. Oggi c’è un preliminare di accordo quadro firmato con Arrow Global, con un calendario preciso: term sheet entro ottobre e accordo entro fine anno. Al centro, il riscadenzamento del credito finanziario, con tempi di rimborso più lunghi e una sospensione dei pagamenti.
Cambia anche il quadro dei Comuni. A giugno si dava per avviata l’adesione di Ischia alla rottamazione; oggi la relazione certifica che Ischia e Barano non hanno aderito e che per il debito del Comune capoluogo si ragiona su uno stralcio di circa 1,2 milioni di euro. Ma il documento dice anche cosa manca: i conti di luglio e agosto non sono aggiornati, e il peso delle disdette dopo il terremoto non è ancora stato quantificato. Mancano cinque settimane alla scadenza delle misure protettive, fissata al 1° novembre, ed è da questi numeri che dipenderà la tenuta del piano.
La relazione, firmata a Napoli l’8 settembre e depositata nel fascicolo del Tribunale, è la terza dopo quelle al 15 e al 31 luglio: fotografa la situazione al 31 agosto, con informazioni aggiornate fino al 7 settembre.
Nella procedura di composizione negoziata della crisi sono coinvolte otto società: Hotel Terme President, Limparo, Sanpara, Hotel Terme Parco Edera, Hotel Flora, Sogdim e Rossella Viaggi, tutte con sede a Ischia, e Hotel Terme St. Raphael, con sede a Barano. La sintesi di Fiume è netta: il periodo registra «un avanzamento concreto» sia sul piano organizzativo sia sul fronte dei rapporti con i principali creditori.
L’ACCORDO CON ARROW GLOBAL
Il passaggio decisivo, l’esperto lo scrive senza giri di parole, è «l’evento più rilevante del periodo». Ad agosto è stato sottoscritto un preliminare di accordo quadro tra il Gruppo e Arrow Global. L’oggetto è l’ingresso del fondo nella ristrutturazione, con un riscadenzamento del credito finanziario, attualmente in capo ad ACO BIS SPV (ex BCA). Le linee sono tre: un significativo allungamento dei tempi di rimborso, un periodo di sospensione dei pagamenti per sostenere il rilancio e la possibilità di ulteriori interventi finanziari a supporto dell’operazione.
I tempi: il term sheet dovrebbe essere firmato entro ottobre, l’accordo quadro vero e proprio entro la fine del 2026, comunque dentro la finestra temporale della composizione negoziata. Sui dettagli, però, nessuna indiscrezione: il preliminare è coperto da clausole di stretta riservatezza.
LA PROVA DI AGOSTO
Il mese appena trascorso, scrive Fiume, ha sottoposto le procedure interne «a una prova non programmata». Al picco di Ferragosto si è sommato l’evento sismico tra il 31 luglio e il 1° agosto, che ha imposto un presidio straordinario su cancellazioni, continuità dei servizi, manutenzioni e approvvigionamenti. Gli assetti organizzativi, osserva l’esperto, non si misurano sulla carta ma nella capacità di reggere condizioni avverse.
Il Gruppo ha reagito con un monitoraggio quotidiano di cancellazioni, richieste di rimborso, pickup e camere poi rivendute, per misurare la perdita effettiva. Dove possibile, ha proposto lo spostamento del soggiorno o il congelamento dell’importo al posto del rimborso. Nelle strutture con criticità impiantistiche le camere sono state classificate: quelle non utilizzabili sono state tolte dalla vendita e gli ospiti riprotetti altrove. Quanto sia costato il terremoto in termini di disdette, però, ancora non si sa: la cifra non è stata esposta e Fiume si attende che venga quantificata nel prossimo aggiornamento, anche perché servirà a rielaborare il piano.
CONTI ANCORA DA AGGIORNARE
Il punto debole della relazione sono i numeri. La contabilità del Gruppo è esternalizzata, secondo un modello precedente alla procedura, e lo studio incaricato ha riaperto solo il 1° settembre dopo la chiusura estiva. Risultato: l’aggiornamento al 31 luglio non è completo e quello al 31 agosto manca del tutto. Senza quei numeri, ammette l’esperto, non è possibile una valutazione quantitativa compiuta dell’andamento economico-finanziario, e il dato pesa soprattutto sull’aggiornamento del piano e sulla verifica della sostenibilità dei flussi futuri. L’obiettivo è colmare il vuoto con la prossima relazione.
Intanto sul fronte della tesoreria qualcosa si muove. Lo scadenziario è stato esteso a tributi, rateizzazioni, avvisi e cartelle, contributi, mutui e finanziamenti, ed è in completamento il cash flow prospettico al 31 dicembre 2026. Resta confermato il principio dell’incasso diretto negli hotel, con la provvigione delle agenzie (di norma il 10% sull’imponibile) fatturata a parte. Ed è entrato in fase di attuazione l’accordo con un tour operator che vale un saldo netto verificato di 49.632,44 euro a favore del Gruppo, con pagamenti tra agosto e ottobre: il primo effetto concreto delle verifiche sui crediti commerciali.
CONTROLLI, LAVANDERIA E STRAORDINARI
Al front office il controllo si è spostato sull’audit trail delle singole operazioni: per le pratiche anomale, dalle caparre mancanti ai soggiorni valorizzati a zero, dalle modifiche tariffarie successive agli storni, si chiede di ricostruire utente, data e ora, prezzo originario, modifiche e autorizzazioni. In una struttura sono emerse prenotazioni di agenzia non correttamente valorizzate all’origine, ora in bonifica. Proseguono, estesi a due aree operative, gli approfondimenti sull’albergo già segnalato a luglio: l’obiettivo non è guardare indietro ma introdurre controlli permanenti.
Capitolo lavanderia: il file di riconciliazione ora distingue biancheria pulita, in uso, sporca, presso il fornitore e ammanchi. Il solo tovagliato del ristorante è costato circa 87.604 euro tra marzo e luglio, quasi 169 mila euro su base annua; si studia un’alternativa, da valutare in base al risparmio effettivo e ai tempi di rientro. Gli inventari, però, non hanno ancora una periodicità a regime.
Sul personale stop ai forfait automatici sugli straordinari: le ore in più devono essere effettivamente svolte, rilevate e autorizzate. Rivista anche la job description dei direttori, responsabili dei risultati della propria struttura entro policy e budget.
Nel controllo di gestione arriva un report mensile per ogni hotel, diviso in due quindicine, con occupazione, prezzo medio, pickup e netto per canale. Le prime politiche commerciali per il 2027 spingono i gruppi verso la bassa stagione, per proteggere il ricavo medio nei mesi centrali.
Il bilancio dell’esperto su questo versante è misurato: gli assetti hanno superato una prova di tenuta in condizioni avverse, ma il passaggio a controlli stabilmente periodici, con frequenze, responsabili ed evidenze documentali, è «avviato e non concluso».
I CREDITORI: BANCHE, FORNITORI, LAVORATORI
Con i lavoratori il percorso di conciliazione è quasi chiuso: ne mancano pochi, lontani dall’isola durante l’estate. Sugli altri debiti bancari, ad agosto sono proseguite le interlocuzioni individuali e sono stati convocati nuovi incontri per l’ultima decade di settembre, in cui verrà presentato il piano aggiornato alla luce dei progressi con Arrow Global.
I fornitori strategici continuano a consegnare regolarmente e il Gruppo paga le forniture correnti secondo le prassi ordinarie, senza lamentele registrate. Con quelli che vantano crediti oltre i 100 mila euro sono stati firmati i primi accordi transattivi, compreso quello con l’unico fornitore che aveva avviato procedure esecutive contro il Gruppo; intese comunque subordinate al buon esito della procedura. È partito il confronto anche con chi vanta crediti tra 40 mila e 100 mila euro.
Sul fronte opposto, quello dei soldi in entrata, la voce più pesante è il credito Limparo: 2,5 milioni di euro frutto dell’accordo con la Regione Campania sulla vicenda del depuratore. La pausa estiva ha rallentato le procedure di incasso, ma la previsione è di riscuotere la somma nel corso di settembre.
IL NODO DEI COMUNI
Il capitolo che più riguarda l’isola è quello dei debiti verso gli enti locali. Scaduto il 31 luglio il termine di legge, il quadro è più chiaro, anche per il Comune d’Ischia, titolare del credito più consistente e fino ad allora dall’orientamento incerto. Casamicciola Terme e Lacco Ameno (per alcuni carichi) hanno aderito alla rottamazione, e per loro i dati definitivi dell’Agenzia delle Entrate arriveranno il 15 ottobre. Ischia e Barano non vi hanno aderito, e riceveranno proposte transattive coerenti con quelle della rottamazione.
Lo schema è identico per tutti: pagamento in 72 rate mensili. Cambia lo stralcio: da definire per Casamicciola e Barano, presunto intorno ai 100 mila euro per Lacco Ameno e intorno a 1,2 milioni per Ischia, dove il debito è già definito. Le proposte sono state inviate a tutti i Comuni. Sullo sfondo c’è una novità normativa: con il decreto legislativo 147 del 12 agosto 2026 la transazione fiscale è stata estesa ai tributi locali, e il ricorso a questo strumento è ora allo studio.
LE PROSSIME TAPPE
Fiume ha indicato a Dimhotels la tabella di marcia: elaborare i dati economico-finanziari al 31 luglio e al 31 agosto, proseguire con i miglioramenti organizzativi, chiudere le ultime conciliazioni con i lavoratori, finalizzare la transazione Limparo con la Regione, accelerare l’accordo con Arrow Global, andare avanti con i fornitori anche con intese condizionate, definire le posizioni con le banche e avviare il percorso con gli enti locali.
Il giudizio finale resta positivo. La composizione negoziata, conclude l’esperto, è «allo stato» lo strumento adeguato per uscire dalla crisi, ma a tre condizioni: che l’intervento di Arrow Global si completi nei tempi previsti, che i dati economico-finanziari vengano aggiornati e che le trattative con i creditori proseguano in modo ordinato. La prossima verifica è fissata con la relazione al 30 settembre.
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