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In breve: cos’è la MASH e perché se ne parla tanto
La MASH (metabolic dysfunction-associated steatohepatitis) è una forma di epatite cronica legata a una malattia chiamata MASLD, cioè malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica. In pratica, nel fegato si accumula grasso in eccesso e, oltre a questo, si sviluppa una vera e propria infiammazione delle cellule epatiche.
Non si tratta di una malattia dovuta all’alcol: per parlare di MASH devono essere presenti:
La MASH rappresenta la forma “attiva” e più aggressiva della malattia steatosica: qui non c’è solo deposito di grasso, ma anche danno alle cellule del fegato, con possibilità di evolvere nel tempo verso fibrosi, cirrosi e, in una piccola parte di casi, carcinoma epatocellulare.
MASLD e MASH: qual è la differenza
È utile distinguere:
- MASLD: presenza di grasso nel fegato associato a problemi metabolici, in genere senza forte infiammazione
- MASH: sottogruppo della MASLD, in cui al grasso si somma infiammazione e lesione cellulare; è la forma con rischio maggiore di peggiorare
Il cambio di terminologia (da NAFLD e NASH a MASLD e MASH) rispecchia meglio il ruolo centrale della disfunzione metabolica e non solo del peso corporeo in sé.
Segnali, sintomi e quando sospettarla
Uno degli aspetti più insidiosi della MASH è che spesso non provoca sintomi per molti anni. La diagnosi avviene spesso durante esami di routine o controlli per altre condizioni.
Disturbi possibili (quando compaiono)
Quando la malattia è più avanzata, possono comparire:
- Stanchezza persistente: un senso di affaticamento generale che non si spiega con lo stile di vita
- Fastidio o dolore nella parte alta destra dell’addome: dove si trova il fegato, avvertito come peso o tensione
- Prurito cutaneo diffuso, senza cause apparenti evidenti
- Aumento di volume della milza (spesso rilevato dal medico o da un’ecografia)
- Arrossamento dei palmi delle mani
- Ittero: ingiallimento di pelle e occhi, tipico delle fasi più serie di malattia epatica
Questi segni compaiono soprattutto nelle fasi più avanzate, quando si sviluppano fibrosi epatica e/o cirrosi. Per questo nelle persone a rischio è importante intervenire molto prima che i sintomi si facciano evidenti.
Chi dovrebbe alzare le antenne
Il rischio di MASH aumenta in presenza di uno o più di questi elementi:
Le evidenze mostrano che, a causa dell’aumento dell’obesità, la MASH sta interessando anche fasce di età più giovani, compresi adolescenti. Per chi vive con diabete o forte sovrappeso, controllare periodicamente la salute del fegato non è un optional, ma parte della cura complessiva.
Come si fa la diagnosi: esami e controlli
La diagnosi di MASH richiede una valutazione strutturata: non basta un singolo valore alterato.
Visita, esami del sangue e imaging
Il percorso più frequente include:
- Visita medica: raccolta di informazioni su sintomi, farmaci, consumo di alcol, patologie metaboliche, familiarità
- Esami del sangue: transaminasi e altri parametri epatici possono essere normali o moderatamente elevati; da soli non bastano per distinguere MASLD da MASH
- Ecografia epatica: è spesso il primo esame di imaging che evidenzia la presenza di steatosi epatica
- Test non invasivi e score di fibrosi: calcolati combinando dati di laboratorio e parametri clinici per stimare il grado di cicatrizzazione del fegato
Gli esami non invasivi oggi permettono di identificare molti pazienti a rischio, limitando la necessità di procedure più aggressive.
Il ruolo della biopsia epatica
La biopsia del fegato rimane il metodo di riferimento per distinguere con certezza MASLD e MASH, perché consente di osservare direttamente il tessuto epatico al microscopio e valutare:
- Presenza e grado di infiammazione
- Entità della steatosi
- Livello di fibrosi
Non è però indicata in tutti i casi: viene riservata a situazioni selezionate, per esempio quando:
- Gli esami non invasivi non sono chiari
- Si sospetta una MASH con fibrosi significativa
- Serve confermare la diagnosi prima di terapie specifiche
La decisione spetta allo specialista in base alla storia clinica complessiva.
Terapie, stile di vita e prevenzione: cosa si può fare davvero
Nonostante il nome complesso, la MASH è una malattia su cui si può agire in modo concreto, soprattutto se individuata in fasi iniziali.
Intervenire sui fattori di rischio metabolici
Il pilastro del trattamento è la gestione mirata dei fattori di rischio metabolici che alimentano l’infiammazione epatica:
Raggiungere un dimagrimento anche moderato, soprattutto riducendo il grasso addominale, può migliorare in modo importante la steatosi e rallentare o invertire il danno infiammatorio.
Farmaci: quando entra in gioco la terapia specifica
Per la maggior parte delle persone, l’intervento sullo stile di vita e la cura dei problemi metabolici è l’arma principale. In casi selezionati, con fibrosi da moderata a significativa (stadi F2–F3), può essere indicato un farmaco specifico, come resmetirom, che agisce modulando il metabolismo lipidico a livello epatico.
La scelta del trattamento farmacologico:
- Viene valutata dallo specialista epatologo o internista
- Dipende dallo stadio della malattia, dalla presenza di altre patologie e dall’uso di eventuali altri farmaci
- Non sostituisce, ma si affianca alle modifiche dello stile di vita
L’uso di farmaci “fai da te” o integratori senza confronto medico è sconsigliato, perché può ritardare cure efficaci o, in alcuni casi, danneggiare ulteriormente il fegato.
Stile di vita: proteggere il fegato ogni giorno
Alcune abitudini quotidiane possono avere un impatto reale sulla salute epatica:
- Alimentazione equilibrata: privilegiare verdura, frutta, cereali integrali, legumi, pesce, olio extravergine; limitare zuccheri semplici, bevande zuccherate, alimenti ultraprocessati e grassi saturi
- Attività fisica regolare: anche camminate a passo sostenuto, bicicletta o nuoto, adattate alle condizioni personali, migliorano sensibilità all’insulina e profilo lipidico
- Controllo del consumo di alcol: anche se la MASH non è una malattia da alcol, l’assunzione di bevande alcoliche può peggiorare il quadro epatico
- Attenzione all’uso di farmaci e integratori potenzialmente epatotossici, sempre sotto indicazione medica
- Monitoraggio periodico con visite ed esami nei soggetti a rischio (diabete, obesità, sindrome metabolica)
Prendersi cura del fegato in questo modo non ha benefici solo sull’organo in sé, ma riduce anche il rischio di malattie cardiovascolari e altre complicanze metaboliche.
Perché non sottovalutarla, soprattutto da giovani
La combinazione di vita sedentaria, alimentazione ricca di zuccheri e grassi e aumento dell’obesità ha reso MASLD e MASH sempre più frequenti anche in età giovanile. Questo significa che il fegato può iniziare a danneggiarsi già in adolescenza o in giovane età adulta, con possibili conseguenze anni o decenni dopo.
Riconoscere per tempo la presenza di:
e affrontarli con l’aiuto del medico consente di interrompere la progressione del danno epatico proprio nel momento in cui è più facilmente reversibile.
Un dialogo aperto con il professionista di fiducia, la disponibilità a rivedere abitudini radicate e un monitoraggio regolare sono gli strumenti più efficaci per tenere sotto controllo la MASH e, in molti casi, impedire che arrivi a stadi avanzati come fibrosi severa e cirrosi.
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Team MyPersonalTrainer
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