Di mercati agricoli in cui i contadini vendono i propri prodotti direttamente ai consumatori ne vediamo molti in giro. Ed è questa una fortuna, sia per il cliente, che può acquistare alimenti freschi e locali a un prezzo conveniente, sia per gli agricoltori, che possono tagliare i passaggi intermedi tra produzione e vendita – trasporto, ingrosso e Gdo (Grande distribuzione organizzata) – aumentando così i loro margini di guadagno, sempre più risicati. Forse, però, non tutti sanno che questa formula di vendita ha preso le mosse nel 2005 a Monselice dalla visione di cinque agricoltori che diedero vita ad “AgriMons, mercato della freschezza”.
«Decidemmo di farlo per rispondere alla crisi che aveva colpito il settore ortofrutticolo della zona», spiega Sandro Zancanella, uno dei cinque storici fondatori e attuale presidente della struttura consorziale. Una battuta d’arresto, la loro, che arrivava da lontano: nel Padovano, nell’areale monselicense, frutta e verdura maturano prima che altrove grazie alla posizione a sud dei Colli Euganei e al terreno siliceo di questi antichi vulcani, per cui le loro primizie, come piselli, ciliegie e albicocche, sono sempre state molto richieste fin dai tempi della Serenissima. Ma nel 1964 viene inaugurata l’Autostrada del Sole, la A1, che collega Milano a Napoli, e i mercati ortofrutticoli all’ingrosso della zona cominciarono a rifornirsi nel sud Italia, dove l’ortofrutta abbonda di specie che maturano ancor prima che a Monselice. Di riflesso, gli agricoltori locali videro calare la richiesta dei loro prodotti, fino ad arrivare alla situazione che spinse Zancanella e soci ad agire, affiancati inizialmente da Coldiretti (Confederazione nazionale dei coltivatori diretti).
Continua Zancanella: «Non volevamo creare un’altra piattaforma di consegna o una cooperativa all’ingrosso, altri in zona ci avevano provato senza successo. Abbiamo pensato subito di vendere direttamente ai consumatori come già facevano all’estero, negli Stati Uniti e in Europa, in uno spazio che non fosse la singola azienda agricola, ma comune». Presero quindi il coraggio a due mani – tanti loro colleghi consideravano denigrante la vendita diretta, abituati come erano a servirsi di intermediari – e, avuto in affitto dal Comune di Monselice l’ex macello, aprirono i battenti con dei banchi un po’ improvvisati, puntando sul passaparola. Per poter esercitare la loro attività, si erano impegnati con l’Amministrazione comunale a organizzare anche eventi rivolti al pubblico legati alla conoscenza dei prodotti agricoli in vendita.
Pian piano gli acquirenti cominciarono ad arrivare. Si unirono a loro altre piccole aziende agricole che non riuscivano a soddisfare i grandi numeri e i formati standard richiesti dal mercato all’ingrosso. Badavano anche alle strategie commerciali: per esempio, i viticoltori, invece che nella consueta damigiana, iniziarono a vendere il vino in confezioni da cinque litri, più comode per il trasporto a casa.
Nel 2007, nel Padovano arriva il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro, sente parlare di AgriMons e lo visita, quindi annuncia che avrebbe proposto un accordo per regolamentare i punti vendita di prodotti del territorio stagionali gestiti dalle imprese agricole. E così avvenne, con la promulgazione di un apposito Decreto ministeriale. Da allora, è stato un continuo fiorire di mercati contadini in Italia.
Oggi AgriMons consorzia quindici aziende agricole che provengono dal Monselicense e dalla Bassa Padovana. Tra loro ci sono produttori di frutta, verdura, formaggi, carni, insaccati, olio, vino, pane, pasta fresca, miele. Nei giorni di apertura è un continuo via vai di gente. Trattandosi di filiera corta, il prezzo è più favorevole rispetto ad altri punti vendita, anche se non competitivo con le offerte dei supermercati. Ma la loro clientela, tra cui ci sono sempre più giovani coppie con figli, sa di acquistare un prodotto che il giorno prima era nel campo (da qui il nome “mercato della freschezza”), e non in una cella frigorifera dopo aver viaggiato per migliaia di chilometri, e che per questo gode di maggiori proprietà nutritive e durabilità. Inoltre, nel mercato, gli imballaggi vengono lavati e recuperati all’insegna della sostenibilità. Il fatto poi di aver riunito la vendita in un unico spazio, ha permesso agli agricoltori di concentrarsi sulla produzione a beneficio di una maggiore presenza di biodiversità in campo.
Nel prossimo futuro di AgriMons c’è un “ritorno alle origini”, a quando, insieme alla vendita, veniva promossa la cultura del cibo. Per cui, in accordo con il Comune di Monselice, saranno apportate delle migliorie allo stabile in modo da agevolare le visite scolastiche, in particolare delle scuole alberghiere e, da poter proporre, sotto l’ampia capriata in legno, serate a carattere divulgativo con degustazioni organizzate in collaborazione con i ristoratori della zona.
La regolamentazione dei mercati
La prima normativa in merito è la Legge n. 59 del 9 febbraio 1963, con cui si cercava di semplificare e favorire la vendita diretta tra produttori e consumatori che avveniva nell’azienda agricola. Per farlo, non occorreva avere una licenza di commercio, ma una semplice autorizzazione del sindaco del Comune in cui si effettuava la vendita. Con il Decreto ministeriale del 20 novembre 2007 è stato introdotto il concetto di “mercati dei contadini”, istituiti o autorizzati dai singoli Comuni, e stabiliti i requisiti e gli standard per la loro realizzazione.
Aperto tre volte a settimana, lunedì, mercoledì e sabato
AgriMons si trova alle porte di Monselice in via Piave 5. L’apertura è stata programmata in base alle consuetudini storiche e del territorio: il lunedì (giorno di mercato cittadino) e il sabato dalle 8 alle 12.30, e poi il mercoledì, quando un tempo i negozi chiudevano al pomeriggio, dalle 14.30 alle 19.
Per informazioni: Sandro Zancanella, tel. 368-291094.
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Andrea Canton
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