Un video virale accosta l’audizione della senatrice Joni Ernst sulle ricerche con modelli animali al tema dei vaccini Covid. La produzione dei vaccini non contiene tessuto fetale
Circola un video che mostra le dichiarazioni della senatrice statunitense Joni Ernst durante l’audizione al Senato del 29 luglio 2026 in cui era convocato l’ex direttore del NIAID Anthony Fauci, montato per sostenere che un sacerdote italiano avesse ragione quando, nel 2021, ripeteva dall’altare la teoria del complotto no vax sui feti abortiti nei vaccini Covid. Come abbiamo verificato in passato, risulta falso sostenere che i vaccini Covid contengano o abbiano contenuto parti di tessuto fetale. Il video, inoltre, fornisce un infondato collegamento in quanto l’audizione citata riguarda ricerche su modelli animali da laboratorio, una questione distinta e separata dalla produzione di vaccini.
Il contenuto che circola
Il video mostra un segmento dell’audizione della Commissione Homeland Security and Governmental Affairs del Senato degli Stati Uniti del 29 luglio 2026, in cui la senatrice Joni Ernst (Iowa, Partito Repubblicano) interroga Anthony Fauci, ex direttore del NIAID, su ricerche su modelli murini «umanizzati» con tessuto fetale, finanziate dal NIH. Fauci ha opposto il Quinto Emendamento a ogni domanda.
Il testo che accompagna il video richiama le tesi di don Paolo Pasolini, parroco di Cesena che nel marzo 2021 durante un’omelia aveva sostenuto l’esistenza di un mercato di feti abortiti destinati alla produzione di vaccini. Una teoria che avevamo verificato in un precedente fact-check. Il video del 2026, firmato da “Buffonate di Stato“, è costruito per far sembrare che l’audizione Ernst dimostri che il sacerdote avesse ragione, ma non è così.
Cosa ha detto realmente la senatrice Ernst
La senatrice Ernst ha dichiarato che ricercatori dell’Università del North Carolina, tra cui il dottor Ralph Baric, avrebbero inserito in topi da laboratorio tessuto fetale umano, inclusi frammenti di fegato, timo e polmone, prelevato da feti abortiti a circa cinque mesi di gravidanza. Ha descritto il modello murino con la sigla BLT-L, che sta per Bone marrow (midollo osseo), Liver (fegato), Thymus (timo) e Lung (polmone), spiegando che i ricercatori hanno ironicamente descritto la tecnica come un «sandwich» in riferimento all’omonimo panino americano. Ha inoltre dichiarato che topi da questo laboratorio sarebbero stati inviati in Cina nel 2017.
Il modello murino BLT esiste nella letteratura scientifica ed è documentato da studi pubblicati su riviste peer-reviewed. Si tratta di topi usati per studiare le risposte immunitarie umane, in ricerche su HIV, coronavirus e altre malattie infettive. I finanziamenti NIH e NIAID a questo tipo di ricerca non sono affatto nuovi e sono ben documentati.
Il ruolo del NIAID e i grant federali
Il NIAID, l’istituto del NIH diretto da Fauci dal 1984 al 2022, ha finanziato una parte significativa delle ricerche sui modelli murini umanizzati con tessuto fetale condotte negli Stati Uniti. Dati pubblicati nel 2022 indicavano che il 79,6% del budget NIH destinato a ricerche con tessuto fetale proveniva dal NIAID.
Tra i progetti finanziati figuravano studi con modelli BLT presso l’Università del North Carolina, dove Baric ha ricevuto grant NIAID pluridecennali, e ricerche dell’Università di Pittsburgh che nel 2020 hanno pubblicato su Scientific Reports uno studio sull’innesto di tessuto cutaneo fetale su modelli murini, finanziato con un grant NIAID negli anni 2018-2019.
Fauci, come direttore del NIAID, ha dichiarato nel 2024, in sede congressuale, di aver firmato i grant senza esaminarne il contenuto: «Tecnicamente firmo ogni consiglio, ma non vedo i grant né cosa contengono. Non guardo mai quali grant ci siano. È semplicemente qualcuno alla fine del consiglio, quando hanno finito tutto, che dice “ecco” e tu firmi». Di fatto, non ha progettato né condotto personalmente gli esperimenti. Il sistema dei grant federali prevede che i protocolli specifici di laboratorio vengano approvati dai comitati etici istituzionali delle università, non dal direttore del NIAID.
Queste ricerche, inoltre, erano condotte in conformità con la normativa federale vigente in materia di tessuto fetale, che richiedeva il consenso informato della madre e vietava qualsiasi compenso economico per il materiale donato. L’attuale direttore del NIH, Jay Bhattacharya, ha annunciato la fine del finanziamento a questo tipo di ricerche.
Il salto falso dai topi ai vaccini
Il video sovrappone le dichiarazioni di Ernst a una narrazione che non compare nell’audizione, ovvero che nei vaccini Covid siano state «inoculate nelle persone parti di quei corpi». Questa affermazione è falsa e viene trascinata da numerosi contenuti già verificati, come il caso proprio di don Pasolini e la sua omelia del 2021. Prima ancora avevamo verificato il presunto traffico di feti abortiti da parte di Planned Parenthood, la bufala della «ditta» che sezionava feti per produrre vaccini e le origini di tutta questa disinformazione. La leggenda no vax dei feti nei vaccini nasce da campagne antiabortiste americane contro Planned Parenthood e non ha alcun fondamento.
I vaccini Covid non contengono tessuto fetale. Esistono linee cellulari derivate da tessuto fetale, come la WI-38, ottenuta dalla donazione di un feto nel 1962 e utilizzata in fase pre-clinica per lo sviluppo e il test di alcuni farmaci. Queste cellule si moltiplicano in laboratorio senza che vi sia alcuna necessità di produrre nuovi tessuti fetali per ogni ciclo di ricerca. I vaccini mRNA di Pfizer e Moderna non utilizzano nemmeno vettori virali, motivo per il quale nessun residuo di tessuto fetale è presente nei vaccini somministrati alle persone. Questo vale anche per il vaccino di AstraZeneca.
Le ricerche su modelli murini con tessuto fetale citate da Ernst riguardano laboratori di ricerca preclinica su animali, ovvero un tema distinto, con implicazioni etiche proprie, ma non hanno alcun collegamento con il contenuto dei vaccini immessi in commercio. Di fatto, il video virale li fonde deliberatamente per far sembrare che l’audizione del Senato abbia confermato la narrazione già smentita sui vaccini e feti.
L’affermazione sui feti «ancora vivi» non risulta da nessuna fonte
Il testo che accompagna il video afferma che i feti sarebbero stati «tagliati a pezzi
mentre erano ancora vivi». Questa specificazione non compare in nessuno dei documenti o
studi scientifici richiamati nell’audizione del 29 luglio 2026. Lo studio pubblicato su
Scientific Reports nel 2020 dall’Università di Pittsburgh, uno dei lavori
citati nel dibattito sull’audizione Ernst, specifica nella sezione dedicata all’approvazione
etica che il tessuto proveniva da interruzioni di gravidanza, medicamente o elettivamente
indicate, di feti tra le 18 e le 20 settimane di gestazione, con consenso scritto delle
madri e approvazione del comitato etico istituzionale. Non vi è alcuna fonte primaria che
supporti l’affermazione sulla vita dei feti al momento del prelievo.
Conclusioni
Di fatto, il video è costruito con l’biettivo di dimostrare che don Pasolini avesse ragione nel 2021 e per farlo prende un fatto reale e controverso sul piano etico, ovvero le ricerche con tessuto fetale su modelli animali finanziate dal NIAID. Tuttavia, le ricerche citate da Ernst riguardano modelli animali da laboratorio usati per studiare risposte immunitarie e non hanno nulla a che fare con il contenuto dei vaccini, soprattutto quelli somministrati contro la Covid.
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David Puente
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