Con l’accordo tra Stati Uniti e Iran di Ginevra e la riapertura dello Stretto di Hormuz, il prezzo del petrolio è tornato a scendere e molti viaggiatori si chiedono se anche i sovrapprezzi sul carburante aggiunti ai biglietti aerei seguiranno la stessa strada. La novità delle ultime settimane è che, almeno in un caso concreto, la risposta è già arrivata — ed è sì.
Il petrolio scende, ma non torna ai livelli pre-crisi
Il conflitto in Medio Oriente, scoppiato a fine febbraio, aveva spinto il Brent oltre i 126 dollari al barile a fine aprile, contro i 72 dollari registrati alla vigilia della guerra. Dopo la firma del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran, il greggio ha invertito la rotta: nella terza settimana di giugno il Brent si è stabilizzato intorno ai 78-79 dollari al barile, sotto la soglia psicologica degli 80 dollari ma ancora ben distante dai livelli di febbraio.
Gli analisti restano cauti sui tempi di un ritorno alla normalità. Le stime più diffuse indicano che la produzione petrolifera del Golfo potrebbe risalire al 30-50% dei livelli pre-conflitto entro metà luglio, al 60-70% entro metà settembre e all’80-90% solo entro la fine dell’anno. Anche sul fronte dei prezzi alla pompa, associazioni come Federconsumatori segnalano che i ribassi del greggio si trasferiscono ai consumatori molto più lentamente di quanto siano saliti i rincari — un effetto “doppia velocità” già osservato durante le precedenti tregue.
Cosa dice la Commissione Europea su rimborsi e sovrapprezzi carburante
Il punto di svolta più rilevante per i passeggeri è arrivato l’8 maggio 2026, quando la Commissione Europea ha pubblicato linee guida specifiche per il settore trasporti e turismo legate alla crisi mediorientale. Due i principi chiariti da Bruxelles:
- il prezzo finale del biglietto deve essere conosciuto al momento dell’acquisto: non sono ammessi addebiti retroattivi, incluso il sovrapprezzo sul cherosene;
- l’aumento del costo del carburante non costituisce di per sé una “circostanza straordinaria”: resta nel normale rischio operativo della compagnia e non esonera dagli obblighi di rimborso previsti dal regolamento UE sui diritti dei passeggeri.
In altre parole, secondo la Commissione le compagnie non possono usare il caro-carburante come scorciatoia né per scaricare costi a posteriori sui biglietti già venduti, né per sottrarsi alle tutele previste in caso di cancellazione.
Il caso Volotea: dalla policy contestata alla sospensione
La vicenda che ha reso concreto il problema riguarda Volotea. Dal 16 marzo 2026 la compagnia spagnola aveva introdotto la “Promessa di Fair Travel”: un meccanismo che, circa sette giorni prima della partenza, verificava il prezzo del Brent e applicava un adeguamento del biglietto già acquistato, in teoria al rialzo o al ribasso, in pratica quasi sempre al rialzo (tra 6 e 14 euro per passeggero a tratta), data la fascia di riferimento dichiarata dalla compagnia (65-75 dollari al barile, ben sotto le quotazioni del periodo).
Dopo una segnalazione dell’Unione Nazionale Consumatori, il 4 giugno 2026 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria nei confronti di Volotea, con un sub-procedimento cautelare per ottenere la sospensione immediata della pratica. Secondo l’Antitrust, il meccanismo induceva i passeggeri ad acquistare un biglietto sulla base di un prezzo incompleto e potenzialmente ingannevole, comunicando il sovrapprezzo a ridosso della partenza, quando rinunciare al volo diventa più costoso.
L’esito, per ora, è netto: dal 10 giugno 2026 Volotea ha sospeso il supplemento carburante su tutte le nuove emissioni. E non solo: chi ha prenotato un volo dopo il 16 marzo e ha già pagato il sovrapprezzo ha diritto a chiederne il rimborso, conservando l’e-mail di adeguamento, la conferma di prenotazione originaria e la ricevuta del versamento aggiuntivo come documentazione. Associazioni dei consumatori come Altroconsumo e Codacons hanno accolto con favore lo stop, ma chiedono ora un riscontro concreto sui rimborsi dovuti a chi ha pagato negli ultimi tre mesi.
Una riforma europea in arrivo, ma non prima del 2027
Il caso Volotea si inserisce in un contesto normativo che si sta muovendo nella stessa direzione. Il 15 giugno 2026 Parlamento europeo e Consiglio UE hanno raggiunto un’intesa provvisoria per aggiornare il regolamento CE 261/2004 sui diritti dei passeggeri aerei. Tra le novità più significative: il divieto esplicito di modificare il prezzo del biglietto dopo l’acquisto, anche in caso di variazioni del costo del carburante, oltre a maggiore trasparenza sui prezzi e procedure di rimborso più rapide. L’accordo, frutto di 13 anni di trattative, deve ancora passare il voto definitivo in plenaria a luglio: se confermato, le nuove regole entreranno in vigore nella seconda metà del 2027. Fino ad allora, restano in vigore le norme attuali — comprese le linee guida di maggio sulla crisi mediorientale, già applicabili da subito.
Il punto di vista delle compagnie: cosa dice la IATA
Se le associazioni dei consumatori e i regolatori spingono per limitare i sovrapprezzi, il settore aereo guarda alla crisi con preoccupazione opposta. Secondo le stime presentate dalla IATA (International Air Transport Association) alla sua assemblea generale 2026, il costo del jet fuel è aumentato di circa il 70% in tempi molto rapidi, portando la spesa carburante del settore a circa 350 miliardi di dollari nel 2026. L’effetto sui conti è pesante: l’utile netto globale del comparto è stato rivisto al ribasso da 45 a 23 miliardi di dollari, con il margine che scende dal 4,2% al 2%, e le compagnie del Medio Oriente che passano da un utile aggregato a una perdita stimata di 4,3 miliardi di dollari.
Per questo l’allora direttore generale IATA Willie Walsh ha parlato di una fase complessa ma gestibile, diversa per natura dalla crisi pandemica, sottolineando comunque che gli adeguamenti tariffari adottati dalle compagnie non basteranno a compensare l’impennata dei costi. Sul fronte delle prospettive, la IATA si è mostrata cauta sui tempi di un rientro alla normalità: anche in caso di riapertura piena e rapida dello Stretto di Hormuz, il mercato del jet fuel impiegherebbe almeno due anni per tornare ai livelli di prezzo precedenti alla crisi, secondo lo scenario più ottimistico elaborato dall’associazione. Più recentemente, sul fronte degli approvvigionamenti, la IATA ha invece dato un segnale di distensione, segnalando che il rischio di carenza di carburante per aerei si è ridotto grazie all’aumento della produzione di raffinerie in altre aree del mondo, tra cui Stati Uniti, Nigeria e Spagna, che hanno in parte compensato il calo delle forniture dal Medio Oriente.
Il quadro che ne emerge è quindi a due velocità: i regolatori chiedono che il prezzo pagato dal passeggero sia stabile e trasparente già al momento dell’acquisto, mentre l’industria sottolinea che i costi reali del carburante resteranno elevati per un periodo prolungato, ben oltre la durata del conflitto stesso.
Cosa possono fare i passeggeri per i rimborsi sovrapprezzi carburante
Per chi ha già pagato un sovrapprezzo carburante legato alla crisi in Medio Oriente, la situazione non è più di semplice attesa:
- se il sovrapprezzo è stato comunicato dopo l’acquisto del biglietto, le linee guida della Commissione UE dell’8 maggio offrono già una base per contestarlo;
- nel caso specifico di Volotea, la sospensione della policy dal 10 giugno apre concretamente la strada al rimborso per i biglietti prenotati dal 16 marzo;
- conservare sempre la documentazione (conferma di prenotazione, e-mail di adeguamento, ricevuta del pagamento aggiuntivo) resta il primo passo per qualsiasi richiesta di rimborso, anche verso altre compagnie che dovessero applicare meccanismi simili.
Resta invece più incerto il destino dei sovrapprezzi “fissi”, cioè quelli inclusi nel prezzo al momento dell’acquisto e calcolati su previsioni di costo medio: per questi, anche con il petrolio in discesa, le compagnie continuano a sostenere che sia ancora presto per parlare di riduzioni o rimborsi automatici, anche perché il prezzo del Brent restava ieru ancora distante dai livelli pre-crisi.
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Michele Giordani
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