Elena Rossin sul possibile asse di mercato: “Cajuste può essere utile”, ma il Torino deve prima cedere.

Elena Rossin, giornalista di TorinoGranata.it, è intervenuta sulla nostra Radio Tutto Napoli, l’unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

In questi giorni si è parlato tanto dell’asse Napoli-Torino, perché potrebbe esserci più di un’operazione. Hai conferme sui nomi che si sono fatti, quelli di Cajuste ma anche di Folorunsho? Hai eventualmente altre indiscrezioni?

“Allora sì, so che c’è qualche cosa nell’aria. Per Folorunsho direi però di no, più che altro per Cajuste, perché ha caratteristiche che servono di più al centrocampo del Torino. Già anche lo si è visto nella partita di ieri sera con la Carrarese. Il Torino sì, ha vinto, ha passato il turno in Coppa Italia, però in mezzo al campo c’erano Gineitis e Fittgin, nuovo giocatore. Poi è subentrato il giovanissimo Luongo, che può essere una riserva, ma per il momento obiettivamente si è appena affacciato alla prima squadra, ieri ha fatto la sua prima partita in prima squadra, quindi non è ancora il caso di metterlo in campo in modo che entri nelle rotazioni fisse da titolare. E ieri si è visto chiaramente con la Carrarese, squadra di onesta metà classifica di Serie B, ancora tutta in costruzione, con delle assenze, che al Torino mancava qualcuno che facesse davvero il regista in mezzo al campo. E quindi Fittgin non lo è, Gineitis neppure tanto. Casadei preferisce farlo giocare un pochino più avanti, a livello più della trequarti, quindi effettivamente Ilkhan è più o meno sul mercato, è fuori dai giochi e quindi effettivamente Anjorin è infortunato e quindi manca il cervello, quello che imposta l’azione. Ecco che Cajuste potrebbe essere un giocatore utile in tal senso. Però so per certo che il Torino deve prima cedere e poi solo in un secondo momento può eventualmente andare a prendere dei giocatori. Quindi al momento, o il Napoli è così generoso e gentile che lo dà assolutamente gratis, però comunque c’è anche da sfoltire per la questione stipendi, quindi comunque…”

Ma tu dici di esuberi nel suo ruolo? Cioè deve vendere dei centrocampisti il Torino?

“Assolutamente sì, non solo centrocampisti ma in modo particolare, perché il centrocampo ha parecchi giocatori e obiettivamente sono in troppi, sinceramente. Quindi prima cessioni, poi il Torino farà altro.”

Hai saputo qualcosa anche sulla formula? Che tu sappia, il Torino è disposto a prenderlo a titolo definitivo o con un obbligo?

“No, no. Prestito si può discutere, se eventualmente un pochino generoso si può discutere sul non obbligo ma sulla possibilità, il diritto di riscatto, ma niente di più. Proprio perché ieri, anche prima dell’inizio della partita, lo ha affermato Petrachi: il Torino è fuori di 20 milioni, quindi assolutamente bisogna vendere, vendere, vendere. La priorità assoluta è questa e poi certo, a fine partita, lo stesso Abate ha detto chiaramente che si aspetta dei rinforzi. Si è visto che in tanti punti del campo servono degli uomini: sulle fasce, appunto come si diceva a centrocampo, anche in difesa servirebbe uno che sappia impostare veramente bene da dietro. A parte Ismajli, che comunque è sempre un giocatore che ha qualche acciacco fisico, nessuno degli altri dà garanzie assolute in tal senso. C’è sempre aperta la questione portiere, quindi il Torino propone il gioco, cerca di andare verso l’area avversaria, però poi fa fatica. L’abbiamo visto anche ieri sera. Simeone assolutamente ha segnato il gol partita, però si è mangiato anche altri gol. Quindi stiamo parlando di una situazione non ottimale e stiamo a una settimana dal debutto in campionato e l’avversaria sarà l’Inter. Quindi per il momento non è questione dei giocatori del Napoli, è in assoluto una questione di prima vendere e poi si vanno a riempire le caselle che hanno bisogno di essere riempite.”

Tutti devono vendere, è difficile piazzarli tutti. Immagino si arriverà al 20-25 agosto senza aver venduto comunque nessuno, però poi ci saranno delle necessità e qualcuno farà il passo anche senza aver venduto.

“Non è sicuramente una questione del Torino. Il Torino non fa passi se non vende, quindi magari altre squadre sì, altri club di Serie A, ma non il Torino.”

Tu dici che se non vende, neanche il 30 farà qualcosa?

“Difficilmente, salvo che appunto si evidenzino dei problemi così grandi che costringono. Però se sei fuori già adesso di 20 milioni e non riesci a vendere i giocatori… Certo, Gineitis, lo stesso Ilkhan, sono tutti giocatori che potrebbero andare via, però bisogna che si trovi l’intesa economica. Il problema è vero, è di tutte le squadre, però da anni oramai in Italia si è deciso di non investire abbastanza sui vivai, quindi non crescono giovani, si va a finire sempre a comprare all’estero, spendendo magari all’apparenza di meno, ma spesso e volentieri non trovando giocatori di assoluta qualità. E poi si strapagano i giocatori, perché obiettivamente abbiamo visto in questi anni in Serie A gente strapagata che poi non ha reso per quanto poteva. Certo, questo è l’andazzo del calciomercato a livello internazionale e sappiamo tutti quanto poi pesa anche sulla Nazionale. Se non si corre ai ripari e sinceramente finora, anche con il cambio di dirigenza nella Federazione del Gioco Calcio, non mi sembra proprio che le cose stiano migliorando, anzi si cambia per poi fare sempre le stesse cose. Purtroppo questa è la realtà dei fatti e poi non ci stupiamo se non ci qualifichiamo neanche ai Mondiali o ad altre competizioni internazionali o se, andando in Europa, le squadre italiane riescono ad andare un pochino avanti, però poi a un certo punto non arrivano più neanche a disputarsi.”

Come verrebbe visto dalla piazza di Torino questo ipotetico acquisto di Cajuste?

“Ma sai, i tifosi del Torino sono molto così sulle loro, nel senso che hanno questa contestazione ormai atavica nei confronti di Cairo e della proprietà e della gestione del Torino. Vorrebbero vedere una squadra sicuramente molto più competitiva. Con questo non sia che il Torino debba piazzarsi in Champions League o vincere il campionato, basterebbe lottare per la Conference League, l’ultima delle competizioni europee, anche la meno ambita. Però purtroppo la gestione è sempre la stessa. Quest’anno, con l’arrivo di Abate, allenatore nuovo e giovane al suo primo… adesso domenica farà il suo debutto in Serie A sulla panchina, sta puntando sui giovani. Però anche qui i giovani si sono affiancati a giocatori esperti e validi, il Torino al massimo li affianca ai giocatori poco più che sufficienti nel loro rendimento, per cui anche i giovani fanno fatica. Ieri, ad esempio, Cacciamani non è che ha fatto una partita eccezionale. Certo, le voci di mercato probabilmente lo stanno un pochino distraendo, magari anche solo a livello inconscio, però mi ricordo che quando debuttò due stagioni fa, quando lo fece debuttare Emanuele due stagioni fa, era più incisivo. Invece ieri, soprattutto nel primo tempo, lo si è visto non all’altezza delle aspettative. Può sicuramente dare di più, però anche con Comert, il nuovo difensore che ha preso il Torino, non gli ha quasi mai dato palla, non c’è intesa tra i due perché si conoscono poco. L’altro per qualche motivo non è ancora entrato nel gioco. Cacciamani l’anno scorso con la Juve Stabia, con Abate in panchina, l’ha fatto molto bene, si era messo molto in luce. Le potenzialità ci sono tutte, c’è bisogno di un po’ di tempo sicuramente.”

Ci saranno probabilmente nuovi capitoli, anche perché Cairo e De Laurentiis, anche per un giocatore un pochino secondario, solitamente si danno battaglia nelle trattative. Però negli ultimi anni l’asse Torino-Napoli è stato molto trafficato.

“Sì, Milinkovic-Savic non benissimo, facendo un bilancio rapido. Simeone sta facendo molto bene al Torino, non avevo dubbi.”

Anche Buongiorno, che è arrivato a Napoli.

“Buongiorno purtroppo sta giocando poco, altro infortunio grave. Ngonge invece non è stato riscattato, ma pure lì non c’erano dubbi sul mancato riscatto di Ngonge.”

Operazioni che forse sembravano già scritte al momento dell’acquisto, alcuni riscatti che venissero fatti o meno.

“Ma oramai è risaputo che il Torino, se prende un giocatore senza obbligo di riscatto, non lo riscatta.”

Soprattutto non lo riscatta a cifre elevate. Simeone era obbligo, quindi hai ragione.

“Sì, alla prima presenza da febbraio in poi. Comunque la cifra non superava sicuramente i 10 milioni di euro. Oltre i 2,5, massimo 3, difficilmente riscatta i giocatori.”


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