#Finsubito news dalla rete – Euro digitale, i nodi ancora aperti: app, commissioni, corso legale e partenza


Dopo il lancio di Pontes, l’iter legislativo per l’euro digitale è in dirittura d’arrivo. Il trilogo tra le istituzioni europee sta limando il regolamento che stabilirà le regole generali per disciplinare l’equivalente elettronico del contante emesso e garantito dalla Bce. La discussione è alla sua fase conclusiva, ma alcuni nodi rimangono ancora aperti. Le divergenze sono su punti non di poco conto.

Dalla modalità di partenza del progetto all’app che dovrà essere utilizzata da cittadine e cittadini europei, il Parlamento si sta confrontando con il Consiglio e la Commissione per raggiungere un accordo. È Strasburgo a rappresentare la posizione delle banche e a proporre diverse soluzioni a cui il trilogo sta lavorando. I fronti aperti sono quattro, dall’app per l’utilizzo al corso legale.

 

In questo articolo:

 

  • L’app dell’euro digitale divide banche e Bce
  • Le commissioni: il modello di compensazione
  • La modifica del corso legale
  • Le modalità di partenza: la spinta di Francoforte
  • L’invito per il pilot termina il 27 ottobre

 

L’app dell’euro digitale divide banche e Bce

La versione digitale della divisa europea dovrà avere una applicazione per processare i pagamenti retail di individui e imprese. Tuttavia le banche Ue chiedono che i clienti usino l’euro digitale soltanto attraverso le app degli istituti stessi, mentre la Bce spinge per la creazione di una app specifica. Nei piani di Francoforte, l’uso dell’app dovrebbe essere allargato a ogni tipo di categoria.

La Banca centrale europea e le Banche centrali nazionali puntano infatti ad una soluzione unica che abbia standard di inclusività superiori a quelli dell’European Accessibility Act, la normativa Ue che garantisce prodotti e servizi pienamente accessibili alle persone anziane e con disabilità. Le banche, invece, vorrebbero ottenere la gestione completa delle transazioni, senza l’obbligo di dover passare per l’app dell’Eurosistema.

Le commissioni: il modello di compensazione

In questo caso, la visione degli istituti si scontra con quella degli esercenti. Le banche vorrebbero mantenere le commissioni il più possibile al livello attuale. I commercianti, dal canto loro, temono commissioni troppo care e chiedono un azzeramento delle fee per alcune tipologie di transazioni, in particolare i micropagamenti di piccolo importo per spese come un caffè al bar o un biglietto dei mezzi pubblici.

A temere le spese da sostenere per accettare i pagamenti tramite euro digitale sono soprattutto i piccoli commercianti. Parlamento, Consiglio e Commissione sono chiamati a mediare tra le due posizioni e a trovare una soluzione equa. Di mezzo ci sono i benefici che possono arrivare alle attività commerciali dalla banconota elettronica e la necessità di incentivare le banche a usare questo nuovo mezzo di pagamento.

Il regolamento europeo dovrebbe adottare una risposta intermedia tra i testi del Consiglio e quelli del Parlamento. Nella pratica, verrà fissato un tetto unico europeo alle commissioni per gli esercenti sull’euro digitale. Il cap sarà una media ponderata delle commissioni degli attuali sistemi di pagamento, con la possibilità di specifici tetti nazionali per i paesi che hanno commissioni più basse.

In aggiunta, verrebbe introdotta una clausola di non peggioramento per i commercianti che oggi hanno commissioni molto più basse rispetto alla media. In questo modo, gli operatori di grandi dimensioni come catene, gruppi e grandi distributori che gestiscono centinaia di migliaia o milioni di transazioni, non avrebbero condizioni peggiori di quelle sui sistemi di pagamento attuali. Al tempo stesso, i piccoli esercenti potrebbero strappare commissioni migliori.

La modifica del corso legale

Nell’Eurozona, l’unico strumento che attualmente gode di corso legale (ovvero l’obbligo di accettare un determinato mezzo di pagamento) è il contante (banconote e monete) emesso dalla Bce e dalle Banche centrali nazionali. Con l’euro digitale, il potere liberatorio è destinato a cambiare. In ballo c’è la proposta di definire l’obbligo per i commercianti che già oggi accettano altri pagamenti digitali, dagli e-payment agli m-payment.

Il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis, ha dichiarato che l’accettazione obbligatoria “è necessaria”. La questione è aperta per tutti gli altri strumenti alternativi al contante e ai pagamenti elettronici. Non è chiaro infatti se in questa definizione verranno inclusi i bonifici e le carte di pagamento, dalle carte di credito e le carte di debito alle prepagate e tutti gli altri tipi di carte a spendibilità limitata.

Le modalità di partenza: la spinta di Francoforte

Bloomberg ha rivelato in un articolo che la Banca centrale europea preme per un ampio utilizzo dell’euro digitale sin dalla prima emissione. La mossa è anche in chiave anti-stablecoin. Subito dopo la presentazione di Pontes, la Bce ha chiesto regole più severe sulle criptovalute, con stop agli interessi sulle stable, limiti ai token ancorati al dollaro e vigilanza Ue sulle società del settore.

Con l’arrivo dell’euro digitale, la Bce immagina gli utenti finali subito coinvolti. Francoforte conta che consumatrici e consumatori dell’Eurozona comincino ad usare il digital euro fin dall’inizio in tutti i negozi online, in alcuni negozi fisici e per effettuare pagamenti reciproci. In sostanza, l’Eurotower spinge per un utilizzo immediato in modo completo: negli acquisti sul web, nei punti vendita e tra persone.

L’accordo finale sul regolamento è atteso entro la fine dell’anno per rispettare le due principali scadenze programmate: il test della fase pilota a metà 2027 (per una durata di dodici mesi) e il debutto ufficiale sul mercato nella seconda metà del 2029. A tal proposito, la Banca d’Italia ha rinnovato l’invito ad associazioni del commercio ed esercenti a partecipare al pilot.

L’invito per il pilot termina il 27 ottobre

“L’Italia avrà un ruolo di primo piano nel pilot, è il paese con il maggior numero di operatori”, ha dichiarato Massimiliano Renzetti, vice capo dell’Unità euro digitale di Bankitalia, nel suo intervento al Confesercenti Forum. Tra i trentasei prestatori di servizi di pagamento selezionati, ci sono sette operatori registrati in Italia e Satispay che è un provider italiano anche se registrato in Lussemburgo.

“Il dato italiano è importante non solo per la composizione, ma soprattutto perché gli operatori italiani coprono ruoli e dimensioni diverse”, ha aggiunto Renzetti. “Questa partecipazione così variegata ci consentirà di testare il sistema lungo l’intera catena del valore, distinguendo i ruoli: chi distribuisce lo strumento ai cittadini, aprendo i portafogli e gestendo il rapporto con l’utente, e chi svolge l’attività di acquiring, cioè l’accettazione presso gli esercenti”.

“Il pilot userà una versione beta dell’euro digitale, vicina alla proposta legislativa ma senza corso legale, e dovrà verificare che l’intero ecosistema sia solido, di facile utilizzo e scalabile, online e offline”, ha concluso. “I casi d’uso comprendono i pagamenti tra persone e i pagamenti presso punti vendita fisici, anche con Pos e tecnologia Nfc, e nell’e-commerce. Parteciperanno un numero limitato di esercenti, mentre gli utenti sono i dipendenti delle Banche centrali dell’Eurosistema, non i cittadini”.

#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม