Agevolazioni per aprire un negozio di frutta e verdura 2026


Per aprire un negozio di frutta e verdura, un alimentari o un minimarket nel 2026 contano quattro strumenti nazionali. Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord pagano a fondo perduto banchi frigo, scaffali e cassa, ma solo a chi ha fra 18 e 35 anni non compiuti ed è senza lavoro o con redditi da lavoro molto bassi. ON presta a tasso zero alle sole società. Il microcredito, fino a 75.000 euro, finanzia anche la merce. Fra i bandi regionali ne abbiamo verificato uno con domande fino al 12/11/2026, in Lombardia.

Negozio alimentare di vicinato: gli incentivi in 30 secondi

  • Cosa si usa: Resto al Sud 2.0 al Sud o Autoimpiego Centro-Nord nelle altre dodici regioni, ON solo come prestito, microcredito.
  • Chi entra: età e stato di non occupato per Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego; una società a maggioranza di under 36 o di donne per ON.
  • Quanto: voucher al 100% fino a 40.000 euro al Sud e 30.000 al Centro-Nord, o contributo fino al 75% e al 65%; ON presta fino al 90%.
  • Cosa resta fuori: nei fondi perduti nazionali merce, affitto e usato; la merce la finanziano microcredito e ON.
  • Una regola che esclude: per Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego, avere un’attività con le stesse prime tre cifre ATECO, anche chiusa nei sei mesi prima della domanda.

100%Voucher fino a 40.000€ al Sud e 30.000€ al Centro-Nord

75.000€Microcredito, merce compresa (100.000€ per le srl)

0€Fondo perduto nazionale sulla merce

Quali incentivi valgono per un negozio di frutta e verdura, alimentari o minimarket

Nessuna misura nazionale aperta esclude il commercio alimentare: lo escludeva solo il bonus da 500 euro al mese, chiuso per chi apre nel 2026, che fra i settori ammessi non aveva il commercio (sezione G). La frase «ad eccezione del comparto agricolo» della pagina di Invitalia su Resto al Sud 2.0 riguarda chi coltiva, e il de minimis, il regime dei piccoli aiuti (Reg. UE 2023/2831, art. 1), esclude chi vende prodotti agricoli solo in due casi: se l’aiuto è fissato sul prezzo o sulla quantità dei prodotti comprati dai produttori primari o messi in vendita, oppure se va girato in tutto o in parte ai produttori primari.

Misura Chi la può usare Cosa paga Quanto Stato (verifica del 24/09/2026)
Resto al Sud 2.0 sede operativa in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia; fra 18 e 35 anni non compiuti; inoccupati, inattivi o disoccupati arredi, banchi frigo, attrezzature, software nuovi; opere edili solo col contributo, fino al 50% voucher al 100% fino a 40.000 euro (50.000 con beni innovativi o green) o contributo fino al 75% su programmi fino a 120.000; de minimis attivo dal 15/10/2025, a esaurimento
Autoimpiego Centro-Nord stessi requisiti, sede nelle altre dodici regioni come sopra voucher fino a 30.000 euro (40.000) o contributo fino al 65%; de minimis attivo dal 15/10/2025, a esaurimento
ON, Nuove imprese a tasso zero società micro o piccole fino a 60 mesi, a maggioranza di under 36 o di donne investimenti nuovi; sotto i 36 mesi anche merce e circolante, fino al 20% dell’investimento prestito a tasso zero fino al 90%, massimo dieci anni; GBER solo prestito per le domande dal 01/07/2026
Microcredito ditte fino a 5 dipendenti, società fino a 10 non soci; nessun limite di età attrezzature e merce da rivendere, anche a negozio aperto fino a 75.000 euro (100.000 per le srl) in dieci anni; garanzia gratuita del Fondo all’80% fino a 50.000 permanente; l’80% fino al 31/12/2026
Nuova Sabatini imprese già iscritte al Registro beni nuovi; no scorte, opere, usato, sostituzioni contributo pari al 7,72% dell’investimento, su un prestito da almeno 20.000 euro; GBER aperta, risorse al 14/09/2026
Lombardia, piccoli comuni e frazioni 2026 negozi aperti dal 01/06/2025 in comuni fino a 3.000 abitanti o frazioni senza negozi alimentari da sei mesi (punto A.3), anche se il punto B.1 prevede comuni con negozi di altro codice arredi, attrezzature; affitto e avvio entro il 20%; no merce fondo perduto fino all’80%, massimo 40.000 o 20.000 euro; de minimis aperto fino alle 16:00 del 12/11/2026
Chiuse all’11/10/2026 bonus da 500 euro al mese (solo avvii entro il 31/12/2025); vicinato Valle d’Aosta (scadenza 09/10/2026); commercio Emilia-Romagna (23/06/2026); ISI INAIL 2025 (28/05/2026); prima edizione di Resto al Sud (14/10/2025)

Le stesse misure per ogni attività sono nella guida al fondo perduto per aprire un’attività.

Cosa serve per aprire: SCIA unica e requisiti professionali

Prima dell’agevolazione serve il titolo per vendere alimenti, e il riferimento giusto è l’art. 65 del D.Lgs. 59/2010: il comma 1 dell’art. 7 del D.Lgs. 114/1998, citato da molte guide, è abrogato.

Passaggio Cosa chiede la norma Riferimento
Dimensione vicinato: fino a 150 mq di vendita nei comuni sotto i 10.000 abitanti, 250 sopra; il magazzino non conta. Oltre è media struttura D.Lgs. 114/1998, art. 4 c. 1
Titolo SCIA unica al SUAP con la notifica sanitaria in allegato, che il SUAP gira all’ASL senza asseverazioni D.Lgs. 222/2016, tabella A, sez. I, 1.2; Reg. CE 852/2004, art. 6
Requisiti morali esclusi, fra gli altri, i condannati per reati contro l’igiene e la sanità pubblica o con due o più condanne in cinque anni per frode negli alimenti D.Lgs. 59/2010, art. 71 c. 1
Requisiti professionali uno fra tre: corso riconosciuto dalla Regione; almeno due anni negli ultimi cinque nel settore alimentare, da titolare, dipendente qualificato, socio lavoratore o coadiutore familiare iscritto all’INPS; diploma o laurea con materie attinenti. Basta il titolare, il legale rappresentante o un preposto D.Lgs. 59/2010, art. 71 c. 6 e 6-bis

La «licenza SAB» di cui ci ha scritto una lettrice non è una licenza: è uno dei tre requisiti, e ne basta uno. Contano anche le leggi regionali: in Campania il vicinato del centro storico può essere limitato a 150 mq (L.R. 7/2020). Chi vende la frutta che coltiva fa vendita diretta agricola, fuori dal D.Lgs. 114/1998 (art. 4 c. 2 lett. d) e da questa guida.

Il codice ATECO (47.21 o 47.11) e la regola della terza cifra

Nella classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT, in uso dal 1° aprile 2025, il negozio di frutta e verdura fresca è 47.21.01 (47.21.02 per secca e conservata), la macelleria 47.22.00, il minimarket 47.11.02, che richiede prodotti di almeno cinque classi con alimentari, bevande e tabacchi ad almeno il 35% del valore aggiunto. Chi vende quasi solo bibite è nel 47.25, escluso dal bando lombardo.

Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego escludono chi è titolare o socio di un’attività con codice identico fino alla terza cifra, anche se chiusa nei sei mesi prima della domanda (DM 11/07/2025, art. 6 c. 5). Il gruppo 47.2 unisce frutta e verdura, carne, pesce, pane e dolci, bevande, tabacchi e altri alimentari; il 47.1 è il minimarket.

Il macellaio che apre un fruttivendolo resta nel 47.2 ed è fuori, come chi ha un banco di ortofrutta al mercato o l’ha chiuso da meno di sei mesi: dal 1° aprile 2025 le Camere di commercio hanno riclassificato d’ufficio l’ambulante di ortofrutta (47.81.01) nel 47.21.01. Conta il codice che risulta in visura, che l’impresa può aver fatto rettificare. Chi invece passa dal fruttivendolo a un minimarket vero, dal 47.21 al 47.11, non è colpito.

Il codice però non si sceglie per entrare nel bando: descrive quello che vendi, e chi vende quasi solo frutta resta 47.21 anche con l’insegna da minimarket.

Quanto prendono davvero due negozi di esempio

Sono ipotesi nostre, non pratiche reali. Le aliquote sono massimi e i conti le applicano per intero.

Fruttivendolo nel Lazio con Autoimpiego Centro-Nord, ditta in forfettario

Banchi frigo, scaffali, bilance e cassa per 40.000 euro più IVA, e 10.000 euro di prima merce. Per Invitalia l’IVA che il forfettario non recupera è spesa ammessa: il programma sale a 48.800 euro.

Passaggio Voucher Contributo
Regola (DM 11/07/2025, artt. 10 e 12) 100% fino a 30.000 fino al 65%
Aiuto su 48.800 euro 30.000 31.720
Da finanziare, merce compresa 28.800 27.080
Garantiti dal Fondo all’80% con il microcredito 23.040 21.664
De minimis consumato, con 5.000 euro di tutoraggio 35.000 36.720

Qui il contributo batte il voucher di 1.720 euro grazie all’IVA. Con il voucher base il pareggio sta a 46.153,85 euro di spesa ammessa in Autoimpiego e a 53.333,33 in Resto al Sud 2.0; con la maggiorazione, che porta il voucher a 40.000 e 50.000 euro, sale a 61.538,46 e 66.666,67. Sotto conviene il voucher, sopra il contributo. In semplificata lo stesso negozio recupera l’IVA, porta 40.000 euro di spesa e prende 30.000 di voucher contro 26.000 di contributo. Il microcredito si affianca, perché la garanzia del Fondo è fra le eccezioni al divieto di cumulo (art. 15 c. 1). Come usarlo per la merce lo spieghiamo nella guida al microcredito per il primo magazzino.

Minimarket srl con ON, costituita da meno di 36 mesi

Banchi frigo, scaffali e casse per 55.000 euro più IVA, e 20.000 euro di merce iniziale. Il circolante di ON copre la merce comprata dopo la domanda fino al 20% dell’investimento, 11.000 euro. Su 66.000 il prestito arriva a 59.400, e restano 6.600 euro di mezzi propri, 9.000 di merce scoperta e 12.100 di IVA da anticipare.

Su dieci anni, la durata massima, e con le 20 rate semestrali del modello di calcolo di Invitalia (il numero vero lo fissa il contratto), la rata è di 2.970 euro. Il tasso zero vale 12.241,51 euro di interessi risparmiati al 3,71% e 23.096,03 al 6,71%, cioè il tasso base UE per l’Italia più uno o quattro punti (stime nostre). Le altre condizioni sono nelle regole di ON dopo lo stop al fondo perduto.

Per un piccolo supermercato spendere di più può fruttare meno: oltre 120.000 euro Resto al Sud 2.0 scende al 70% sull’intero programma, e 125.000 euro danno 87.500, meno dei 90.000 dati da 120.000.

Cosa resta del contributo dopo le tasse

Il contributo di Resto al Sud 2.0 e di Autoimpiego è reddito: il DL 60/2024 esclude espressamente solo il bonus da 500 euro al mese (art. 21 c. 3). Se paga beni strumentali pesa sul reddito anno per anno, con l’ammortamento (TUIR, art. 88 c. 3 lett. b). La tabella dei coefficienti del 1988 non ha un gruppo del commercio: nella voce residuale «Altre attività», a cui per lettura nostra si riconduce il negozio, frigoriferi e attrezzature vanno al 15%, gli scaffali al 10%.

Chi riceve 100 euro di contributo Quanto resta Perché
Forfettario, lettura diffusa 100 il conto impianti non è ricavo
Forfettario, lettura prudenziale 94 o 98 coefficiente del 40%, imposta al 15% o al 5%
Semplificata, reddito sotto il minimale INPS 77 IRPEF al 23%
Semplificata, reddito fra 28.000 e 50.000 euro 50,60 INPS commercianti 24,48%, poi IRPEF al 33%
Srl 72,10 IRES 24% e IRAP ordinaria 3,9%

Nessun documento dell’Agenzia delle entrate dice se il contributo entri nei ricavi del forfettario. Con la lettura prudenziale, nel primo esempio e con l’aiuto incassato in un anno, 60.000 euro di vendite diventano 91.720 di ricavi e si esce dal regime l’anno dopo; con 70.000 si esce subito, oltre i 100.000 (L. 190/2014, art. 1 c. 54 e 71). Anche senza aiuto, il limite di 85.000 euro conta gli incassi, cioè circa 7.083 euro al mese. E chi esce non ammortizza più i banchi comprati da forfettario (c. 72).

Sul contributo per beni strumentali non c’è ritenuta del 4% (DPR 600/1973, art. 28 c. 2); se Invitalia la applichi alle quote per opere o servizi non è scritto. Nessuna fonte dice nemmeno se, per il forfettario, la soglia dei 120.000 euro includa l’IVA: la nostra ipotesi è sì.

Il tetto de minimis è 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni, su base mobile (Reg. UE 2023/2831, art. 3 par. 2). La garanzia sul microcredito lo consuma solo se concessa in quel regime, per il suo valore di aiuto e non per il prestito. Resto al Sud 2.0 non si somma a crediti d’imposta né ad altri aiuti, con tre sole eccezioni: la garanzia del Fondo, l’anticipo della NASpI chiesto dai disoccupati GOL e l’indennità del Supporto per la formazione e il lavoro (DM, art. 25): chi al Sud valuta la ZES Unica per il commercio deve scegliere.

Bandi regionali per il negozio alimentare aperti all’11 ottobre 2026

Il bando verificato è quello della Regione Lombardia per piccoli comuni e frazioni (DGR XII/5433 del 01/12/2025). Paga fino all’80% a chi ha aperto dal 01/06/2025 un negozio alimentare in un comune fino a 3.000 abitanti o in una frazione: al massimo 40.000 euro se lì non c’è nessun alimentari, 20.000 se ce ne sono con codici diversi (punto B.1), anche se il punto A.3 chiede un comune o una frazione senza negozi alimentari da sei mesi: la contraddizione va chiarita con la Regione. Rimborsa chi ha già aperto, al contrario di Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego, ma le spese vanno pagate e rendicontate entro il 31/12/2026. Vale una domanda per codice e per comune o frazione, ammessa in ordine cronologico con almeno 40 punti su 100. Il saldo lo paga Unioncamere Lombardia entro 90 giorni, dopo la presentazione e la validazione del rendiconto, al netto della ritenuta del 4%. La dotazione è di 2.948.682,38 euro, senza un contatore pubblico del residuo.

Chi ha i requisiti di Autoimpiego deve scegliere, perché quel decreto vieta il cumulo con gli aiuti regionali. Con 40.000 euro di arredi più 10.000 di affitto e costituzione, IVA esclusa, il bando lombardo dà 40.000 euro, il voucher di Autoimpiego 30.000, il contributo 26.000. Se nel comune c’è già un alimentari di altro codice, il tetto regionale scende a 20.000 e conviene il voucher.

La Valle d’Aosta dava fino a 15.000 euro alle nuove aperture di vicinato, subentro escluso: domande chiuse il 09/10/2026. In Emilia-Romagna il bando commercio 2026, annunciato fino al 21/07/2026, ha chiuso alle 10:00 e 37 secondi del 23/06/2026, a quota 350 domande. Bandi camerali e dei distretti non li abbiamo censiti: per quelli rimandiamo ai voucher delle Camere di commercio, ai bandi e contributi per i negozi e al calendario dei bandi a fondo perduto aperti.

Le trappole che fanno perdere l’aiuto

  1. La merce. Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego non la ammettono ed escludono le materie prime (DM, artt. 14 e 24); la Sabatini esclude le scorte, la Lombardia le merci da rivendere. La finanziano il microcredito, che il DM 176/2014, art. 2 apre alle «merci destinate alla rivendita», e il circolante di ON. Succede anche nel negozio di abbigliamento, ma frutta e verdura si ricomprano ogni settimana e il problema diventa la cassa.
  2. I tempi. Per Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego la ditta nasce nel mese prima della domanda (Invitalia accetta anche lo stesso mese) e resta inattiva fino ad allora: una partita IVA di tre mesi prima è fuori.
  3. Usato, opere, affitto. L’usato è escluso in Resto al Sud 2.0, Autoimpiego, ON, Sabatini e Lombardia. Le opere edili entrano solo nel contributo, fino al 50%, impianti elettrico e idrico compresi; l’affitto non entra mai nelle due misure per giovani.
  4. Dopo la concessione. In Autoimpiego, con il conto dedicato, avanzamenti e saldo si chiedono su fatture pagate. L’aiuto si revoca se si cede o si chiude entro tre anni dall’ultima fattura (DM, art. 30), ma le FAQ di Invitalia contano i tre anni dal saldo e chiedono il locale per quattro anni col voucher e cinque col contributo, dalla concessione: le due fonti non coincidono, e conviene rispettare il termine più lungo. Con un DURC irregolare la norma applicabile prevede la trattenuta del dovuto e il versamento agli enti, non la revoca dell’aiuto.

Domande dei lettori sul negozio alimentare

Ho 25 anni e voglio aprire un negozio di frutta e verdura da solo: cosa posso chiedere?

Se sei senza lavoro e apri al Sud, la nostra guida a Resto al Sud 2.0 spiega voucher e contributo; nelle altre regioni c’è Autoimpiego Centro-Nord. Da ditta individuale ON è escluso. L’anticipo della NASpI va chiesto entro 30 giorni dall’avvio, e il decreto lo ammette in cumulo solo per i disoccupati GOL: per gli altri tace.

Ho più di 35 anni, resta qualcosa per aprire una macelleria o un alimentari?

Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego no. ON sì, solo come prestito, con una società in cui oltre metà di soci e quote sia di donne, di qualsiasi età, o di under 36. Il microcredito imprenditoriale e il bando lombardo non hanno limiti di età.

Quanto fondo perduto posso avere per aprire una macelleria al Sud come rivenditore?

Se hai i requisiti di età e di lavoro, Resto al Sud 2.0 dà un voucher fino a 40.000 euro o fino al 75% di un programma fino a 120.000: su 100.000 euro di banchi e celle, al massimo 75.000. La carne da vendere resta fuori, e la macelleria (47.22.00) è nel gruppo 47.2 del fruttivendolo.

Ho 19 anni, il requisito professionale e vivo in Lombardia: posso aprire un minimarket con mio fratello?

Sì. Se siete senza lavoro, Autoimpiego vale anche per una snc o una srl guidata da soci con i requisiti; in alternativa ON, solo prestito, se oltre metà dei soci e delle quote è di under 36 o di donne. In un piccolo comune o in una frazione senza alimentari c’è il bando regionale, al posto di Autoimpiego.

Posso rilevare il negozio di alimentari di famiglia, o comprarne uno avviato, con il fondo perduto?

Rilevare non è aprire: Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego vogliono un’attività nuova e inattiva fino alla domanda, e un negozio che vende dal primo giorno non lo è. Decreto e FAQ non trattano il subentro, quindi va chiesto a Invitalia prima di firmare. In Lombardia serve una nuova impresa o unità locale, e il bando si contraddice: il punto A.3 vuole un comune o una frazione senza negozi alimentari da sei mesi, attestato dal Comune, mentre il B.1 prevede un tetto di 20.000 euro dove ce ne sono già con codici diversi. Prima di firmare, chiedi alla Regione quale regola vale.

Ho già il negozio: ci sono aiuti per rinnovare banchi e attrezzature?

Non con Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego. La Nuova Sabatini sì, per beni nuovi ma non per la mera sostituzione; poi il microcredito e ON, per le società sotto i 60 mesi a maggioranza giovanile o femminile, che esclude anch’esso la mera sostituzione (FAQ Invitalia sulle spese, n. 13).

L’ordine giusto per partire

  1. Controlla il codice ATECO, anche delle attività dei sei mesi prima, e il requisito professionale, poi scegli la misura.
  2. Apri la ditta nel mese prima della domanda senza vendere: fino alla domanda la FAQ Istruttoria n. 3 di Invitalia ammette solo spese modeste, legate alla costituzione o necessarie a partire in tempo, e l’aiuto paga comunque solo fatture successive alla domanda. Poi presenta la domanda a Invitalia: sportello cronologico, concessione entro 90 giorni (DM, artt. 17 e 27). La FAQ di Invitalia sull’istruttoria fa l’esempio: domanda il 31 ottobre, avvio non prima del 1° settembre.
  3. Spendi entro nove mesi col voucher o sedici col contributo, prorogabili a dodici e venti, e chiedi il saldo entro il 30/06/2028. Tempi reali di istruttoria e risorse rimaste per territorio non sono pubblicati.

Vuoi capire quale misura fa per il tuo negozio prima di aprire la partita IVA? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per una valutazione sul tuo caso.

Fonti, lette il 23 e il 24 settembre 2026: DM 11 luglio 2025 (GU n. 193 del 21/08/2025) e FAQ Invitalia; DM 4 dicembre 2020 e avviso Invitalia del 30/06/2026 per ON; art. 111 TUB e DM 176/2014; D.Lgs. 114/1998, 59/2010 e 222/2016; testo del bando lombardo; DM 31/12/1988.


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