Il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha definito le modalità di accesso ai 631,02 milioni di euro destinati agli accordi per l’innovazione nel settore automotive. Le risorse sono state stanziate per sostenere la realizzazione di progetti ad alto contenuto tecnologico. In particolare, alle imprese appartenenti alla filiera che ne faranno richiesta, se in possesso dei requisiti richiesti, verranno riconosciuti contributi a fondo perduto per le spese sostenute in attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Cosa prevede il bando automotive del Mimit
Il bando automotive rientra nel piano di interventi previsto dal Dpcm del 10 giugno 2026 per incentivare lo sviluppo di nuove tecnologie per una mobilità più sostenibile, connessa, autonoma e sicura. I progetti finanziabili dal Mimit tramite gli accordi di innovazione possono riguardare sia la realizzazione di nuovi prodotti, processi e servizi sia il miglioramento significativo di quelli già esistenti.
Dei 631,02 milioni di euro stanziati, il 40% sarà riservato ai progetti realizzati interamente nelle regioni del Sud, vale a dire:
- Abruzzo;
- Molise;
- Campania;
- Basilicata;
- Calabria;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia.
Come funzionano gli accordi di innovazione
L’accesso al sostegno avviene attraverso una procedura negoziale che porta alla definizione dell’accordo per l’innovazione tra il ministero, i soggetti che presentano il progetto e, quando previsto, le amministrazioni pubbliche che partecipano al cofinanziamento.
La domanda deve essere accompagnata dalla documentazione richiesta, tra cui:
- la scheda tecnica del progetto;
- il piano di sviluppo;
- il contratto di collaborazione nel caso di iniziative presentate da più soggetti.
La valutazione viene effettuata da Mediocredito Centrale, un istituto bancario italiano partecipato al 100% da Invitalia e soggetto gestore del Fondo per la crescita sostenibile, che verifica diversi aspetti del progetto e dell’impresa. L’istruttoria riguarda:
- la solidità e le caratteristiche economico-finanziarie del proponente;
- la coerenza dell’iniziativa con gli obiettivi della misura;
- la fattibilità tecnica ed economica del progetto e la pertinenza e congruità delle spese indicate.
Dopo la stipula dell’accordo per l’innovazione, i soggetti proponenti devono presentare tutta la documentazione necessaria per arrivare poi al decreto di concessione delle agevolazioni.
Beneficiari
Possono accedere al bando Mimit le imprese di qualsiasi dimensione se:
- svolgono attività industriali dirette alla produzione di beni o servizi oppure attività di trasporto (per terra, acqua, aria), attività artigiane di produzione di beni o attività ausiliarie in favore delle imprese appena indicate. Sono ammessi anche centri di ricerca ed eventuali organismi di ricerca (questi ultimi in qualità di co-proponenti all’interno di progetti congiunti);
- hanno approvato almeno due bilanci (nel caso di società di persone in contabilità ordinaria basta invece aver presentato le ultime due dichiarazioni dei redditi);
- sono in grado di dimostrare la capacità di sostenere la quota d’investimento non coperta dall’agevolazione;
- non risultano essere in stato di liquidazione volontaria, fallimento o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie.
Inoltre, qualora le imprese partecipino in aggregazione (massimo 5 co-proponenti), ciascuna grande impresa deve sostenere almeno il 10% dei costi totali ammissibili, mentre ciascuna Pmi almeno il 5%.
Quanto possono ottenere le imprese
Il sostegno viene riconosciuto attraverso un contributo a fondo perduto e diretto alla spesa, con percentuali differenti a seconda della tipologia di attività finanziata. In particolare, alle imprese spetta:
- fino al 50% dei costi ammissibili per la ricerca industriale;
- fino al 25% dei costi ammissibili per lo sviluppo sperimentale.
Sono inoltre previste maggiorazioni quando il progetto viene realizzato attraverso una collaborazione effettiva tra imprese e organismi di ricerca. In questo caso il contributo diretto può aumentare di:
- +10 punti percentuali per le Pmi e gli organismi di ricerca;
- +5 punti percentuali per le grandi imprese.
A queste agevolazioni può aggiungersi, se richiesto, anche un finanziamento agevolato fino al 20% dei costi complessivi ammissibili.
Requisiti progetto
Per accedere agli incentivi il progetto presentato deve:
- riguardare specificamente attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
- prevedere spese totali ammissibili comprese tra 5 milioni e 40 milioni di euro;
- avere una durata non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi.
Per quanto riguarda invece l’inizio delle attività, i progetti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione.
Quali spese sono ammesse
Tra le spese ammissibili rientrano quelle per:
- il personale impegnato nelle attività di ricerca e sviluppo;
- gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione necessari allo svolgimento del progetto;
- i servizi di consulenza, per l’acquisizione o l’ottenimento in licenza di risultati della ricerca, brevetti e know-how.
A queste si aggiungono, in forma forfettaria, le spese generali e i materiali utilizzati per lo svolgimento delle attività previste dal progetto.
Come e quando presentare domanda
Lo sportello per il bando automotive sarà operativo dalle ore 10 del 25 novembre 2026. Le domande potranno essere trasmesse esclusivamente online, attraverso la piattaforma del Fondo per la crescita sostenibile gestita da Mediocredito Centrale. La presentazione sarà possibile dalle ore 10 alle ore 18 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì fino ad esaurimento fondi.
Già dall’11 novembre 2026, tuttavia, sarà possibile accedere alla procedura per la compilazione della domanda, così che le imprese interessate possano verificare in anticipo la documentazione richiesta e tutte le informazioni necessarie per la predisposizione del progetto. Le domande presentate nello stesso giorno saranno considerate pervenute nello stesso momento, indipendentemente dall’orario e dal minuto di invio.
Come vengono assegnati i contributi
L’assegnazione dei contributi avviene attraverso una procedura valutativa a sportello. Le domande di accesso al bando, quindi, non vengono messe a confronto tutte insieme, ma vengono analizzate ed eventualmente approvate in base all’ordine di arrivo. Infatti:
- l’istruttoria delle pratiche e la verifica dei requisiti avvengono in sequenza, seguendo l’ordine cronologico di presentazione;
- i fondi disponibili vengono assegnati man mano ai progetti che superano la verifica, fino all’esaurimento della dotazione finanziaria prevista.
Qualora le risorse finanziarie disponibili nello stesso giorno di apertura dello sportello non siano sufficienti a coprire tutte le domande presentate, le proposte vengono inserite in una graduatoria di merito stilata in base a un punteggio automatizzato.
Nella fase iniziale, però, il ministero non svolge un’istruttoria specifica per determinare questo punteggio, che viene invece verificato successivamente dal soggetto gestore per i progetti ammessi all’istruttoria.
In ogni caso, il quadro finanziario complessivo sarà definito entro il 20 novembre 2026, anche tenendo conto degli eventuali apporti delle amministrazioni che sottoscriveranno gli accordi quadro con il Mimit.
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