DigithON 2026, cento startup a Bisceglie. Boccia (Pd): «Dalla Puglia la sfida sull’autonomia tecnologica»


di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Intelligenza artificiale, ricerca e capitali al centro della maratona digitale di Bisceglie. Boccia rilancia la sfida dell’autonomia tecnologica europea e il ruolo della Puglia guardando al modello Malaga

Avere un’idea non basta, se gli strumenti per realizzarla sono nelle mani di altri. È dentro questa distanza, fra il talento e la possibilità di trasformarlo in un’impresa, che si colloca la sfida lanciata da DigithON, la maratona digitale che riunisce a Bisceglie cento startup provenienti da tutta Italia. Intelligenza artificiale, salute digitale, robotica e sostenibilità sono alcuni dei terreni sui quali si confrontano i progetti. Ma la domanda che attraversa l’apertura della manifestazione riguarda anche il posto dell’Italia e dell’Europa nella competizione tecnologica: quanto futuro possono costruire, e quanto devono comprarne altrove?

Al via l’undicesima edizione

«Da DigithON partono sempre sfide che uniscono la politica italiana oltre le appartenenze: l’autonomia tecnologica dell’Italia e dell’Europa deve diventare una grande battaglia comune», afferma Francesco Boccia, fondatore della manifestazione e capogruppo dei senatori del Pd. Il messaggio arriva nella prima giornata dell’undicesima edizione, che ha preso il via il 1° ottobre e proseguirà fino al 3 alle Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie. Tre giorni nei quali le presentazioni delle startup si alternano a formazione e incontri con investitori, imprese e rappresentanti delle istituzioni. 




















































Tecnologia e libertà: la sfida europea

Boccia mette in fila intelligenza artificiale, dati, cloud, capacità di calcolo, semiconduttori, cybersecurity ed energia, definendoli «infrastrutture della nostra libertà». Un elenco che porta il dibattito fuori dall’astrazione: dietro le applicazioni ci sono macchine, reti, elettricità, competenze e capitali. Chi controlla questi passaggi può condizionare le possibilità di chi sviluppa un servizio, avvia un’impresa o fa ricerca. «L’Europa non può limitarsi a regolamentare tecnologie costruite altrove: deve tornare a produrre conoscenza, ricerca, tecnologia e imprese», sostiene.

Il tema industriale diventa così anche una questione democratica. «Non possiamo consegnare a chi concentra un enorme potere tecnologico anche il potere di scriverne le regole», osserva Boccia. Il riferimento è soprattutto alle nuove generazioni, quelle che a Bisceglie presentano progetti e cercano interlocutori per farli crescere: «I ragazzi che presentano le loro idee e i loro progetti a DigithON non vogliono nuovi padroni del futuro. Vogliono gli strumenti per costruirlo».

AI Gigafactories, la partita delle infrastrutture

Una delle partite concrete riguarda le AI Gigafactories, le grandi infrastrutture europee destinate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il bando lanciato il 30 luglio da EuroHPC, l’impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni, punta a selezionare consorzi per realizzarne fino a sette. Le candidature possono essere presentate entro il 12 novembre; la selezione è prevista all’inizio del 2027. L’obiettivo è mettere a disposizione capacità di calcolo e servizi per sviluppare modelli avanzati, con particolare attenzione a ricercatori, startup e piccole e medie imprese. Il finanziamento pubblico dovrebbe contribuire ad attrarre oltre 20 miliardi di euro di investimenti privati.

«È una delle partite industriali e tecnologiche più importanti dei prossimi anni e l’Italia deve giocarla come sistema Paese», afferma Boccia. Le Gigafactories, aggiunge, devono diventare «infrastrutture della conoscenza», mettendo la capacità di calcolo a disposizione di università, ricerca, startup e imprese. «La sovranità tecnologica comincia da qui: avere le infrastrutture per non dipendere dagli altri e il talento per trasformarle in futuro». È il punto in cui la dimensione europea incontra quella locale: le infrastrutture aprono possibilità, ma servono competenze e aziende capaci di utilizzarle.

Undici anni di idee, una rete di 2.500 startup

DigithON prova a lavorare su questo raccordo. Nata nel 2015 da un’intuizione di Boccia, la manifestazione mette in relazione giovani, startup, imprese, investitori e mondo della tecnologia. Questa è la prima edizione targata Fondazione DigithON, guidata da Michele Ruta, professore di Ingegneria informatica e prorettore vicario del Politecnico di Bari. Il percorso, sostenuto da Mario Aprile, presidente di Confindustria Bari e BAT, punta a rafforzare il legame fra ricerca, competenze, tessuto produttivo e capitali, costruendo occasioni di collaborazione che proseguano oltre i tre giorni della maratona.

Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, negli anni si sono registrate sulla piattaforma più di 2.500 startup, oltre centomila utenti hanno votato online il proprio progetto preferito e il sito ha superato le ottocentomila visite. Numeri che raccontano la rete cresciuta attorno alla manifestazione e alla sua funzione di incontro fra chi propone un’idea e chi può aiutarla a diventare un’attività economica.

Da Pluma a NOVA, i progetti in gara

Fra le realtà presentate nella prima giornata c’è Pluma, startup barese che sviluppa una piattaforma di intelligenza artificiale per trasformare documenti tecnici in dati operativi per le aziende manifatturiere. La soluzione è progettata per mantenere le informazioni all’interno dell’infrastruttura del cliente, senza ricorrere al cloud pubblico: un’applicazione concreta del tema del controllo dei dati che attraversa il dibattito sull’autonomia tecnologica. 

Da Pozzuolo Martesana arriva invece NOVA, un progetto rivolto alla formazione di una nuova classe dirigente attraverso partecipazione civica, nuovi media, lobbying, advocacy e strumenti per contribuire alla definizione delle politiche pubbliche. 

Il Mezzogiorno guarda al modello Malaga

Per Boccia, il Mezzogiorno può conquistare spazio in questa trasformazione. Il modello evocato è Malaga, in Spagna: «Può accadere in Italia in tutto il Mezzogiorno a partire dalla Puglia». L’ambizione è fare del territorio un luogo in cui sviluppatori e nuove imprese trovino le condizioni per crescere. «Non dobbiamo scegliere da quale potenza tecnologica dipendere. Dobbiamo conquistare la libertà di non dipendere da nessuno», conclude.
A Bisceglie, per tre giorni, cento startup avranno l’occasione di presentarsi a chi può finanziarle o diventare un cliente. La prova proseguirà dopo, quando, conclusa la maratona, dovranno trasformare quei contatti in contratti, investimenti e lavoro.

Il programma della seconda giornata

Nella seconda giornata, quella del 2 ottobre, si parlerà di Intelligenza artificiale, start up e imprese, di Turismo 4.0 con il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e di Its con il presidente dell’Its Academy Apulia Digital Euclide Della Vista.


1 ottobre 2026


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