“Avvocato, ho diversi debiti e non riesco più a pagare tutte le rate. Ho paura che mi blocchino il conto corrente e mi portino via tutto quello che c’è dentro. È possibile?”
È una delle domande che più spesso si pongono le persone che stanno attraversando una situazione di difficoltà economica.
La paura è comprensibile: quando i debiti aumentano e le telefonate dei creditori diventano sempre più frequenti, si può avere la sensazione che da un momento all’altro qualcuno possa entrare nel proprio conto corrente e prelevare i propri soldi.
Ma è davvero così?
La risposta è: no, non basta avere dei debiti perché un creditore possa semplicemente prendere i soldi dal tuo conto corrente.
Vediamo cosa può accadere realmente.
Avere un debito non significa avere automaticamente il conto pignorato
Se una persona non paga una rata di un finanziamento, una bolletta, una cartella o un altro debito, il creditore non può semplicemente collegarsi al conto corrente del debitore e prelevare la somma che ritiene dovuta.
Il creditore deve seguire una precisa procedura.
In caso di mancato pagamento, può innanzitutto sollecitare il debitore, affidare la pratica a una società di recupero crediti oppure intraprendere un’azione giudiziaria.
Il pignoramento del conto corrente è quindi qualcosa di diverso dal semplice fatto di avere dei debiti.
Per arrivare al pignoramento, infatti, è necessario che ricorrano i presupposti previsti dalla legge e che venga avviata una procedura esecutiva.
Ma cosa succede se il conto viene davvero pignorato?
Qui la situazione cambia.
Il pignoramento presso terzi può riguardare anche il conto corrente bancario o postale.
La banca, in quanto “terzo”, riceve l’atto di pignoramento e deve rispettare gli obblighi previsti dalla procedura.
Questo non significa però, automaticamente, che “il creditore prende tutto quello che c’è sul conto”.
La situazione deve essere valutata concretamente, anche in relazione alla provenienza delle somme presenti sul conto e alla loro natura.
Particolare attenzione deve essere prestata quando sul conto viene accreditato lo stipendio o la pensione.
In questi casi la legge prevede specifiche regole e limiti alla pignorabilità.
Per questo motivo è molto importante non fermarsi alla frase “mi hanno pignorato il conto”, ma capire che cosa è stato effettivamente pignorato e quali somme erano presenti sul conto.
E se sul conto arriva lo stipendio?
Questa è una delle domande più frequenti.
Immaginiamo Marco, dipendente, con uno stipendio netto di 1.500 euro al mese.
Marco ha accumulato diversi debiti e riceve una comunicazione relativa a un pignoramento.
La sua prima paura è:
“Da domani mi prendono tutti i 1.500 euro dello stipendio?”
Non è così semplice.
La legge prevede infatti una disciplina specifica per le somme derivanti da stipendio, salario, pensione e altre entrate assimilate.
Esistono limiti alla loro pignorabilità e tali limiti possono cambiare a seconda di dove si trovano le somme e di quando sono state accreditate.
È quindi fondamentale distinguere, ad esempio, tra somme già presenti sul conto e somme che devono ancora essere accreditate.
Anche per questo motivo, quando arriva un atto di pignoramento, è importante farlo esaminare tempestivamente da un professionista.
E se il creditore continua a telefonare?
Un’altra situazione molto frequente è quella della persona che riceve continuamente telefonate, e-mail o lettere di sollecito.
Anche in questo caso bisogna distinguere il recupero del credito dal pignoramento.
Una telefonata di una società di recupero crediti non significa che il conto corrente sia stato pignorato.
Una lettera di messa in mora non significa che la banca abbia ricevuto un ordine di bloccare il conto.
E nemmeno una richiesta di pagamento significa che il creditore possa autonomamente prelevare denaro dal conto.
Il problema, però, non deve essere sottovalutato.
Perché quando i debiti diventano numerosi, il vero problema non è più necessariamente il singolo creditore.
È l’insieme dei debiti.
Quando il problema non è più una singola rata
Pensiamo a una persona che abbia:
- un finanziamento personale;
- una carta di credito revolving;
- un prestito per l’automobile;
- alcune rate arretrate;
- debiti fiscali;
- altre spese familiari ormai difficili da sostenere.
Può capitare che ogni singola rata, considerata isolatamente, sembri ancora gestibile.
Ma la somma di tutte le rate può diventare incompatibile con il reddito familiare.
A quel punto cercare semplicemente di “tamponare” la situazione, magari pagando un creditore con il denaro ricevuto da un altro finanziamento, può diventare pericoloso.
È proprio in situazioni di questo tipo che può essere opportuno chiedersi se ci si trovi davanti a una situazione di sovraindebitamento.
Non aspettare che arrivi il pignoramento
Una delle convinzioni più pericolose è pensare:
“Finché nessuno mi ha pignorato, posso aspettare.”
Non necessariamente.
Il momento migliore per affrontare una situazione di indebitamento è spesso prima che la situazione diventi irreversibile o che si moltiplichino le azioni esecutive.
Il nostro ordinamento prevede specifici strumenti per le persone che si trovano in una situazione di sovraindebitamento e che non sono più in grado di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni.
Naturalmente non esiste una soluzione uguale per tutti.
Bisogna esaminare il reddito, il patrimonio, la composizione dei debiti, la presenza di eventuali immobili, le procedure già avviate e la situazione familiare.
Quindi, possono prendermi tutti i soldi dal conto?
La risposta corretta è: non semplicemente perché ho dei debiti.
Il pignoramento del conto corrente è una procedura disciplinata dalla legge e, anche quando viene avviato, occorre verificare quali somme siano effettivamente aggredibili e quali limiti trovino applicazione.
Ma c’è una domanda ancora più importante da porsi:
“Perché sono arrivato al punto di non riuscire più a pagare i miei debiti?”
Perché se la risposta è che le rate complessive sono ormai superiori alla capacità economica della famiglia, forse il problema non è trovare i soldi per pagare la prossima rata.
Il problema è trovare una soluzione all’intera situazione debitoria.
Ed è proprio questo il senso degli strumenti previsti per affrontare il sovraindebitamento.
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