Roma, 23 settembre 2026 – CDP Venture Capital annuncia il lancio di SophIA, il nuovo Polo nazionale di trasferimento tecnologico interamente dedicato all’intelligenza artificiale e alla cybersecurity, concepito allo scopo di sostenere la nascita e la crescita di start up deep tech e promuovere la trasformazione di risultati scientifici in iniziative imprenditoriali, accelerando la competitività tecnologica del sistema paese.
TECHNOLOGY TRANSFER: NASCE IL POLO NAZIONALE
Il Polo, nato in collaborazione con Scientifica Venture Capital, ha una dotazione iniziale di 27,5 milioni di euro stanziati dal Fondo Technology Transfer e dal Fondo Artificial Intelligence di CDP Venture Capital e nasce con l’obiettivo di favorire la creazione e la crescita di oltre venti iniziative nelle fasi di proof-of-concept, pre-seed e seed nei prossimi tre anni. SophIA è il risultato di una sinergia tra capitale pubblico e privato, che unisce la visione strategica di CDP Venture Capital con il know how imprenditoriale di Scientifica Venture Capital. Un modello operativo disegnato per portare sul mercato tecnologie di frontiera, creando valore industriale a partire dalla ricerca, anche attraverso il contributo e il coordinamento delle strutture di trasferimento tecnologico dei partner scientifici. Una leva strategica per trasformare il patrimonio scientifico e culturale del paese in impresa, occupazione qualificata e leadership tecnologica durevole. I promotori scientifici di SophIA sono l’Università Federico II di Napoli, il Politecnico di Milano, l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I), la Fondazione Bruno Kessler e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Sono, inoltre, previsti accordi con corporate partners al momento in fase di finalizzazione.
PERIMETRO TECNOLOGICO DELL’INIZIATIVA
Il perimetro tecnologico di SophIA copre l’intero spettro dell’intelligenza artificiale, con investimenti che spaziano dallo sviluppo di foundation models, architetture avanzate, metodi di training, modelli multimodali e paradigmi decentralizzati, fino alla progettazione di agenti intelligenti per l’automazione, l’interazione e la collaborazione tra sistemi. Tra le aree di interesse applicativo figurano ambiti industriali, scientifici e infrastrutturali, tra cui automazione dei processi, progettazione di materiali e farmaci. Completano il focus la robotica autonoma e collaborativa, i digital twins, la robotica spaziale, l’edge computing, l’hardware emergente (neuromorfico, analogico e bio-ispirato) e le infrastrutture computazionali ad alte prestazioni, inclusi cloud e acceleratori AI. Partner imprenditoriale del Polo è Scientifica Venture Capital, operatore italiano specializzato in tech transfer con un track record consolidato di ventuno start up attive in portafoglio nei settori deep tech. La tesi d’investimento di Scientifica Venture Capital è fortemente verticale, fondata sulla capacità di identificare e valorizzare innovazioni a elevata densità scientifica con potenziale di scalabilità industriale.
VERTICALITÀ DELL’INVESTIMENTO
Il team, composto da professionisti con competenze avanzate in AI, ingegneria dei sistemi complessi, machine learning e business building, opera lungo l’intero funnel di investimento: dal sourcing tecnologico alla due diligence tecnica, fino all’execution nelle fasi PoC e Seed e al monitoraggio strategico post-investimento. Questa integrazione di expertise tecnica e imprenditoriale consente a Scientifica Venture Capital di accompagnare efficacemente i progetti di ricerca verso modelli di impresa sostenibili e competitivi. Secondo una stima di Grand View Research, nel 2024 il mercato europeo dell’intelligenza artificiale valeva circa 61,1 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR %) previsto del 33,2% tra il 2025 e il 2030. In Italia, secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nel 2024 il mercato italiano dell’intelligenza artificiale ha raggiunto un valore di 1,2 miliardi di euro, registrando una crescita del 58% rispetto al 2023. Si tratta di un’espansione alimentata da politiche pubbliche orientate all’innovazione, dalla crescente adozione industriale di soluzioni AI e da una base accademica e infrastrutturale in forte attivazione. Proprio su quest’ultimo fronte il Paese risulta tra i protagonisti della produzione scientifica globale, infatti è al IX posto per numero di pubblicazioni in AI (oltre quarantamila paper tra il 2018 e il 2023), con più di duecento corsi universitari attivi in cinquanta atenei e una pipeline annuale di circa 581 dottorati in discipline correlate.
SOPHIA: LA RISPOSTA A DUE DIRETTRICI CONVERGENTI
L’istituzione di SophIA nasce quindi in risposta a due direttrici convergenti: da un lato, il consolidamento dell’Italia come hub scientifico nel campo dell’intelligenza artificiale; dall’altro, la traiettoria di crescita accelerata che il settore sta vivendo a livello europeo e nazionale, con impatti già visibili in termini di investimenti, competitività industriale e policy strategiche. «SophIA rappresenta un tassello strategico del nostro piano di rafforzamento del trasferimento tecnologico in Italia, favorendo la valorizzazione delle competenze scientifiche nazionali e accelerando il percorso dall’innovazione al mercato in un settore sempre più determinante». Dichiara Claudia Pingue, Senior Partner e responsabile del Fondo Technology Transfer di CDP Venture Capital SGR. «Investire nella frontiera dell’AI e della cybersecurity significa sostenere la competitività dell’economia nazionale – ella aggiunge al riguardo -, anticipando le tendenze e le innovazioni che plasmeranno il futuro. Posizionarsi tra i primi investitori nel prossimo ciclo di tecnologie AI costituisce il vero valore aggiunto: garantirà al Paese una posizione di leadership nel panorama internazionale e aiuterà a generare nuovi posti di lavoro ad alta qualificazione, offrendo alle eccellenze italiane concrete opportunità di realizzazione professionale entro i confini nazionali».
RENDERE L’AI UN MOTORE INDUSTRIALE CONCRETO
«Ritengo che l’Italia non abbia solo la capacità di adottare nuove tecnologie, ma anche quella di crearle – sostiene Riccardo D’Alessandri, Managing Partner di Scientifica -, con SophIA vogliamo rendere l’AI un motore industriale concreto, trasformando la ricerca in start up competitive e rafforzando il ruolo dell’Italia nell’innovazione globale. Perché questo accada, però, non basta finanziare buone idee: occorre accompagnare le tecnologie lungo tutto il percorso che porta dal laboratorio al mercato, mettendo a disposizione competenze imprenditoriali, capacità di execution e infrastrutture adeguate. È su questo passaggio che Scientifica Venture Capital vuole dare il proprio contributo a SophIA, creando le condizioni affinché l’eccellenza scientifica possa tradursi in nuove imprese capaci di crescere e competere». Ad avviso di Giorgio Ventre, delegato per SophIA dal rettore dell’Università Federico II di Napoli, «l’intelligenza artificiale e la cybersecurity sono tecnologie sempre più centrali nello sviluppo dell’economia dell’innovazione e l’Italia deve dotarsi non solo delle competenze scientifiche per poterle padroneggiare ma anche di una infrastruttura produttiva in grado di sfruttarne appieno le loro potenzialità».
LEVA STRATEGICA
«SophIA – conclude Ventre – mette insieme il venture capital e i principali centri di ricerca italiani per incrementare la capacità del Paese di creare spin off ad altissima specializzazione al servizio delle imprese e della pubblica amministrazione. La presenza come promotore scientifico dell’Università di Napoli Federico II conferma la capacità del Mezzogiorno di essere protagonista dell’innovazione». Marco Bocciolone (delegato al Trasferimento tecnologico dalla Rettrice del Politecnico di Milano, dal canto suo evidenzia come esso interpreti il trasferimento tecnologico come una leva strategica in grado di trasformare la conoscenza in impatto concreto per il Paese, questo «in un contesto nel quale l’intelligenza artificiale sta ridefinendo profondamente i modelli industriali e sociali, è fondamentale che università, ricerca e capitale lavorino in modo integrato per guidare l’innovazione. Iniziative come il Polo SophIA contribuiscono a questo obiettivo, favorendo la nascita di nuove imprese deep tech e lo sviluppo della competitività tecnologica nazionale ed europea».
UN PASSAGGIO DECISIVO
Fabio Pammolli, presidente dell’Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I), si dice convinto che il trasferimento tecnologico rappresenti uno dei passaggi decisivi per trasformare l’eccellenza scientifica in innovazione industriale e nuova imprenditorialità. «Iniziative come SophIA – egli sottolinea – contribuiscono a rafforzare questa filiera, creando un ponte strutturato tra ricerca avanzata, sviluppo tecnologico e nascita di imprese deep tech. La partecipazione dell’Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I) a questa iniziativa si inserisce in una visione più ampia: mettere in rete competenze scientifiche, infrastrutture di calcolo e capacità ingegneristiche per favorire lo sviluppo di applicazioni avanzate e nuove iniziative imprenditoriali. Rafforzare il dialogo tra università, centri di ricerca, investitori e industria è oggi uno dei fattori chiave per consolidare il ruolo dell’Italia nei nuovi cicli tecnologici dell’intelligenza artificiale». Ferruccio Resta, presidente della Fondazione Bruno Kessler, aggiunche che «da oltre trent’anni la Fondazione Bruno Kessler è punto di riferimento italiano e internazionale nella ricerca sull’intelligenza artificiale, oggi però il salto decisivo è trasformare questa eccellenza in impatto e questo significa mettere le ricercatrici e i ricercatori nelle condizioni di tradurre i risultati scientifici in tecnologie pronte per il mercato e in nuove iniziative imprenditoriali. Per questo, nel ruolo di partner scientifico del Polo TT AI, FBK rafforzerà ulteriormente il proprio impegno nel trasferimento tecnologico con un lavoro strutturato di scouting e selezione di progetti deep tech in ambito AI e cybersecurity».
LA FILIERA ITALIANA DEL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO
«SophIA rappresenta un tassello fondamentale per rafforzare la filiera italiana del trasferimento tecnologico in ambiti che saranno determinanti per la competitività dei prossimi decenni. L’Intelligenza Artificiale non è solo una tecnologia abilitante: è lo strumento che ridefinirà il modo in cui progettiamo materiali, sviluppiamo farmaci, costruiamo robot e proteggiamo le infrastrutture digitali e no. Per IIT, che ha scelto un approccio AI first nel proprio piano strategico, iniziative di questo tipo sono essenziali: consentono di accelerare il percorso dalla ricerca di frontiera alla start up deep tech, generando valore industriale, occupazione qualificata e nuove opportunità per i nostri giovani ricercatori e ricercatrici nel contesto nazionale ed europeo», conclude Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto italiano di Tecnologia.
CDP VENTURE CAPITAL SGR
CDP Venture Capital è una SGR partecipata al 70% di CDP Equity e al 30% da Invitalia nata con l’obiettivo di costruire l’Italia di domani, mettendo l’innovazione al centro dello sviluppo economico del Paese, investendo su una nuova generazione di imprenditori, per riconquistare il ruolo propulsivo in tutti i campi creativi, della scienza e della tecnologia che da sempre ci hanno contraddistinto. CDP Venture Capital gestisce quindici di fondi investimento, per oltre 4,9 miliardi di euro di risorse che sostengono le imprese innovative in tutte le fasi del loro ciclo di vita, realizzando investimenti sia diretti che indiretti (fondi di fondi). Attraverso l’azione del Fondo di Technology Transfer, investe in tutta la filiera del Trasferimento Tecnologico con la creazione di Poli Nazionali distribuiti sul territorio che federano le principali università e i centri di ricerca di eccellenza per individuare e finanziare le migliori tecnologie deep tech, accompagnandole verso il mercato. Parallelamente il fondo investe in fondi di venture capital settoriali per potenziare la crescita delle migliori aziende sul mercato. Un approccio di sistema che fa leva sulle opportunità più promettenti della ricerca italiana per far nascere nuove generazioni di imprenditori e di investitori. Come già avvenuto per la robotica con RoboIT, per la Sostenibilità ambientale con Tech4Planet, per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici in ambito biofarmaceutico con Extend, per l’aerospazio con Galaxia e per l’agrifoodtech con Farming Future, i poli nascono dalla collaborazione tra attori pubblici e privati per trasformare i risultati della ricerca in innovazione. Associati ai poli oggi lavorano dieci fondi di venture capital specializzati.
https://www.cdpventurecapital.it
SCIENTIFICA
Scientifica è una holding di investimento con sedi a Roma, L’Aquila e Londra, specializzata nel trasferimento tecnologico e nella valorizzazione di tecnologie deep tech. Agisce come operational venture capital, affiancando i founder attraverso una combinazione strutturata di capitale, competenze strategiche, infrastrutture tecnologiche avanzate e supporto operativo continuativo. Dispone di un hub proprietario di oltre quattromila metri quadrati di laboratori d’avanguardia, in cui un team interno di ricerca & sviluppo (R&D) supporta le startup nelle fasi più complesse del tech transfer, dalla prototipazione funzionale alla scalabilità industriale delle soluzioni. Accanto al team R&D, opera una squadra altamente specializzata, composta da professionisti con background complementari in intelligenza artificiale, sviluppo prodotto e business design. Questo team affianca le start up lungo tutto il ciclo di crescita: dalla validazione tecnologica al posizionamento competitivo, dalla definizione del go-to-market alla costruzione del brand. A oggi, Scientifica Venture Capital ha già investito in ventuno start up deep tech, stabilendo un nuovo paradigma nel panorama del venture capital.
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