Fino a centottanta giorni di stop ai pignoramenti, la proposta che vuole cambiare le regole sui debiti


Una nuova proposta di legge punta a rivoluzionare il modo in cui l’Italia affronta il sovraindebitamento delle famiglie. Si chiama “Ripartenza” ed è stata depositata a maggio 2026 dalla deputata Letizia Giorgianni (Fratelli d’Italia). Il cuore della riforma è un nuovo articolo del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, il 54 bis, che introdurrebbe una sospensione automatica fino a 180 giorni di tutti i pignoramenti e le azioni esecutive nei confronti del debitore. Un intervento che, secondo la prima firmataria, potrebbe interessare circa 3 milioni di famiglie italiane oggi alle prese con debiti difficili da gestire.

Che cos’è la proposta Ripartenza

La proposta presentata qualche mese fa dalla Giorgianni nasce con l’obiettivo dichiarato di offrire una seconda possibilità a chi si trova travolto dai debiti non per scelte irresponsabili, ma per cause indipendenti dalla propria volontà: la perdita del lavoro, una malattia improvvisa, la separazione, la chiusura di un’attività o il rincaro del costo della vita e dei tassi di interesse. Giorgianni ha più volte sottolineato come il fenomeno del sovraindebitamento non riguardi più soltanto casi limite, ma famiglie comuni che vedono le proprie entrate non bastare più a coprire le uscite.

Il testo interviene modificando il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, la normativa che oggi regola le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, affiancandosi (e in prospettiva potendo in parte sostituire) gli strumenti già previsti dalla legge 3 del 2012, comunemente nota come legge “salva suicidi”. L’idea di fondo è quella di rendere le procedure più rapide, più chiare e meno punitive per chi dimostra buona fede, senza però cancellare i debitisospendere i diritti dei creditori, come ha precisato la stessa proponente.

Il nuovo articolo 54 bis: sospensione automatica fino a 180 giorni

Il punto più innovativo della proposta è l’introduzione dell’articolo 54 bis nel Codice della Crisi. Questa norma prevede che, dal momento del deposito della domanda presso l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) o presso il tribunale competente, scatti in automatico una sospensione di tutti i pignoramenti e delle azioni esecutive in corso o minacciate contro il debitore.

La sospensione può durare fino a 180 giorni, un periodo pensato per dare al debitore il tempo necessario a costruire un piano di rientro sostenibile, senza il rischio di vedersi pignorare lo stipendio, il conto corrente o altri beni proprio mentre sta tentando di trovare una soluzione. Si tratta di un cambio di prospettiva significativo rispetto al sistema attuale, dove la protezione contro le azioni esecutive scatta comunque con il deposito della domanda, ma la proposta Giorgianni intende rafforzare, automatizzare e uniformare questo meccanismo, riducendo i margini di discrezionalità e le differenze applicative tra i vari tribunali.

La sospensione automatica non è però indiscriminata. La proposta prevede, infatti, esclusioni precise a tutela di categorie di crediti considerati prioritari. Restano fuori dalla protezione i crediti alimentari, cioè quelli legati al mantenimento di figli o coniugi, e i crediti di lavoro, come stipendi, TFR e contributi dovuti ai dipendenti. In questo modo il legislatore intende evitare che la sospensione dei pignoramenti si trasformi in un danno per soggetti che, a loro volta, si trovano in una posizione di debolezza economica e che dipendono da quei pagamenti per la propria sussistenza.

A chi si rivolge: la platea stimata di 3 milioni di famiglie

Secondo le stime presentate dalla stessa Giorgianni, la platea potenzialmente interessata dalla riforma sarebbe di circa 3 milioni di famiglie italiane. Un numero che fotografa la dimensione reale del fenomeno del sovraindebitamento nel Paese, alimentato negli ultimi anni da fattori come l’aumento dei tassi di interesse, la perdita del lavoro, le separazioni e l’incremento generale del costo della vita.

Si tratta di nuclei familiari che spesso non riescono più a far fronte a debiti non proporzionati al reddito disponibile, come sottolineato anche da chi si occupa quotidianamente di sportelli di ascolto per persone indebitate. La proposta “Ripartenza” nasce proprio dall’ascolto diretto di cittadini, associazioni e realtà che si confrontano ogni giorno con il dramma del debito bancario e familiare, con l’obiettivo di offrire uno strumento più equo, più rapido e più umano rispetto a quelli oggi disponibili.

Il contesto economico in cui nasce la proposta Giorgianni aiuta a comprenderne la logica. Negli ultimi anni le richieste di aiuto per casi di sovraindebitamento hanno raggiunto livelli record, complice un mix di fattori: il rincaro dei tassi sui mutui e sui finanziamenti, la crescente precarietà lavorativa, l’aumento del costo della vita e, in molti casi, eventi personali imprevisti come malattie gravi o separazioni. Fenomeni che colpiscono in modo trasversale, coinvolgendo non solo chi ha sempre vissuto ai margini del sistema economico, ma anche famiglie con redditi da lavoro dipendente o piccoli imprenditori che hanno dovuto chiudere la propria attività.

In questo scenario, la proposta punta a distinguere chiaramente chi ha abusato del credito da chi è scivolato nella difficoltà economica senza colpa, riservando a quest’ultima categoria strumenti di tutela più rapidi ed efficaci, come la sospensione automatica dei pignoramenti e la moratoria sui pagamenti.

Nuovi criteri su auto e reddito disponibile del debitore

Un altro elemento qualificante della proposta riguarda l’introduzione di nuovi criteri di valutazione legati all’automobile e al reddito disponibile del debitore. Nel testo si prevede che il giudice possa escludere dalla liquidazione l’unica autovettura in possesso del debitore, qualora questa risulti indispensabile per motivi di lavoro, di salute o per le esigenze di istruzione dei figli. Una tutela pensata per evitare che, nel tentativo di recuperare crediti, si finisca per privare una persona dello strumento che le consente di continuare a lavorare o di curarsi, aggravando così la sua condizione anziché favorirne la ripartenza.

Accanto a questo, la proposta introduce nuovi parametri sul reddito disponibile, cioè sulla parte di reddito che eccede quanto necessario a garantire il cosiddetto minimo vitale al debitore e al suo nucleo familiare. L’obiettivo è definire in modo più oggettivo quanto un debitore possa effettivamente destinare al pagamento dei creditori, evitando piani di rientro insostenibili che finiscono per fallire, con conseguente ripresa immediata delle azioni esecutive.

Cosa cambierebbe rispetto alla situazione attuale e le prossime tappe della proposta

Rispetto all’attuale legge 3 del 2012, la proposta “Ripartenza” introduce elementi di maggiore automatismo e certezza dei tempi. Se oggi la sospensione delle azioni esecutive dipende in parte dalla tempestività della domanda e dalle prassi dei singoli tribunali, il nuovo articolo 54 bis renderebbe questo meccanismo uniforme su tutto il territorio nazionale, con un termine massimo di 180 giorni valido per tutti i casi che rientrano nel perimetro della norma, salvo le esclusioni previste per crediti alimentari e di lavoro.

Allo stesso modo, l’introduzione di criteri più chiari su auto e reddito disponibile dovrebbe ridurre le disparità di trattamento tra debitori che oggi si trovano in situazioni molto simili ma ottengono risposte diverse a seconda del giudice o dell’Organismo di Composizione della Crisi a cui si rivolgono.

Depositata alla Camera dei Deputati a maggio 2026, la proposta “Ripartenza” dovrà ora seguire il consueto iter parlamentare, che prevede l’esame in commissione e successivamente in Aula, prima di un eventuale passaggio al Senato. Non è raro che testi di questo tipo vengano modificati nel corso della discussione parlamentare, anche alla luce del confronto con le associazioni dei consumatori e con gli operatori del settore, come gli Organismi di Composizione della Crisi e gli enti di riscossione.

Susanna Gatti

Susanna Gatti ha studiato legge e possiede una solida formazione in ambito giuridico e fiscale. Nel corso degli anni ha approfondito in particolare le problematiche legate a multe, pignoramenti e controlli fiscali, collaborando con studi legali e realt� aziendali per contribuire all�analisi di situazioni complesse e all�individuazione di soluzioni efficaci.

Attualmente risiede a Roma e si…


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