Bonus trasporti 2026-2027, la nuova agevolazione nazionale ancora in ritardo mentre alcune regioni sono gi� attive


Chi prende ogni giorno bus, treno o metro per andare a scuola, all’università o al lavoro, in questo periodo si trova spesso a fare i conti con una domanda ricorrente: esiste ancora un bonus trasporti? La risposta, con il ritorno tra i banchi e la ripresa della routine quotidiana, è più articolata di quanto sembri, e per capirla bisogna distinguere con chiarezza due livelli molto diversi tra loro: quello che è disponibile oggi, gestito dalle Regioni, e quello che arriverà a livello nazionale, ma non prima dei primi mesi del 2027.

Il bonus nazionale non esiste più dal 2025

Partiamo da un punto fermo, spesso fonte di confusione. Il vecchio bonus trasporti nazionale, quello universale da 60 euro introdotto durante la crisi energetica e rinnovato per il 2022 e il 2023, non è stato riconfermato dal Governo per il 2025 e resta assente anche in questo scorcio del 2026. Chi cerca ancora oggi un portale unico del Ministero del Lavoro dove presentare domanda, quindi, non lo troverà: quello strumento, per il momento, non c’è più.

Questo non significa però che chi si sposta con i mezzi pubblici sia rimasto del tutto senza sostegno. Al vuoto lasciato dalla misura statale si sono sostituiti, in modo progressivo e disomogeneo, decine di programmi regionali, ciascuno con nome, importi, requisiti Isee e scadenze differenti.

Le regioni che pagano già ora

Proprio nelle settimane del rientro a scuola, molte Regioni hanno riattivato o confermato le proprie agevolazioni per l’anno scolastico e accademico 2026-2027. Vediamo alcuni degli esempi più significativi, utili a orientarsi in questa mappa piuttosto frammentata.

In Puglia, lo sconto arriva fino al 50% sull’abbonamento del trasporto pubblico locale per gli studenti pendolari delle scuole superiori, ed è utilizzabile per l’intero periodo scolastico, da ottobre a maggio. Un’iniziativa pensata per decine di migliaia di studenti che ogni giorno percorrono chilometri per raggiungere la propria scuola.

In Emilia Romagna, il programma si chiama “Salta Su” e garantisce il trasporto gratuito per gli studenti residenti che frequentano scuole primarie, secondarie e centri di formazione professionale, con un Isee che non deve superare i 30.000 euro.

La Campania garantisce viaggi gratis per i giovani tra gli 11 e i 26 anni, purché l’Isee familiare non superi i 35.000 euro, una soglia piuttosto ampia che include anche chi frequenta l’università o corsi post diploma.

In Umbria, alcune iniziative arrivano fino alla gratuità totale per gli studenti delle scuole superiori, mentre in Abruzzo, Basilicata e Calabria gli sconti per gli studenti arrivano fino al 50%, spesso estesi anche a categorie fragili come anziani a basso reddito e persone con disabilità, per le quali in alcuni casi è prevista addirittura la gratuità completa.

Un aspetto interessante riguarda Lazio e Lombardia, dove il sistema si è evoluto puntando sulla cumulabilità: i voucher regionali destinati a giovani e anziani possono in diversi casi sommarsi ad altre agevolazioni, arrivando ad abbattere il costo complessivo della mobilità urbana in modo significativo per le categorie protette.

Un mosaico difficile da orientare

Il quadro che emerge, mettendo insieme le diverse iniziative regionali, è quello di un sistema frammentato, in cui il diritto a un’agevolazione dipende in modo determinante dalla Regione di residenza, più che da criteri uniformi validi su tutto il territorio nazionale. Chi vive in una Regione con programmi generosi, come Emilia Romagna o Umbria, può arrivare alla gratuità quasi totale del trasporto pubblico. Chi invece risiede in territori con misure meno strutturate, rischia di non avere alcun sostegno specifico, al di là di eventuali tariffe agevolate ordinarie.

Questa disomogeneità è proprio uno dei problemi che il nuovo bonus nazionale, in arrivo dal 2027, punta esplicitamente a correggere.

La nuova agevolazione nazionale: cosa sappiamo

Il Piano Sociale per il Clima, approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026, introduce infatti una misura pensata per sostituire, almeno in parte, questo mosaico regionale con uno strumento nazionale più uniforme. Il nuovo bonus si chiamerà “Il mio conto di mobilità” e sarà attivo dal 2027 fino al 2032, inserito all’interno delle politiche che l’Italia deve attuare per accedere al Fondo sociale per il clima dell’Unione Europea, in vista dell’entrata in vigore del meccanismo ETS2 sui carburanti, previsto per il 2028.

A differenza delle vecchie edizioni del bonus, legate al meccanismo del cosiddetto click day, che negli anni ha escluso molte famiglie anche solo per un ritardo di pochi secondi nell’invio della domanda online, la nuova misura funzionerà tramite una graduatoria basata su un punteggio. Il punteggio terrà conto principalmente dell’Isee, che dovrà essere sotto i 20.000 euro per poter accedere al beneficio, e della distanza tra abitazione e luogo di lavoro o di studio: più lungo è il tragitto quotidiano, maggiore sarà il punteggio assegnato. Si aggiungono poi punti extra legati a situazioni di fragilità specifiche.

In base al punteggio complessivo raggiunto, gli importi previsti sono suddivisi in fasce:

400 euro per chi raggiunge almeno 80 punti, 200 euro per chi si colloca tra 55 e 79 punti, 100 euro per chi raggiunge un punteggio tra 35 e 54, mentre sotto i 35 punti non sarà riconosciuto alcun contributo.

Quando sarà davvero attiva

Qui arriva il punto più delicato, quello su cui vale la pena essere chiari fin da subito: il decreto attuativo, cioè il provvedimento che stabilirà nel dettaglio tempistiche precise e modalità operative per presentare la domanda, è atteso entro marzo 2027. Fino a quel momento, non sarà possibile richiedere concretamente il nuovo bonus, e restano note solo le linee generali della misura appena descritte.

Vale la pena ricordare, guardando alle esperienze passate di misure simili, come il vecchio bonus trasporti del 2022 e del 2023, che i decreti attuativi hanno spesso accumulato ritardi significativi rispetto alle scadenze inizialmente previste, con il conseguente slittamento anche dell’apertura reale delle domande. Non è quindi da escludere che, tra l’approvazione del decreto e l’effettiva possibilità di fare richiesta, possa trascorrere ulteriore tempo rispetto a marzo 2027.

Cosa conviene fare nel frattempo

Per chi oggi si trova a dover affrontare le spese di trasporto per il nuovo anno scolastico o accademico, il consiglio pratico è uno solo: non aspettare il bonus nazionale, che al momento resta uno strumento futuro e ancora privo di modalità operative definite, ma verificare da subito quali agevolazioni siano attive nella propria Regione di residenza. Ogni amministrazione regionale pubblica sul proprio portale ufficiale i bandi aggiornati, con relative scadenze, requisiti di Isee e modalità di presentazione della domanda, spesso legate direttamente all’anno scolastico o accademico in corso.

In sintesi, la situazione dei trasporti agevolati in Italia attraversa oggi una fase di transizione: da un lato un presente fatto di iniziative regionali generose ma disomogenee, dall’altro la promessa di un sistema nazionale più equo e uniforme, che però comincerà a muovere i primi passi concreti soltanto nei primi mesi del 2027, con tempi di attivazione che, sulla base dell’esperienza passata, meritano di essere seguiti con attenzione più che dati per certi.

Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell’ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche …


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