Due auto identiche, entrambe da 80 kW, nel 2027 potrebbero far risparmiare somme diverse solo perché parcheggiate in Regioni differenti: poco più di 206 euro dove vale la tariffa ordinaria di riferimento, quasi 250 euro nei territori con coefficienti più alti. La nuova esenzione nazionale allarga la platea, ma per capire il vantaggio reale non basta aprire il libretto alla voce P.2: bisogna incrociare potenza, tariffario locale e agevolazioni già riconosciute.
La misura approvata dal Consiglio dei ministri il 16 settembre 2026 sospende il pagamento della tassa automobilistica per le scadenze ordinarie comprese tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Non è, allo stato, una cancellazione definitiva del bollo: in assenza di proroghe o di una nuova disciplina strutturale, dal 2028 si tornerebbe alle regole ordinarie.
La platea potenziale è molto ampia. Secondo i dati elaborati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono 24.608.867 le persone che possiedono almeno un veicolo con potenza entro gli 80 kW; i mezzi che rispettano questa soglia sono oltre 34 milioni, su un parco complessivo superiore a 59 milioni tra autoveicoli e motoveicoli. Essere dentro questa platea, però, non basta da solo a garantire il beneficio: contano alimentazione, intestazione, copertura assicurativa e regole di selezione del mezzo. (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti)
Chi può ottenere l’esenzione nel 2027
Il beneficio è riservato alle persone fisiche e può riguardare un solo veicolo assicurato per contribuente. Per le automobili la potenza non deve superare 80 kW, circa 109 CV, ma il riferimento decisivo non è il dato pubblicitario della casa né il nome della versione: bisogna leggere il valore riportato nel campo P.2 della carta di circolazione o del Documento unico.
La misura comprende le vetture alimentate a benzina o gasolio, anche quando queste alimentazioni sono abbinate a un sistema ibrido. Le elettriche pure restano fuori da questa specifica esenzione perché seguono un regime tributario distinto, già caratterizzato da agevolazioni regionali e dall’esenzione iniziale prevista dalla normativa vigente. Anche motocicli e ciclomotori termici possono rientrare, purché il contribuente non utilizzi già il beneficio per un’automobile.
Se una persona possiede più auto ammissibili, la bozza non lascia una scelta completamente libera: l’esenzione viene attribuita al veicolo con la potenza più bassa e, in caso di parità, a quello per il quale sarebbe dovuto il bollo meno oneroso. È un passaggio importante, perché il risparmio familiare non coincide necessariamente con il bollo più alto tra quelli teoricamente eliminabili.
Le modalità definitive dovranno essere confermate dalla pubblicazione del provvedimento e dalle istruzioni operative. L’orientamento emerso è quello di un riconoscimento automatico attraverso gli archivi dei veicoli e delle amministrazioni competenti, senza una domanda preventiva. Fino alla disponibilità delle procedure ufficiali, tuttavia, non è prudente limitarsi a interrompere il pagamento: prima della scadenza occorrerà controllare che la posizione risulti effettivamente esente.
Quanto si risparmia: il calcolo parte dai kW, non dai cavalli
Per le autovetture il bollo ordinario dipende soprattutto da due elementi: potenza in kilowatt e classe ambientale Euro. ACI ricorda che, se nel campo P.2 compare un valore decimale, per il calcolo si considera soltanto la parte intera: 79,90 kW, per esempio, vengono trattati come 79 kW. Per le auto fino a 100 kW non interviene inoltre la tariffa maggiorata prevista per la potenza eccedente quella soglia. (ACI – Criteri di calcolo)
Prendendo come riferimento la tariffa ordinaria di 2,58 euro per kW applicata in molti territori alle vetture Euro 4, Euro 5 ed Euro 6, il valore teorico del beneficio è facile da stimare:
- auto da 50 kW: circa 129 euro;
- auto da 55 kW: circa 141,90 euro;
- auto da 70 kW: circa 180,60 euro;
- auto da 80 kW: circa 206,40 euro.
Non è però una tabella valida indistintamente in tutta Italia. In alcune Regioni la tariffa unitaria è superiore. Per una Euro 4, 5 o 6 da 80 kW, utilizzando i tariffari regionali 2026 come riferimento orientativo, il bollo può salire a circa 216,80 euro in Toscana, 227 euro nel Lazio e fino a 249,60 euro in Abruzzo e Campania. Di conseguenza, a parità di automobile, il risparmio potenziale può variare di oltre 40 euro a seconda della residenza.
Le auto più vecchie possono produrre un vantaggio ancora maggiore. Le tariffe ordinarie di riferimento fino a 100 kW salgono infatti a 2,70 euro per le Euro 3, 2,80 per le Euro 2, 2,90 per le Euro 1 e 3 euro per le Euro 0, salvo maggiorazioni regionali. Un’auto Euro 0 da 80 kW, dove si applica la tariffa base, arriverebbe quindi a 240 euro.
Guida regione per regione: il risparmio da verificare
I tariffari del 2027 non sono ancora disponibili. Gli importi seguenti devono quindi essere letti come ordini di grandezza costruiti sulle tariffe 2026 per un’auto Euro 4, 5 o 6 da 80 kW, non come somme definitive. Per conoscere il valore effettivo occorrerà utilizzare il calcolatore regionale o quello ACI quando sarà aggiornato al nuovo periodo tributario.
- Abruzzo: è tra i territori con imposizione più elevata; per 80 kW il riferimento 2026 porta il risparmio vicino a 250 euro.
- Basilicata: l’ordine di grandezza è intorno ai 206 euro, prima di verificare alimentazione ed eventuali agevolazioni già attive.
- Calabria: la Regione gestisce direttamente informazioni e assistenza; il dato va controllato sul portale tributario regionale.
- Campania: per 80 kW si arriva indicativamente a 249,60 euro. La domiciliazione bancaria riconosce ordinariamente uno sconto del 10%, elemento da considerare nel confronto.
- Emilia-Romagna: per una moderna Euro 4-6 il valore si colloca generalmente intorno ai 206 euro; il controllo va eseguito tramite i servizi ACI.
- Friuli-Venezia Giulia: controllo e riscossione fanno capo all’Agenzia delle Entrate; la stima base per 80 kW è nell’area dei 206 euro.
- Lazio: il risparmio indicativo raggiunge circa 227 euro. Dal periodo tributario 2026 la domiciliazione bancaria prevede una riduzione ordinaria del 10%. (ACI – Regione Lazio)
- Liguria: l’importo può risultare superiore alla tariffa nazionale di riferimento; è opportuno usare la pagina territoriale ACI con targa e dati del veicolo.
- Lombardia: con la tariffa piena il valore per 80 kW è nell’ordine dei 206 euro, ma chi ha la domiciliazione beneficia normalmente di una riduzione del 15%. Per questi contribuenti il risparmio reale va confrontato con la somma scontata che avrebbero pagato. (ACI – Regione Lombardia)
- Marche: gestione regionale non convenzionata con ACI; tariffa, posizione e agevolazioni devono essere controllate sul portale della Regione.
- Molise: anche qui il riferimento corretto è il servizio tributario regionale, soprattutto in presenza di veicoli storici o alimentazioni agevolate.
- Piemonte: per una Euro 4-6 da 80 kW la stima è intorno ai 206 euro. Le ibride nuove di fabbrica immatricolate dal 2025, entro 100 kW e almeno Euro 6, possono già avere una riduzione del 50% per cinque annualità: in questi casi il vantaggio aggiuntivo del 2027 sarebbe inferiore. (Regione Piemonte)
- Puglia: l’ordine di grandezza per 80 kW resta vicino ai 206 euro, da verificare sul calcolatore ACI regionale.
- Sardegna: la gestione della riscossione è affidata all’Agenzia delle Entrate; per il calcolo occorre seguire i canali indicati nella guida ACI.
- Sicilia: il contribuente deve controllare anche l’eventuale presenza di disposizioni regionali temporanee; la sola moltiplicazione dei kW può non restituire la posizione completa.
- Toscana: con una tariffa indicativa di 2,71 euro per kW, un’auto da 80 kW genera un risparmio teorico di 216,80 euro. I veicoli esclusivamente a GPL o metano possono già pagare un quarto della tassa prevista per i corrispondenti mezzi a benzina. (ACI – Regione Toscana)
- Trentino-Alto Adige: la verifica va effettuata separatamente per le Province autonome di Trento e Bolzano, che dispongono di proprie regole e servizi.
- Umbria: per una Euro 4-6 da 80 kW la stima si colloca nell’area dei 206 euro, salvo riduzioni già riconosciute.
- Valle d’Aosta: il riferimento indicativo è ancora vicino ai 206 euro, ma il calcolo finale deve essere richiesto al servizio territoriale.
- Veneto: la Regione non è convenzionata con ACI per la gestione della tassa; importi ed esenzioni vanno verificati sul portale regionale.
Le agevolazioni già esistenti cambiano il risultato
Il risparmio del 2027 non corrisponde automaticamente alla tariffa piena. Se un’auto è già esente, il beneficio aggiuntivo può essere nullo; se gode di una riduzione del 50%, del 75% o della domiciliazione scontata, il vantaggio coincide soltanto con quanto sarebbe stato realmente dovuto.
È il caso delle elettriche nei periodi di esenzione, delle ibride agevolate da specifiche leggi regionali, dei veicoli ultratrentennali e di quelli tra 20 e 29 anni dotati dei requisiti storici. Un capitolo separato riguarda l’esenzione permanente per le persone con disabilità: la normativa nazionale stabilisce limiti tecnici e soggettivi, ma le Regioni possono ampliare la platea e disciplinare le procedure. (Agenzia delle Entrate)
Come controllare il beneficio senza rischiare errori
Il percorso più sicuro si compone di cinque passaggi. Prima si legge il campo P.2 e si verifica che il valore non superi 80 kW. Poi si controllano alimentazione e classe Euro. Il terzo passaggio riguarda l’intestazione: il beneficiario deve essere una persona fisica e il mezzo deve risultare assicurato. Chi possiede più veicoli deve verificare quale venga selezionato dagli archivi.
A quel punto si può usare il servizio ACI “Calcola online il bollo e il superbollo”, inserendo targa e tipo di pagamento. Il sistema restituisce dati del veicolo, scadenza e importo; per Calabria, Marche, Molise, Piemonte e Veneto occorre seguire anche i collegamenti ai servizi regionali. (ACI – Guida al bollo auto)
L’ultimo controllo andrà fatto vicino alla scadenza ordinaria del 2027. Solo la comparsa dell’esenzione nella posizione tributaria consentirà di considerare chiusa la verifica. Conservare una schermata o una ricevuta della consultazione sarà una cautela utile, soprattutto nel primo anno di applicazione di una misura destinata a coinvolgere quasi 25 milioni di contribuenti.
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