esenzione fino a 10$ e wash-sale rule


Un’ampia proposta di legge statunitense sulla tassazione delle criptovalute impedirebbe agli investitori di dover riconoscere plusvalenze o minusvalenze imponibili quando utilizzano asset digitali per pagare commissioni di rete o di transazione pari o inferiori a 10 dollari, ma l’esenzione decade per i contribuenti che nell’anno precedente hanno effettuato più di 5.000 trasferimenti di asset digitali.

La Commissione Ways and Means della Camera esaminerà mercoledì 16 settembre alle 10:00 ET il testo di 114 pagine del Digital Asset Tax Certainty Act, H.R. 10357. Il dibattito al Congresso si terrà quindi lo stesso giorno della decisione di politica monetaria della Federal Reserve, prevista per le 14:00 ET.

La proposta di legge è stata presentata il 14 settembre dal presidente della Ways and Means, Jason Smith, insieme ai deputati Jodey Arrington, Aaron Bean, Mike Carey, Steven Horsford, Mike Kelly, David Kustoff, Max Miller e Rudy Yakym. Secondo CoinDesk, il pacchetto normativo fa seguito ai precedenti lavori sulla tassazione degli asset digitali condotti da Horsford e Miller. Il testo va ben oltre l’esenzione sulle piccole commissioni. Disciplina infatti la contabilizzazione di plusvalenze e minusvalenze in ambito crypto, le stablecoin, il lending, le wash sale, gli asset tokenizzati, il mining e lo staking, gli obblighi di reporting dei broker, oltre a un programma di divulgazione volontaria per i contribuenti che intendono correggere precedenti problematiche fiscali legate agli asset digitali.

Le commissioni crypto fino a 10 dollari ottengono un’esenzione de minimis

Per gli utenti crypto comuni, la disposizione più immediata è l’esenzione de minimis proposta. Secondo il trattamento fiscale attuale, l’utilizzo di criptovaluta per pagare una commissione blockchain può di per sé costituire una cessione dell’asset, generando potenzialmente una plusvalenza o minusvalenza da dichiarare anche quando la commissione ammonta a pochi dollari. L’H.R. 10357 prevede che non venga riconosciuta alcuna plusvalenza o minusvalenza quando un asset digitale viene ceduto per pagare una commissione di rete o di transazione ammissibile che non superi i 10 dollari. La definizione comprende i costi di validazione della rete, oltre a commissioni di intermediazione, trading, liquidità e voci simili che facilitano un trasferimento di asset digitali. È previsto un limite significativo legato al volume di attività. L’esenzione, in generale, non si applicherebbe a chi ha effettuato più di 5.000 trasferimenti di asset digitali nell’anno fiscale precedente. Sono inoltre esclusi trader, broker, dealer e società che facilitano la validazione delle transazioni, salvo eventuali indicazioni successive del Tesoro. La disposizione sulla commissione da 10 dollari si applicherebbe alle cessioni effettuate dopo il 31 dicembre 2027, qualora la proposta diventasse legge nella sua forma attuale.

I trader crypto perderebbero il vantaggio sulla wash-sale rule

La proposta concede ai possessori comuni di crypto un alleggerimento degli obblighi di reporting sulle piccole commissioni, ma elimina al contempo un vantaggio fiscale che i trader di criptovalute hanno finora avuto rispetto agli investitori in titoli tradizionali. L’H.R. 10357 estenderebbe le norme federali sulla wash-sale rule agli asset digitali negoziati. Tali norme, in generale, impediscono a un investitore di dichiarare immediatamente una perdita fiscale quando un asset viene venduto in perdita e un asset sostanzialmente identico viene riacquistato entro la finestra temporale prevista dalla legge per le wash sale. Poiché storicamente le criptovalute sono rimaste escluse dalla norma applicata ad azioni e titoli, un trader poteva vendere crypto per registrare una perdita fiscale e riacquistare rapidamente lo stesso asset mantenendo l’esposizione al mercato. La proposta di legge intende colmare questa lacuna. Le stablecoin qualificate denominate in dollari statunitensi sono escluse dalla definizione di asset soggetti all’estensione della wash-sale rule prevista dal testo. La proposta affronta inoltre il tema degli asset tokenizzati, comprese le circostanze in cui un asset tokenizzato o “wrapped” viene considerato sostanzialmente identico all’azione, al titolo o all’asset digitale a cui è economicamente equivalente. Un testo sostitutivo del presidente, pubblicato in vista dell’esame di mercoledì, non modifica né la soglia dei 10 dollari né il criterio dei 5.000 trasferimenti. Secondo il Joint Committee on Taxation, l’emendamento si limita principalmente a sostituire i riferimenti alla data di presentazione della proposta con la data specifica del 14 settembre 2026.

La nuova stima del JCT cambia il quadro sul gettito

Precedenti resoconti citavano stime di gettito differenti riferite alle proposte di legge autonome poi confluite nel pacchetto finale. Bitcoin.com ha riferito che una precedente proposta anti-abuso, l’H.R. 9172, era stata stimata generare 2,074 miliardi di dollari di gettito tra l’anno fiscale 2026 e il 2036, mentre una proposta correlata sul differimento della tassazione di mining e staking, l’H.R. 9175, comportava un costo stimato di 2,956 miliardi di dollari nello stesso periodo. Queste cifre non vanno considerate come la stima ufficiale relativa all’H.R. 10357 in quanto tale. La Commissione Ways and Means ha successivamente pubblicato la stima principale del Joint Committee on Taxation relativa al testo consolidato. Il JCT stima ora che l’esenzione de minimis sulle commissioni ridurrebbe il gettito federale di 2,365 miliardi di dollari tra l’anno fiscale 2027 e il 2036, mentre l’estensione della wash-sale rule agli asset digitali negoziati genererebbe un gettito di 1,707 miliardi di dollari. Le disposizioni distinte relative a dealer e trader dovrebbero generare 2,332 miliardi di dollari. Anche le disposizioni su mining e staking contenute nel testo attuale differiscono dalla precedente proposta generale di differimento. Il JCT stima che la sezione dedicata a mining e staking nell’H.R. 10357 genererebbe circa 101 milioni di dollari nel periodo 2027-2036. Considerando l’intero pacchetto, incluse le disposizioni non legate alle crypto contenute nel testo, il JCT stima un guadagno netto di gettito federale di circa 500 milioni di dollari nell’arco del decennio.

La proposta deve ancora affrontare un difficile calendario 2026

L’esame di mercoledì rappresenta un passaggio procedurale importante, ma non significa che le modifiche alla tassazione delle crypto siano prossime a diventare legge. CoinDesk ha riferito che è improbabile che la proposta diventi legge quest’anno, poiché la Camera è in pausa dopo questa settimana e resterà assente fino a dopo le elezioni di novembre. Anche se la Ways and Means approvasse l’H.R. 10357 mercoledì, il provvedimento avrebbe comunque bisogno di tempo sufficiente in aula e del sostegno di entrambe le camere. Ciò rende la sessione del 16 settembre più utile come banco di prova per capire quali disposizioni fiscali sulle crypto possano ottenere il sostegno del Congresso, piuttosto che come segnale che i contribuenti debbano aspettarsi l’entrata in vigore immediata delle nuove regole. La proposta federale è inoltre distinta dalle battaglie fiscali a livello statale che stanno già emergendo attorno agli asset digitali. FinanceFeeds ha recentemente trattato la contestazione alla nuova imposta dello 0,2% sulle transazioni in asset digitali dell’Illinois, che dovrebbe entrare in vigore a gennaio 2027. L’H.R. 10357, invece, riscrive alcune parti del codice fiscale federale che disciplinano il modo in cui gli americani contabilizzano la propria attività in criptovalute. Per i singoli possessori, il compromesso è insolitamente chiaro: meno eventi imponibili per le piccole commissioni blockchain, ma meno opportunità di realizzare perdite crypto senza incorrere nelle stesse restrizioni sulla wash-sale rule già applicate agli investitori in azioni.


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