La Cena straordinaria cresce, si allarga e, soprattutto, quest’anno guarda ancora più lontano. La terza edizione dell’evento, presentata questa mattina nella Sala Verde della Cittadella regionale, non sarà infatti concentrata nella sola serata della grande tavolata, ma si svilupperà per la prima volta nell’arco di tre giornate, dal 4 al 6 settembre, trasformando il centro storico di Catanzaro in un vero e proprio palcoscenico dedicato alle eccellenze calabresi, alla cultura, all’arte e alla solidarietà. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Città del Vento di Catanzaro, guidata da Alessandro Astorino, organizzatore dell’evento insieme a Luca Marino, Vincenzo Merante e Angelo Capoano, conferma così la sua vocazione a raccontare una Calabria capace di valorizzare le proprie produzioni agroalimentari attraverso la cucina di grandi chef, ma aggiunge una dimensione sociale che quest’anno è ancora più concreta.
Il momento clou resterà quello del 6 settembre, quando sul corso di Catanzaro tornerà la grande tavolata della Cena straordinaria: circa mille persone sedute insieme lungo una tavola di 400 metri, per una cena di quattro portate che porterà in tavola complessivamente circa 4 mila pietanze. A lavorare saranno 60 componenti delle brigate, dieci per ciascuno dei sei chef, insieme a 80 camerieri, sei maîtres e agli stand enogastronomici.
Ma la novità più significativa è rappresentata proprio dalle due giornate che precederanno la cena. Il 4 e il 5 settembre il centro storico sarà animato da show cooking, presentazioni di libri, degustazioni e appuntamenti dedicati al mondo dell’enogastronomia. Prevista anche la partecipazione di otto ristoranti tra i più rappresentativi della regione e di ospiti come Serena Autieri, Pietro Cazzola, cuoco del Presidente della Repubblica, e Maradona Youssef, chef e scrittore libanese. Grande spazio anche all’arte, con la mostra curata da Massimo Sirelli all’interno del Chiostro del Complesso monumentale del San Giovanni, che coinvolgerà dieci artisti e vedrà lo stesso Sirelli protagonista di un live painting.
“Quest’anno La Cena straordinaria si svilupperà su tre date perché abbiamo voluto ampliare l’offerta anche dopo una concertazione con la Regione Calabria – ha detto Vincenzo Merante, dell’associazione Città del Vento -. Abbiamo voluto lasciare qualcosa alla città, all’intero territorio, e quindi finanzieremo l’apertura della prima pizzeria popolare a Catanzaro”. Parte del ricavato della Cena straordinaria sarà infatti destinato a sostenere la nascita di Pitta Pop, una cooperativa e un progetto imprenditoriale che punta a trasformare uno dei simboli della tradizione gastronomica catanzarese in uno strumento concreto di inclusione: “La nostra idea – ha spiegato Merante – è valorizzare uno dei piatti tradizionali della città e, nello stesso tempo, dare occasioni lavorative a ragazzi diversamente abili e ad altri con percorsi alternativi alla detenzione”.
Il nome non è casuale: la “pitta”, tipico pane catanzarese, che ha ottenuto anche la De.Co. è infatti l’elemento imprescindibile per gustare il morzeddhu, uno dei piatti identitari per eccellenza della città. “Pitta Pop”, oltre alla valorizzazione gastronomica, nascerà con l’obiettivo di creare, appunto, opportunità lavorative per ragazzi diversamente abili e persone inserite in percorsi alternativi alla detenzione, attraverso un modello di inclusione che richiama esperienze già affermate in Italia.
Un progetto che ha trovato il pieno sostegno delle istituzioni presenti alla conferenza. Per l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, La Cena straordinaria rappresenta ormai “un’iniziativa di valore nazionale” capace di raccontare una Calabria che ha voglia di mostrare il meglio di sé attraverso i propri prodotti e chef “di statura ormai nazionale ed internazionale”. Ma accanto alla promozione del territorio, Gallo ha sottolineato proprio il valore dell’azione solidale: “Credo che quest’anno rivolgere l’attenzione verso i diversamente abili sia particolarmente importante”, evidenziando come le attività legate al settore agroalimentare possano rappresentare importanti opportunità anche per questo mondo.
“Abbiamo bisogno di identificare i territori anche attraverso gli eventi. Qui si esaltano le caratteristiche della nostra regione, le eccellenze del nostro territorio. Nel campo dell’enogastronomia non siamo secondi a nessuno e questo ci fa enormemente piacere” ha dichiarato Filippo Mancuso, vice presidente della Giunta regionale.
Sulla stessa linea Fulvia Caligiuri, direttore generale di ARSAC, che ha sottolineato il connubio tra “l’agroalimentare calabrese e quindi le nostre eccellenze” e la valorizzazione del capoluogo. Un percorso nel quale gli chef diventano anche narratori delle produzioni regionali, capaci di raccontare “tutta la storia che sta dietro a ogni singolo prodotto”. E anche per Caligiuri la componente sociale e solidale è uno degli elementi che rendono vincente la manifestazione.
Per l’amministrazione comunale, ha parlato l’assessore alle Attività produttive Giovanna Furrer, che ha definito motivo di orgoglio tornare a ospitare un evento capace di coniugare promozione delle eccellenze, attrattività del capoluogo e solidarietà: “Il progetto Pitta Pop riprende anche un percorso che l’amministrazione ha avviato per la valorizzazione del suo prodotto identitario con la De.Co. che abbiamo fatto sulla pitta”, ha spiegato Furrer, sottolineando la soddisfazione nel vedere quella stessa intenzione trasformarsi in un possibile motore di sviluppo e inclusione per soggetti svantaggiati.
A rappresentare gli chef stellati Luca Abbruzzino, Luigi Lepore, Nino Rossi, Caterina Ceraudo, Antonio Biafora e Riccardo Sculli, è stato il loro portavoce, Antonio Abbruzzino, che, dichiarandosi orgoglioso di coordinare i fornelli di un evento così straordinario, ha ribadito “ormai siamo diventati un appuntamento fisso, che ci permette di valorizzare il territorio, l’enogastronomia e le professionalità. Sono molto felice perché si stanno avvicinando tanti giovani chef che mi fanno ben sperare”. Presente anche lo chef Domenico Origlia, presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaresi, che con un autorevole parterre di cuochi calabresi curerà la preparazione di migliaia di finger food, degustabili durante i Percorsi del gusto e prima della Cena straordinaria.
E se il 6 settembre saranno i sei chef stellati a firmare le portate della grande cena, il vero piatto forte della terza edizione potrebbe essere proprio quello che resterà dopo aver sparecchiato: un progetto destinato a trasformare la pitta e il morzello, simboli della tradizione catanzarese, in un’occasione concreta di lavoro, autonomia e inclusione.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Roberto Tolomeo
Source link



