La denuncia a Open di un’insegnante di Benevento a cui è stata assegnata una cattedra in Molise a causa di un calcolo errato nelle graduatorie. Costretta a rifiutare la sede, ora subisce l’inasprimento normativo: niente incarichi annuali per i prossimi due anni

«Ho dovuto rinunciare a una supplenza di un anno per un errore della scuola e ora rischio di non poter lavorare più per almeno due anni». È la storia di una docente di Benevento, che rischia di restare senza incarichi annuali per almeno due anni dopo aver rinunciato a una supplenza assegnatale in Molise sulla base di una graduatoria con un punteggio errato. Il posto che le è stato assegnato si trova in una scuola a circa due ore da casa sua. Quattro ore di viaggio al giorno, tra andata e ritorno. Tutto per colpa di un punteggio calcolato male che, come racconta la docente a Open, l’ha svantaggiata nelle graduatorie. Per questo, si è trovata davanti a una scelta difficile, se accettare una nomina problematica per la zona e viziata da un errore oppure rinunciare e andare incontro alle sanzioni previste dalla normativa. Quest’anno, infatti, le regole sono state inasprite e chi rinuncia a una supplenza non può accedere a nuovi incarichi annuali per i successivi due anni.

L’errore nei punteggi

La sua storia comincia a febbraio, quando vengono aperte le graduatorie provinciali per le supplenze, le cosiddette GPS, utilizzate per assegnare gli incarichi ai docenti precari. Per l’aggiornamento delle supplenze 2026-2028 le domande dovevano essere presentate dal 26 febbraio al 16 marzo. Ma quando la docente entra nel sistema si accorge subito che qualcosa non torna. Nella domanda non compaiono correttamente i punteggi relativi ai lavori prestati negli anni precedenti. In particolare, manca il riconoscimento di un anno di servizio, che vale 12 punti, e il servizio svolto in un altro anno scolastico, che vale 6 punti. «Non mi caricava i punteggi. Non li prendeva in automatico, come accade solitamente. Ma non mi permetteva neanche di caricarli manualmente», riferisce.

Il rimpallo tra gli uffici scolastici

A quel punto comincia un rimpallo tra gli uffici. «La segreteria della scuola mi dice che il problema non dipende da loro e mi invita a rivolgermi al SIDI, il sistema informativo del ministero dell’Istruzione e del Merito», riporta la docente. Ma dal SIDI arriva una risposta opposta. «Mi spiegano che non sono io a dover aprire la segnalazione, ma la segreteria scolastica», riferisce. Il 16 marzo, il giorno di chiusura delle graduatorie, la docente torna a contattare la segreteria. Ma, racconta, le viene detto che per la scuola è tutto in linea. Il punteggio corretto, però, continua a non comparire. A quel punto, decide di rivolgersi direttamente all’ufficio scolastico regionale.

«La funzionaria inizialmente mi dice di stare tranquilla e di procedere comunque con la domanda. Prima di farlo, ho comunque mandato una mail allegando i documenti e i contratti relativi ai servizi che non risultavano nella domanda», prosegue l’insegnante. Che, alla fine, presenta la richiesta. Il 28 luglio vengono pubblicate le graduatorie e a quel punto si accorge che il problema non è stato risolto. «Mi accorgo che la mia istanza non corrisponde al punteggio esatto e faccio una nuova segnalazione», afferma. «Nell’istanza è indicato un termine di cinque giorni per segnalare eventuali errori. In quei giorni io ero fuori dall’Italia e non avevo accesso alla rete. Ma il problema io lo avevo già segnalato a tutti gli uffici a partire dal 16 marzo, prima della chiusura delle graduatorie, allegando tutta la documentazione», chiarisce.

La nomina (sbagliata) per la supplenza

La docente torna a contattare l’ufficio scolastico regionale ad agosto. «Ho chiamato l’ufficio scolastico regionale, ma mi hanno detto di inviare una nuova mail, perché gli uffici erano in parte chiusi per ferie», fa sapere. La mail viene inviata, ma non arriva alcuna risposta. La sera dello stesso giorno, invece, arriva la nomina per la supplenza. A quel punto la docente invia una Pec, ma la risposta che riceve è che non è più possibile intervenire sulla nomina e che avrebbe dovuto accettare il posto assegnato, nonostante il punteggio errato, lasciando al successivo aggiornamento delle graduatorie il recupero dei servizi mancanti.

Il rischio di non lavorare per due anni

Il problema, però, è che in questo modo si sarebbe trovata ad accettare una nomina in una scuola che, secondo la sua ricostruzione, non ci sarebbe dovuta essere con il punteggio corretto. Rifiutare, invece, significava andare incontro alle conseguenze previste dalla normativa. A causa dell’inasprimento introdotto quest’anno, infatti, non potrà più accedere alle supplenze annuali per due anni. Potrà al massimo concorrere per le graduatorie di istituto e ottenere supplenze brevi.

La scuola a due ore di distanza in una strada alluvionata

Il problema, però, non riguarda soltanto il punteggio. La sede assegnata era infatti stata indicata dalla docente soltanto come 19esima preferenza. «La misi in fondo alle preferenze solo per riempire un buco, e pensai “con il mio punteggio figurati se mi vanno ad assegnare questa sede!”», racconta. Con il punteggio corretto, sostiene, non sarebbe dovuta arrivare a quella posizione. La scuola che le hanno assegnato si trova a Santa Croce di Magliano, in provincia di Campobasso, e dal suo paese, in provincia di Benevento, il viaggio è lungo e complicato. «La sede è a circa due ore di andata e altrettante di ritorno da casa mia in macchina. La strada è messa malissimo a causa delle frane e degli eventi alluvionali che hanno chiuso diverse strade provinciali e comunali, bloccato alcuni collegamenti e lasciato isolate diverse aree del cratere sismico». E anche spostarsi con i trasporti pubblici non sarebbe una soluzione. «I mezzi praticamente non ci sono», chiosa. In totale, considerando il tragitto in auto, si tratta di circa 127 chilometri a tratta.

«Ora rischio di non lavorare per due anni»

La docente si è rivolta a un sindacalista, ha rinunciato alla supplenza chiarendo che la decisione è dovuta a un errore della scuola e degli uffici scolastici. La donna, però, vuole soprattutto evitare le conseguenze di questo gesto. «Il mio scopo in questo momento non è mica chissà fare cosa. È soltanto evitare la sanzione ingiusta di essere bloccata per due anni al lavoro», precisa. «Sono stata costretta a rinunciare a questo incarico a tempo determinato che mi costerà caro, non per colpa mia». Ora si è rivolta a un avvocato per una diffida legale.

La sindacalista: «Non è un caso isolato»

Il caso della docente non è isolato. Come riferisce a Open Manuela Calza, segretaria nazionale della Flc-Cgil, «abbiamo riscontro di diversi errori di punteggio che stanno, però, per essere sistemati dagli uffici scolastici». La sindacalista spiega che «possono capitare malfunzionamenti del sistema o errori degli uffici territoriali del ministero che, peraltro, lavorano sotto organico a fronte di un sovraccarico di lavoro. Anche quest’anno stiamo parlando di centinaia di migliaia di incarichi di supplenza». Per Calza, però, il punto è nelle conseguenze che questi errori possono avere sui docenti. «Le ricadute poi possono essere gravi perché, chiaramente, ne va della possibilità di lavorare. La rinuncia a una supplenza e la mancata presa di servizio precludono infatti l’ulteriore attribuzione di incarichi annuali, ovvero quelli fino al 31 agosto o al 30 giugno. Resta solo la possibilità di concorrere per le graduatorie di istituto per le supplenze brevi», spiega.

Cosa fare se i punteggi sono sbagliati

Si tratta, commenta la sindacalista, di «una sanzione particolarmente pesante», ma «la ratio è quella di sollecitare le persone a rinunciare prima dell’individuazione, in modo da non bruciare i posti. Se io prendo un posto e poi rinuncio, quel posto non è più a disposizione delle persone che sono immediatamente dopo di me in graduatoria e poi torna a essere libero». «Questa sanzione ha quindi una sua logica, però ha anche conseguenze serie, perché in caso di rinuncia per errore significa restare fuori per due anni». Per chi si trova alle prese con errori nel calcolo dei punteggi, conclude Calza, la strada è quella di contestare immediatamente l’errore. «Chi ha problemi con il calcolo dei punteggi – conclude – deve fare un reclamo all’amministrazione e rivolgersi alle sedi sindacali sul territorio, essendo le supplenze assegnate sulla base delle graduatorie provinciali».


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Ygnazia Cigna

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.