È mancata forse la ciliegina sulla torta, quella che avrebbe completato un mercato già profondissimo, nell’ultimo giorno di trattative. Ma sarebbe ingeneroso fermarsi a questo. Perché lo Spezia che Guido Angelozzi ha costruito in circa cinquanta giorni è una squadra completamente diversa da quella che aveva iniziato l’estate e che, con ogni probabilità, proverà a giocarsela fino alla fine. L’ultima giornata, semmai, racconta bene la difficoltà del lavoro affrontato dal direttore dell’area tecnica, arrivato a costruire praticamente da zero una rosa da Serie C in poco più di un mese e mezzo. All’Hotel Sheraton di Milano è stata una giornata lunghissima. Angelozzi e il direttore sportivo Gianluca Longo hanno iniziato i colloqui sin dalle prime ore del mattino, tra uscite da definire, trattative da sbloccare e ultimi tentativi per completare la rosa. La cessione di Bandinelli all’Empoli, la risoluzione di Hamse Shagaxle, poi Adamo all’Avellino. E, contemporaneamente, gli ultimi movimenti in entrata.
Sembrava ormai fatta per lo scambio con il Vicenza tra Edoardo Soleri e Matteo Della Morte. Sembrava, appunto. Perché proprio al momento della firma il giocatore vicentino ha scelto di cambiare strada, preferendo la pista Bari, con cui stava trattando parallelamente. Una situazione che Angelozzi non ha preso bene, anche perché nelle ore successive ha visto saltare definitivamente anche la cessione di Soleri. Il Vicenza ha infatti deciso di virare su Merkaj del Sudtirol, lasciando lo Spezia con un’operazione che, dopo essere sembrata a un passo dalla chiusura, si è dissolta proprio sul più bello, portando l’attaccante a risolvere il suo contratto negli ultimi minuti della sessione. Angelozzi ha quindi puntato sulla sua città, Catania, per chiudere Kaleb Jimenez, italo-spagnolo classe 2002, un’idea nata prima dell’ora di pranzo e diventata realtà nel giro di un’ora. Prestito con diritto di riscatto per il nuovo numero 10, chiamato ad aggiungere qualità e soluzioni al centrocampo.
Un reparto che, allo stesso tempo, perde Francesco Cassata. Alla fine il centrocampista ha dovuto prendere atto della decisione di Angelozzi e ha trovato l’accordo per la risoluzione del contratto. Ripartirà da un’altra piazza, ma nel momento dei saluti ha voluto lasciare un pensiero al suo Spezia: “Rimarrà sempre parte di me, qualsiasi maglia andrò ad indossare”, ha scritto. Nel frattempo era pronto a salutare anche Giuseppe Di Serio. L’attaccante aveva trovato un accordo con il Benevento per tornare in Serie B: 500mila euro sarebbero finiti nelle casse dello Spezia, ma il passo indietro dei sanniti ha fatto saltare tutto. Di Serio, così come Soleri, rimarrà dunque in organico. La situazione dei due, però, è diversa: per l’ex Palermo non dovrebbe esserci spazio nel progetto tecnico, mentre Di Serio potrebbe essere reintegrato e tornare a disposizione.
Angelozzi ha insistito fino all’ultimo anche per Ismael Achik. L’esterno della Salernitana è stato tentato dallo Spezia per giorni, ma il direttore dei campani Daniele Faggiano non ha mai aperto davvero quella porta. Achik ha alla fine scelto di rinnovare con la Salernitana e, anche in questo caso, l’ultimo tentativo dello Spezia non è bastato a cambiare l’esito della trattativa. Al fotofinish è arrivato invece Massimo Zilli, ultimo acquisto della sessione estiva e ventiduesimo nuovo giocatore dello Spezia. Un mercato che ha completamente rivoltato la squadra rispetto alla passata stagione. Fino all’ultimo Angelozzi ha tenuto aperta anche la pista Luca Vido, con cui c’è stato persino un incrocio negli ascensori dello Sheraton. Un messaggio al Brescia, poi poco altro, e la decisione di cambiare obiettivo, puntando sul centravanti del Cosenza, reduce dall’esperienza dello scorso anno al Frosinone. Un attaccante dalla struttura fisica importante, che potrà tornare utile soprattutto in una squadra destinata a cercare spesso la soluzione sulle fasce e a sfruttare i tanti traversoni che arriveranno dall’esterno.
Una delle poche caselle che avrebbe voluto riempire anche Marco Turati era proprio quella dell’esterno. Il tecnico lo aveva chiesto anche nei giorni precedenti alla chiusura del mercato, ma almeno fino a gennaio dovrà lavorare con gli uomini già a disposizione. Cardinali, arrivato dal Parma, Durmush dal Pisa, Cannavò dal Venezia, che è pronto a rientrare dopo l’infortunio, e Cazzadori dal Verona, destinato a essere adattato a laterale almeno nei prossimi mesi. All’occorrenza, inoltre, ci sarà anche la possibilità di vedere Oyono più avanti, adattato da esterno alto. Al netto di questa mancanza, lo Spezia costruito da Angelozzi conserva comunque una profondità di rosa importante. In difesa sono addirittura sei i centrali: Spedalieri, svincolato dal Renate, Sganzerla, il primo acquisto della sessione, Sapola, arrivato dal Pisa, Kalaj, dal Frosinone, e gli Under Giorgeschi e Benvenuto, che alla fine sono rimasti in rosa. Tre terzini e mezzo: Oyono dal Frosinone, Cancellieri dall’Avellino e Capolupo dal Monza, oltre al ritorno di Bastoni, ormai da anni spostato stabilmente a centrocampo ma ancora in grado, quando serve, di tornare a giocare più indietro. Tra i pali la coppia sarà formata da Micai e Ciocci, con i giovani Altemura e Doretti a contendersi il posto da terzo portiere.
In mezzo al campo sono arrivati Joselito dal Perugia e Bright dall’Alcione Milano, mentre mentre è stato confermato Candelari con l’aggiunta di Limonelli, uomo di fiducia di Turati. A loro si aggiungono Capomaggio e Bastoni, due giocatori chiamati ad alzare il livello del reparto. Lo stesso compito che spetterà a Florenzi sulla trequarti e, naturalmente, a Jimenez, al quale è stato affidato il nuovo numero 10. Davanti, invece, il riferimento sarà Mazzocchi, nuovo capitano, con Zilli e Fontanarosa. Quest’ultimo è rimasto in squadra senza occupare uno slot. Via all’ultimo anche Gioele Conte, che passa in prestito alla Fezzanese, che non avrebbe avuto posto in lista. Un posto, al momento, rimane ancora libero e potrebbe essere occupato proprio da Di Serio. La decisione dipenderà da lui e dall’incontro che avrà già domani con Angelozzi. In attesa di collocazione invece Hristov e Mateju, per cui resta solo l’opzione estera, con Soleri ormai svincolato assieme al giovane Bertoncini.
Da domani, dunque, lo Spezia sarà questo. Una squadra nuova in quasi ogni sua componente, costruita attraverso ventidue acquisti e una quantità enorme di trattative portate avanti in poco più di cinquanta giorni. Si può discutere sulla casella rimasta scoperta sulla fascia, e probabilmente la sensazione che un esterno in più avrebbe completato meglio il lavoro resta. Ma chiedere molto di più ad Angelozzi, in una sessione nella quale ha dovuto ricostruire praticamente tutto, sarebbe stato complicato. Anche perché l’ultimo tentativo, fino a quando c’è stato tempo, lo ha fatto. E per una volta il mercato non gli ha dato retta.
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Niccolò Pasta
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