Nubifragi, bombe d’acqua ed emergenze idrogeologiche sono diventati più frequenti e il lavoro dei volontari della Protezione Civile assume un ruolo sempre più importante. Per affrontare le richieste del territorio servono però nuove forze. È anche con questo obiettivo che il gruppo di Protezione Civile “Alberto da Giussano” di Legnano ha deciso di celebrare i suoi 20 anni con “Missione Protezione Civile”, tre giorni all’Isola del Castello, dal 4 al 6 settembre, pensati per far conoscere da vicino il lavoro delle “giubbe gialle” e reclutare nuovi volontari.

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Saranno tre giorni di festa aperta a tutti, con attività per bambini e famiglie, dimostrazioni, mezzi da scoprire, percorsi sui fuoristrada e momenti di divertimento, inseriti nella cornice del Magno Music Fest e accompagnati dallo street food. Un modo per avvicinare la città alla Protezione Civile partendo anche dal gioco e dalla curiosità.

Due sono i pilastri dell’evento: «Far riscoprire la Protezione Civile e reclutare nuovi volontari – spiega il vicepresidente Gabriele Baroni –. Oggi siamo circa 50-55, ma gli eventi cittadini aumentano e gli interventi in emergenza stanno crescendo. Le allerte ormai arrivano anche una o due volte alla settimana». Il gruppo punta quindi ad arrivare a un centinaio di volontari, così da riuscire a distribuire gli impegni senza gravare eccessivamente sul tempo che ciascuno mette gratuitamente a disposizione.

Le attività svolte sono tantissime. Oltre agli interventi durante le emergenze o alla presenza ai grandi eventi cittadini come il Palio e il Rugby Sound, ci sono formazione, prevenzione, attività nelle scuole, monitoraggio del territorio, gestione del rischio idrogeologico e meteorologico, taglio e messa in sicurezza delle piante e presidio operativo in caso di allerta.

«Una risorsa per la cittadinanza»

Un ruolo diventato ancora più importante di fronte al moltiplicarsi degli eventi meteorologici estremi. «Avere associazioni come la vostra significa avere una risorsa per la cittadinanza. Tutto quello che fate non è per niente scontato», ha sottolineato il sindaco Lorenzo Radice durante la presentazione dell’iniziativa. Il primo cittadino ha richiamato soprattutto il lavoro di prevenzione, formazione e conoscenza del territorio svolto dai volontari, sottolineando come la capacità di affrontare le emergenze passi dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini: «Da soli non si può fare nulla».

Una storia lunga vent’anni

Quella della Protezione Civile “Alberto da Giussano” è una storia iniziata vent’anni fa e cresciuta insieme alle esigenze della città. Dai primi volontari il gruppo è arrivato oggi a contarne più di cinquanta, ampliando attività, competenze e collaborazioni.

In questi anni le giubbe gialle hanno lavorato fianco a fianco con Vigili del Fuoco, Croce Rossa e altre realtà del volontariato, affrontato emergenze dentro e fuori Legnano e investito sulla formazione. «Abbiamo sempre creduto che fare squadra sia la cosa fondamentale», ricorda il presidente Giuliano Prandoni. Ma insieme al gruppo sono cresciute anche le richieste. Ed è proprio qui che entra in gioco il secondo grande obiettivo del ventennale: trovare nuovi volontari.

Da 50 a 100 volontari: «Venite a conoscerci»

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Baroni conosce bene il problema di chi vorrebbe fare volontariato, ma pensa di non avere abbastanza tempo. È entrato nella Protezione Civile nel 2009, quando era ancora studente. Oggi ci sono il lavoro, la famiglia, i figli e gli impegni quotidiani, ma il volontariato è rimasto. «Spesso quando parliamo con le persone sentiamo tanti “ma”: non ho tempo, non sono abbastanza bravo, non riuscirei a garantire l’impegno necessario. Ma il tempo per fare qualcosa per la città, se si vuole, si riesce a trovare».

Non viene richiesta a tutti la stessa disponibilità: l’impegno può andare da poche ore al mese a una presenza maggiore nei periodi più intensi, compatibilmente con il tempo che ciascuno può mettere a disposizione. Per diventare operativi è necessario seguire il corso base della Città Metropolitana, oggi in gran parte a distanza, seguito dalla formazione pratica all’interno dell’associazione. Successivamente è possibile frequentare corsi di specializzazione.

Da qui l’appello: «A chi pensa “vorrei fare qualcosa, ma non so come” diciamo: veniteci a trovare». Durante “Missione Protezione Civile” sarà presente un’area dedicata proprio al reclutamento, dove incontrare i volontari, fare domande e capire cosa significa concretamente entrare nel gruppo.

La prevenzione comincia dai bambini

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Per costruire la Protezione Civile del futuro, però, non bastano nuovi volontari. Serve anche diffondere una cultura della prevenzione e il gruppo ha scelto di partire dai più piccoli.

«Preparare i bambini di oggi significa avere domani una comunità più preparata e più formata», spiega Anna Cerin, referente delle attività ludiche. «I bambini sono curiosi, ricettivi, imparano velocemente e soprattutto imparano quando le informazioni vengono trasmesse attraverso il gioco e l’esperienza».

Un lavoro che può avere un effetto moltiplicatore. «Un messaggio rivolto al bambino può passare ai genitori, agli insegnanti, ai nonni e a tutta la famiglia». È la stessa filosofia con cui i volontari lavorano durante l’anno nelle scuole, principalmente con bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni, mentre dallo scorso inverno è iniziata anche una collaborazione con le scuole superiori.

Al Castello questa esperienza diventerà un grande gioco. I bambini potranno affrontare percorsi a ostacoli e attività dedicate ai rischi e ai comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza, alluvioni e incendi, con uno spazio riservato anche alla prevenzione degli incidenti domestici. Alla fine riceveranno il “diploma del piccolo cittadino consapevole”. «Per noi l’obiettivo sarà raggiunto anche se un solo bambino, alla fine del percorso, avrà una maggiore percezione del pericolo e soprattutto avrà voglia di raccontare agli altri quello che ha imparato».

Fuoristrada, motopompe e attrezzature: la Protezione Civile si mette in mostra

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“Missione Protezione Civile” servirà anche a far vedere concretamente cosa fanno e con quali strumenti lavorano i volontari. Ci sarà un’area dedicata ai fuoristrada, con la possibilità di salire a bordo dei mezzi della Protezione Civile e partecipare a un breve percorso, e uno spazio dove saranno esposti mezzi e attrezzature operative, comprese le dotazioni utilizzate per illuminare le aree di intervento durante le emergenze.

Nell’area dedicata al rischio idrogeologico saranno mostrate motopompe, generatori e altre attrezzature utilizzate in caso di allagamenti e nubifragi. Uno spazio sarà invece riservato agli interventi sugli alberi, con motoseghe e strumenti impiegati per il taglio e la messa in sicurezza delle piante. Accanto alle aree operative ci saranno quelle dedicate ai bambini e al reclutamento, dove sarà possibile parlare direttamente con i volontari e conoscere le diverse attività del gruppo.

Le emergenze che restano dentro: l’Abruzzo e il Covid

Vent’anni di attività significano anche esperienze che rimangono impresse più di altre. Alla domanda su quali emergenze abbiano lasciato il segno più profondo, Prandoni ne ricorda soprattutto due: l’Abruzzo e il Covid.

In Abruzzo i volontari si sono trovati di fronte non soltanto al lavoro materiale da svolgere, ma soprattutto alle persone colpite dall’emergenza. «Un conto è fare lavori manuali, un altro è trovarsi davanti a persone che sono veramente in difficoltà». La parte più pesante, ricorda il presidente, è stata proprio quella umana: trovarsi nella condizione di dover offrire anche un sostegno psicologico a chi aveva vissuto un evento traumatico.

Una dimensione tornata con forza durante il Covid. I volontari portavano farmaci e ciò che serviva alle persone impossibilitate a uscire, ma si trovarono anche a rispondere a centinaia di telefonate di cittadini soli e disorientati, che chiusi nelle proprie case non sapevano più cosa fare o come muoversi.

«Sono questi gli aspetti che rimangono più dentro», ricorda Prandoni. Perché dietro mezzi, motopompe, divise e procedure, il lavoro della Protezione Civile passa anche dalla capacità di stare accanto alle persone nei momenti in cui sono più fragili. Poi naturalmente ci sono le emergenze: la Prociv era tra i soccorritori nell’incendio che ha colpito la palazzina Aler di via Pisacane, ed è sempre sul posto quando cadono alberi o ci sono situazioni di rischio o soccorso da gestire sul territorio.

Il programma di “Missione Protezione Civile”

La festa prenderà il via venerdì 4 settembre, con apertura dalle 19 alle 24. Sarà la prima occasione per visitare le aree della Protezione Civile, incontrare i volontari, vedere mezzi e attrezzature e conoscere più da vicino le attività del gruppo.

Sabato 5 settembre il villaggio aprirà dalle 14 alle 24 e saranno protagoniste anche le attività dedicate ai bambini, insieme ai percorsi sui fuoristrada, alle aree operative e agli spazi informativi.

Domenica 6 settembre proseguiranno le attività per famiglie e bambini, le dimostrazioni e la possibilità di conoscere mezzi e attrezzature.

Per tutta la tre giorni “Missione Protezione Civile” sarà inserita nella cornice del Magno Music Fest, con musica, festa e street food, trasformando il ventennale non soltanto in un anniversario per i volontari, ma in un’occasione per incontrare la città e, magari, convincere qualcuno a indossare per la prima volta una giubba gialla.




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