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Napoli-Como, Angelo Forgione a Radio Tutto Napoli evidenzia i problemi: difesa poco solida, Allegri deve alzare il baricentro e puntare di più sull’attacco
Ai microfoni di Radio Tutto Napoli, il giornalista Angelo Forgione analizza la sconfitta del Napoli contro il Como, individuando nella fragilità difensiva e nell’atteggiamento troppo rinunciatario le vere cause del ko. Il nostro opinionista invita Max Allegri a valorizzare i pregi della squadra, alzando il baricentro invece di arretrare, e boccia la scelta di schierare Olivera al posto di Spinazzola. Spazio anche a un’analisi sul mercato incompleto e sul caso Vergara, rimasto in panchina per l’intera partita.
Dopo Genoa-Napoli avevi detto che la squadra di Allegri non può essere quello del primo tempo: immagino che non possa essere neanche quello dei primi 60 minuti con il Como.
“No, non può e non deve esserlo. Allegri deve capire che se questa squadra in questo momento ha dei problemi — penso che poi se li porterà dietro presto, perché il mercato sta chiudendo e la rosa evidentemente è questa, quindi dei limiti ci sono — questa squadra deve opporre a questi problemi quelli che sono i suoi pregi, andare oltre i difetti, valorizzare i pregi. Quali sono i pregi di questa squadra? Evidentemente se la difesa in questo momento è un problema, Allegri deve capire che forse la miglior difesa è l’attacco. Lo dimostra anche il secondo tempo: seppure non hai creato tantissimo, hai tenuto il Como lontano e hai evitato gli errori a cui poi la difesa ti ha costretto. Con quella difesa ti sei condannato a una sconfitta con due errori individuali: uno assolutamente di lettura e di intempestività da parte di Olivera, un’altra collettiva che parte dal primo passaggio di Rrahmani, mette in difficoltà Anguissa, Anguissa va evidentemente in ambascia, poi frittata completa con Rrahmani. È evidente che in questo momento la difesa del Napoli non dà tante garanzie, e se sai che il Como è una squadra che ti pressa, devi evitare questa pressione. Lo fai evidentemente alzando il baricentro, cercando di imporre il tuo gioco — lascia stare che magari concedi qualcosa — ma la dimostrazione pratica è che nel momento in cui entra De Bruyne la squadra sale. Forse questa lettura la potresti fare dall’inizio e non esporti a certe problematiche. Credo che Allegri debba essere un po’ più propositivo, perché altrimenti ci ritroveremo di fronte a certe problematiche anche con altre squadre. Questo è stato un confronto da Champions con il Como, con l’Inter sarà un altro confronto da Champions, poi ci sarà l’Arsenal che sarà vera Champions: è una partenza che ci mette di fronte ai veri limiti del Napoli nel momento in cui affronta squadre di un certo calibro.”
Vedi dei calciatori involuti dal punto di vista fisico in questo Napoli?
“È evidente che ci sono anche calciatori in questo momento fuori forma. Partiamo da McTominay, che ha problemi giustificati, ha problemi di vesciche e probabilmente si opererà: in questo momento è un calciatore totalmente abulico e serve a poco. Anguissa non è ancora in condizione, è un po’ lento, e quando Anguissa è lento il problema si vede: non velocizza l’azione, crea anche problematiche come quella di ieri in fase passiva — ne ho già parlato, è inutile tornarci sopra. Non vedo particolari regressi da parte di Olivera, nel senso che Olivera purtroppo è un paio d’anni che è un calciatore che ha perso il passo, che ha perso anche le misure: è un problema se lo vuoi considerare un giocatore di contenimento, probabilmente il limite è proprio lì. E poi non riesco a capire perché non si riesca ad innescare Hojlund, che dimostra ogni volta che quando ha una palla buona riesce a tirare in porta — magari se la inventa è gol — è un giocatore di grande realizzazione, non riesco a capire perché gli stia intorno così poco: attenzione, questa è una questione tattica, non di forma. È un discorso che va fatto nel complesso generale di tutta una serie di problemi che il Napoli deve affrontare, perché questo gruppo deve crescere assolutamente. Il Como è stato un grande campanello d’allarme, che ha evidenziato tutte queste lacune e ha messo a nudo tutto quello che si poteva pensare alla vigilia su questa rosa, evidentemente incompleta. Mi dispiace che, nonostante tutto fosse alla luce del sole, qualcuno dei vertici — dal presidente, coinvolgendo anche l’allenatore — abbia parlato di sogno finale Champions, addirittura di vittoria: questo va assolutamente bandito, perché il Napoli ha delle problematiche serie e non ci si può permettere, in una piazza del genere con una tifoseria così folta, di gettare fumo negli occhi e illudere i tifosi.”
Questione Vergara: hai capito perché non è entrato?
“Credo che Vergara non sia entrato semplicemente perché si è preferito far entrare Neres — poi magari non ha pagato la scelta, non potremo mai saperlo, non c’è la prova provata che Vergara avrebbe fatto meglio. Sicuramente c’è abbondanza sugli esterni, quindi capiterà che qualcuno resti fuori: la scorsa giornata c’era Vergara, stavolta è toccato a Neres, anche per fargli riassaggiare un po’ il campo. Qualcuno magari potrà pensare che fosse un po’ azzardato, visto che erano 7 mesi che Neres non giocava, però non discuterei più di tanto la validità e l’importanza di Neres: se vogliamo far crescere questa squadra bisogna metterlo dentro. Forse non nel momento in cui stai perdendo 2-1 con il Como, però la scelta non mi sembra così folle, la vedo così.”
In molti parlano di lezione di Cesc Fabregas a Max Allegri: hai visto davvero questo ieri al Maradona, oppure il Napoli ha aiutato molto il Como a vincere grazie a errori grossolani?
“50 e 50. Come dicevo prima, se sai che il Como ti pressa, tu come allenatore — che è uno solido, molto attento alla fase difensiva, al pacchetto difensivo, alla fase passiva — se sai che la tua difesa è in emergenza non te li fai venire dentro l’area di rigore, non metti in ambascia i difensori. Io farei un ragionamento diverso: rischierei qualcosa, ma cercherei di tenerli quanto più lontano possibile dall’area di rigore. Ho temuto fortemente anche la scelta di Oliveira — non voglio caricare la croce sul calciatore uruguaiano — ma se mi metti in campo Olivera rispetto a Spinazzola mi stai facendo capire che vuoi contenere, e Oliveira oggi non è più una garanzia in questo senso: io piuttosto metterei Spinazzola e alzerei il baricentro della squadra. Non sono un allenatore, faccio un discorso da profano, non è il mio mestiere, sono un opinionista in questo caso, però farei un ragionamento del genere: perché farti venire dentro i calciatori del Como, che sono così abili — l’avete detto voi stessi — a evidenziare i problemi altrui? Se il Napoli in questo momento è in ambascia in difesa, ha delle problematiche, cerchi di proteggere quei calciatori che probabilmente non sono così scafati, non sono così amalgamati. Possiamo trovare tante chiavi di lettura, ma la difesa ieri è stata scoperta: intanto perché ci sono condizioni di forma carenti, poi perché quello schieramento non è una difesa ermetica, ma anche perché evidentemente l’allenatore ha fatto venire dentro l’area di rigore i calciatori del Como, e loro li hanno puniti.”
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