Il Frosinone firma un’impresa storica al “Franchi” e travolge la Fiorentina con un netto 0-3, trasformando quello che doveva essere un pomeriggio di celebrazioni in una disfatta da dimenticare per i padroni di casa. La squadra viola, scesa in campo per festeggiare il traguardo del centenario con un impianto addobbato a festa e la solita cornice di tifo caldissimo, si è invece infranta contro la prestazione impeccabile dei ciociari. (Leggi qui: La vera festa è del Frosinone: tris magico al “Franchi”).
Per Massimiliano Alvini, nato a Fucecchio e da sempre tifoso viola, la vittoria ha un sapore speciale: si tratta infatti della primissima affermazione in Serie A della sua carriera da allenatore, un riscatto attesissimo giunto a breve distanza dalla sfortunata e amara avventura sulla panchina della Cremonese nella stagione 2022/23.
Frosinone: cinismo e autorevolezza
Mister Alvini conferma per nove undicesimi la formazione della prima giornata, inserendo Masini e Oyono dal primo minuto: per entrambi si tratta dell’esordio da titolari in Serie A con la maglia ciociara.
Il piano tattico del Frosinone appare chiaro fin dalle prime battute: pressing alto per sfruttare i meccanismi ancora imperfetti della formazione viola e ripartenze fulminee affidate a un Kvernadze in versione premium. È proprio da un’invenzione del georgiano che nasce la rete del vantaggio: servizio vincente per Raimondo che, in mezzo a cinque maglie viola, riesce a calciare di prima intenzione a rete.
La Fiorentina prova a scuotersi e, nel giro di due minuti, colpisce due legni prima con Valdepenas e poi con Mastantuono. Poco prima dell’intervallo, però, arriva il raddoppio giallazzurro: a sette minuti dalla pausa, infatti, Bracaglia incorna al meglio il perfetto calcio d’angolo calciato da Calò e insacca di testa.
I numeri con la testa dura
I numeri della prima frazione raccontano con precisione la gara dei ciociari, bravi a lasciare il pallino alla Fiorentina (che chiude col 60% di possesso palla, seppur sterile a lunghi tratti) e spietati nell’aggredire il primo portatore di palla (11 contrasti e 12 falli nei primi quarantacinque minuti). Sul piano delle occasioni complessive prevale la squadra allenata da Grosso che, costretta a rincorrere, calcia 14 volte verso lo specchio contro le 6 conclusioni giallazzurre; il Frosinone, tuttavia, si dimostra ben più preciso nello centrare la porta (4 a 3 il conto dei tiri nello specchio).
La seconda frazione si apre sullo stesso registro: fortificati dal doppio vantaggio, i ciociari trovano ancor più coraggio ed elevano l’intensità delle giocate, soprattutto in fase difensiva, come testimoniano i 69 duelli vinti (contro i 57 viola) e i 17 contrasti a 6. Una vera e propria battaglia agonistica che culmina nel tris firmato ancora da una perla assoluta di Raimondo, lesto a capitalizzare un grande assist di Bracaglia. A risultato acquisito, gli ultimi minuti di gioco sono una formalità, con la Fiorentina che tenta l’arrembaggio disperato senza però mai scaldare i guanti di un attento Palmisani.
La difesa è un muro invalicabile
Con una Fiorentina proiettata alla costante ricerca del gol, è la retroguardia ciociara a prendersi la scena, annullando la pericolosità offensiva avversaria per quasi tutti i novanta minuti. Fanno eccezione i due minuti di sbandamento subito dopo il vantaggio, quando Valdepenas e Mastantuono si sono visti negare la gioia del pareggio soltanto dai legni.
Bravo e fortunato Palmisani sulla prima occasione, quando è reattivo ed evita che il pallone si insacchi alle sue spalle dopo il flipper con il legno. Eccellente la prova della coppia centrale, chiamata a francobollare un cliente sgradevole come Pellegrino, costantemente ingabbiato nella morsa difensiva e mai realmente pericoloso.
Spicca, tra i due, la prestazione da capitano vero per Monterisi, che primeggia nei dati per intercetti (3) e contributi difensivi totali (15). Eccellente la partita di Bracaglia, tra i migliori in campo dei suoi: oltre al gol (il settimo in maglia Frosinone) e all’assist, sfodera una prova di grande sostanza in marcatura su Mastantuono, pur dovendo gestire un cartellino giallo rimediato nelle battute iniziali.
È tornato mago Calò, Masini è dappertutto
Il faro del gioco ciociaro festeggia nel migliore dei modi il rinnovo contrattuale che lo legherà ai leoni fino al 2029 con una prestazione quasi impeccabile: dalle sue geometrie nascono quasi tutte le trame più pericolose del Frosinone. Il numero 14 chiude la sfida con 5 passaggi chiave (più di chiunque altro sul terreno di gioco) e l’assist per il raddoppio di Bracaglia.
Menzione d’onore per Masini, al battesimo da titolare con la maglia giallazzurra: l’ex Genoa alza il ritmo e l’intensità minuto dopo minuto, trasformandosi in una diga insuperabile davanti alla difesa e dominando sia nel conto dei contrasti riusciti (8) sia in quello dei palloni recuperati (10).
Segnali di miglioramento anche per Schmid che si accende a tratti e lancia l’azione del definitivo 3 a 0 con un tunnel di alta scuola. Per lui 4 passaggi lunghi riusciti sui 5 tentati (più di qualsiasi altro giocatore di movimento).
Kvernadze-Raimondo, lo show è qui
I veri mattatori del match sono il 9 e il 17, autori di una prova di assoluto valore. Il centravanti di scuola Bologna trova i suoi primi due centri in Serie A dopo 15 presenze collezionate tra la maglia rossoblù e quella Venezia, rispondendo sul campo a qualche critica di troppo piovuta dopo la prima giornata e all’arrivo di una nutrita concorrenza nel reparto dal mercato. Il georgiano, dal canto suo, semina il panico nella retroguardia viola sgasando a suon di strappi (ben 8 dribbling riusciti su 12 tentati) e fornendo l’assist per la prima marcatura del compagno di reparto. Un tempo a testa, infine, per Fini e Zerbin, con quest’ultimo che impatta sul match con maggior piglio rispetto al compagno, garantendo nuova linfa all’attacco nella ripresa.
L’impegno in Coppa Italia prima del Venezia
Archiviati i primi tre punti in campionato (i primi ottenuti da una neopromossa in stagione), per gli uomini di Alvini è già tempo di proiettarsi sul prossimo appuntamento: mercoledì si va al “Mapei Stadium” contro il Sassuolo per i sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Anche la formazione guidata da Aquilani è reduce da un successo, il 2-1 con cui ha regolato il Torino di Abate. Sarà un test probante in cui il tecnico ciociaro darà verosimilmente spazio a chi ha minutaggio inferiore, offrendo loro l’opportunità di mettere in difficoltà le gerarchie della rosa.
Anche perché il successivo impegno di domenica allo “Stirpe” contro il Venezia, altra neopromossa, ha già tutto il sapore di un primissimo scontro salvezza da non fallire.
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